Con l’articolo di oggi vogliamo eliminare ogni dubbio sul tema “Inarcassa e contributi”: analizzeremo le diverse tipologie di versamenti, le aliquote applicate, le scadenze da rispettare e le agevolazioni riservate ai nuovi iscritti.

Dunque, se sei un giovane architetto o ingegnere e hai conseguito da poco tempo l’abilitazione professionale, questa guida ti aiuterà ad orientarti nel mondo della previdenza sociale e tra i servizi destinati alla tua categoria.

Oltre a descrivere brevemente la procedura per aprire Partita IVA ed avviarti alla libera professione, ti spiegheremo come e quando effettuare l’iscrizione ad Inarcassa, ovvero alla tua Cassa di Previdenza, e come calcolare l’importo dei contributi previdenziali, tenendo conto del tuo reddito e delle norme in vigore.

Vorresti cominciare a lavorare con maggiore consapevolezza su ciò che ti aspetta? Temi di non farcela a sostenere i costi di gestione della tua Partita IVA da architetto o ingegnere? Hai dubbi riguardo ai contributi annuali?

Continua a leggere il nostro articolo e vedrai che tutto ti apparirà molto più chiaro!

Inarcassa: la Cassa di Previdenza dell’architetto e dell’ingegnere

Inarcassa nasce nel 1958, fondata inizialmente come ente pubblico deputato alla gestione della previdenza ed assistenza degli architetti e ingegneri liberi professionisti. In tempi recenti, più precisamente nel 1995, Inarcassa diviene un’associazione privata capace di operare in maniera autonoma, pur mantenendosi sotto il controllo pubblico ed agendo in favore delle due categorie.

Oggi Inarcassa vanta circa 170.000 iscritti – il 30% dei quali di età inferiore ai 40 anni – ed eroga pensioni ad oltre 34.000 architetti ed ingegneri non più in attività. L’iscrizione è obbligatoria per tutti coloro che svolgono la libera professione, che non godono di altre forme di copertura assicurativa e che presentano determinati requisiti.

Iscrizione Inarcassa: requisiti e iter burocratico

Per effettuare l’iscrizione ad Inarcassa – come anticipato – non è sufficiente aver conseguito la Laurea in Architettura o in Ingegneria. Infatti, tra i requisiti professionali, vi sono anche:

  • iscrizione all’albo professionale;
  • non assoggettamento ad altre forme di previdenza obbligatoria;
  • possesso di Partita IVA individuale (e/o associazione/società di professionisti).

Dunque, alla luce di tutto ciò, quando scatta l’obbligo di iscrizione e qual è l’iter da seguire?

Secondo il regolamento vigente, spetta al professionista il compito di comunicare la propria iscrivibilità entro il 31 ottobre dell’anno successivo a quello di inizio dell’attività (sia essa in forma individuale o associata).

Pertanto, aprendo Partita IVA come architetto o ingegnere in data odierna (o, comunque, entro il 31 dicembre 2020), hai tempo fino al 31 ottobre 2021 per scaricare il modulo, compilarlo ed inviarlo via PEC ad Inarcassa per regolarizzare l’iscrizione.

Inarcassa: contributi previdenziali per l’anno 2020

Veniamo adesso al tema centrale del nostro articolo, ossia “Inarcassa e contributi”: quali sono le tipologie di versamenti e a quanto ammontano con esattezza? Per prima cosa, devi sapere che i contributi previdenziali per l’architetto e l’ingegnere libero professionista appartengono alle quattro seguenti categorie:

1. Contributo soggettivo

Il contributo soggettivo è obbligatorio per tutti gli iscritti ad Inarcassa e si calcola in misura percentuale – 14,5% – sulla totalità del reddito netto professionale dichiarato ai fini Irpef. A prescindere da esso, è previsto un versamento minimo di 2.355 euro, che si riduce del 50% per i pensionati (di vecchiaia, invalidità, ecc.) che proseguono l’attività.

Ricordiamo, inoltre, che il contributo soggettivo è deducibile al 100% ai fini fiscali.

2. Contributo soggettivo facoltativo

L’architetto o ingegnere che desidera aumentare il montante contributivo, e dunque il futuro importo del proprio trattamento pensionistico, può scegliere di versare anche un contributo soggettivo facoltativo, in aggiunta a quelli normalmente dovuti dagli iscritti Inarcassa.

È possibile indicare un’aliquota modulare compresa tra l’1% e l’8,5%, che sarà applicata sul reddito professionale netto dichiarato ai fini Irpef. Per i redditi 2019 dichiarati nel 2020, è previsto un importo minimo infrazionabile di 205 euro ed un tetto massimo di 10.450,75 euro.

Anche il contributo soggettivo volontario, come quello obbligatorio, è deducibile al 100%.

3. Contributo integrativo

La terza tipologia è il cosiddetto “contributo integrativo”, dovuto dagli architetti ed ingegneri iscritti al proprio albo professionale e titolari di Partita IVA (individuale, associativa e societaria).

Il contributo integrativo non si calcola, come nei casi precedenti, sul reddito professionale netto, bensì sul volume d’affari IVA prodotto nel corso dell’anno solare, con aliquota al 4%.

Il minimo previsto per l’anno 2020, a prescindere dalle somme dichiarate, è fissato a 700 euro.

Inoltre, esso va versato sia dai liberi professionisti iscritti ad Inarcassa (o ad un altro ente di previdenza privata), sia dai lavoratori autonomi che fanno riferimento alla Gestione Separata.

Questi ultimi, ai sensi dell’Art. 4, comma 3, del D.L. n. 166/1996, hanno facoltà di addebitare al committente il 4% del corrispettivo lordo, avvalendosi del sistema della rivalsa in fattura.

4. Contributo di maternità e paternità

La quarta ed ultima tipologia si riferisce al contributo di maternità (nel quale, dal 2018, è compresa l’indennità di paternità) e consiste in una cifra stabilita annualmente da Inarcassa.

Per il 2020, l’importo corrisponde a 44 euro, da versare in due rate (insieme ai minimi soggettivo e integrativo): la prima si paga entro il 30 giugno, mentre la seconda scade il 30 settembre.

A causa dell’emergenza Covid-19 – ricordiamo – le scadenze per questi pagamenti sono posticipate al 31 dicembre.

Inarcassa: contributi ridotti per i nuovi iscritti

Al pari di altre Casse di Previdenza, anche Inarcassa richiede contributi ridotti agli ingegneri e agli architetti che hanno effettuato l’iscrizione negli anni immediatamente precedenti.

Passiamo in rassegna le agevolazioni di cui godono i giovani iscritti da meno di 5 anni:

1. Contributo soggettivo

  • Riduzione 1/3 contributo minimo (pari a 785 euro per il 2020)
  • Riduzione aliquota dal 14,5% al 7,25%

2. Contributo integrativo

  • Riduzione 1/3 contributo minimo (pari a 233,3 euro per il 2020)
  • Aliquota intera

Le agevolazioni Inarcassa sui contributi durano per i primi 5 anni (a partire da quello di iscrizione) e non oltre il 35° anno di età, limitatamente per i redditi inferiori a 47.050 euro.

Aprire Partita IVA: come gestire tassazione e contributi?

Iscrizione ad Inarcassa, contributi, tassazione: gli adempimenti da assolvere, per chi ha in programma di mettersi in proprio e lavorare come libero professionista, di certo non mancano!

L’apertura della Partita IVA – che oggigiorno si effettua gratuitamente, con una procedura online – è soltanto il primo di vari step: a partire dall’anno successivo, bisognerà presentare la dichiarazione dei redditi e provvedere a quanto richiesto sia in base al regime fiscale adottato, sia in qualità di iscritto ad Inarcassa.

Uno degli obblighi per i soggetti iscritti ad Inarcassa o agli Albi degli Architetti/Ingegneri (a prescindere dal Codice ATECO in uso) riguarda, ad esempio, la comunicazione annuale obbligatoria del reddito professionale e del volume d’affari IVA, da effettuarsi unicamente per via telematica ed in data non successiva al 31 ottobre.

Come conciliare al meglio attività professionale e oneri fiscali, senza farsi travolgere da stress e scadenze? Come gestire gli appuntamenti in studio e, insieme, trovare il tempo per recarsi dal proprio consulente?

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