Alzi la mano chi non ha mai sentito un amico, un parente o un ex collega universitario lamentarsi per la mancanza di lavoro! È vero: nel 2018, con la crisi economica e la disoccupazione che avanza, trovare un buon impiego non è per nulla facile. Ma non è questo il momento di scoraggiarsi: aiutati che il ciel ti aiuta, recita un famoso detto popolare. Talvolta, quindi, occorre aguzzare l’ingegno, cogliere le opportunità e… trovare il coraggio di mettersi in proprio!

Dopo aver inviato centinaia di curriculum e compilato decine di “Lavora con Noi”, non hai ancora ricevuto risposta? Oppure, al contrario, hai un lavoro che non ti soddisfa né economicamente, né dal punto di vista personale?

Mettersi in proprio è una scelta difficile – inutile girarci intorno. E, soprattutto, non è una soluzione immediata o valida per tutti. Come altri tipi di attività, infatti, anche la libera professione richiede delle attitudini personali o, per dirla in altro modo, dei talenti. E, a seconda dei casi, potrebbe servirti anche un buon capitale di partenza.

Mettersi in proprio: il coraggio di “gettarsi”

Investire il proprio denaro in un’attività, inventare un lavoro “da zero”, trovare nuovi clienti: quella di mettersi in proprio è una decisione che attira e, al tempo stesso, spaventa, perché sono tanti gli interrogativi e le perplessità.

Andrà bene? Riuscirò a riprendere il denaro speso? Questa attività sarà in grado di garantirmi un futuro?

Non dimentichiamo, poi, che molte persone, soprattutto tra i giovani, sopravvalutano sia le incombenze burocratiche, sia le spese iniziali da affrontare per intraprendere il cammino della libera professione.

Oggi, infatti, con un pizzico di intelligenza (e con l’aiuto di servizi digitali, come Fiscozen), è possibile rendere la gestione della libera professione molto più snella e, soprattutto, economicamente sostenibile.

A volte, dunque, occorre mettere un freno alle preoccupazioni e cercare di “pensare positivo”. Mettersi in proprio, infatti, comporta non soltanto aspetti spiacevoli, ma anche tanti vantaggi da non sottovalutare. Inoltre, può diventare una buona soluzione, per chi desidera uscire quanto prima da una situazione lavorativa “stagnante”.

Quali sono i pro (e i contro) del mettersi in proprio? Scoprilo con Fiscozen!

#1 Puoi trasformare una passione in un lavoro

Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita – Confucio

Ok, nella vita reale è un po’ più complicato trasformare “una passione in un lavoro”. Complicato, però, non significa impossibile! Conoscerai sicuramente delle persone che hanno scelto di dedicarsi ai propri interessi, facendone un’attività remunerativa a tutti gli effetti: un negozio di fotografia, uno studio grafico, una compagnia teatrale.

Se hai una passione che coltivi da anni (e, dunque, conosci bene un certo settore), perché non approfittarne?

Oggi, con i mezzi informatici, è tutto molto più semplice: potresti ritrovarti a vendere le tue opere anche in Cina!

#2 Avrai un orario di lavoro più flessibile

C’è chi preferisce una vita fatta di routine, con scadenze e orari fissi, e chi brama la libertà più assoluta. Mettersi in proprio è un po’ una via di mezzo: non dovrai stare in ufficio per otto ore al giorno, timbrando il tuo badge all’entrata e all’uscita, ma avrai comunque degli impegni da rispettare (altrimenti addio clientela!).

Tuttavia, uno degli aspetti positivi della libera professione è proprio la possibilità di gestire in autonomia gli orari, senza turni imposti dal “capo”. Ciò significa che potrai organizzare la tua vita con maggiore flessibilità, adattando, ad esempio, i tempi di lavoro alle esigenze della famiglia (e ritagliandoti, ogni tanto, qualche momento di relax).

Attenzione, però, perché questa è un’arma a doppio taglio: la capacità di autogestire il lavoro è una dote che non tutti posseggono. La tentazione di spegnere il computer e darsi al “cazzeggio”, a volte, sarà tanta… ma dovrai resistere e portare a termine i tuoi progetti entro i tempi stabiliti. A volte, addirittura, lavorando anche di più di un impiegato!

#3 Puoi avere maggiore controllo sui tuoi guadagni

Quando apri un negozio (o avvii un’attività professionale), sei tu che stabilisci le tariffe da applicare per un prodotto o un servizio. Che si tratti di una tinta ai capelli, di un massaggio o di un servizio fotografico, potrai dare il giusto valore al tuo lavoro, cosa che non accade quando hai uno stipendio fisso (che non tiene conto delle singole prestazioni). Inoltre, i tuoi incassi potranno crescere con il tempo (e con l’impegno): una bella soddisfazione, no?

#4 Puoi dedicarti a professioni nuove e stimolanti

In altri articoli abbiamo già parlato delle nuove professioni, che sono nate negli ultimi decenni (o anche meno, come nel caso del social media manager, colui che si occupa della gestione delle pagine social di V.I.P. ed aziende).

Buona parte dei giovani che scelgono di mettersi in proprio lo fa per dedicarsi a lavori che, ancora oggi, non hanno un vero e proprio statuto. Basti pensare al web copywriter, colui che redige i testi che leggi in Rete, al web designer, specializzato, invece, in ambito grafico, o alle mille attività che hanno a che fare con la vendita online.

Insomma, mettersi in proprio significa, spesso, creare una professione ex novo, investendo sulla propria formazione e cercando di “far fruttare” le proprie capacità. Si tratta, dunque, di un modo tutto nuovo di lavorare, molto diverso (e, a nostro avviso, più stimolante!) rispetto ad un impiego fisso di stampo tradizionale.

#5 Le spese sono più basse di quanto pensi

Fisco, Partita IVA, dichiarazione dei redditi, tasse: sono tutte espressioni che getterebbero nel panico anche l’aspirante libero professionista più intraprendente! Come dicevamo, però, oggi vi sono varie soluzioni che permettono di ridurre sia il carico di impegni ed incombenze burocratiche, sia i costi da sostenere.

Aprire la Partita IVA, ad esempio, è gratis e, dal punto di vista fiscale, è possibile aderire al cosiddetto regime forfettario che, rispetto a quello ordinario, prevede soltanto il versamento di un’imposta fissa, pari al 15% del reddito annuo imponibile, oltre ad una serie di agevolazioni per il titolare (qui trovi maggiori informazioni)

Per la gestione della Partita IVA, invece, esistono servizi online, come Fiscozen, studiati apposta per venire incontro alle esigenze dei giovani e degli startupper. Se hai intenzione di metterti in proprio ed avviare un’attività, compila il form sottostante e sarai ricontattato da un esperto, per valutare la soluzione per te più conveniente:

#6 Puoi gestire il lavoro con maggiore autonomia

Questo punto si riconduce, in parte, al secondo. L’autonomia, ad ogni modo, non riguarda soltanto l’orario di lavoro (che, per un libero professionista, non è soggetto a turni fissi), ma anche l’intera gestione dell’attività. Sarai tu ad organizzare, giorno dopo giorno, la scaletta delle cose da fare e delle persone da incontrare, lasciando che sia la tua professione ad adattarsi a te e alle tue esigenze… e non il contrario. Se, per una persona abitudinaria, questo aspetto può causare un certo disorientamento, per altri si trasforma in uno stimolo ad operare con maggiore creatività!

#7 Potrai creare un team di collaboratori

Chi lavora come dipendente presso un’azienda, difficilmente potrà dire la sua riguardo ai colleghi. Il risultato? Spesso si è costretti a condividere il proprio tempo con persone che si distaccano parecchio dal proprio modo di lavorare (e, in generale, di affrontare le difficoltà quotidiane). E tutto ciò è causa di stress e tensioni.

Mettersi in proprio, al contrario, significa poter scegliere liberamente il proprio team di collaboratori: potrai selezionare i colleghi anche in base alle attitudini e, dunque, sentirti pienamente a tuo agio con loro.

È ormai acclarato che, in un ambiente lavorativo sereno, il rendimento cresce in maniera esponenziale!

#8 Puoi svolgere la tua attività dove preferisci

Buona parte delle nuove professioni non richiede una sede fissa. Basti pensare a tutti quei lavori che si svolgono “da remoto”, per i quali è sufficiente una postazione con computer e connessione ad Internet. Ciò significa che potrai “portare con te” il lavoro in qualsiasi luogo, senza il timore di dover ricominciare, ogni volta, tutto da capo.

Potrai approfittarne per trascorrere un periodo all’estero ed imparare una nuova lingua (senza dover interrompere necessariamente la tua attività), nonché conciliare, con maggiore facilità, studio e libera professione.

Naturalmente, ciò non vale per tutti i settori. Se decidi di avviare un punto vendita, un ristorante o uno studio dentistico, ad esempio, non potrai spostarti da un giorno all’altro. Tuttavia, anche in questo caso, sarai meno vincolato ad una determinata sede e, ovunque deciderai di trasferirti, potrai mettere a frutto le tue esperienze.

#9 Non dovrai rinunciare a sussidi o al posto fisso

C’è chi pensa che, per mettersi in proprioaprire la Partita IVA, sia necessario lasciare il proprio impiego o rinunciare ad eventuali sussidi, come nel caso della NASPI. Tuttavia, non è affatto così: la legge prevede, infatti, la possibilità di avviare un’attività autonoma anche per chi ha già un posto fisso (a meno che non vi siano particolari incompatibilità o conflitti di interesse) o, avendolo perduto, percepisce l’indennità di disoccupazione.

Anzi, in quest’ultimo caso, potrai usufruire della liquidazione anticipata, ovvero richiedere l’intera somma (che avresti percepito nel corso dei mesi) in un’unica soluzione, come incentivo per l’acquisto di mezzi ed apparecchiature, oppure per la tua formazione. Vuoi saperne di più? Trovi maggiori informazioni in questo post.

#10 Una vita di incertezze o… di opportunità?

Riguardo al lavoro, esistono due punti di vista diversi e, sotto certi aspetti, opposti: c’è chi ricerca la sicurezza del posto fisso e chi, al contrario, preferisce costruire, giorno dopo giorno, la sua professione. Difficile dire chi ha ragione! È inutile negarlo: mettersi in proprio nasconde parecchie insidie, poiché, a differenza di un dipendente, il libero professionista non ha la certezza di ricevere uno stipendio mensile. La sua retribuzione, infatti, varia di mese in mese, con il rischio di incassare meno per certi periodi o, addirittura, di andare in perdita.

Tutto ciò, in alcuni, può dare luogo ad un senso di incertezza ma, provando a guardare la situazione da un’altra prospettiva, può anche rivelarsi una grande opportunità di crescita, sia personale che professionale. Vedere crescere gradualmente il prestigio dell’attività, raggiungere gli obiettivi prefissati, dare vita ad un business redditizio: sono le soddisfazioni che la libera professione offre a chi sceglie di impegnarsi con passione ed intraprendenza.

Concludendo…

Come tutte le scelte difficili, anche quella di mettersi in proprio comporta una serie di pro e contro. Il consiglio? Farsi affiancare da figure affidabili e competenti, per valutare accuratamente gli aspetti tecnici più complessi.

Per eventuali dubbi in materia fiscale, ad esempio, c’è Fiscozen che, con il suo team di esperti, è in grado di fornire assistenza in tempo reale. Richiedere una consulenza è un ottimo modo per chiarire ogni perplessità ed intraprendere la strada verso la libera professione in maniera quanto più consapevole!

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