Hai appena conseguito la laurea in ingegneria e stai progettando di diventare un ingegnere libero professionista? Ecco tutti i passi da svolgere per iniziare questa libera professione e quanto spenderai per la tua partita IVA da ingegnere.

Essere ingegneri: una professione che offre molte opportunità

La professione di ingegnere è quella che al momento presenta più sbocchi lavorativi dopo la laurea. Se stai leggendo questa guida perché vorresti diventare un ingegnere, allora sappi che per farlo dovrai conseguire una laurea in ingegneria, scegliendo una delle specializzazioni che più ti piacciono. Dopo di che dovrai sostenere l’esame di stato e quindi iscriverti all’Albo degli Ingegneri. L’ultimo passo? Aprire partita IVA da ingegnere.

L’iscrizione all’Ordine degli Ingegneri

A seguito del conferimento del titolo attraverso l’esame di Stato, l’iscrizione all’albo è un passaggio obbligato per tutti coloro che decidono di fare gli ingegneri professionisti. L’iscrizione all’Ordine degli Ingegneri ha due sezioni differenti: quella A per gli ingegneri (laurea magistrale) e quella B per gli ingegneri junior (laurea triennale), a seconda del grado di istruzione che si ha al momento dell’Esame di Stato. Oltre a questa differenza si opera un’ulteriore divisione tra quattro macro aree dell’ingegneria: Ingegneri Civili e Ambientali, Industriale e dell’Informazione. I costi di iscrizione all’Albo variano sensibilmente tra i diversi ordini e anche nelle diverse province.

Aprire partita IVA da ingegnere

Oltre all’iscrizione all’albo dovrai anche aprire partita IVA da ingegnere. Se vuoi sapere come si apre partita IVA, i costi e tutti i regimi fiscali a disposizione compila il modello sottostante. Un esperto consulente fiscale di Fiscozen ti contatterà e ti guiderà nell’avvio della tua nuova attività da libero professionista, sciogliendo tutti i tuoi dubbi e facendoti iniziare col piede giusto!

 

La scelta del regime fiscale

Il consulente fiscale di Fiscozen ti consiglierà di avviare la tua attività avvalendoti del regime forfettario. Questo è il regime agevolato a disposizione dei contribuenti italiani dal 2016. Non esistono altri regimi fiscali che ti permettono di risparmiare così sulle tue tasse, neppure se paragonato al vecchio regime dei minimi di cui si sente parlare spesso. Il regime forfettario ha infatti sostituito il regime dei minimi che attualmente non esiste più. Il regime forfettario prevede notevoli semplificazioni negli adempimenti fiscali e anche una sola tassa di contribuzione: l’imposta sostitutiva. Questa è pari al 5% nei primi cinque anni di attività, proprio per agevolare le attività negli anni più delicati dell’apertura, e al 15% negli anni successivi. A differenza del vecchio regime dei minimi non presenta limiti di tempo e di età e può essere utilizzato da coloro che decidono di aprire partita IVA da ingegnere per tutti gli anni contributivi a venire.

Usufruire del regime forfettario

Il regime forfettario è aperto a tutti i contribuenti che rispettano determinate condizioni tra cui il limite di reddito annuo. Quindi anche da te che hai deciso di aprire partita IVA da ingegnere a patto che tu rispetta i limiti imposti. Il limite di reddito dalla tipologia di attività lavorativa così come classificata dal Codice ATECO. I Codici ATECO degli ingegneri sono vari come ad esempio: 71.12.10 “Attività degli studi di ingegneria” oppure il 71.12.20 “Servizi di progettazione di ingegneria integrata”. In riferimento a questi due codici, ad esempio, per poter usufruire del regime forfettario dovrai rispettare un limite annuo di reddito di 30.000€ e avrai un coefficiente di redditività del 78%.

Il coefficiente di redditività?

Il coefficiente di redditività è un aspetto interessante del regime forfettario. Questo regime agevolato, non permette di dedurre alcuna spesa dell’attività lavorativa. Non preoccuparti però, non si tratta di uno svantaggio per la tua attività perché lo Stato Italiano ha definito comunque un forfettario di spesa da poter dedurre, ed è calcolato sempre in base all’attività lavorativa. Quindi di fatto, anche se tu non sostieni queste spese, potrai comunque effettuare una deduzione che determinerà la parte di reddito che ti verrà tassata.

Contributi previdenziali per gli ingegneri: INARCASSA

Da questo reddito imponibile è deducibile anche la spesa per la contribuzione previdenziale sostenuta nel corso dell’anno. Per gli ingegneri la cassa previdenziale di riferimento è Inarcassa. I contributi di Inarcassa di si dividono in:

  • contributo soggettivo: obbligatorio per ogni iscritto, che viene calcolato in misura percentuale sul reddito professionale pari al 14,5% (entro i 35 anni di età o nei primi 5 anni di attività e fino a 46.250 € è previsto uno sconto che riduce il contributo al 7,25%). È previsto un contributo minimo da corrispondere indipendentemente dal reddito professionale, che per l’anno 2018 è di 2.310€ (ridotto a 770€ per redditi inferiori a 46.250€ entro i 35 anni di età o nei primi 5 anni di attività). Questo contributo è completamente deducibile dal reddito;
  • contributo facoltativo: un contributo volontario che può essere versato o meno in misura proporzionale dal 1% all’8,5% del reddito professionale dichiarato. Non preoccuparti però perché non è obbligatorio;
  • contributo integrativo: obbligatorio per gli iscritti all’albo professionale e titolari di partita IVA, che viene calcolato in misura percentuale sul volume di affari dichiarato ai fini IVA. È pari al 4% del volume di affari e deve essere inserito in tutte le fatture emesse ad eccezione di quelle verso i clienti esteri. Anche in questo caso è previsto un contributo minimo integrativo, che per il 2018 è pari a 685€ (ridotto a 228€ per redditi inferiori a 46.250€ entro i 35 anni di età o nei primi 5 anni di attività);
  • contributo di maternità/paternità: obbligatorio per tutti gli iscritti Inarcassa, in due rate annuali di cui la prima è già stata definita ed è di 33,5 €.

Ecco nel dettaglio una previsione di spesa per i primi tre anni della tua attività, escludendo per semplicità dal calcolo il contributo di maternità della cassa previdenziale.
Il metodo contributivo italiano si basa sul metodo storico e quindi ogni anno, in sede di dichiarazione dei redditi, si verseranno i contributi in riferimento al tuo anno contributivo precedente. Quindi, per capirci meglio, nel tuo secondo anno di attività pagherai le imposte relative al reddito netto del primo anno di attività. Ecco perché nel primo anno vedrai che il calcolo dell’imposta sostitutiva è pari a 0 €.

 

I°ANNO II°ANNOIII° ANNO
Ricavo Annuo

20.000 € + 800 €

25.000 € + 1.000 €

30.000 + 1.200 €

Reddito lordo – Coefficiente di Redditività (78%)

15.600 €

19.500 €

23.400 €

Inarcassa contributo soggettivo

770€

+

0 €

770 €

+

305 €

770 €

+

565,8 €

Contributo integrativo

0€

800€

1.000 €

Reddito Imponibile

14.830 €

18.425 €

22.064,2 €

Imposta Sostitutiva (5%)

0 €

741,5 €

Saldo I anno

+

741,5 €

Acconto II anno

(921,25 – 741,5)=

179,75 €

Saldo II anno

+

921,25 €

Acconto III anno

Totale Tasse e contributi770 €3.358 €3.437,8 €

Cosa manca? Fiscozen!

Ora hai bisogno del giusto alleato per la tua attività professionale: Fiscozen. Chiedi una consulenza gratuita e un esperto consulente fiscale ti chiarirà ogni aspetto della fiscalità per te che hai deciso di aprire partita IVA da ingegnere nel 2018. Inoltre grazie al piano in abbonamento per il regime forfettario, potrai pagare solo 299+IVA per la gestione totale della tua partita IVA. Cosa aspetti, contattaci tramite mail, chat o telefono e un consulente fiscale ti contatterà per spiegarti in maniera facile come procedere per avviare senza problemi la tua nuova attività!

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