La cucina, per molti, è solo una passione da condividere con la famiglia e gli amici. Sempre più persone, però, negli ultimi tempi, hanno deciso di trasformare il proprio hobby in un vero e proprio lavoro. Come fare? Semplice: basta aprire una IAD, ovvero un’Impresa Domestica Alimentare. Vediamo insieme di che si tratta!

Una IAD è una microimpresa domestica che opera nel settore alimentare. Può sembrare un argomento complesso ma, in realtà, ci riferiamo a quelle persone che, nella cucina di casa propria, preparano prodotti alimentari di vario tipo (dai dolci alle conserve, fino agli alimenti pronti), da rivendere, poi, a privati o ad altre aziende.

In altre parole, avviare una IAD è un modo legale per vendere al pubblico le proprie torte, i propri biscotti e qualsiasi altra pietanza dolce o salata. Naturalmente, occorre seguire precise norme – soprattutto in fatto di igiene – ed effettuare le pratiche necessarie per aprire la Partita IVA, registrarsi alla Camera di Commercio ed aprire le posizioni presso INPS INAIL, per svolgere l’attività in regola dal punto di vista fiscale e burocratico.

Vediamo insieme come aprire una IAD (Impresa Domestica Alimentare), quali sono gli obblighi e le spese.

Cos’è una Impresa Domestica Alimentare (IAD)?

Una IADImpresa Domestica Alimentare è un’attività – regolarmente registrata e, dunque, perfettamente legale – legata alla preparazione e alla vendita di prodotti alimentari. La particolarità di una IAD, rispetto, ad esempio, ad un ristorante, una pizzeria o ad uno street food, è che l’attività si svolge tra le mura domestiche.

Quali sono i prodotti che una IAD può preparare e proporre al pubblico?

Beh, a parte gli alcolici (per i quali serve una licenza a parte), è possibile produrre ogni genere di alimenti:

  • dolci e torte;
  • catering completi (primi, secondi, ecc.);
  • prodotti tipici (ad es. ricette regionali o locali);
  • alimenti pronti (ad es. pasta al forno o pollo arrosto);
  • conserve e confetture;
  • bevande non alcoliche (ad es. tè, tisane, succhi, ecc.).

Dunque, potrete scegliere di focalizzarvi su una tipologia di piatti (ad esempio, le pietanze etniche o vegan) particolarmente richiesta, oppure di seguire la vostra passione e creatività, dedicandovi al cake design oppure riportando alla luce le ricette della nonna. Insomma, le opzioni non mancano: basta individuare il settore nel quale vi sentite più preparati o le specialità che vanno per la maggiore nella vostra città… e il gioco è fatto!

Chi può aprire una Impresa Alimentare Domestica (IAD)?

Per aprire una IAD, l’unico requisito è attualmente la maggiore età. Di fatto, però, ad avviare una microimpresa domestica alimentare, sono per lo più donne e mamme con la passione per la cucina che, in questo modo, possono conciliare facilmente lavoro e famiglia, svolgendo in casa la maggior parte della propria attività.

Aprire una IAD, tuttavia, non è soltanto una scelta tutta al femminile, bensì anche un’ottima opportunità per le persone giovani che, in tal modo, possono abbattere i costi per l’avvio dell’attività. Rispetto ad un ristorante o ad un esercizio commerciale, infatti, una IAD richiede un investimento iniziale ben più contenuto!

Infine, sono sempre di più i lavoratori dipendenti che decidono di avviare un’Impresa Domestica Alimentare come secondo lavoro e i pensionati che trovano, nella cucina, un modo per arrotondare le entrate.

Cosa devo sapere per aprire una IAD?

Come prepararsi al meglio all’avvio di una IAD? Naturalmente, come per tutte le attività commerciali, occorre una certa pianificazione. Il modo migliore per definire costi di partenza, strategie ed obiettivi è compilare un business plan, magari facendosi aiutare da una figura esperta in questo ambito. In secondo luogo, è importante conoscere le normative di riferimento: eh già perché, seppure nel contesto di una microimpresa domestica, il trattamento e la vendita al pubblico di alimenti segue precise regole, specialmente per la conservazione, l’igiene e la sicurezza.

Ecco, dunque, i regolamenti che dovrete visionare, prima di aprire una IAD:

  1. Regolamento CE 852/2004, allegato II, capitolo III – igiene dei prodotti alimentari;
  2. Regolamento CE 1169/2011 – etichettatura alimentare;
  3. Regolamento CE 178/2002 – rintracciabilità degli alimenti.

È essenziale che la vostra cucina sia a norma (in fatto di organizzazione degli spazi, attrezzature, ecc.) o potreste non ricevere l’ok da parte dell’ASL. Inoltre, è altamente consigliato seguire, nei mesi precedenti, uno o più corsi professionali: in particolare, un corso sulle norme HACCP è la base per operare in ambito gastronomico!

Una volta consolidata la vostra formazione, potrete passare agli step successivi: quelli di carattere burocratico.

Come aprire una Impresa Domestica Alimentare (IAD)?

A questo punto, vediamo insieme quali sono i passaggi necessari per aprire una IAD ed essere in regola dal punto di vista fiscale e contributivo. Per prima cosa, rispondiamo ad una domanda molto frequente: per avviare un’Impresa Domestica Alimentare serve la Partita IVALa risposta è: . Per dare formalmente inizio alla vostra attività, infatti, dovrete registrarvi alla Camera di Commercio e, dunque, essere in possesso di Partita IVA.

Come aprire la Partita IVA per avviare una IAD?

Aprire la Partita IVA è abbastanza semplice. La procedura è gratuita e può essere eseguita online, attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate, o – meglio ancora – con il supporto di una figura esperta in ambito fiscale.

Eh sì, perché, durante questa prima fase, dovrete compiere alcune decisioni molto importanti, come la scelta del vostro Codice ATECO (cliccate qui per sapere di che si tratta) e del regime fiscale più adatto a voi.

Dovrete, inoltre, aprire la vostra posizione INPS, nella sezione relativa agli artigiani.

La soluzione più conveniente, per le piccole imprese come la vostra IAD, è il cosiddetto regime forfettario, del quale abbiamo più volte parlato, sottolineando i suoi vantaggi, ma anche le possibili cause di esclusione.

Rispetto al regime ordinario, il regime forfettario offre svariate agevolazioni fiscali e contabili, come:

  • l’esenzione IVA (il che significa che potrete vendere le vostre torte ad un prezzi più competitivo!);
  • l’esonero dalla fatturazione elettronica;
  • l’esonero dagli studi di settore, dall’esterometro, ecc.;
  • contabilità semplificata: non dovrete registrare le fatture, ma solo numerarle e conservarle.

Il principale vantaggio del regime forfettario rimane, comunque, l’accorpamento dei tributi (come IRPEF, IRAP, ecc.) in un’unica imposta sostitutiva con aliquota fissa al 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività.

Inoltre, per accedere e mantenere il regime forfettario, non dovrete superare i 65.000 euro di fatturato annuo.

Partita IVA per Impresa Alimentare Domestica (IAD): quali sono i costi?

I costi per l’apertura della Partita IVA per una IAD sono pressoché nulli. L’operazione è, infatti, gratuita.

Tuttavia, la Partita IVA ha dei costi di gestione che, nel vostro caso, corrispondono a:

  • tassazione (nel regime forfettario, ammonta al 15% del vostro reddito imponibile);
  • contributi previdenziali (cliccate qui per sapere a quanto ammontano i contributi INPS);
  • spese per il commercialista.

Queste ultime possono essere sensibilmente abbattute, scegliendo un servizio online come Fiscozen. A partire da 299 euro, infatti, Fiscozen offre assistenza per tutto ciò che riguarda l’apertura della Partita IVA per IAD e per la gestione degli adempimenti (dichiarazione dei redditi, calcolo tasse e contributi, ecc.) previsti dalla legge.

Dunque, se avete in mente di avviare una IAD e avete bisogno di aiuto per aprire la Partita IVA o se volete risparmiare sull’onorario del commercialista, senza rinunciare ad un servizio di qualità, compilate il form sottostante. Un nostro esperto vi contatterà per una consulenza personalizzata per la vostra attività!

Aprire una IAD: passaggi successivi

Una volta ottenuta la vostra Partita IVA per IAD, dovrete completare i seguenti passaggi:

  • iscrizione alla Camera di Commercio;
  • presentazione SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo sportello unico delle attività produttive (SUAP) presso il vostro Comune di residenza;
  • certificazione da parte dell’ASL.

Quest’ultimo punto è fondamentale e costituisce, per molti, lo scoglio più difficile. Spetta, infatti, all’ASL il compito di verificare che i locali e le attrezzature in uso siano compatibili con le norme igieniche e di sicurezza – italiane ed europee – e che, perciò, tutti i requisiti siano stati effettivamente rispettati. Non appena supererete il controllo, riceverete un’apposita certificazione e, dunque, avrete il permesso per avviare la IAD a tutti gli effetti.

Aprire una Impresa Alimentare Domestica (IAD): costi e vantaggi

Concludendo: è davvero così difficile aprire una IAD? La risposta è: no! I costi per avviare un’Impresa Domestica Alimentare, infatti, sono abbastanza contenuti: tolte le spese per la documentazione (ad es. i costi per la registrazione alla Camera di Commercio, ecc.) e per eventuali migliorie in casa, qualora gli ambienti non dovessero risultare compatibili con i requisiti richiesti, l’investimento di partenza rimane piuttosto abbordabile.

Potrete, infatti, utilizzare la cucina di casa (con relativi elettrodomestici) per la produzione e conservazione degli alimenti e, a differenza di un locale pubblico, non dovrete affittare locali, né comprare particolari attrezzature.

I vantaggi dell’avvio di una IAD sono, pertanto, notevoli.

Innanzitutto, si tratta di un’attività facile da gestire, compatibile con un lavoro part-time e con gli impegni familiari.

In secondo luogo, avete dinanzi a voi un mercato molto vasto da esplorare: dalla vendita a privati al servizio catering per eventi, dal commercio online (utilizzando, ad esempio, i canali social come Facebook o Instagram per promuovere i vostri prodotti) alle fiere, ai mercati cittadini e qualsiasi altra idea di business che vi venga in mente!

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