Contribuenti minimi 2018: chi sono e quali tasse pagano i nuovi contribuenti in regime forfettario? Com’è cambiata la fiscalità di coloro che prima erano considerati contribuenti minimi? Scopriamo le caratteristiche e le spese per coloro che aderiscono al regime agevolato.

I contribuenti minimi prima del Regime Forfettario

Prima dell’avvento del regime forfettario erano chiamati “contribuenti minimi” tutti coloro che avevano una partita IVA in regime dei minimi. Questo regime fiscale, fino al 2014, era l’unico regime agevolato a disposizione dei contribuenti italiani. La sua peculiarità era una tassazione al 5% fino ai 35 anni o per cinque anni per coloro che avevano già superati i 35 anni di età. Dal 2016 però questo regime fiscale non esiste più, ma si continua ad utilizzare il termine contribuenti minimi per indicare un’altra tipologia di contribuenti che hanno aderito ad un nuovo regime fiscale.

Contribuenti minimi nel vecchio regime dei minimi

Non essendo più attivo il regime dei minimi, molti contribuenti hanno dovuto compiere una scelta. Coloro che avevano scelto di aprire partita IVA nel regime dei minimi hanno la possibilità di continuare ad usufruire di questo regime fiscale fino alla sua naturale decadenza. Abbiamo infatti già detto che il regime dei minimi poteva essere utilizzato fino ai 35 anni di età e per cinque anni da coloro che avevano superato questa soglia d’età. Dopo la scadenza naturale del regime, per continuare a usufruire delle agevolazioni fiscali i contribuenti minimi devono scegliere il regime forfettario. In realtà non è obbligatorio aspettare la naturale scadenza del regime ma è possibile passare direttamente al regime forfettario migrando da quello dei minimi, usufruendo anche dell’agevolazione al 5% dei primi cinque anni, se la storicità della tua partita IVA lo permette. Ma allora i contribuenti minimi chi sono?

Sei nel regime dei minimi e vuoi passare al regime forfettario?

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Dal regime dei minimi al regime forfettario

È ormai dal 2016 che si definiscono contribuenti minimi tutti coloro che hanno scelto di aprire partita IVA nel regime forfettario. Se anche tu stai aprendo partita IVA oggi oppure hai aperto in passato una partita IVA nel regime dei minimi e stai ora migrando al regime forfettario, sappi che questo si configura come il più agevolato dei regimi fiscali che lo Stato abbia mai ideato. In primis perché non ha nessuna tipologia di scadenza! Infatti potrai usufruire del regime forfettario per tutta la tua vita lavorativa, a patto che ne rispetti i requisiti come ad esempio non superare una determinata soglia di reddito, che varia in base alla tipologia di attività lavorativa. Sarai quindi tra quei contribuenti minimi che possono pagare solo il 5% di tasse nei primi cinque anni di attività e del 15% negli anni a seguire.

Contribuenti minimi: cosa garantisce il regime forfettario

Essere tra i contribuenti minimi nel 2018 significa garantirsi grandi vantaggi fiscali. Per questo noi spesso consigliamo, ai nostri clienti che ne possono usufruire, di optare per questo regime fiscale piuttosto che per gli altri due a disposizione. Grazie al regime forfettario potrai usufruire di una tassazione ridotta, come già detto, al 5% per i primi cinque anni e al 15% negli anni successivi. Considera che nel regime ordinario e semplificato la tassazione supera sempre il 23% toccando anche punte del 43% al crescere del reddito. Il secondo grande vantaggio dei contribuenti minimi in regime forfettario è l’esenzione dall’IVA. Chi ha già avuto una partita IVA potrà confermarti che il versamento e la dichiarazione IVA è molto complessa e il fatto di non dover tenere traccia di tutti i costi per la partita IVA è una significativa agevolazione. Inoltre se le tue collaborazioni sono sempre con privati, non avere l’IVA in fattura significherà proporre sempre un preventivo più basso rispetto agli altri ed essere quindi più competitivi! Sempre grazie al regime forfettario non avrai la ritenuta d’acconto quindi la tua fattura non avrà alcuna trattenuta. Non dimenticarti inoltre delle importanti semplificazioni sugli adempimenti fiscali, compresa la tenuta dei registri contabili che i nuovi contribuenti minimi non dovranno più considerare come obbligatori!

Commercialista: la gestione dei nuovi contribuenti minimi

Finora abbiamo parlato dei costi per la partita IVA in regime forfettario dei nuovi contribuenti minimi, ma esiste un altro costo fisso da considerare proprio in relazione al regime fiscale: il commercialista. Come per il vecchio regime dei minimi, anche per il regime forfettario è necessario avere un commercialista che si occupi del controllo e del disbrigo delle pratiche e della tua dichiarazione dei redditi. Il costo del commercialista però varia, non solo in base alla regione di appartenenza, ma anche in base al regime fiscale che si sceglie. Normalmente un commercialista che segue la contabilità dei contribuenti minimi in regime forfettario può arrivare anche a 800 € annui nonostante la semplicità della gestione. Oggi però c’è qualcosa di nuovo, più tecnologico ed innovativo, che ti aiuterà a gestire al 100% la tua partita IVA risparmiando anche sul costo del commercialista. Con soli 299 €+IVA potrai godere di tutti i vantaggi di una piattaforma tecnologica che con il suo servizio innovativo sostituisce in tutto il commercialista. Grazie a Fiscozen avrai un software di fatturazione impostato sul tuo regime fiscale e sempre aggiornato Con gli ultimi adempimenti fiscali. Potrai inoltre avere un sistema di conservazione online di tutti i tuoi documenti, che saranno così ordinati, suddivisi per genere e tutti in un unico posto sempre a disposizione, dovunque ti trovi. La novità assoluta però è che grazie al servizio che Fiscozen offre, potrai avere una previsione di spesa per le tasse dei prossimi due anni, dimenticando completamente la paura delle tasse e potendo pianificare le tue spese con largo anticipo.
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