Se il tuo più grande desiderio è aprire una parrucchieria e possiedi già l’esperienza e le qualifiche professionali per metterti in proprio, questa guida è dedicata a te: troverai tutte le informazioni necessarie per aprire Partita IVA con Codice ATECO da parrucchiere e per orientarti al meglio tra costi iniziali, tassazione e contributi.

La figura del parrucchiere non ha bisogno di alcuna presentazione ma, a proposito del suo inquadramento fiscale e contributivo, vi sono ancora parecchi dubbi, anche tra gli “addetti ai lavori”. Ecco perché abbiamo deciso di guidarti nel disbrigo dei vari adempimenti che ti consentiranno di aprire un locale “a tua immagine e somiglianza”: dall’esibizione dei requisiti professionali fino all’avvio di un’impresa individuale.

Scopri insieme a noi come iniziare a lavorare come parrucchiere freelance!

Come diventare parrucchiere: formazione e requisiti

Il mestiere del parrucchiere, a prima vista, può apparire abbastanza semplice: bastano delle buone doti manuali, un pizzico di senso estetico ed una certa dose di stile e creatività. È davvero così? Certo che no!

Per realizzare un look a regola d’arte, infatti, è necessaria una conoscenza approfondita delle tecniche di taglio, piega e styling, dei prodotti e delle attrezzature di lavoro, oltre che della struttura stessa del capello. Se poi pensiamo a trattamenti più “complessi”, come una colorazione, l’applicazione delle extension o la cosiddetta “permanente”, capiamo bene che, per svolgere al meglio ed in sicurezza questa attività, non c’è spazio per l’improvvisazione!

Ecco perché, in base alla normativa vigente nel nostro Paese, chiunque voglia lavorare come parrucchiere, barbiere o acconciatore, sia in proprio che alle dipendenze di terzi, deve scegliere tra le seguenti opzioni:

  • Corso di formazione biennale presso una scuola autorizzata + laboratorio di carattere pratico o tirocinio professionalizzante della durata minima di 12 mesi, da svolgersi nell’arco di due anni;
  • Tre anni di esperienza professionale a tempo pieno, da svolgersi nell’arco di cinque anni, come dipendente, collaboratore o apprendista presso un salone già avviato + corso di formazione teorico.

Terminato uno dei due percorsi di formazione citati qui sopra, inoltre, l’aspirante parrucchiere, barbiere o acconciatore è tenuto a superare anche un esame sia teorico che pratico, necessario per ottenere l’apposita qualifica professionale, senza la quale non sarà possibile provvedere all’apertura della Partita IVA.

Va comunque detto che, per diventare dei veri specialisti in questo campo, spesso non è sufficiente possedere solamente i requisiti di base. Al contrario, è utile ampliare le proprie competenze con altri corsi, laboratori, master, ecc. e, soprattutto, tenersi continuamente aggiornati riguardo alle novità in fatto di stile, prodotti, tendenze, ecc..

Parrucchiere “occasionale” o con la Partita IVA?

Quando si è agli inizi della propria carriera lavorativa, è facile lasciarsi tentare da soluzioni apparentemente rapide ed economiche. Ad esempio, parlando con altre persone del tuo desiderio di lavorare in proprio come parrucchiere, qualcuno potrebbe suggerirti di non aprire Partita IVA per risparmiare su tasse e contributi.

Bene, se ti capita di ricevere simili “consigli”, rammenta che la legge italiana non permette l’esercizio dell’attività di parrucchiere – così come di estetista, tatuatore, ecc. – in forma occasionale. Pertanto, le uniche chance per lavorare in regola, senza rischiare grosse sanzioni, sono: farsi assumere presso un locale gestito da terzi, oppure aprire Partita IVA con Codice ATECO da parrucchiere, seguendo l’apposita trafila che descriveremo più avanti.

Parrucchiere a domicilio: quando è consentito?

“E se volessi, invece, svolgere l’attività di parrucchiere a domicilio?”.

parrucchieri che scelgono di lavorare tra le mura di casa o di recarsi presso il domicilio del cliente sono tanti ed in costante aumento, anche se, talvolta, tutto ciò accade al di fuori della legalità. Difatti, ancora oggi, non esiste una normativa nazionale che regoli, né tanto meno che impedisca, questo genere di prestazioni, per cui chiunque voglia cimentarsi nell’attività di “parrucchiere itinerante” dovrà spulciare il regolamento regionale e/o comunale.

A tal proposito, comunque, riportiamo quanto stabilito dagli Art. n.2-c e 3 della Legge n. 174/2005:

“È possibile esercitare l’attività di acconciatore nei luoghi di cura o di riabilitazione, di detenzione, nelle caserme o in altri luoghi per i quali siano stipulate convenzioni con pubbliche amministrazioni […] L’esercizio è soggetto ad autorizzazione concessa con provvedimento del Comune, previo accertamento del possesso dell’abilitazione professionale, nonché in osservanza delle vigenti norme sanitarie”.

In conclusione, se intendi aprire Partita IVA con Codice ATECO da parrucchiere e, oltre a ricevere i clienti nel tuo salone, vorresti tentare delle strade “alternative” – ad esempio, lavorando in occasione di fiere ed eventi, nelle case di riposo, negli istituti penitenziari, ecc. – l’iter da seguire rimane pressoché identico. Difatti, lo svolgimento dell’attività di parrucchiere nelle circostanze qui citate (o comunque simili) è consentito soltanto a chi:

  1. Possiede le qualifiche professionali richieste
  2. È titolare di un locale che risulti conforme alle norme di settore
  3. Ha ottenuto l’apposita autorizzazione comunale

Aprire Partita IVA come parrucchiere: scopri come fare!

Aprire Partita IVA è un momento emozionante per tutti, in quanto segna un “cambiamento di rotta” nel proprio percorso lavorativo. Tuttavia, per chi decide di avviare un’impresa artigianale, come appunto un salone di parrucchieri, affrontare questa tappa è ancora più difficile. Dunque, è molto importante fare bene i conti ed avere le idee ben chiare riguardo alle spese da sostenere sia nella fase di partenza, sia ovviamente negli anni a venire.

Quanto costa aprire Partita IVA con Codice ATECO da parrucchiere?

I costi di apertura della Partita IVA variano in base all’inquadramento fiscale e contributivo previsto per l’attività che intendi svolgere. In questo caso, abbiamo a che fare con un mestiere in cui prevale l’elemento manuale (e non, come accade per le libere professioni, il lavoro intellettuale) e che viene svolto, per larga parte, dallo stesso titolare.

Pertanto, l’inquadramento del parrucchiere, barbiere o acconciatore sarà: ditta individuale di tipo artigianale.

La distinzione rispetto alle professioni intellettuali (es. avvocato, medico, psicologo, ecc.) si riflette anche nella differente procedura richiesta per l’avvio dell’attività. Difatti, se per le prime è sufficiente seguire i passaggi indicati sul portale web dell’Agenzia delle Entrate, senza costi di alcun genere, per le imprese individuali è necessaria una particolare pratica detta Comunicazione Unica d’Impresa – meglio conosciuta come ComUnica – che richiede una spesa di circa 130-150 euro. A questa cifra, però, dovrai sommare il compenso richiesto dal tuo consulente, per un totale che, solitamente, parte da un minimo di 250 o 300 euro, ma che può raggiungere livelli molto più elevati.

Vediamo, quindi, quali sono gli step previsti per aprire Partita IVA con il Codice ATECO da parrucchiere.

#1 Presentazione della Comunicazione Unica

Aprire Partita IVA come artigiano è un’operazione che richiede tempi e risorse maggiori rispetto a quelli necessari per la libera professione. Dal punto di vista burocratico, infatti, si parte con l’invio della Comunicazione Unica d’Impresa, che oggigiorno si effettua per via telematica con la ben nota procedura chiamata ComUnica.

La ComUnica è una pratica virtuale che permette di “accorpare” più passaggi in un solo adempimento, ossia:

  • Iscrizione al Registro delle Imprese (Albo degli Artigiani, sezione speciale)
  • Apertura della Partita IVA con Codice ATECO da parrucchiere e indicazione del regime fiscale
  • Iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS
  • Iscrizione INAIL

#2 Presentazione SCIA comunale

Contestualmente all’invio della ComUnica, per aprire un salone di parrucchieri è obbligatoria anche la presentazione della SCIA – o Segnalazione Certificata di Inizio Attività – al SUAP, da effettuarsi mediante lo Sportello Telematico del proprio Comune. Tramite questo passaggio aggiuntivo, infatti, è possibile dimostrare il possesso di tutti i requisiti (professionali, igienico-sanitari, di sicurezza, ecc.) connessi al Codice ATECO da parrucchiere.

#3 Codice ATECO da parrucchiere

Durante il procedimento di apertura della Partita IVA – e quindi, nel tuo caso, con l’invio della ComUnica – occorre indicare il Codice ATECO che maggiormente riflette l’attività che si desidera svolgere, selezionando quello normalmente associato ad un particolare mestiere (o professione) o, ove mancante, optando per un codice generico.

Secondo l’attuale classificazione delle attività economiche, il Codice ATECO per il parrucchiere è:

96.02.01 (Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere)

Con il suddetto codice puoi avviare un salone come barbiere o parrucchiere (espletando, ovviamente, tutti i passaggi burocratici richiesti per questa categoria di esercizi pubblici), lavorare presso un locale terzo (condizione che prevede l’affitto della poltrona, da regolarizzarsi tramite contratto) o, ove consentito, in contesti diversi.

#4 Regime fiscale: qual è il più conveniente?

Parallelamente al Codice ATECO da parrucchiere, un altro importante aspetto da comunicare in fase di apertura della Partita IVA è il regime fiscale a cui assoggettare la propria attività. Anche in questo caso, parliamo di una decisione delicata, che andrebbe effettuata solo dopo un’attenta analisi della propria situazione economica.

Ad ogni modo, le opzioni attualmente disponibili sono le seguenti:

  • Regime forfettario
  • Regime ordinario o ordinario semplificato

È proprio sul primo regime – il cosiddetto “forfettario” – che ci concentreremo nei prossimi paragrafi, poiché rappresenta la soluzione più vantaggiosa sia per le nuove attività economiche, sia per le “piccole Partite IVA”.

Ecco un breve elenco delle sue caratteristiche:

  • Tassazione agevolata (aliquota start-up al 5% per cinque anni*, aliquota fissa al 15% dal sesto anno)
  • Franchigia IVA
  • Contabilità “soft”: no registrazione obbligatoria per fatture e note di spesa
  • Esonero dall’obbligo di fatturazione elettronica
  • Esonero da esterometro, spesometro, studi di settore, ecc.

* solo per chi rientra nei requisiti propri dell’aliquota start-up, che abbiamo analizzato in questo post.

Insomma, come puoi facilmente intuire, a trarre il maggiore vantaggio dal regime forfettario sono le nuove attività che, in presenza di certi requisiti, partono con una tassazione ultra-ridotta con aliquota al 5% sul reddito imponibile. Tuttavia, anche i professionisti, artigiani, ecc. che hanno aperto Partita IVA da più di cinque anni, e/o non rientrano nei criteri stabiliti per l’aliquota start-up, possono ottenere importanti benefici dall’accesso a questo regime: burocrazia limitata al minimo, zero IVA da applicare sulle tariffe, meno adempimenti e, quindi, costi più bassi.

I tre principali criteri da rispettare per accedere al regime forfettario (e mantenerlo nel tempo) sono:

  • Limite ricavi e compensi: 65.000 euro
  • Limite redditi da lavoro dipendente (per doppia attività): 30.000 euro
  • Limite spesa per assunzione/retribuzione personale: 20.000 euro

Tasse e contributi per il parrucchiere freelance

Prima di analizzare la tassazione applicata alle Partite IVA con Codice ATECO da parrucchiere, dobbiamo fare qualche precisazione sul regime forfettario e sugli aspetti che lo rendono così “appetibile” rispetto ad altri regimi.

I contribuenti forfettari, innanzitutto, non versano i normali tributi – come Irpef, Irap, addizionali, ecc. – ma solo un’imposta sostitutiva, da calcolarsi sul reddito imponibile. A sua volta, il reddito imponibile non equivale alla somma globale delle fatture incassate durante l’anno, bensì solamente ad una sua parte, detta tecnicamente coefficiente di redditività e corrispondente al 67% (percentuale variabile in base al Codice ATECO).

Il restante 33%, invece, viene dedotto automaticamente dal reddito lordo e serve a coprire le spese annue.

Quindi, facendo un esempio semplicissimo, in un anno un parrucchiere produce ed incassa un fatturato di 10.000 euro, la sua imposta sostitutiva si conteggia sul 67% di questa somma, ovvero 6.700 euro, mentre la deduzione per le spese è pari al 33% (dunque 3.300 euro). L’importo finale da versare all’erario corrisponde, pertanto, a:

  • 1.005 euro (aliquota al 15%)
  • 335 euro (aliquota al 5%)

Passando, invece, ai contributi previdenziali, occorre ricordare che l’inquadramento connesso al Codice ATECO per parrucchiere è: “artigiano”. Di conseguenza, il conteggio va effettuato in relazione a norme ed aliquote stabilite, per l’anno 2020, dalla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS. Scopriamole insieme!

I contributi degli artigiani (e dei commercianti) si dividono in due categorie:

  • Redditi fino a 15.953 euro → Contributo minimo/fisso di circa 3.850 euro
  • Redditi oltre 15.953 euro → Contributo minimo + contributo al 24% calcolato solo sulla parte eccedente

Sappi, inoltre, che l’importo versato per i contributi previdenziali è interamente deducibile ai fini fiscali e, per chi si avvale del regime forfettario, rappresenta l’unica spesa sottratta analiticamente e non su base forfettaria.

Ricordiamo, infine, che l’INPS ha previsto le seguenti forme di agevolazione:

  • Artigiani under 21 → Contributo minimo/fisso ridotto a circa 3.500 euro + aliquota al 21,09%
  • Forfettari → Contributo minimo/fisso + contributo aggiuntivo ridotti del 35% (su richiesta diretta all’INPS)

Come risparmiare sui costi di gestione?

Le spese connesse alla Partita IVA con Codice ATECO da parrucchiere non riguardano solo le tasse e i contributi. Difatti, un costo che va assolutamente preventivato è il compenso di un bravo professionista, che ti aiuti a gestire attentamente tutti gli adempimenti e le scadenze, senza rischiare di “perdere la testa” per lo stress!

Tutto ciò non vuol dire ritrovarsi a sborsare cifre esorbitanti, bensì puntare su servizi digitali, innovativi ed economici come Fiscozen. Di che si tratta? Fiscozen è una start-up che si occupa dell’apertura e della gestione della tua Partita IVA, mettendo a disposizione una piattaforma online (suddivisa in più sezioni, come “fatture”, “documenti”, “scadenze”, ecc.) ed un operatore pronto a rispondere per telefono o in chat a qualsiasi dubbio.

I servizi, comunque, non finiscono qui: per conoscere tutti i dettagli ed iniziare a risparmiare, compila il form sottostante con i dati richiesti, invia un messaggio e prenota gratuitamente la tua prima consulenza!

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