Stai iniziando la tua attività di architetto e non sai nulla di fisco? Oggi ti descriviamo tutti i passi da svolgere per iniziare questa libera professione e cosa fare per aprire partita IVA da architetto.

La professione di architetto

L’architetto è un professionista che si occupa della progettazione di edifici, di interni, della pianificazione urbanistica e di architettura del paesaggio. Lavora quindi sia nell’edilizia che nel design, quindi non solo di progettazione di edifici ma anche di arredamenti. Per poter operare come architetto quindi dovrai conseguire una laurea in architettura, ottenere l’abilitazione alla professione superando l’esame di Stato e iscriverti allo specifico ordine professionale.

L’iscrizione all’Ordine degli Architetti

L’iscrizione all’Ordine degli Architetti avviene quindi dopo aver superato l’Esame di Stato. Esistono due sezioni all’interno dell’Ordine degli Architetti, nella A potranno iscriversi architetti, paesaggisti, pianificatori territoriali e conservatori dei beni architettonici e ambientali. Nella sezione B gli architetti Junior e i pianificatori Junior. Per iscriverti all’albo devi consegnare una domanda correlata di tutti i documenti di riconoscimento, compreso il certificato che attesta il superamento dell’esame di Stato.

Aprire partita IVA da architetto

Avvenuta l’iscrizione all’albo degli architetti, è necessario aprire la partita IVA per poter avviare la propria attività libero professionale. Per aprire partita IVA o per conoscere le modalità di consegna dei documenti dovrai semplicemente compilare il form sottostante e un consulente fiscale di Fiscozen ti ricontatterà subito.

 

La scelta del regime fiscale

All’atto di aprire partita IVA, un esperto consulente di Fiscozen ti consiglierà il regime fiscale adatto alla tua professione. Sappi infatti che in Italia esistono tre regimi fiscali differenti: ordinario, semplificato e forfettario. Quest’ultimo è il regime agevolato a disposizione dei contribuenti italiani, introdotto dallo Stato nel 2016. Erede naturale del regime dei minimi, prevede notevoli semplificazioni negli adempimenti fiscali e anche una sola tassa di contribuzione: l’imposta sostitutiva. Questa è pari al 5% nei primi cinque anni di attività, se sussistono le condizioni per richiedere l’agevolazione, e al 15% negli anni successivi. Non presenta limiti di tempo e di età e può essere utilizzato da coloro che decidono di aprire partita IVA da architetto per tutti gli anni contributivi a venire. Per poter usufruire del regime forfettario è necessario rispettare alcuni vincoli tra cui una soglia di reddito annuo che dipende dalla tipologia di attività lavorativa così come categorizzate dal Codice ATECO. Il Codice ATECO degli architetti è il 71.11.00 “Attività degli studi di architettura”. Questa categoria professionale deve rispettare un limite annuo di reddito di 30.000€ e ha un coefficiente di redditività del 78%.

Il coefficiente di redditività per partita IVA da architetti

Il coefficiente di redditività è un importante secondo aspetto del regime forfettario. Non è possibile infatti dedurre alcuna spesa dell’attività lavorativa. Ma lo Stato italiano ha definito comunque un forfettario di spesa da poter dedurre, ed è calcolato sempre in base all’attività lavorativa, che definisce il reddito imponibile, ovvero il coefficiente di redditività. Queste “spese forfettarie” sono deducibili a prescindere che tu le abbia sostenute o meno!

Contributi previdenziali per gli architetti

Da questo reddito imponibile è deducibile anche la spesa per la contribuzione previdenziale sostenuta nel corso dell’anno. Per gli architetti la cassa previdenziale di riferimento è Inarcassa. Con Inarcassa pagherai:

  • contributo soggettivo: obbligatorio per ogni iscritto, che viene calcolato in misura percentuale sul reddito professionale pari al 14,5% (entro i 35 anni di età o nei primi 5 anni di attività e fino a 46.250 € è previsto uno sconto che riduce il contributo al 7,25% ). È previsto un contributo minimo da corrispondere indipendentemente dal reddito professionale, che per l’anno 2018 è di 2.310€ (ridotto a 770€ per redditi inferiori a 46.250€ entro i 35 anni di età o nei primi 5 anni di attività). Questo contributo è completamente deducibile dal reddito;
  • contributo facoltativo: un contributo volontario che può essere versato o meno in misura proporzionale dal 1% all’8,5% del reddito professionale dichiarato. Non preoccuparti però perché non è obbligatorio;
  • contributo integrativo: obbligatorio per gli iscritti all’albo professionale e titolari di partita IVA, che viene calcolato in misura percentuale sul volume di affari dichiarato ai fini IVA. È pari al 4% del volume di affari e deve essere inserito in tutte le fatture emessa ad eccezione delle fatture verso i clienti esteri. Anche in questo caso è previsto un contributo minimo integrativo, che per il 2018 è pari a 685€ (ridotto a 228€ per redditi inferiori a 46.250€ entro i 35 anni di età o nei primi 5 anni di attività);
  • contributo di maternità/paternità: obbligatorio per tutti gli iscritti Inarcassa, in due rate annuali di cui la prima è già stata definita ed è di 33,5 €.

Vediamo nel dettaglio una previsione di spesa per i primi tre anni di attività escludendo per semplicità dal calcolo il contributo di maternità appena descritto. Il metodo contributivo italiano si basa sul metodo storico e quindi ogni anno, in sede di dichiarazione dei redditi, andiamo a versare i contributi in riferimento all’anno precedente. Quindi nel tuo secondo anno di attività pagherai le imposte relative al reddito netto del primo anno di attività. Ecco perché nel primo anno il calcolo dell’imposta sostitutiva è di 0 €.

 

I°ANNO

II°ANNO

III° ANNO

Ricavo Annuo

20.000 € + 800 €

25.000 € + 1.000 €

30.000 + 1.200 €

Reddito lordo – Coefficiente di Redditività (78%)

15.600 €

19.500 €

23.400 €

Inarcassa contributo soggettivo

770€

+

0 €

770 €

+

305 €

770 €

+

565,8 €

Contributo integrativo

0€

800€

1.000 €

Reddito Imponibile

14.830 €

18.425 €

22.064,2 €

Imposta Sostitutiva (5%)

0 €

741,5 €

Saldo I anno

+

741,5 €

Acconto II anno

(921,25 – 741,5)=

179,75 €

Saldo II anno

+

921,25 €

Acconto III anno

Totale Tasse e contributi

770 €

3.358 €

3.437,8 €

Cosa manca? Fiscozen!

Tutto quello che devi fare è chiedere una consulenza gratuita a Fiscozen che ti chiarirà ogni aspetto della contribuzione per te che hai deciso di aprire partita IVA da architetto. Inoltre grazie al piano in abbonamento per il regime forfettario potrai pagare solo 299+IVA per la gestione totale della tua partita IVA. Cosa aspetti, contattaci tramite mail, chat o telefono e un consulente fiscale ti contatterà!

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