Come effettuare la dichiarazione dei redditi nel regime forfettario? L’articolo di oggi è dedicato al primo, fondamentale adempimento, che tutti i contribuenti – forfettari inclusi – devono svolgere con regolarità annuale.

La dichiarazione dei redditi è lo strumento tramite cui tutti coloro che percepiscono redditi (da lavoro, ma non solo) dichiarano al fisco i propri introiti. Essa va compilata e presentata ogni anno all’Agenzia delle Entrate, con modalità e scadenze che variano per ciascuna categoria: lavoratori dipendenti o a Partita IVA, proprietari di fabbricati e terreni, ma anche pensionati, sacerdoti, titolari d’impresa, soci di cooperative e via di seguito.

In questo post, ci soffermeremo sulla dichiarazione dei redditi nel regime forfettario, riferendoci a quei lavoratori autonomi (commercianti, artigiani, professionisti) che si avvalgono della Partita IVA forfettaria e, pertanto, che hanno fatturato una somma inferiore ai 65.000 euro (attuale soglia limite per questo regime).

Vediamo, dunque, cos’è la dichiarazione dei redditi, come compilare e presentare questo documento!

Chi deve presentare la dichiarazione dei redditi?

Partiamo da un presupposto: la dichiarazione dei redditi dev’essere effettuata da tutti coloro che, nell’anno di imposta di riferimento, hanno percepito una delle seguenti tipologie di redditi:

  • redditi fondiari;
  • redditi di capitale;
  • redditi di lavoro dipendente;
  • redditi di lavoro autonomo;
  • redditi di impresa;
  • redditi diversi.

La dichiarazione dei redditi va compilata e presentata attraverso uno dei seguenti modelli:

  1. Modello 730 → Valido per lavoratori dipendenti, pensionati, soci di cooperative, cariche pubbliche e per coloro che hanno percepito redditi da lavoro autonomo occasionale (ovvero senza la Partita IVA).
  2. Modello Unico → Valido per le Partite IVA (imprese e professionisti), per le dichiarazioni IVA / IRAP / 770, per i contribuenti residenti all’estero e per tutti i “redditi diversi” che non rientrano nel modello 730.

Ricordiamo che, dal 2018, il Modello Unico prende il nome di Modello Redditi PF (Persone Fisiche).

Dichiarazione dei redditi con Partita IVA

Se sei titolare di Partita IVA, a prescindere dal regime fiscale adottato, dovrai utilizzare il Modello Unico (Modello Redditi PF). Questa modalità vale per tutti coloro che svolgono attività commerciali (commercianti, imprese), artigianali (ad esempio, parrucchieri ed estetiste) e di tipo professionale (ad es. l’avvocato).

La dichiarazione dei redditi nel regime forfettario ed ordinario segue il cosiddetto criterio di cassa.

Cosa significa?

Con questa espressione, si intende la modalità di computazione del fatturato. Facciamo maggiore chiarezza: ogni dichiarazione dei redditi fa riferimento ad un certo “periodo d’imposta”, ad esempio l’anno 2018.

Ciò vuol dire che, nella dichiarazione dei redditi 2018 (compilata e presentata l’anno successivo), dovranno essere indicate esclusivamente le fatture incassate nel corso del 2018 (emesse nello stesso anno o negli anni precedenti). Al contrario, le fatture che risultano emesse nel 2018, ma che sono state incassate nel 2019, compariranno nella prossima dichiarazione. Seguendo il principio di cassa, infatti, conta la data del pagamento.

Dichiarazione dei redditi nel regime forfettario

Focalizziamoci, adesso, sulla dichiarazione dei redditi nel regime forfettario, e cioè per i contribuenti che hanno deciso di assoggettarsi al nuovo regime forfettario, usufruendo di interessanti vantaggi, come:

  • esenzione IVA (i forfettari, dunque, non calcolano né presentano la dichiarazione IVA);
  • contabilità semplificata (nessun obbligo di registrazione delle fatture);
  • esonero da studi di settore, esterometro, ecc..

La particolarità del regime forfettario riguarda, comunque, la sua tassazione, ben più “leggera” rispetto alle comuni aliquote. I forfettari versano, infatti, un’unica imposta sostitutiva, con aliquota fissa pari al 15% (o pari al 5% per i primi 5 anni di attività) sul reddito imponibile, che viene calcolato su base, appunto, forfettaria.

Nel regime forfettario, infatti, le spese non vengono inserite manualmente, bensì dipendono dal proprio Codice ATECO. Ad esempio, la maggior parte dei liberi professionisti (ingegneri, psicologi, architetti, ma anche programmatori, consulenti marketing ecc.) detrae il 22% dal fatturato annuale; gli artigiani (tatuatori, make-up artist, ecc.) detraggono, invece, il 33% di spese, che salgono fino al 60% per i commercianti.

La dichiarazione dei redditi nel regime forfettario sarà, dunque, compilata secondo tale principio.

Vediamo, adesso, nel dettaglio come compilare e presentare la dichiarazione dei redditi!

1. Dati attività

Il primo rigo della dichiarazione dei redditi nel regime forfettario riguarda, appunto, il Codice ATECO dell’attività svolta, secondo la tabella consultabile sul sito web dell’Agenzia delle Entrate. Occorre, inoltre, sbarrare una delle seguenti caselle: 1) Impresa 2) Lavoro Autonomo 3) Impresa Familiare. Per chi svolge parallelamente più attività (ad esempio, professionale e d’impresa), bisogna far riferimento a quella considerata prevalente.

2. Coefficiente redditività

Nel secondo rigo della dichiarazione dei redditi nel regime forfettario, bisogna indicare il coefficiente di redditività (determinato dal proprio Codice ATECO), ovvero il fatturato lordo dell’anno di imposta 2018, meno la percentuale per le spese che, come abbiamo specificato in precedenza, dipende dal tipo di attività svolta.

Facciamo qualche esempio per rendere tutto più chiaro.

Simone, 29 anni, infermiere

  • Fatturato lordo: 20.000 euro
  • Coefficiente di redditività infermieri: 78% (- 22% per i costi sostenuti durante l’anno)
  • Reddito imponibile: 15.600 euro

Roberta, 42 anni, traduttrice

  • Fatturato lordo: 15.000 euro
  • Coefficiente di redditività traduttori: 78%
  • Reddito imponibile: 11.700 euro

Emanuele, 23 anni, pasticciere

  • Fatturato lordo: 30.000 euro
  • Coefficiente di redditività pasticceri: 67%
  • Reddito imponibile: 20.100 euro

Vanessa, 50 anni, commerciante

  • Fatturato lordo: 45.000 euro
  • Coefficiente di redditività commercianti: 40%
  • Reddito imponibile: 18.000 euro

3. Ricavi e compensi

In questa sezione, vanno inseriti i ricavi e compensi percepiti (e, dunque, effettivamente incassati) nell’anno di imposta a cui si fa riferimento (e, cioè, il precedente rispetto a quello in corso). Ad esempio, secondo il già citato principio di cassa, nella dichiarazione dei redditi del 2019, vanno indicati tutti i ricavi e compensi relativi all’anno di imposta 2018, vale a dire tutte le fatture incassate a partire dal 01 gennaio fino al 31 dicembre 2018.

Ricordiamo che i contribuenti che svolgono più attività con la medesima Partita IVA dovranno applicare separatamente i coefficienti di redditività, al fine di calcolare l’esatto ammontare di spese e guadagni

4. Contributi previdenziali

La dichiarazione dei redditi nel regime forfettario, come abbiamo visto, non consente l’inserimento “manuale” delle spese sostenute durante l’anno d’imposta. Pertanto, anche se avete acquistato attrezzature per il vostro studio, seguito corsi di formazione o pagato personale dipendente, non potrete indicare tali costi.

Le spese vanno, infatti, calcolate su base forfettaria, specificando il proprio coefficiente di redditività.

Unica eccezione prevista sono i contributi previdenziali. Essi vanno, infatti, calcolati con le modalità stabilite per il tipo di attività svolta (e indicate dalla Cassa Previdenziale: ad esempio, quella dei medici o, per professionisti senza Cassa, commercianti e artigiani, dalla Gestione Separata INPS) e detratti dalla dichiarazione dei redditi.

5. Calcolo imposta sostitutiva

A questo punto, si hanno a disposizione tutti i dati per eseguire il calcolo dell’imposta sostitutiva. Che, come abbiamo detto, è pari al 15% (o, per chi ha aperto la Partita IVA da meno di 5 anni, al 5%) del reddito imponibile.

5. Altre informazioni

Ulteriori dati e informazioni da inserire nella dichiarazione dei redditi nel regime forfettario sono:

  • crediti di imposta;
  • ritenute;
  • eccedenze da dichiarazioni precedenti.

Tali informazioni sono reperibili sul sito web dell’Agenzia delle Entrate, accedendo alla propria area riservata.

Come presentare la dichiarazione dei redditi nel regime forfettario?

La dichiarazione dei redditi nel regime forfettario va presentata tramite il già citato modello unico, da compilare e inoltrare all’Agenzia delle Entrate, attraverso una procedura telematica. Questa operazione va effettuata entro i termini stabiliti di anno in anno (solitamente, la scadenza per la presentazione cade intorno a giugno/luglio).

Per essere certi di svolgere tutto in maniera corretta, la migliore soluzione è affidarsi ad un professionista del settore. Molti si rivolgono ad un commercialista, ma è possibile risparmiare su tale costo, scegliendo un servizio di gestione fiscale online come Fiscozen. Ad un prezzo molto competitivo, Fiscozen ti assiste nella compilazione della dichiarazione dei redditi nel regime forfettario o ordinario e in tutti gli altri adempimenti (ad es. la presentazione del modello Intrastat, il calcolo e la liquidazione dell’IVA, gli studi di settore e via di seguito).

Un importante vantaggio offerto da Fiscozen, oltre ad un netto risparmio sul costo del commercialista, riguarda la possibilità di prevedere in anticipo l’ammontare delle imposte e dei contributi. Aderendo a questo servizio, infatti, potrai accedere alla tua dashboard, visionare l’andamento del fatturato, le prossime scadenze e la previsione delle tasse. Un ottimo modo per non farsi trovare impreparati e avere sempre tutto perfettamente sotto controllo!

Riepilogando…

Riassumendo il tutto, per effettuare la dichiarazione dei redditi nel regime forfettario, occorre sapere che:

  • i lavoratori autonomi – forfettari o ordinari – utilizzano il Modello Unico (e non il Modello 730!);
  • essa fa riferimento all’anno di imposta precedente a quello in corso (ad es. 2018 nell’anno 2019);
  • vanno indicati soltanto i compensi e ricavi effettivamente incassati nel periodo d’imposta;
  • le spese vanno calcolate su base forfettaria, a seconda del proprio Codice ATECO.

Hai aperto da poco la Partita IVA e devi presentare la tua prima dichiarazione dei redditi? Vorresti risparmiare sul costo del tuo commercialista? Compila il form sottostante e richiedi una consulenza a Fiscozen!

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