Classificazione delle attività economiche, nomenclatura, Codice ATECO. Per chi si appresta, nel 2018, ad entrare nel mondo della libera professione e dell’imprenditoria, queste definizioni possono creare confusione.

L’articolo di oggi proverà a fare chiarezza sui sistemi utilizzati, nell’attuale ordinamento italiano, per individuare e classificare le diverse attività economiche e produttive. Vedremo, dunque, quali sono i presupposti su cui si fonda tale classificazione, quali sono i codici in uso, nel 2018, da parte dell’Agenzia delle Entrate ed a cosa servono e, soprattutto, come scegliere quello più attinente al tipo di attività svolta, a seconda del settore di riferimento.

Classificazione delle attività economiche: cos’è?

Nella società odierna, esistono centinaia di mestieri e professioni. Si va da quelli più tradizionali, come il medico o l’avvocato, alle specializzazioni più innovative, nate nel corso degli ultimi decenni, come nel caso delle numerose attività che riguardano il vasto mondo del web. Da questa apparente «confusione», nasce il bisogno di classificare le diverse professioni in modo quanto più chiaro ed efficace. Ogni settore, infatti, necessita di precise regole, inerenti sia allo svolgimento dell’attività stessa (ad es. le norme sulla sicurezza), sia all’ambito fiscale e contributivo.

La classificazione delle attività economiche nasce, dunque, dall’esigenza di stabilire dei parametri fissi, entro cui ogni lavoratore o imprenditore è obbligato ad operare. Oggi, tale classificazione viene effettuata mediante il cosiddetto Codice ATECO, che indica il tipo di attività e, di conseguenza, gli adempimenti fiscali da assolvere.

Dunque, la classificazione delle attività economiche è un sistema che permette, allo Stato Italiano, di identificare, in maniera univoca, l’esatto ambito di ogni società, ditta individuale o lavoratore autonomo.

Al tempo stesso, il professionista o imprenditore, con la scelta del Codice ATECO, stabilisce il proprio settore di riferimento (es. commercio, professioni legali o sanitarie, etc.) e si appresta a sottostare alle sue regole.

Classificazione delle attività economiche: i presupposti

La necessità di «fare ordine» tra mestieri ed attività economiche nasce nel secolo scorso e, precisamente, nel 1970.

Quell’anno, infatti, viene creata la cosiddetta Nomenclatura delle Attività Economiche da parte dell’Eurostat, il principale organo statistico della Comunità Europea. La Nomenclatura, detta anche Codice NACE (dal francese Nomenclature statistique des Activités économiques dans la Communauté Européenne), ha origine dal bisogno di identificare, in maniera chiara, univoca ed universale, le diverse attività economiche, industriali e produttive.

Nel corso dei decenni, la Nomenclatura delle Attività Economiche ha subito varie rielaborazioni (l’ultima modifica è avvenuta nel 2002). Al tempo stesso, è stata adottata come «linea guida» per la classificazione delle attività economiche, da parte dei singoli Stati che fanno parte della Comunità Europea. In Italia, per l’appunto, la Nomenclatura è stata utilizzata come «base di partenza» per la redazione della tabella con i vari Codici ATECO.

La Nomenclatura comprende, allo stato attuale, 17 categorie principali:

  • A Agricoltura, allevamento bestiame, caccia e silvicoltura

  • B Pesca e allevamento pesci

  • C Estrazione di minerali (industria mineraria)

  • D Produzione/fabbricazione

  • E Approvvigionamento di elettricità, gas ed acqua

  • F Costruzioni

  • G Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di veicoli, motocicli e beni personali/della casa

  • H Hotel, ristoranti e bar

  • I Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni

  • J Intermediazione finanziaria

  • K Attività relative ai beni immobili, affitti, intermediazioni e consulenze

  • L Pubblica Amministrazione, difesa, sicurezza sociale obbligatoria

  • M Educazione

  • N Sanità e servizi sociali

  • O Altre attività sociali, personali e di comunità

  • P Attività domestiche

  • Q Attività di enti e organizzazioni non territoriali

Le categorie più «estese» vengono, poi, ulteriormente ripartite in sottocategorie. Ad esempio, la categoria «D» (Produzione/fabbricazione) include, a sua volta, le sottocategorie DA Produzione di cibo, bevande e tabacco, DB Produzione materiali e prodotti tessili, DC Produzione cuoio e prodotti in cuoio e via di seguito.

Dalla Nomenclatura al Codice ATECO

Come abbiamo detto, dalle disposizioni generali fornite dalla Nomenclatura delle Attività Economiche, si passa, in Italia, al Codice ATECO. L’attuale tabella, contenente tutti i Codici ATECO disponibili, si trova sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (clicca qui per trovare maggiori informazioni). La sua ultima versione risale al 2007.

Cos’è il Codice ATECO?

Il Codice ATECO – come abbiamo accennato – è un codice che identifica il tipo di attività svolta da un imprenditore o un professionista e/o il suo settore di appartenenza. Tuttavia, il Codice ATECO non si limita a definire cosa fa il lavoratore o l’azienda, bensì stabilisce anche le norme (generali e di sicurezza, fiscali, contributive, etc.) da seguire.

La scelta del Codice ATECO, dunque, ha un impatto molto forte sul futuro dell’attività e, pertanto, andrebbe ponderata con particolare attenzione. Dalla classificazione delle attività economiche dipendono, infatti, i parametri fiscali e contributivi come, ad esempio: il limite di reddito per l’accesso al regime forfettario, l’ammontare dei contributi fissi da versare annualmente all’INPS, il coefficiente di redditività, le eventuali agevolazioni, etc..

Ricordiamo, inoltre, che il Codice ATECO stabilisce il grado d’intensità di rischio (alto, medio, basso) dell’attività.

Per consentire una più facile ricerca tra i vari Codici ATECO, l’ISTAT ha messo a disposizione questo strumento.

Come funziona il sistema di classificazione italiano?

L’Agenzia delle Entrate utilizza un sistema di classificazione delle attività economiche a cinque livelli.

Il primo livello si riferisce al settore generale di appartenenza: Attività Manifatturiere, Trasporto e Magazzinaggio, Costruzioni, Attività Immobiliari e via di seguito. Man mano che si scende verso il quarto ed il quinto livello, la descrizione diventa sempre più specifica, fino a determinare le attività svolte e le eventuali esclusioni.

Per rendere il tutto più comprensibile, prendiamo in esame uno studio di architettura.

  • La prima categoria di riferimento è: M – Attività professionali, scientifiche e tecniche.
  • La seconda è: 71 – Attività degli studi di architettura ed ingegneria, collaudi e analisi tecniche.
  • La terza è: 71.1 – Attività degli studi di architettura, ingegneria ed altri studi tecnici.
  • La quarta è: 71.11 – Attività degli studi di architettura
  • La quinta, ovvero il Codice ATECO completo, è: 71.11.00 – Attività degli studi di architettura.

Il procedimento è analogo per ogni professione, mestiere, esercizio pubblico e/o tipologia di impresa.

Ecco alcuni tra i Codici ATECO più comuni:

  • 69.10.10 è il Codice ATECO degli studi legali.
  • 86.21.00 è il Codice ATECO degli studi di medicina generale.
  • 56.10.11 è il Codice ATECO per le attività di ristorazione (pizzerie, ristoranti, fast-food, etc.).
  • 96.02.02 è il Codice ATECO per estetiste ed istituti di bellezza… e via di seguito.

Come scegliere il Codice ATECO?

La scelta del Codice ATECO è una fase molto delicata, che andrebbe affrontata con la dovuta attenzione.

Il Codice ATECO viene selezionato durante l’apertura della Partita IVA, quando il professionista o imprenditore inoltra la Dichiarazione di Avvio Attività (mediante modello AA9 per persone fisiche e ditte individuali o modello AA7 per le società ed i soggetti diversi dalle persone fisiche) presso l’Agenzia delle Entrate o per via telematica.

Per le imprese che necessitano dell’iscrizione all’apposito Registro delle Imprese, è possibile utilizzare il nuovo strumento ComUnica, che permette di inviare la Comunicazione Unica mediante una procedura digitale.

Il titolare della Partita IVA ha, dunque, l’obbligo di dichiarare contestualmente il tipo di attività che andrà a svolgere. Di conseguenza, a seconda del settore, dovrà adempiere all’iscrizione all’INPS (Gestione Separata INPS), oppure alla Cassa Previdenziale di riferimento (ove presente, come nel caso di architetti, avvocati, medici, giornalisti, etc.).

Perché è così importante la scelta del Codice ATECO?

Non ci stancheremo mai di dirlo: la scelta del Codice ATECO determina i parametri che il lavoratore o imprenditore dovrà rispettare, a partire dall’avvio dell’attività. Si tratta, pertanto, di una decisione non da poco: basti pensare che, ad esempio, tra un’attività e l’altra, il coefficiente di redditività può variare più di 20 punti percentuale!

Per alcune professioni o per determinati settori, la scelta è piuttosto semplice. Le attività di stampo tradizionale, come quelle che si rifanno ad uno specifico Ordine Professionale (ad es. medici, ingegneri, psicologi, farmacisti, etc.), sono molto facili da identificare. Le cose si complicano, invece, quando si parla di nuove professioni, come quelle legate al web, non ancora regolamentate. Oppure per quelle attività che comprendono più settori e/o servizi.

Per ovviare quanto più al problema, la classificazione delle attività economiche prevede anche dei «codici generici», utilizzati da chi non rientra in una descrizione specifica. Tra questi, possiamo citare come esempio:

  •  85.59.90 – Altri servizi di istruzione nca (per docenti privati, formazione religiosa, etc.).
  • 96.09.09 – Altri servizi per la persona nca.
  • 74.90.99 – Altre attività professionali nca e via di seguito.

La scelta del Codice ATECO, come quella del regime fiscale, andrebbe sempre compiuta con il supporto di uno specialista. Oggi, per abbattere i costi di gestione della Partita IVA, esistono servizi digitali che offrono assistenza ai neo-imprenditori ed ai liberi professionisti. Uno di questi è Fiscozen, che ti aiuta a partire dall’apertura della Partita IVA e dalle primissime fasi della tua attività. Se hai bisogno di aiuto per scegliere il Codice ATECO, richiedi una consulenza gratuita mediante il seguente form e verrai ricontattato da un esperto in materia fiscale:

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