Se sei un lavoratore autonomo alla ricerca di soluzioni per risparmiare sulle tasse o se hai intenzione di aprire, a breve, la tua Partita IVA, avrai sicuramente letto o sentito, da qualche parte, l’espressione “imposta sostitutiva”.

Ma cosa si intende, esattamente, per imposta sostitutiva? Quali tributi sostituisce nel regime forfettario? Come si calcola l’importo? E, soprattutto, quali contribuenti possono accedere ad una tassazione agevolata?

Con questo articolo, vogliamo fare chiarezza riguardo al funzionamento dell’imposta sostitutiva, tipica del regime fiscale forfettario. Analizzeremo, quindi, le sue caratteristiche, dalle regole per il calcolo e l’applicazione sui redditi da lavoro autonomo ai requisiti richiesti per accedere sia all’aliquota “standard” al 15%, sia all’aliquota ridotta per le start-up al 5%, e faremo alcuni esempi pratici per rendere tutto più comprensibile!

Imposta sostitutiva: cos’è?

L’imposta sostitutiva – come suggerisce il nome stesso – è un’unica imposta che, nel regime forfettario, prende il posto dei tributi comunemente versati negli altri regimi, ovvero semplificato ed ordinario.

Detto in altri termini, mentre le Partite IVA assoggettate ai regimi semplificato ed ordinario sono tenute a pagare Irpef, Irap e addizionali, per i contribuenti forfettari vi è solo un’imposta sostitutiva con aliquota al 15% o, in certi casi, al 5%, che si applica sul reddito imponibile, e non sull’intero fatturato. Difatti, il principale vantaggio del regime forfettario consiste proprio nella tassazione agevolata, ideale per i giovani e per le piccole attività.

Quali tributi sostituisce?

Professionisti e ditte individuali, se assoggettati al regime forfettario, possono usufruire di vari vantaggi: oltre ad operare in franchigia IVA, non sono tenuti ad applicare Irpef, Irap e addizionali (statale e regionale).

Al posto dei tributi sopra menzionati, infatti, essi versano un’unica imposta sostitutiva, calcolata su una parte del proprio fatturato, ovvero sul reddito imponibile. Tutto ciò comporta, oltre che un notevole risparmio a livello economico (grazie ad un’aliquota standard già molto contenuta, pari al 15%), anche una maggiore semplicità nella gestione della Partita IVA: una sola dichiarazione, un solo versamento, un’unica scadenza… e via di seguito.

Imposta sostitutiva: aliquota standard o ridotta?

Come abbiamo anticipato, l’aliquota standard, nel regime forfettario, è pari al 15%. Tuttavia, in alcuni casi, è possibile beneficiare di un’ulteriore riduzione – dal 15% al 5% – per i primi cinque anni di attività, per poi approdare definitivamente al 15%, a partire dal sesto anno. Chi, però, possiede solamente i requisiti per il forfettario (ma non quelli per l’aliquota ridotta al 5%) avrà da subito e potenzialmente per sempre una tassazione pari al 15%.

Aliquota start-up al 5%: come funziona?

Per cominciare, vogliamo ribadire che la riduzione dell’aliquota dell’imposta sostitutiva forfettaria, e cioè il taglio dal 15% al 5%, dura soltanto cinque anni e ha l’obiettivo di incentivare l’avvio di nuove attività professionali, artigiane o d’impresa. Non a caso, tale agevolazione viene definita proprio “aliquota start-up”!

Nel precedessore del regime forfettario – ovvero nel regime dei minimi – l’imposta sostitutiva al 5% era un beneficio legato anche all’età anagrafica, che i giovani potevano mantenere dall’apertura della Partita IVA fino al compimento dei 35 anni, dunque per un periodo più lungo dell’attuale quinquennio (per esempio, dai 27 ai 35 anni, per una durata di 8 anni complessivi). Per i soggetti over 35, invece, la durata massima era di cinque anni.

Oggi, tuttavia, le cose funzionano in maniera diversa: infatti, la durata massima dello “sconto” sull’imposta sostitutiva è di cinque anni per tutti i nuovi contribuenti che possono accedervi, a prescindere dall’età anagrafica.

Quali sono i requisiti?

Secondo la legislazione, l’imposta sostitutiva si riduce al 5%, per i primi cinque anni, nei seguenti casi:

  • se il contribuente non ha esercitato, nei tre anni che precedono l’apertura della Partita IVA, attività artistica/artigianale, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • se l’attività da intraprendere non costituisce, in alcun modo, una mera prosecuzione di altre attività svolte in passato sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (tranne nei casi di tirocinio o pratica obbligatoria);
  • se si prosegue un’attività svolta in precedenza da altri soggetti, l’ammontare complessivo dei ricavi e compensi incassati nel periodo d’imposta precedente non deve superare il limite di 65.000 euro/anno.

Come si calcola l’imposta sostitutiva?

Una volta chiarito cos’è l’imposta sostitutiva e quali sono i requisiti per l’aliquota start-up al 5%, vediamo come si applica e qual è la procedura per calcolare l’esatto importo da versare all’Agenzia delle Entrate.

Per comprendere meglio anche questo passaggio, bisognerà, dapprima, analizzare alcuni concetti propri del regime forfettario, come quelli di “reddito imponibile” e, parallelamente, di “coefficiente di redditività”.

Cosa nascondono questi “paroloni”? In realtà, il funzionamento del regime forfettario e della sua imposta sostitutiva al 15% o al 5% è molto più semplice di quanto non sembri. Basterà, infatti, conoscere il coefficiente di redditività associato al proprio Codice ATECO e avere a disposizione una normalissima calcolatrice.

Coefficiente di redditività e reddito imponibile

Come abbiamo più volte ripetuto, ogni Partita IVA è abbinata ad uno specifico Codice ATECO, che serve sia ad identificare il tipo di attività, servizi e prestazioni svolti dal contribuente, sia a determinare la “porzione” di fatturato, chiamata appunto reddito imponibile, sulla quale, sottratte le spese, si calcolerà l’imposta sostitutiva.

Per conoscere il tuo coefficiente di redditività, e dunque la percentuale di reddito imponibile, ti basta controllare qual è il tuo Codice ATECO. Successivamente, dovrai cercare le prime due cifre del codice all’interno di questa tabella, segnarti la percentuale associata ed applicarla sulla cifra risultante dalla somma delle fatture che hai emesso.

Ad ogni modo, per la maggior parte dei liberi professionisti (es. avvocati, medici, ingegneri, psicologi, ma anche nuove figure, come webmaster, social media manager, coach, amministratori di condominio, operatori socio-sanitari, fisioterapisti, influencer e modelle, consulenti marketing, ecc.), il coefficiente di redditività è pari al 78%, mentre la percentuale dedotta forfettariamente per le spese corrisponde al rimanente 22%.

Per numerose attività artigianali o per i servizi alla persona (es. personal trainer, parrucchieri, truccatori, tatuatori, estetiste e cigliste, ma anche per fabbri, giardinieri, idraulici, ecc.), invece, le percentuali corrispondono, molto spesso, rispettivamente al 67% e al 33%. Mentre, infine, per le attività di commercio, ristorazione, alloggio, ecc., compresi i servizi di e-commerce o vendita da remoto, coefficiente e spese sono pari al 40% e al 60%

Di conseguenza, su un ipotetico fatturato di 10.000 euro, la cifra su cui calcolare l’imposta sostitutiva sarebbe:

  • 7.800 euro (- 2.200 per spese) per i professionisti;
  • 6.700 euro (- 3.300 per spese) per artigiani e altre attività;
  • 4.000 euro (- 6.000 per spese) per commercianti e ristoratori.

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Calcolo imposta sostitutiva nel regime forfettario: esempi pratici

A questo punto, non ci resta che mostrarvi la procedura da utilizzare per il calcolo dell’imposta sostitutiva nel regime forfettario e i rispettivi coefficienti per le attività professionali, artigiane e commerciali.

Facciamo, quindi, alcuni esempi per rendere tutto ancora più chiaro!

Luigi, 39 anni, avvocato

Fatturato complessivo: 30.000 euro
Reddito imponibile (78%): 23.400 euro
Imposta sostitutiva (15%): 3.510 euro

Elisa, 34 anni, psicologa

Fatturato complessivo: 25.000 euro
Reddito imponibile (78%): 19.500 euro
Imposta sostitutiva (15%): 2.925 euro

Carlotta, 29 anni, consulente marketing

Fatturato complessivo: 20.000 euro
Reddito imponibile (78%): 15.600 euro
Imposta sostitutiva (15%): 2.340 euro

Simone, 40 anni, disinfestatore

Fatturato lordo: 40.000 euro
Reddito imponibile (67%): 26.800 euro
Imposta sostitutiva (15%): 4.020 euro

Sabrina, 36 anni, parrucchiera

Fatturato lordo: 25.000 euro
Reddito imponibile (67%): 16.750 euro
Imposta sostitutiva (15%): 2.512 euro

Pietro, 28 anni, titolare e-commerce

Fatturato lordo: 30.000 euro
Reddito imponibile (40%): 12.000 euro
Imposta sostitutiva (15%): 1.800 euro

Mariagrazia, 45 anni, ristoratrice

Fatturato lordo: 45.000 euro
Reddito imponibile (40%): 18.000 euro
Imposta sostitutiva (15%): 2.700 euro

Infine, se qualcuno dei nostri ipotetici contribuenti avesse iniziato l’attività da meno di cinque anni e possedesse i requisiti per l’aliquota start-up al 5%, beneficerebbe della riduzione – pari appunto ad 1/3 – dell’importo dovuto per l’imposta sostitutiva. Dunque, riprendendo gli esempi proposti in precedenza, l’avvocato Luigi pagherebbe 1.170 euro al posto di 3.510 euro. Mentre, per Elisa, psicologa, si passerebbe da 2.925 euro a 975 euro, e così via.

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