L’articolo di oggi sarà incentrato sui contributi IVS: cosa sono, come si calcolano e chi deve versarli. Dunque, se hai già deciso di aprire Partita IVA nel breve termine o se sei un lavoratore autonomo alle prese con i primi adempimenti relativi alla contribuzione, qui troverai tutte le informazioni che cerchi per orientarti nel settore!

Nei prossimi paragrafi, infatti, approfondiremo il tema dei cosiddetti contributi IVS, per capire sia cosa sono e qual è la loro funzione, sia come calcolarli correttamente in base alle aliquote fissate dall’INPS per il 2020. Vedremo, inoltre, quali categorie di lavoratori sono tenuti o meno a versarli ed entro quali date di scadenza.

Contributi IVS: cosa sono?

I contributi IVS – acronimo che sta per Invalidità, Vecchiaia e Superstiti – sono una somma che i lavoratori autonomi devono pagare annualmente e che funge da tutela assicurativa in caso di inattività causata da invalidità, vecchiaia o decesso. L’importo dovuto aumenta o diminuisce a seconda di vari fattori, come la categoria di appartenenza (es. professionisti o collaboratori occasionali), la fascia di reddito, l’età anagrafica, ecc..

Per semplificare, quindi, i contributi IVS costituiscono una parte essenziale dei contributi previdenziali che i titolari di Partita IVA sono chiamati a versare all’INPS e che, in seguito, saranno restituiti sotto forma di pensione.

Anche i lavoratori subordinati del settore privato sono soggetti alla contribuzione IVS ma, come vedremo più avanti, modalità, regole ed aliquote sono differenti. Inoltre, mentre le Partite IVA devono provvedere interamente e in prima persona al versamento dei contributi IVS, nel caso dei dipendenti l’onere spetta al datore di lavoro.

Chi deve versare i contributi IVS?

Il contributo IVS è obbligatorio per le seguenti categorie di lavoratori:

  • dipendenti del settore privato;
  • autonomi iscritti alla Gestione Separata;
  • artigiani e commercianti;
  • artisti e lavoratori dello spettacolo;
  • mezzadri, coloni e coltivatori diretti.

Risultano, invece, esclusi i lavoratori dipendenti del settore pubblico.

Rate e scadenze contributi IVS

contributi IVS vengono suddivisi in 4 rate mensili, da versare obbligatoriamente entro le seguenti scadenze:

  • 16 maggio: I rata
  • 20 agosto: II rata
  • 16 novembre: III rata
  • 16 febbraio: IV rata

A quanto ammontano i contributi IVS?

Dopo aver risposto alle domande principali – contributi IVS: cosa sono e quando si pagano? – è il momento di affrontare un’altra importante questione: come calcolare l’esatto importo? Per evitare possibili fraintendimenti, ci soffermeremo sulle singole categorie tenute a versare i contributi IVS e sulle rispettive aliquote per il 2020.

Aliquote Gestione Separata INPS

Alla Gestione Separata INPS non fanno riferimento soltanto i professionisti “senza cassa” – ovvero quei lavoratori autonomi con Partita IVA che svolgono attività non soggette ad Ordini, Albi o Casse Previdenziali ad hoc – ma anche altre categorie di lavoratori, tra cui:

  • Collaboratori occasionali, a progetto e venditori porta a porta non iscritti ad altre forme di previdenza, con contribuzione aggiuntiva Dis-Coll: l’aliquota complessiva, per l’anno 2020, corrisponde al 34,23% (di cui: 33% contributi IVS e 0,72% + 0,51% aliquote aggiuntive).
  • Collaboratori occasionali, a progetto e venditori porta a porta non iscritti ad altre forme di previdenza e non soggetti alla contribuzione aggiuntiva Dis-Coll: nel 2020, l’aliquota complessiva è pari al 33,72% (di cui: 33% contributi IVS e 0,72% aliquota aggiuntiva).

A tal proposito, ricordiamo che:

  • l’importo va così ripartito: 1/3 a carico del lavoratore, 2/3 a carico del datore di lavoro;
  • per i titolari di pensione e gli iscritti ad altre forme di previdenza, l’aliquota scende al 24%.

Torniamo, adesso, ai lavoratori autonomi ed ai liberi professionisti che fanno capo alla Gestione Separata INPS.

Per questi ultimi, infatti, l’aliquota complessiva è pari al 25,72%, di cui 25% per i contributi IVS e 0,72% per aliquote aggiuntive, e l’onere del versamento, così come l’intera somma, è completamente a loro carico.

Tuttavia, per far fronte alla spesa, possono scegliere di avvalersi della rivalsa INPS al 4%, aggiungendo tale voce in fattura e addebitando tale percentuale, applicata sul compenso concordato, al proprio committente.

Pertanto, ad esempio, su un eventuale compenso pari a 1.000 euro per una prestazione professionale, la rivalsa INPS corrisponderebbe a 40 euro. L’importo pagato dal cliente, quindi, ammonterebbe complessivamente a 1.040 euro (aumentato a 1.042 euro, se è compreso anche l’addebito della marca da bollo da 2 euro).

Aliquote commercianti e artigiani

La contribuzione IVS dei commercianti e degli artigiani – e, dunque, delle ditte individuali che fanno capo alla Gestione INPS Commercianti e Artigiani – segue regole e aliquote differenti, rispetto a quelle previste per i liberi professionisti e i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS ed esaminate poco prima.

Una particolare differenza riguarda il calcolo dei contributi IVS: mentre gli iscritti alla GS sono tenuti a versare un importo proporzionale al reddito, per le ditte individuali vi sono dei “contributi minimi” obbligatori, e cioè da pagare indipendentemente dal volume d’affari prodotto, di fatto, nel corso dell’anno.

Secondo la circolare INPS n.28/2020, le aliquote dei contributi IVS corrispondono a:

  • 24,09% per i commercianti (ridotta a 21,99% per gli under 21);
  • 24% per gli artigiani (ridotta a 21,90% per gli under 21).

Come anticipato, però, per entrambe le categorie è previsto un contributo obbligatorio, calcolato su quello che l’INPS definisce “reddito minimo” (ovvero 15.953 euro, per il 2020). Di conseguenza, chi ha conseguito un reddito pari o inferiore a questa cifra dovrà versare i soli contributi IVS minimi, che corrispondono rispettivamente a:

  • 3.850,52 euro (3.843,08 IVS + 7,44 maternità) per i commercianti;
  • 3.836,16 euro (3.828,72 IVS + 7,44 maternità) per gli artigiani;
  • 3.515,50 euro (3.508,06 IVS + 7,44 maternità) per i commercianti under 21;
  • 3.501,15 euro (3.493,71 IVS + 7,44 maternità) per gli artigiani under 21.

Differentemente, coloro che hanno prodotto un reddito superiore a quello minimo – che, ribadiamo, corrisponde a 15.953 euro per l’anno in corso – sono tenuti a versare, oltre ai contributi IVS minimi, anche una quota extra, che si calcola soltanto sulla parte eccedente, fino ad un massimale di 47.379 euro, ed in base alle seguenti aliquote:

  • 24,09% per i commercianti (ridotta a 21,99% per gli under 21);
  • 24% per gli artigiani (ridotta a 21,90% per gli under 21).

Ricordiamo, per altro, che le presenti aliquote subiscono la maggiorazione di un punto percentuale, in caso di superamento del massimale di reddito, fissato per il 2020 a 47.379 euro. Inoltre, i commercianti e gli artigiani assoggettati al regime fiscale forfettario possono richiedere all’INPS la riduzione del 35% di tutti i contributi.

Contributi IVS dipendenti privati: come calcolare?

Dopo aver scoperto, a proposito dei contributi IVScosa sono e come si calcolano per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata e alla Gestione Commercianti e Artigiani dell’INPS, vediamo cosa succede nel caso dei dipendenti privati. Anche questi ultimi, infatti, sono soggetti alla contribuzione IVS, ma con norme e aliquote differenti, rispetto a quelle analizzate nei paragrafi precedenti, e con un sistema di calcolo ben più complesso.

Difatti, i fattori che influiscono sull’aliquota applicata ai redditi da lavoro autonomo sono piuttosto limitati (ovvero: fascia di reddito, età anagrafica e iscrizione ad altre forme di previdenza obbligatoria). Al contrario, gli elementi che concorrono a determinare le aliquote dei lavoratori subordinati sono molteplici, come ad esempio:

  • settore di attività (es. agricoltura, pesca, industria, commercio, servizi, ecc.);
  • dimensioni aziendali (es. numero di dipendenti);
  • qualifica del lavoratore (es. operaio, impiegato, dirigente, ecc.);
  • configurazione giuridica (es. società di capitali, società di persone, ecc.);
  • stato giuridico del lavoratore (es. socio, familiare, dipendente di ruolo/fuori ruolo, ecc.);
  • eventuali agevolazioni (es. sgravi e/o esoneri per il datore di lavoro).

I suddetti elementi, infatti, danno luogo all’aliquota complessiva, ottenuta dalla somma delle tutele assicurative.

Un altro punto che differenzia la situazione dei dipendenti privati dai lavoratori autonomi riguarda l’onere del versamento. In particolare, mentre le Partite IVA devono provvedere in prima persona ed interamente a proprio carico al pagamento dei contributi IVS, nel caso dei subordinati tale obbligo passa al datore di lavoro.

Dal 2007, comunque, la contribuzione previdenziale ordinaria obbligatoria è pari al 33% del compenso o della retribuzione lorda, di cui il 23,81% è a carico del datore di lavoro (o committente) e il 9,19% è a carico del lavoratore.

Inoltre, al superamento della cosiddetta “prima fascia” (ovvero con una RAL pari o maggiore di 47.379 euro), l’aliquota subisce un incremento dell’1% (a carico del dipendente), salendo dal 33% al 34%.

È importante sottolineare che, con la circolare INPS n.28/2020, è stato stabilito che “per la generalità dei lavoratori la contribuzione previdenziale e assistenziale non può essere calcolata su imponibili giornalieri inferiori a quelli stabiliti dalla legge”. Per conoscere i compensi minimi e approfondire il tema, invece, puoi cliccare qui.

Come gestire i contributi IVS

Per un lavoratore autonomo alle prese con i contributi IVScosa sono e come si calcolano non sono le uniche questioni “spinose” da affrontare. Spesso, infatti, diventa complicato gestire tutti gli adempimenti connessi alla Partita IVA e, al tempo stesso, dedicarsi a pieno ritmo a far crescere la propria attività. Dunque, come fare?

Un’ottima soluzione per non saltare obblighi e scadenze, senza tuttavia spendere cifre a tre zeri da un professionista, arriva dal web e si chiama Fiscozen. Si tratta di un servizio di assistenza fiscale completamente digitale, che ovviamente include anche la gestione dei contributi IVS, oltre che delle imposte e dei vari adempimenti.

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Inoltre, per eventuali dubbi o esigenze, potrai contattare il tuo consulente dedicato e richiedere assistenza.

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