Cos’è la Gestione Separata INPS? Quali categorie di lavoratori autonomi ne fanno parte?

Con la breve guida di oggi, vogliamo spiegarti, attraverso esempi pratici e facilmente comprensibili, come effettuare il calcolo ed il versamento dei contributi previdenziali, quali sono le casse previdenziali presenti in Italia e quali sono le regole in vigore per i liberi professionisti che fanno capo alla cosiddetta Gestione Separata INPS. Entriamo, dunque, subito nel dettaglio per fare maggiore chiarezza!

Cosa sono i contributi?

Iniziamo dal principio: cosa sono i contributi? Per contributi previdenziali ed assistenziali, intendiamo delle somme di denaro che vengono versate, nel corso degli anni, dal lavoratore autonomo (o, nel caso di un lavoratore dipendente, dal suo datore di lavoro), al fine di finanziare, primariamente, le prestazioni pensionistiche e, in secondo luogo, tutte le prestazioni previdenziali ed assistenziali.

Dunque, detto in ‘parole povere’, i contributi previdenziali vanno a costituire la tua pensione di anzianità, oltre alla pensione di reversibilità per i membri della famiglia e/o ad un’eventuale pensione di invalidità.

Cos’è una cassa previdenziale?

Passiamo, adesso, alla seconda domanda che, sicuramente, ti starai ponendo, ovvero: cosa sono le casse previdenziali e, soprattutto, in quale modo posso scegliere quella giusta per la mia attività?

Per casse previdenziali si intendono gli enti preposti alla gestione dei contributi previdenziali versati da una categoria specifica di professionisti (o, più in generale, di lavoratori). Dunque, le casse si occupano direttamente della tua previdenza in campo sia pensionistico (accumulando e, in seguito, erogando le somme relative alla tua pensione di anzianità), sia infortunistico, sia di reversibilità.

In Italia, od oggi, esistono svariate casse previdenziali dedicate a classi specifiche di lavoratori o a determinate professioni. Ecco, di seguito, alcuni esempi che ti faranno comprendere meglio:

  • Cassa Nazionale del Notariato: per i Notai;
  • Cassa Forense: per gli Avvocati;
  • Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza dei Geometre (CNPAG): per i Geometri;
  • Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore di Ragionieri e Periti Commerciali;
  • CNPADC: Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Dottori Commercialisti;
  • CANPAB: Cassa Biologi per biologi iscritti all’Albo professionale;
  • ENPACL: Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Consulenti del Lavoro;
  • ENPAF: Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza Farmacisti iscritti all’Albo dei Farmacisti;
  • Fondazione ENPAIA: che si occupa dei contributi per Periti Agrari e Agrotecnici;
  • ENPAM: Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici;
  • ENPAP: Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per Psicologi iscritti all’Albo;
  • ENPAV: Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per Veterinari;
  • EPAP: Ente Nazionale di Previdenza per Agronomi, Forestali, Attuari, Chimici e Geologi;
  • EPPI: Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per Periti Industriali;
  • INARCASSA: Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Ingegneri e Architetti;
  • INPGI: Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Giornalisti iscritti all’Albo;
  • ENPAPI: Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia;
  • FASC: Fondo di Previdenza Spedizionieri Doganali per gli impiegati dipendenti da imprese esercenti attività di spedizione, spedizionieri doganali, transitarie e corrieri;
  • ENASARCO: Ente di Previdenza e Assistenza per Rappresentanti e Agenti di commercio.

Gestione Separata INPS: cos’è?

Sei arrivato alla fine di questa lista… ma non hai trovato la cassa previdenziale per la tua professione?

Niente paura: questo accade perché, come detto prima, non tutte le attività professionali hanno una cassa previdenziale dedicata. Al fine di supplire a questa mancanza, nel 1995, è stata varata la Legge n.335/95, articolo 2 comma 26, meglio nota come Riforma Dini, che istituisce la Gestione Separata INPS. Di che si tratta?

La Gestione Separata INPS è un ente pubblico che nasce per garantire un fondo pensionistico a tutti quei liberi professionisti che, allo stato attuale, non godono di una propria cassa previdenziale.

Di conseguenza, se hai aperto la Partita IVA per esercitare un’attività da freelancer, ma non rientri nelle categorie di professionisti che abbiamo elencato in precedenza, devi iscriverti alla Gestione Separata INPS per poter versare annualmente i tuoi contributi previdenziali e, al termine del tuo percorso lavorativo, e cioè una volta raggiunta l’età pensionabile, ricevere la pensione di anzianità.

Chi può iscriversi alla Gestione Separata INPS?

La Gestione Separata INPS, come puoi notare, racchiude tutte quelle attività libero-professionali che, ad oggi, non sono soggette a specifiche regolamentazioni. Ci riferiamo, pertanto, a quei lavori che non richiedono l’iscrizione ad un Albo Professionale, né ad un Ordine o Registro (come invece accade, ad esempio, per gli Avvocati, gli Architetti, i Giornalisti, gli Psicologi… e via di seguito).

Rientrano in questa macro-categoria, dunque, le attività non regolamentate, vuoi perché esercitate da un numero esiguo di lavoratori, vuoi perché nate in tempi recenti e, conseguentemente, non ancora soggette a norme o regolamentazioni di carattere nazionale. Facciamo qualche esempio?

Basti pensare ai giovani che svolgono un’attività connessa al web, alla comunicazione digitale o alle nuove tecnologie: dal webmaster, ovvero colui che cura la gestione di un sito, al consulente web marketing, che si occupa, invece, delle campagne promozionali in Rete, fino ad arrivare ad una delle figure più richieste – e chiacchierate – degli ultimi anni, ovvero il social media manager, cioè colui che amministra le pagine social per conto di un’azienda, di un brand o di un personaggio pubblico.

Ma, nello specifico, chi può – e deve – iscriversi alla Gestione Separata INPS? Per poter fare riferimento a questa ‘cassa’, è necessario che il lavoratore autonomo adempia ai seguenti requisiti:

  • svolgere un lavoro a contenuto artistico e professionale (in ‘parole povere’, l’attività dev’essere di tipo ‘intellettuale’, e non commerciale o artigianale: v. Gestione INPS Commercianti e Artigiani);
  • svolgere un lavoro in forma autonoma, senza vincolo di subordinazione rispetto al datore di lavoro, bensì con modalità, tempi, luogo, ecc. di esecuzione a discrezione dello stesso professionista;
  • svolgere un’attività di tipo continuativo, con prestazioni che ripetono e/o prolungano nel tempo.

Per altro, è essenziale che l’attività libero-professionale sia distinta da ogni forma di attività d’impresa: in altre parole, la prestazione del libero professionista, per essere tale, deve caratterizzarsi per l’elemento della ‘personalità’, in quanto viene eseguita esclusivamente da un singolo lavoratore, o da due o più lavoratori riuniti in forma associata, ma senza che vi sia alcun vincolo di associazione giuridica (come accade, invece, per le imprese).

Oltre ai liberi professionisti che rientrano nei requisiti sopra elencati, possono aderire alla Gestione Separata INPS anche altre categorie di lavoratori. Vediamo, nello specifico, quali sono:

  • la quasi totalità delle forme di collaborazione coordinata e continuativa;
  • venditori a domicilio (porta a porta) con contratto di lavoro autonomo;
  • lavoratori autonomi occasionali con redditi imponibili superiori a 5.000 euro;
  • assegnatari e beneficiari di borse di studio;
  • medici con contratto di formazione specialistica;
  • volontari del Servizio Civile Nazionale;
  • spedizionieri doganali non dipendenti;
  • associati in partecipazione: coloro che entrano a far parte della divisione degli utili di una azienda, prestando in cambio il proprio lavoro fisico/intellettuale, dei beni o, ancora delle proprietà.

Posso iscrivermi alla Gestione Separata INPS?

Se la distinzione tra chi può iscriversi alla Gestione Separata INPS e chi, invece, rimane escluso non dovesse essere ancora chiara a sufficienza, puoi rivolgerti a noi di FISCOZEN e richiedere una consulenza gratuita!

Compila il modulo sottostante, inserisci i tuoi dati e verrai ricontattato prima possibile da un nostro Consulente, che ti illustrerà le caratteristiche, i requisiti e i costi della Gestione Separata INPS.

Come funziona la Gestione Separata INPS?

Se la tua attività libero-professionale rientra nei casi sopra elencati e, dunque, puoi iscriverti alla Gestione Separata INPS, sarai certamente ansioso di sapere cosa ti spetta… e cosa ti aspetta!

La prima domanda a cui vogliamo rispondere, pertanto, è la seguente: cosa mi garantisce questa ‘cassa’?

  • Pensione di anzianità;
  • Pensione anticipata;
  • Pensione supplementare;
  • Pensione di invalidità;
  • Pensione indiretta a favore dei familiari superstiti degli iscritti deceduti prima dell’età pensionabile.

Come puoi vedere, quindi, la Gestione Separata INPS garantisce gli stessi diritti di una cassa dedicata, permettendo ai professionisti che svolgono attività non regolamentate o di nuova generazione di ricevere, dopo un certo numero di anni, la pensione di anzianità, in proporzione a quanto versato tramite i suddetti contributi.

Chi paga i contributi previdenziali?

Veniamo, adesso, al secondo punto, ovvero: a chi spetta l’onere di versare i contributi previdenziali?

La risposta, in questo caso, dipende dalla tipologia di contratto e dall’attività lavorativa che svolgi.

Nel caso delle Partite IVA, i contributi previdenziali li versa direttamente il lavoratore. Spetta, dunque, a quest’ultimo il compito di valutare delle tariffe (o un listino prezzi) che tengano conto degli oneri relativi non solo alle imposte, bensì anche alla contribuzione. Per farlo, occorre avere ben chiaro il meccanismo del calcolo.

Il calcolo dei contributi previdenziali avviene, in percentuale, sul reddito del professionista, dunque in maniera proporzionale a quanto questi ha fatturato nel corso dell’anno. Di conseguenza, a differenza di quanto accade con altre Casse Previdenziali (o con la Gestione INPS Commercianti e Artigiani), non sono previsti contributi previdenziali fissi, né quote minimali. In altre parole: paghi una quota maggiore o minore in relazione a ciò che hai incassato con la tua attività e, se incassi zero… non paghi nulla!

A quanto ammontano i contributi alla Gestione Separata INPS?

Alla luce di quanto detto prima: a quanto ammontano i versamenti per i contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS? Le aliquote – ovvero la quota in % applicata sul tuo reddito imponibile – variano di anno in anno: per l’anno 2020, ad esempio, la percentuale è stata fissata al 25,72%.

Attenzione, però, perché l’aliquota al 25,72% non si applica su tutto ciò che hai incassato durante l’anno (ovvero sul ‘fatturato lordo’), bensì su quello che, in ambito fiscale, viene chiamato ‘reddito imponibile’. Vale a dire quella parte di fatturato che, eliminate le spese relative all’attività, va a costituire effettivamente il tuo reddito netto.

Per buona parte dei liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS che si avvalgono del nuovo regime forfettario, il reddito imponibile è pari al 78% del fatturato lordo (dunque, meno il 22% per le spese). Ciò vale, ad esempio, per i freelancer che svolgono attività ‘innovative’, come il già citato webmaster, ma anche per il copywriter, l’influencer o il web designer, o di ambito ‘artistico’, come l’illustratore o l’interior designer. Per altre attività, come il personal trainer, il docente privato o l’osteopata, invece, il reddito imponibile è pari al 67% del fatturato lordo annuo (decurtato, quindi, del 33% per le spese).

Di conseguenza, per farti un’idea più precisa riguardo all’ammontare dei tuoi contributi previdenziali, ti basterà controllare il coefficiente di redditività, ovvero la porzione di reddito imponibile in % rispetto al fatturato lordo, fissato per il Codice ATECO associato alla tua Partita IVA ed applicare, su di esso, l’aliquota 2020 (pari a 25,72%).

Concludendo…

In conclusione, far riferimento alla Gestione Separata INPS non comporta particolari svantaggi per il libero professionista con Partita IVA. Dal punto di vista dei diritti e dei doveri, infatti, il funzionamento di questa ‘macro-cassa’ non è differente rispetto, ad esempio, a quello di INARCASSA, EMPAM o EMPAP, per citare tre delle principali casse di previdenza attualmente operative nel nostro Paese.

Tuttavia. occorre menzionare, tra gli aspetti positivi, l’assenza di contributi fissi, ovvero di quelle quote annuali che rimangono invariate a prescindere dall’ammontare del reddito imponibile e che, in circostanze economiche svantaggiate, possono trasformarsi in uno scoglio assai difficile da superare.

Versare contributi previdenziali in proporzione al reddito, invece, significa poter affrontare i periodi ‘critici’ con maggiore serenità, specialmente nelle fasi immediatamente successive all’apertura della Partita IVA.

4.8/5 (25)

Questo articolo ti è stato utile? Lascia una valutazione