Hai appena effettuato il corso da guardia giurata e vorresti iniziare la tua attività? Sai che puoi essere dipendente ma anche libero professionista? Vediamo quali sono le caratteristiche fiscali per coloro che decidono di aprire partita IVA da guardia giurata.

Guardia giurata: passiva e attiva

La professione della guardia giurata prevede lo svolgimento di molteplici compiti per prevenire reati. Per questo la guardia giurata si occupa di presidiare luoghi pubblici, cantieri o fabbriche, ronde diurne e notturne, videosorveglianza o portavalori preziosi. Per diventare guardia giurata bisogna essere incensurati ed essere assunti da un Ente di Vigilanza, oltre ad essere autorizzati dalla Prefettura. Se l’impiego come guardia giurata prevede l’utilizzo di un’arma bisognerà richiedere il porto d’armi e sottoporsi ad una visita medico legale che certifichi il buono stato psico-fisico. Esistono però, in realtà, due differenti tipologie di guardie giurate. Ci sono le guardie giurate attive che seguono tutti i compiti che abbiamo appena elencato. Esistono poi le guardie giurate passive non armate, che rientrano nell’ampio concetto della vigilanza privata. Anche in questo caso le attività sono soggette al previo rilascio di licenza prefettizia ex art. 134 TULPS. Si tratta, ad esempio, di vigilanza, portierato e investigazioni che hanno lo scopo di impedire furto o danni. La guardia giurata può anche decidere di aprire partita IVA da guardia giurata e lavorare come freelance!

Come diventare guardia giurata?

Come per tutte le professioni, per diventare guardia giurata ci sono dei requisiti da rispettare, soprattutto nel caso delle guardie giurate armate e quindi attive. È necessario essere cittadini italiani o di uno stato membro UE, non aver riportato condanne e avere una buona condotta. Ma come possono lavorare le guardie giurate? Possono essere dipendenti di istituti di vigilanza ma anche liberi professionisti decidendo di aprire partita IVA da guardia giurata. In questo caso la differenza tra guardia attiva e passiva comporta anche una differenza contributiva. Nel primo caso, la guardia attiva, dovrà versare i contributi previdenziali alla cassa INPS artigiani e commercianti, con un processo complesso di iscrizione alla Camera di Commercio. Nel secondo caso, che è quello che analizzeremo nel corso di questo articolo, l’attività è considerata da liberi professionisti e non da ditte individuali.

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Regime forfettario per liberi professionisti

Se sei una guardia giurata e hai deciso di lavorare come libero professionista, sappi che non dovrai temere le tasse! Grazie al nuovo regime forfettario, infatti, potrai pagare solo il 5% di tasse sui ricavi. Questa imposta sostitutiva dura ben cinque anni per poi aumentare al 15%, restando comunque tra le aliquote più convenienti per i liberi professionisti. Le agevolazioni inoltre includono una riduzione degli adempimenti fiscali. Ad esempio, non avrai la rivalsa IVA e quindi non dovrai registrare le tue spese e gli acquisti. L’altra grande novità di questo regime fiscale è la mancanza di deduzione delle spese per l’attività. Lo Stato italiano ha definito per ogni attività lavorativa, così come classificate dalle categorie del Codice ATECO (80.10 per le guardie giurate), un forfettario di spese da poter comunque dedurre indipendentemente se siano state sostenute oppure no. Da qui deriva il coefficiente di redditività ( che nel tuo caso è del 67%), una percentuale che definisce quale parte del reddito sarà tassata.

Gestione separata INPS per liberi professionisti

C’è però un altro aspetto da approfondire se hai deciso di aprire partita IVA da guardia giurata. In Italia è obbligatoria la contribuzione previdenziale. Se sei una guardia giurata dipendente i tuoi contributi saranno versati tramite la busta paga, ma se sei libero professionista dovrai versarli tu. Visto che la categoria delle guardia giurata non è inserita in una cassa previdenziale dedicata, dovrai versare i tuoi contributi nella Gestione Separata INPS che prevede una contribuzione sul reddito del 25,72%. Questo significa che se non fatturi non pagherai tasse e sappi che questo versamento contributivo potrai portarlo in deduzione dal reddito. Ciò comporta un’ulteriore diminuzione dei costi in quanto l’imposta sostitutiva sarà calcolata sull’incasso ridotto del coefficiente di redditività e dei contributi previdenziali versati.

Ma quanto paga all’anno una guardia giurata?

Prendiamo in esame una guardia giurata libero professionista nei primi tre anni di attività. In Italia, come noterai anche nella tabella che segue, si segue il metodo storico per la contribuzione e quindi si paga in base ai redditi dell’anno precedente. Se decidi di aprire partita IVA da guardia giurata, nel primo anno di attività non avrai costi e nell’anno successivo pagherai per i redditi dell’anno precedente. Inoltre ogni anno lo Stato richiede un anticipo sui contributi degli anni successivi. Nella tabella è tutto più chiaro e intuitivo.

Ricavi annui

20.000 €25.000 €

30.000 €

Reddito Netto (67%)

13.400 €

16.750

20.100 €

INPS GS 25,72%

0 €

3.446,5 €

Contributi INPS I anno

+

2.757,2 €

Acconto II anno

(4308,1 – 2.757,2 )

= 1550,9 €

Contributi INPS II anno

+

3446,5 €

Acconto III anno

Reddito Imponibile

13.400 €

10.546 €

15.103 €

Imposta Sostitutiva (5%)

0 €

670,00 €

Imposta I anno

+

670,00 €

Acconto II anno

(527,3-670,00)=

-142,7 €

Imposta II anno

+

527,3 €

Acconto III anno

TOT0 €7.544,0 €

5.382,0 €

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