Il nuovo governo PD-M5S ha segnato un cambiamento nella politica italiana, che inevitabilmente si rifletterà anche sul versante economico. Ci riferiamo, in particolar modo, all’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria per regime forfettario, che – stando alle ultime notizie – verrà applicata dal 01 gennaio 2020.

Cosa accadrà, dunque, per i vecchi e nuovi forfettari? Saranno tenuti, anche loro, ad utilizzare la e-fattura?

Vediamo insieme quali sono le notizie a riguardo, che giungono dagli esponenti del nuovo “governo giallo-rosso”.

2019: novità per i forfettari

L’anno 2019 è stato caratterizzato da una serie di importanti novità per i lavoratori autonomi con Partita IVA.

La principale novità è stata, senza dubbio, l’innalzamento della soglia di reddito per l’accesso e la permanenza al regime forfettario, che è passata dai 30.000 euro del 2018 a oltre il doppio – 65.000 euro – nel 2019.

Il regime forfettario è stato, dunque, ampliato e modificato. Ad esempio, sono spariti i vincoli relativi all’acquisto di beni strumentali e all’assunzione di dipendenti. Al contempo, però, nuove cause di esclusione sono state introdotte dal 2019: ci riferiamo ai criteri inerenti il possesso di quote di partecipazione ed il controllo di S.r.l..

Resta invariato il funzionamento del regime forfettario, sia per la deduzione delle spese, che avviene secondo una percentuale stabilita per ogni settore e/o attività economica, sia per il calcolo di imposte e contributi.

Fatturazione elettronica nel 2019

Un’altra novità, per i titolari di Partita IVA, è stata l’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria che, però, ha toccato, fino ad oggi, soltanto i contribuenti che si avvalgono del regime ordinario, e non i forfettari.

Dunque, coloro che, con l’innalzamento della soglia di reddito, hanno potuto usufruire del regime forfettario e di un’imposta sostitutiva al 15%, sono rimasti esonerati anche dall’obbligo di utilizzare la fattura elettronica.

Parliamo di quei contribuenti che, nel 2019, hanno fatturato dai 30.000 ai 65.000 euro e che, dal 2020, rischiano di tornare al vecchio regime ordinario. Tuttavia, su questo tema, non vi sono ancora informazioni definitive.

2020: tutte le novità per le Partite IVA

Il 2020 sembra portare con sé una carica innovativa altrettanto forte. Innanzitutto, con il cambiamento di prospettive politiche, tutto appare ancora piuttosto incerto. Sia per quanto riguarda le possibili modificazioni del regime forfettario, con il ritorno ai vecchi criteri del 2018, sia per le nuove aliquote e soglie di reddito.

L’unica “certezza”, in questo mare di dubbi, sembra essere l’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria per regime forfettario. Il nuovo governo PD-M5S appare, infatti, deciso a proseguire sulla medesima via – quella della digitalizzazione – del precedente. Avremo conferma di ciò nei prossimi mesi.

Altrettanto certa sembra essere la decisione di bloccare l’estensione della “Flat Tax” alle Partite IVA con reddito compreso tra 65.000 e 100.000 euro che, secondo i piani della Lega, avrebbero dovuto beneficiare, anche loro, di un’imposta sostitutiva con aliquota al 20% (e non al 15%, come accade per i redditi inferiori a 65.000 euro).

Non sappiamo, invece, se verrà mantenuta l’attuale soglia di reddito per le persone fisiche che si avvalgono del regime forfettario (ovvero 65.000 euro), o se verranno ripristinati i limiti sanciti dai precedenti governi. Rimaniamo in attesa di ulteriori conferme, per compilare una lista delle novità 2020 per le Partite IVA!

Fatturazione elettronica per i forfettari dal 2020

La fatturazione elettronica è stata accolta in maniera altalenante. Da una parte, c’è stato chi ha apprezzato questo cambiamento, considerandolo un passo importante verso l’ammodernamento del fisco italiano.

Dall’altra, però, si è vista una certa riluttanza ad utilizzare i nuovi sistemi di fatturazione elettronica.

Vuoi per le “difficoltà” nell’approccio al digitale, da parte degli stessi contribuenti, vuoi perché il tempo disponibile per adeguarsi è stato veramente poco. Il che ha creato non pochi problemi alle aziende e agli enti pubblici.

Ad ogni modo, appare chiaro che il futuro del fisco e della burocrazia sarà sempre più appannaggio del digitale e delle nuove tecnologie. E questo vale anche per i sistemi telematici in uso per la fatturazione elettronica!

La digitalizzazione comporta, infatti, non pochi vantaggi, soprattutto se si considera il lungo termine:

  • maggiore trasparenza nelle transazioni;
  • facilità di controllo;
  • contrasto al fenomeno dell’evasione fiscale;
  • minore impatto ambientale;
  • rapidità e sicurezza nell’invio di documenti.

Ricordiamo, infatti, che il processo di digitalizzazione è stato avviato ormai parecchi anni prima. Ad oggi, tale processo appare ancora incompleto, il che non può che causare problemi. Ad esempio, l’utilizzo di due modalità di fatturazione – elettronica o cartacea – ha costretto le aziende a creare due contabilità separate, a seconda che il collaboratore adotti o meno la e-fattura. Parallelamente, una fetta di forfettari ha preferito utilizzare – anche se in maniera facoltativa – la fatturazione elettronica, per evitare disguidi con le imprese e gli enti committenti.

A partire dal nuovo anno, con l’introduzione della Legge di Bilancio 2020, firmata stavolta da PD, LeU e M5S, queste problematiche potranno venire meno. La fatturazione elettronica obbligatoria per regime forfettario sembra, infatti, ormai un fatto assodato, per cui tanto vale iniziare a prendere confidenza con essa!

Fatturazione elettronica e “Flat Tax”: cosa accade dal 2020?

Il sistema della”Flat Tax” è stato uno dei “cavalli di battaglia” del governo precedente, che contava sul parere positivo dell’Unione Europea, per estendere la “tassa piatta” (seppure con aliquota al 20%) ai redditi fino a 100.000 euro.

Oggi questo sistema appare messo in crisi dall’accordo M5S-PD. Vecchi e nuovi forfettari si domandano: cosa accadrà a partire dal 01 gennaio 2020? Quali decisioni verranno attuate con la Legge di Bilancio 2020?

Se è vero che si tornerà ai vecchi criteri economici del 2018, le soglie di reddito per accedere e mantenere il regime forfettario andranno da 30.000 a 50.000 euro, a seconda del Codice ATECO associato alla Partita IVA.

Tali criteri, tuttavia, potrebbero subire ulteriori modificazioni: sia con un rimaneggiamento delle cifre, che verrebbero adattate ai parametri del 2020, sia con il ritorno dei precedenti vincoli di accesso e permanenza.

Ad esempio, potrebbero tornare i vecchi limiti riguardanti l’acquisto di beni strumentali e l’assunzione di dipendenti, così come potrebbero essere reintrodotti gli adempimenti eliminati dal “governo giallo-verde” (esterometro, ecc.).

Fatturazione elettronica per regime forfettario: come funziona?

Vediamo, adesso, come funzionerà la fatturazione elettronica obbligatoria per regime forfettario.

Il sistema utilizzato da forfettari e ordinari sarà unico, con le medesime regole per entrambe le categorie.

La fatturazione elettronica è un sistema che utilizza un file in formato XML, al posto della fattura cartacea.

Tutte le operazioni (compilazione, emissione, invio, ricezione e conservazione delle e-fatture) vanno effettuate attraverso il Sistema di Interscambio, messo a disposizione dei contribuenti dall’Agenzia delle Entrate e già adottato, dal 2014, da tutti coloro che operavano con enti e amministrazioni pubbliche (Comuni, Regioni, Scuole, ecc.).

L’utilizzo della fatturazione elettronica obbligatoria per regime forfettario e ordinario varrà per tutte le operazioni – B2B e B2C – e pare sarà affiancato dall’introduzione dello scontrino elettronico, sempre dal 2020.

Come compilare una fattura elettronica?

L’utilizzo della fattura elettronica ha messo in crisi non pochi imprenditori e professionisti, specialmente quelli che avevano scarsa familiarità con i mezzi informatici. Tuttavia, una volta appresa la procedura di compilazione, emissione, invio, ecc. della e-fattura, appare tutto più semplice, soprattutto se si adopera un apposito software.

Il Sistema di Interscambio è considerato, da molti, troppo complicato. Il rischio di commettere errori, durante l’emissione della fattura elettronica, è elevato. Per evitare di compromettere l’attività, dunque, la soluzione migliore è utilizzare un sistema online di fatturazione elettronica, come quello offerto da Fiscozen.

Fiscozen offre, infatti, un servizio completo ed efficiente, che comprende:

  • l’accesso ad un software di fatturazione elettronica molto facile da padroneggiare;
  • una comoda piattaforma digitale per gestire le operazioni inerenti alla Partita IVA;
  • assistenza fiscale qualificata per tutti gli adempimenti (Dichiarazione dei Redditi, modulo Intrastat, ecc.).

L’abbonamento a Fiscozen è sicuramente uno dei modi più semplici e vantaggiosi per gestire fatturazione e Partita IVA. Inoltre, ti offre la possibilità di effettuare tutte le operazioni – emissione e invio e-fattura, gestione clienti, controllo delle scadenze, ecc. – da qualsiasi parte del mondo, semplicemente accedendo ad un’area riservata tramite il proprio computer.

Insomma, una lunga serie di vantaggi per tutti coloro che lavorano a Partita IVA!

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