Il mondo del lavoro, negli ultimi decenni, è radicalmente cambiato. Sono sempre di più i ragazzi e le ragazze che scelgono di mettersi in proprio ed avviare un’attività autonoma. Che si tratti di aspiranti venditori, di avvocati neolaureati o di specialisti del digitale, la domanda è sempre la stessa: esiste una Partita IVA per i giovani?

La risposta è: .

Chi si appresta ad entrare nel mondo del lavoro autonomo, infatti, può usufruire delle agevolazioni offerte dal regime forfettario, attualmente l’opzione più vantaggiosa per i giovani e per le start-up.

In cosa consiste il regime forfettario? In quali casi è possibile accedervi? Come aprire Partita IVA per i giovani?

In questo articolo risponderemo a queste e ad altre domande riguardo alla Partita IVA per i giovani.

Prendete nota!

Lavoro dipendente o autonomo?

Chi ha appena terminato il percorso di studi e desidera entrare nel mercato del lavoro ha dinanzi a sé due possibilità: lavorare come dipendente presso un’azienda, un’associazione o un ente pubblico, oppure mettersi in proprio.

La seconda opzione, talvolta, è una scelta obbligata. Capita spesso, infatti, che ad un giovane professionista venga richiesta la Partita IVA per collaborare con il proprio datore di lavoro. Altre volte, invece, è il desiderio di avviare un’attività commerciale, imprenditoriale o professionale a prevalere: a prescindere dalle motivazioni che vi spingono, per mettervi in proprio dovrete aprire la Partita IVA. Vediamo insieme di cosa si tratta!

Quando occorre aprire la Partita IVA?

La Partita IVA è uno strumento – o, meglio, un codice numerico di 11 cifre – utilizzato per dichiarare al fisco i propri proventi e per versare tasse e contributi. Tuttavia, nelle fasi iniziali, non è necessario aprire Partita IVA per lavorare in maniera autonoma: per le attività occasionali, infatti, esiste la cosiddetta Prestazione Occasionale.

La Prestazione Occasionale è uno strumento del tutto legale, riservato però alle collaborazioni limitate nel tempo.

L’opinione comune vuole che, per utilizzare la Prestazione Occasionale, non si debba superare la soglia annua di reddito di 5.000 euro ma, in realtà, le cose sono leggermente diverse. L’obbligo di aprire la Partita IVA per i giovani, così come per tutti gli altri autonomi, non dipende dal ricavato annuale, bensì dalla regolarità e continuità delle mansioni svolte, che non devono superare i 30 giorni per anno solare e per ciascun committente.

In altre parole, se la vostra attività si svolge per periodi limitati, non sarete costretti ad aprire Partita IVA.

Al contrario, se l’attività occasionale diventa un lavoro fisso, dovrete effettuare anche questo passaggio.

In ogni caso, non disperate: l’apertura della Partita IVA è un’operazione semplice e gratuita.

Ecco come fare!

Come aprire Partita IVA per i giovani?

La procedura per aprire la Partita IVA per i giovani può essere effettuata online, navigando sul sito dell’Agenzia delle Entrate, senza costi di partenza. Tuttavia, è bene non farsi illudere dall’apparente semplicità perché, durante i passaggi iniziali, dovrete compiere alcune decisioni che si ripercuoteranno sulla vostra attività futura.

Dunque, a partire dalle primissime fasi, è buona norma farsi affiancare da un commercialista, da un CAF o da un’altra figura specializzata nel settore fiscale, per portare a termine correttamente i seguenti step:

#1 Apertura Partita IVA per i giovani

L’apertura della Partita IVA per i giovani può essere effettuata gratuitamente online con Fiscozen.

Al termine di questo articolo, troverete l’apposito form, con il quale potrete richiedere una consulenza e contattare un nostro esperto che vi seguirà durante tutta l’operazione, compresi i passaggi successivi, ovvero:

#2 Scelta del Codice ATECO

In fase di apertura della Partita IVA, dovrete scegliere il vostro Codice ATECO, che serve a descrivere il tipo di professione che andrete a svolgere e/o il settore di riferimento. Esiste un Codice ATECO per ogni attività, dal commercio alla ristorazione, dall’ambito medico alla pubblicità. Tuttavia, per alcune professioni non ancora regolamentate – ad esempio, le nuove professioni legate al web – non c’è ancora un codice specifico: di conseguenza, dovrete optare per un codice generico (es. Altre attività o servizi per la persona) consigliato dal commercialista.

La scelta del Codice ATECO è molto importante. Da esso dipendono, infatti, il coefficiente di redditività (ovvero la percentuale, rispetto al reddito lordo, sulla quale verserete tasse e contributi) ed altre regole di natura fiscale.

#3 Scelta del regime fiscale

Abbiamo già accennato del regime forfettario, attualmente unica alternativa al regime ordinario. La Partita IVA forfettaria è, senza dubbio, l’opzione migliore per i giovani, in quanto prevede numerose agevolazioni dal punto di vista fiscale, contabile, contributivo e burocratico. Ad onor del vero, però, il regime fiscale non prevede limiti di età, bensì di reddito (oltre ad altre cause di esclusione, che trovate in questo articolo): la soglia massima, a partire dall’anno 2019, è stata innalzata fino a 65.000 euro (al posto dei 30.000 previsti per gli anni precedenti).

Aderendo al regime forfettario, verserete un’unica imposta sostitutiva con aliquota fissa al 15% sul reddito imponibile. Inoltre, per i primi cinque anni di attività, la tassazione viene ulteriormente ridotta al 5%!

Se pensate che, utilizzando il sistema della Prestazione Occasionale (e, dunque, la ritenuta d’acconto), versate il 20% sul ricavato totale, potete rendervi facilmente conto di quanto potrete risparmiare a livello di tasse!

#4 Contributi previdenziali

Infine, l’ultimo passaggio, prima di avviare a tutti gli effetti la vostra attività autonoma, è l’iscrizione alla vostra Cassa Previdenziale per versare i contributi a fini pensionistici. In tal senso, occorre fare un’importante distinzione:

  1. Per le professioni ordinistiche, ovvero quelle regolamentate da un’Ordine Professionale con Cassa (come nel caso degli avvocati o degli architetti), occorre ultimare l’iscrizione e versare ad esso i propri contributi. Solitamente, ciascun Ordine prevede regole specifiche riguardo alla contribuzione, fissa e/o in percentuale.
  2. Per le professioni non ordinistiche, per i commercianti e gli artigiani, è necessario effettuare l’iscrizione alla cosiddetta Gestione Separata INPS, che raccoglie gli autonomi che non fanno riferimento ad alcun Ordine.

La Gestione Separata INPS, sezione professionisti, è quella che maggiormente interessa i giovani. La quasi totalità delle nuove professioni (dal web design al copywriter, dalla make-up artist al personal trainer), infatti, non fa capo ad un Ordine o ad un Albo. Ecco subito una buona notizia: i contributi, nella Gestione Separata INPS – Professionisti, sono totalmente a percentuale, con aliquota pari al 25,72% del reddito imponibile. Di conseguenza, non dovrete versare quote fisse durante l’anno, bensì pagherete i contributi in relazione ai vostri effettivi introiti.

Partita IVA per i giovani: i vantaggi

La Partita IVA per i giovani comporta, senza dubbio, l’assunzione di responsabilità: dichiarare al fisco i proventi, rispettare scadenze ed obblighi, versare tasse e contributi. Tuttavia, adottando il regime forfettario come regime fiscale, i vantaggi non mancano: innanzitutto, grazie alla tassazione con aliquota fissa, potrete prevedere, per sommi capi, l’ammontare delle spese annuali (pari, appunto al 15% o al 5% del vostro reddito imponibile).

Inoltre, grazie all’esenzione IVA e in assenza della ritenuta d’acconto (che comporterebbe una trattenuta pari al 20% dei vostri incassi), potrete proporre tariffe più basse e, dunque, competitive rispetto alla concorrenza.

Altri vantaggi della Partita IVA per i giovani nel regime forfettario sono:

Risparmiare sul commercialista? Oggi si può con Fiscozen!

Per risparmiare ulteriormente sui costi della Partita IVA per i giovani, esiste, oggi, una soluzione molto interessante: Fiscozen. Si tratta di un servizio online di gestione fiscale, al quale potrete delegare l’intera gestione della vostra Partita IVA: dichiarazione dei redditi, calcolo tasse e contributi, il tutto ad una tariffa ben più ridotta, rispetto all’onorario di un commercialista. Insomma, con Fiscozen, non dovrete preoccuparvi di nulla!

Dunque, se avete intenzione di trasformare la vostra collaborazione occasionale in una vera professione o se intendete avviare ex novo un’attività autonoma, compilate il seguente form. Un esperto Fiscozen vi contatterà telefonicamente per guidarvi in ogni passaggio richiesto nell’apertura della Partita IVA:

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