Calcolo tasseguadagno netto sono due aspetti fondamentali per chi lavora con la Partita IVA. È importante, infatti, avere una visione quanto più precisa delle spese di gestione, per poter stabilire tariffe e compensi adeguati.

In questo articolo, ti spiegheremo come calcolare le imposte in relazione al tuo fatturato annuale, in modo tale che possa farti un’idea più chiara del guadagno netto derivante dall’attività che andrai a svolgere.

Il calcolo delle tasse varia, inoltre, in base al regime fiscale a cui avete deciso di assoggettarti. Come vedremo meglio in seguito, per chi si avvale del regime forfettario, è molto più semplice prevedere le prossime spese.

Buona lettura!

Fatturato lordo e guadagno netto con la Partita IVA

Cosa significano le due espressioni “fatturato lordo” e “guadagno netto“?

Chi lavora con la Partita IVA ha l’obbligo di versare imposte e contributi previdenziali, in percentuale variabile a seconda del reddito, del tipo di attività, del regime fiscale scelto e di svariati altri aspetti.

Il fatturato lordo, dunque, non è altro che il tuo incasso complessivo, non ancora gravato dalle tasse.

In altre parole: se un cliente ti paga 100 euro al mese, avrai un fatturato lordo annuo di 1.200 euro.

Tuttavia, per conoscere il tuo guadagno netto, dovrai sottrarre le imposte che andrai a pagare su quanto incassato durante l’anno, effettuando il calcolo tasse nelle modalità previste dal tuo regime fiscale.

Semplificando: FATTURATO LORDO TASSE = GUADAGNO NETTO.

Calcolo tasse e guadagno netto nel regime forfettario

Partiamo con il regime forfettario, nel quale è più facile effettuare il calcolo tasse, in quanto tutto viene elaborato in maniera, appunto, forfettaria, sulla base di percentuali fisse stabilite per ciascun Codice ATECO.

Cos’è il regime forfettario?

Il regime forfettario è un regime che offre svariate agevolazioni alle “piccole Partite IVA”, ovvero a commercianti, artigiani e professionisti con reddito non superiore a 65.000 euro annui. Chi si avvale di questo speciale regime, oltre a versare un’unica imposta sostitutiva (che prende il posto di IRPEF, IRAP, imposte addizionali, ecc.) con aliquota fissa al 15% o al 5% sul reddito imponibile, potrà beneficiare di una lunga serie di vantaggi, tra cui:

  • esenzione IVA;
  • esonero da fatturazione elettronica;
  • esonero da studi di settore, esterometro, ecc.;
  • contabilità semplificata.

Per accedere al regime forfettario, comunque, non basta fatturare meno di 65.000 euro ogni anno. A partire dal 2019, infatti, sono state introdotte altre cause di esclusione, come quelle relative al possesso di quote di partecipazione a: 1) società di persone; 2) associazioni; 3) imprese familiari; 4) S.r.l., ma solo in alcuni casi.

La peculiarità del regime forfettario, oltre che in una tassazione particolarmente vantaggiosa, consiste nel calcolo tasse e guadagno netto, che avviene sulla base di percentuali fisse per ogni attività.

Facciamo maggiore chiarezza!

Reddito lordo e reddito imponibile nel regime forfettario

Nel regime forfettario, non è possibile scaricare direttamente le spese. Queste vengono, infatti, calcolate su base fissa, secondo una percentuale (o coefficiente di redditività) stabilita per ogni settore o attività economica.

Ad esempio, per i commercianti (venditore ambulante, venditore online, ecc.) che si avvalgono del regime forfettario, il coefficiente di redditività è pari al 40%. Per gli artigiani (parrucchiere, estetista, truccatore, massaggiatore, tatuatore, ecc.), è pari al 67%. Per i professionisti iscritti ad un Ordine o Albo Professionale (avvocato, ingegnere, architetto, psicologo, infermiere, ecc.), è pari al 78%. Stessa percentuale per le professioni non regolamentate (igienista dentale, amministratore di condominio, ecc.) e per le nuove professioni digitali (dal consulente web marketing al social media manager, fino allo sviluppatore).

Semplificando: REDDITO LORDOPERC. FISSA SPESE = REDDITO IMPONIBILE.

Facciamo qualche esempio:

Mario, commerciante al dettaglio (coeff. redditività = 40% / spese = 60%)

  • Reddito lordo: 20.000 euro
  • Reddito imponibile (reddito lordo * coeff. redditività) = 8.000 euro

Giovanni, ingegnere (coeff. redditività = 78% / spese = 22%)

  • Reddito lordo: 45.000 euro
  • Reddito imponibile: 35.100 euro

Barbara, parrucchiera (coeff. redditività = 67% / spese = 33%)

  • Reddito lordo: 33.000 euro
  • Reddito imponibile: 22.110 euro

Come funziona il calcolo tasse nel regime forfettario?

Una volta stabilito il tuo reddito imponibile, potrai procedere con il calcolo tasseguadagno netto.

Nel regime forfettario, come già visto, è richiesto il versamento di un’imposta sostitutiva con aliquota al 15% sul reddito imponibile (che, ripetiamo, corrisponde al fatturato annuale, meno la percentuale fissa per le spese), che scende fino al 5% per i primi cinque anni di attività (ovvero, per il cosiddetto regime forfettario start-up).

Dunque, riprendendo gli esempi di poco fa:

Mario, commerciante al dettaglio

  • Reddito lordo: 20.000 euro
  • Reddito imponibile: 8.000 euro
  • Calcolo tasse (15%): 1.200 euro
  • Guadagno netto: 20.000 – 1.200 = 18.800 euro

Giovanni, ingegnere

  • Reddito lordo: 45.000 euro
  • Reddito imponibile: 35.100 euro
  • Calcolo tasse (15%): 5.265 euro
  • Guadagno netto: 45.000 – 5.265 = 39.735 euro

Barbara, parrucchiera

  • Reddito lordo: 33.000 euro
  • Reddito imponibile: 22.110 euro
  • Calcolo tasse (15%): 3.316 euro
  • Guadagno netto: 33.000 – 3.316 = 29.684 euro

Calcolo tasse e guadagno netto nel regime ordinario

Veniamo ora ai contribuenti che si avvalgono del regime ordinario. In questo caso, il calcolo tasseguadagno netto è molto più complesso: occorre, innanzitutto, inserire le spese sostenute (se detraibili) voce per voce. Successivamente, si dovranno elaborare i differenti tributi, con aliquote che variano a seconda della fascia di reddito.

Per i contribuenti “ordinari”, dunque, l’unica soluzione per conoscere l’importo da versare è rivolgersi ad un commercialista o, meglio ancora, sottoscrivere un servizio online di gestione della Partita IVA come Fiscozen, che permetta di monitorare il fatturato e valutare le prossime spese.

Guadagno netto con la Partita IVA: contributi previdenziali

Il calcolo imposte non è l’unica valutazione da fare per conoscere il proprio guadagno netto. Eh già, perché le tasse non sono le uniche spese di gestione da sostenere: vi sono anche i contributi previdenziali.

contributi previdenziali variano in base all’attività, con aliquote stabilite dalla Cassa Previdenziale di riferimento (ad es. INARCASSA per architetti e ingegneri o ENPAP per psicologi) o dalla Gestione Separata INPS. Per effettuare il calcolo dei contributi previdenziali, vi rimandiamo a questo articolo.

A questi, dovrete aggiungere le spese di gestione per i materiali (ad esempio, gli ingredienti utilizzati da un cuoco a domicilio), per la benzina, l’abbonamento telefonico e Internet, per eventuali collaboratori o dipendenti, ecc..

Tali spese, nel regime forfettario, corrispondono ad una percentuale detratta dal fatturato lordo, mentre gli “ordinari” dovranno conservare fatture, ricevute e scontrini per inserire tali voci nella dichiarazione dei redditi.

Un’ultima spesa da tenere a mente è quella legata al costo del commercialista. Per adempiere agli obblighi fiscali, infatti, è bene poter contare sul supporto di un esperto. Su questa spesa, a differenza di altre, si può risparmiare parecchio. Come? Scegliendo un servizio online come Fiscozen che, ad un prezzo particolarmente competitivo, ti offre la completa gestione della tua fiscalità, una comoda piattaforma digitale per fatturare e tenere d’occhio i tuoi incassi, un gruppo di supporto tecnico telefonico o via chat e tanti altri vantaggi. Scopri di più!

Calcolo tasse e guadagno netto: le tariffe giuste

Veniamo alla nostra conclusione: una volta imparato come fare il calcolo tasse guadagno netto, arriva il momento di creare il proprio tariffario. Per chi lavora in proprio, uno degli aspetti più complicati riguarda, appunto, la scelta di tariffe che risultino, al tempo stesso, vantaggiose per se stessi e competitive sul mercato.

Per chi adotta il regime forfettario, questo punto è un po’ più semplice: basta conoscere il coefficiente di redditività del proprio settore ed effettuare un calcolo approssimativo di imposte e contributi.

Pertanto, se ritieni adatto un guadagno netto di 50 euro/ora, dovrai aggiungere la percentuale per le spese, circa il 15% per l’imposta sostitutiva e la quota di contributi previdenziali prevista per la tua attività.

Ad esempio, per uno psicologo “forfettario” che intende ottenere un compenso netto di 50 euro/ora:

  • guadagno netto: 50 euro
  • coefficiente redditività (78%): 37,5 euro
  • calcolo tasse (15%): 5,6 euro
  • calcolo contributi (25,75%): 9,65 euro
  • compenso lordo: 65 euro circa

Le percentuali cambiano per chi si avvale del regime ordinario, poiché il rapporto tra fatturato lordocalcolo tasseguadagno netto dipendono da una molteplicità fattori e, spesso, variano di anno in anno, in base alle nuove aliquote fiscali. Pertanto, queste valutazioni andrebbero effettuate con il supporto di un consulente.

Calcolo tasse e guadagno netto con Fiscozen

Per chi lavora tutto il giorno, è prestare la giusta attenzione alla gestione fiscale. Un buon modo per liberarsi da impegni e responsabilità e, al contempo, avere sempre sotto controllo la situazione, è affidarsi a Fiscozen.

Con Fiscozen, potrai monitorare il tuo fatturato lordo, il calcolo tasse e contributi, le fatture da incassare e le prossime scadenze in qualsiasi momento, semplicemente accedendo alla tua dashboard tramite il computer.

Un modo semplice e innovativo di gestire la tua attività. Hai intenzione di aprire la Partita IVA? Compila il form sottostante per richiedere una consulenza a Fiscozen per il calcolo tasseguadagno netto per il tuo settore!

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