Oggi analizziamo le nuove aliquote per i contributi Enasarco 2018. Ma come si caratterizza l’ente previdenziale integrativo per gli agenti di commercio e i rappresentanti? Vediamo nel dettaglio contributi, pensione, minimali e massimali di reddito e anche le principali novità del 2018.

Cos’è l’Enasarco e chi deve versare i contributi a questa cassa previdenziale.

Prima di affrontare le novità sui contributi Enasarco 2018, parliamo di cos’è questa cassa previdenziale e chi è obbligato a iscriversi. L’Enasarco è l’Ente Nazionale di Assistenza Previdenziale per gli Agenti e i Rappresentanti di Commercio. Questa previdenza è particolare perché in Italia è l’unica pensione integrativa, rispetto al trattamento pensionistico INPS, ma al tempo stesso è obbligatoria. Secondo l’Articolo 5 della legge 12/73 sono tenuti all’iscrizione all’Enasarco:

  • gli agenti operanti in forma individuale;
  • gli agenti costituiti in società di capitali (s.p.a., s.r.l., accomandita per azioni);
  • i soci illimitatamente responsabili, nel caso di agenti costituiti in società di persone;
  • i promotori finanziari (oggi denominati “Consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede”) e gli agenti in attività finanziaria;
  • i collaboratori delle agenzie immobiliari, qualora ricorrano gli elementi del contratto di agenzia;
  • i collaboratori autonomi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi.

Esistono anche delle figure professionali che normalmente inquadreremmo nell’iscrizione Enasarco che però non sono, in realtà, tenuti a farlo. Tra questi coloro che svolgono un’attività di intermediazione che:

  • non ha per oggetto la promozione della conclusione di contratti;
  • è priva dei requisiti di stabilità e continuità propri del contratto di agenzia;
  • i mediatori;
  • i procacciatori d’affari;
  • i propagandisti scientifici e gli informatori farmaceutici, se l’attività è di mera propaganda;
  • i propagandisti editoriali;
  • i depositari e i consegnatari di prodotto, salvo il caso in cui l’attività di deposito o consegna dei beni non sia accessoria rispetto all’attività promozionale;
  • gli agenti assicurativi;
  • i soci accomandanti delle società di persone.

Come ci si iscrive all’Enasarco?

L’iscrizione all’enasarco non è effettuata dall’agente ma dall’azienda, che deve adoperarsi ad iscrivere il nuovo agente entro 30 giorni dall’inizio del mandato di agenzia. Una volta ricevuto il modello tramite l’azienda l’Esasarco provvede a fornire all’agente un numero di posizione ed una matricola mentre alla ditta viene rilasciato un numero identificativo. L’iscrizione avviene tramite la compilazione di un modulo che varia a seconda della tipologia di agente:

  • 501/2013 per gli agenti che operano individualmente;
  • 502/2013 per gli agenti che operano in società di persone;
  • 503/2013 per gli agenti che operano in società di capitali.

Sarà la ditta a specificare all’interno del modello i dati anagrafici dell’agente, la data di conferimento del mandato e la tipologia di collaborazione (monomandataria o plurimandataria).

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Enasarco: pensione integrativa e rendita contributiva

Il versamento dei contributi Enasarco 2018 dà diritto ad una pensione ordinaria di vecchiaia al perfezionamento di un’anzianità contributiva di almeno vent’anni e 66 anni d’età per gli uomini, 63 anni per le donne. Può essere richiesta la pensione ordinaria anche in caso di raggiungimento di una quota minima ottenuta sommando l’età anagrafica e gli anni contributivi. La somma deve essere pari a 92 per gli uomini e 88 per le donne (la quota minima per le donne aumenterà di una unità fino al 2024). È possibile richiedere un’anticipazione della pensione di uno o due anni. Si tratta di un’agevolazione introdotta solo nel 2013 che prevede un anticipo di uno o due anni al raggiungimento di minimo 65 anni di età, vent’anni contributivi e la somma di 90. L’importo della pensione anticipata è però ridotto del 5% per ogni anno di anticipo. Oltre alla pensione integrativa, l’Enasarco fornisce a tutti i suoi contribuenti la rendita previdenziale. Questa è una novità recente ed è nata dalla difficoltà dei contribuenti di ricongiungere i contributi versati presso l’Enasarco con altri enti previdenziali. Coloro che, per esempio, interrompevano l’attività di agente di commercio non potevano ricevere la pensione maturata negli anni di versamento presso l’Ente. Per ovviare a questa limitazione è stata introdotta la rendita previdenziale, un sistema che permetterà ai contribuenti con almeno 67 anni di età e almeno cinque anni di anzianità contributiva di ottenere dal 2024 una rendita reversibile calcolata con il metodo contributivo ridotto del 2% per ogni anno mancante al raggiungimento della quota 92. Oltre alla novità della rendita previdenziale e alla classica pensione di invalidità, anche l’Enasarco riserva a tutti i suoi contribuenti una pensione di invalidità, la pensione di inabilità, la prestazione superstiti e il supplemento. Il suo funzionamento è dunque simile a quello dell’INPS. Ma analizziamo nel dettaglio come vengono calcolati i contributi Enasarco 2018 e secondo quali regole.

Contributi Enasarco 2018: aliquote, minimali e massimali di versamento

La cassa di previdenza per agenti e rappresentanti di commercio prevede il versamento di contributi in percentuale su tutte le somme di denaro versate all’agente o al rappresentante. Il contributo quindi va calcolato sulle provvigioni, sui rimborsi spesa, sui premi di produzione e anche sulle indennità di mancato preavviso. I contributi Enasarco 2018 sono calcolati con un’aliquota contributiva variabile ogni anno, di seguito le aliquote per i prossimi anni sino al 2020.

Tabella 1

Anno

Aliquota Enasarco

2017

15,55%

2018

16%

2019

16,50%

2020

17%

Le aliquote variano anche a seconda che si tratti di un lavoro svolto da agente in forma di ditta individuale/società di persone o di società di capitali. In riferimento alle ditte individuali l’aliquota per i contributi enasarco 2018 è fissata al 16% nel rispetto dei minimali e massimali e deve essere ripartita al 50% tra agente e casa mandante. I contributi previdenziali sono dovuti nel rispetto di quote minimali contributivi e massimali provvigionali.

Questi sono calcolati ogni anno in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Nel 2018 per gli agenti e i rappresentanti che esercitano l’attività in forma di ditta individuale e per le società di persone, come Snc e Sas, i i massimali ed i minimali sono:

  • agente monomandatario: 37.913€ e 846€;
  • agente plurimandatario: 25.275€ e 423€.

Tutto ciò che supera tale soglia, va comunicato ma non verrà calcolato nessun contributo da versare.

Come sono determinati i minimali contributivi?

Per determinare i minimali contributivi vanno considerati:

  • principio di produttività: il minimale contributivo è dovuto solo se il rapporto di agenzia ha prodotto provvigioni, anche in minima misura. Questo anche in un solo trimestre, dovranno essere pagate le quote trimestrali componenti il minimale anche nei trimestri improduttivi. L’integrazione dei contributi previdenziali minimali è completamente a carico dell’azienda che emette il mandato, che potrà recuperarla dai contributi dovuti nei trimestri successivi. Il minimale contributivo però non è dovuto se il contratto è stato improduttivo per tutto l’anno.
  • principio di frazionabilità: il minimale contributivo è frazionabile in quote trimestrali quindi il minimale è calcolato per singolo trimestre nel caso di termina del contratto di agenzia. Questo principio vale se nel trimestre ci sia stato il rispetto del principio di produttività appena descritto.

Esempio:
Per comprendere meglio i massimali ed i minimali di contribuzione facciamo un esempio pratico. Ipotizziamo di essere un agente monomandatario che ha provvigioni nel 2018 di 10.000€. Su queste provvigioni, con l’aliquota al 16% saranno dovute 800 € di contributi previdenziali. Il versamento della quota contributiva non è completamente a carico dell’agente ma viene ripartito al 50% con l’azienda e quindi gli 800€ a carico tuo saranno trattenuti dalla fattura, ma altri 800€ saranno versati per te dall’azienda mandate.
Questi 1.600€ comprendono già all’interno il minimale di contribuzione dunque non sarà necessario aggiungere altro. Se l’agente avesse maturato solo 2.000€ di provvigioni, allora il 16% che è pari a 320€ non sarebbe sufficiente e quindi sarà necessario integrare tale quota con la differenza per raggiungere il minimale.

Termine di versamento dei contributi Enasarco 2018

Il versamento dei contributi Enasarco vanno effettuati entro il giorno 20 del secondo mese successivo alla scadenza del trimestre. Per il 2018 le date sono fissate al:
1° trimestre gennaio febbraio marzo – 20/05/2018
2° trimestre – aprile maggio giugno – 20/08/2018
3° trimestre – luglio agosto settembre – 20/11/2018
4° trimestre – ottobre novembre dicembre – 20/02/2019

Liquidazione del FIRR: il Fondo di Indennità di Risoluzione Rapporto

Le aziende mandanti versano all’Enasarco le somme destinate alla liquidazione del Firr. Alla cessazione del mandato di agenzia gli importi accantonati al tal fine sono corrisposti all’agente, come fosse un trattamento di fine rapporto. Il contributo per il Firr viene calcolato come previsto dagli Accordi Economici Collettivi in base a determinati parametri. Vengono considerate le provvigioni liquidate, i mesi di mandato e la tipologia di mandato. È liquidato direttamente dall’azienda tramite conto corrente o con la forma di pagamento che si pattuisce con l’azienda mandate stessa.

I contributi integrativi: INPS ed Enasarco

L’enasarco, come detto, è un ente pensionistico integrativo e come tale prevede che sia integrativo rispetto alla pensione INPS. Quindi anche se l’agente è già iscritto all’INPS dovrà iscriversi all’enasarco. Questo consentirà agli agenti di ottenere due pensioni! L’agente di commercio dovrà iscriversi alla Gestione INPS commercianti e artigiani, se si tratta di un venditore porta-a-porta sarà invece obbligatoria l’iscrizione alla Gestione Separata INPS. La pensione maturata con il versamento ad entrambe le casse non sarà però cumulativa se i due periodi sono stati coincidenti. Quindi se per vent’anni l’agente di commercio ha versato sia i contributi all’INPS sia all’Enasarco allora riceverà due pensioni e non una cumulativa.

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