L’articolo di oggi è dedicato ad un argomento che, per molti, è causa di dubbi e perplessità: è necessario, ad oggi, possedere un conto corrente per Partita IVA, ovvero un conto dedicato esclusivamente alla propria attività?

Si parla spesso dell’obbligo di avere un conto corrente bancario per mettersi in proprio e aprire la Partita IVA, ma siamo davvero sicuri che tale conto debba essere utilizzato soltanto per i movimenti legati all’attività?

Inoltre, nelle ultime settimane, il Governo Conte-bis ha proposto una serie di modifiche all’attuale normativa, che interesseranno i titolari di Partita IVA, siano essi commercianti, artigiani, imprese o liberi professionisti.

Una delle possibilità novità riguarda, appunto, l’introduzione di un conto corrente obbligatorio dedicato esclusivamente alla propria attività, che dovrà essere utilizzato per i movimenti di cassa e non per le spese personali e/o familiari.

Facciamo un po’ di chiarezza!

Conto corrente per Partita IVA: in quali casi è obbligatorio?

Allo stato attuale, non vi è alcun obbligo, per le persone fisiche, di possedere un conto corrente per la Partita IVA, ovvero un conto business dedicato esclusivamente ai movimenti (spese e introiti) relativi all’attività.

Di conseguenza, se sei un libero professionista (avvocato, ingegnere, ma anche grafico, personal coach o social media manager), non dovrai avere un conto corrente associato alla tua Partita IVA.

Tuttavia, le cose cambiano per le imprese e le ditte individuali iscritte alla Camera di Commercio: in quest’ultimo caso, infatti, l’assenza di un conto corrente per Partita IVA ad uso esclusivo potrebbe destare qualche sospetto.

Ricordiamo, comunque, che, sebbene il D.L. n.112/2008 abbia abrogato l’obbligo di detenere un conto corrente esclusivo, rimane necessario possedere almeno un conto corrente personale per il versamento delle imposte.

Con il Decreto Bersani del 2006, infatti, il pagamento di tasse e contributi può essere effettuato solamente con sistemi telematici (es. home banking), e non con la consegna della somma in contanti in Agenzia delle Entrate.

Di conseguenza, se sei titolare di Partita IVA (o se sei intenzionato ad aprirne una nel breve termine), dovrai munirti di un conto corrente che ti permetta di espletare gli adempimenti fiscali e contributivi ad essa relativi.

Conto corrente dedicato Partita IVA: obbligatorio dal 2020?

Per diverse settimane, si è parlato di una possibile reintroduzione dell’obbligo di aprire un conto corrente per Partita IVA, che venisse utilizzato esclusivamente per le operazioni e i movimenti di cassa relativi all’attività.

Tale conto corrente dedicato doveva diventare obbligatorio dal 01 gennaio 2020, con l’approvazione della Legge di Bilancio 2020. Tuttavia, pare che, su questo argomento, il Governo abbia fatto dietro-front.

Ad ogni modo, non sappiamo ancora quale sarà la forma definitiva della Manovra Economica, né quali saranno, con esattezza, le principali novità contenute al suo interno (sebbene siano uscite alcune indiscrezioni a riguardo).

Pertanto, per il momento, possiamo solo consigliare l’apertura di un conto per Partita IVA che, nonostante preveda un aumento delle spese, comporta una serie di aspetti vantaggiosi per il professionista:

  • migliore gestione delle finanze, grazie ad un controllo più rigoroso delle somme in entrata e in uscita;
  • netta distinzione tra le spese personali/familiari e le spese relative all’attività professionale;
  • maggiore chiarezza in caso di accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, che potrà verificare le entrate e le uscite, senza che vi sia il rischio di far confusione con altre voci non pertinenti alla tua attività;
  • nessun rischio di ricevere sanzioni per movimenti non giustificati (es. introiti non fatturati, dunque “a nero”);
  • possibilità di monitorare l’andamento finanziario del tuo lavoro e valutare possibili miglioramenti.

Conto corrente dedicato: quando conviene?

Concludendo, l’impiego di un conto corrente dedicato alla propria attività ad uso esclusivo rimane, comunque, una possibilità da valutare, anche in mancanza di un vero e proprio obbligo da parte della normativa in vigore.

Ciò vale, in particolar modo, quando i movimenti in entrata e uscita sono parecchio “corposi” (ovvero quando si parla di introiti e spese che superano il migliaio di euro) o in caso di condivisione del conto corrente personale.

Se stai pensando di aprire la Partita IVA, dunque, invece di intestarti un conto corrente per privati, perché non optare per una soluzione business? Se hai bisogno di una consulenza a riguardo, non esitare a contattarci!

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