L’articolo di oggi è dedicato ad una figura professionale poco conosciuta, sulla quale vi sono ancora parecchi dubbi e perplessità: stiamo parlando dell’informatore scientifico del farmaco (abbreviato in ISF), chiamato anche informatore scientifico (IF), informatore medico scientifico (IMS), informatore medico (IM) o, in generale, rappresentante farmaceutico. Di cosa si occupa? Scopriamolo insieme!

Chi è l’informatore scientifico del farmaco?

L’informatore scientifico del farmaco è un professionista che lavora per una casa farmaceutica e che ha il compito di informare gli operatori sanitari (medici, farmacisti, veterinari) presenti in una certa zona geografica a lui assegnata, fornendo continui aggiornamenti sulle novità del settore: dai prodotti recentemente entrati in commercio alle eventuali variazioni di farmaci già esistenti.

Dunque, detto in “parole povere”, l’informatore medico scientifico (IMS) è una figura che funge da “collegamento” tra le piccole e grandi aziende del farmaco, che necessitano di promuovere e commercializzare i propri prodotti, e gli operatori sanitari, interessati a conoscere le soluzioni più innovative ed efficaci che la ricerca medica e scientifica odierna è in grado di offrire.

Informatore scientifico o rappresentante farmaceutico?

Ad uno sguardo poco attento, l’attività di informatore scientifico del farmaco può apparire, per certi versi, simile, se non addirittura identica, a quella del rappresentante o agente farmaceutico.

In realtà, però, si tratta di due figure assai distanti tra loro. Quali sono le principali differenze?

Innanzitutto, occorre sottolineare che l’informatore scientifico del farmaco (o informatore medico scientifico) non è un venditore, come stabilito, del resto, dalla Legge n.219 del 2006, che delinea le caratteristiche di questa attività professionale ed il suo inquadramento fiscale e contributivo.

Secondo la normativa, dunque, l’informatore scientifico non ha mandato di chiusura degli ordini e il suo rapporto con la casa farmaceutica è regolato da un contratto di consulenza (senza obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio) o, a seconda dei casi, da un semplice accordo verbale.

Differente è il caso degli informatori medici scientifici che, pur non avendo mandato di chiusura degli ordini, hanno stipulato un contratto da procacciatori d’affari (dunque, senza vincolo di esclusività con un’azienda farmaceutica, ma con obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio).

O, ancora, degli informatori scientifici che, diversamente da quanto stabilito dalla Legge n.219 del 2006, hanno mandato con contratto di agenzia e, quindi, svolgono anche attività di vendita nelle farmacie e parafarmacie, configurandosi professionalmente come agenti o rappresentanti di prodotti farmaceutici.

Dunque, in base alla normativa menzionata, si può parlare a pieno titolo di attività di informatore scientifico del farmaco solo nel primo caso (contratto di consulenza, senza mandato di chiusura degli ordini), mentre per il secondo e il terzo è necessario un inquadramento fiscale differente.

Vediamo, a questo punto, come si configura l’attività di informatore scientifico a norma di legge.

Partita IVA o prestazione occasionale?

Il primo passo per svolgere l’attività di informatore scientifico del farmaco è aprire la Partita IVA.

Difatti, nonostante le informazioni – errate! – che si trovano in Rete, non è possibile esercitare questa attività mediante prestazione occasionale, se non in alcuni casi specifici (che nulla hanno a che fare con il reddito, né con il falso mito del “limite dei 5.000 euro”). Vediamo insieme perché.

La prestazione occasionale è uno strumento fiscale che permette, a tutti coloro che non hanno ancora aperto una Partita IVA, di accettare degli incarichi. Tuttavia, si parla di incarichi di breve durata (max 30 giorni per anno solare per ciascun committente) e che non si ripetono nel tempo.

Una condizione che, certamente, è ben diversa dallo svolgere l’attività di informatore scientifico del farmaco giorno dopo giorno, con uno o più committenti fissi ed un buon ritorno economico!

Pertanto, se desideri lavorare come informatore medico scientifico a medio-lungo termine, l’unico modo per essere in regola con il fisco è aprire Partita IVA. Come fare? Te lo spieghiamo noi!

Partita IVA da informatore scientifico del farmaco

L’apertura della Partita IVA da informatore scientifico del farmaco è un’operazione gratuita che, oggigiorno, si esegue in modalità telematica. Nonostante l’apparente semplicità, però, è meglio evitare di fare da soli: durante la procedura, infatti, sono richiesti dati sull’attività che andrai a svolgere, sul regime fiscale da adottare, sul Codice ATECO da associare alla Partita IVA.

Tutti questi aspetti, per chi non ha familiarità con la materia fiscale, possono apparire piuttosto complessi. Meglio, quindi, farsi affiancare da un commercialista o da un consulente Fiscozen, per ricevere l’aiuto necessario per aprire Partita IVA da informatore scientifico senza sviste o errori!

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a. Codice ATECO da informatore scientifico del farmaco

Durante la fase di apertura della Partita IVA da informatore scientifico del farmaco, dovrai indicare il Codice ATECO che meglio descrive la tua attività, scegliendo una delle tre seguenti opzioni:

  • 46.18.31 “Agenti e rappresentanti di prodotti farmaceutici”, se hai un contratto di agenzia e le tue mansioni comprendono non solo la promozione, ma anche la vendita di prodotti;
  • 46.19.02 “Procacciatori d’affari di vari prodotti senza prevalenza di alcuno”, se hai un contratto registrato da procacciatore, ma non il mandato di chiusura degli ordini;
  • 74.90.99 “Altre attività professionali nca”, se svolgi questa attività come freelancer o, per meglio dire, libero professionista, con contratto di consulenza e nessun mandato.

Ricordiamo comunque che, secondo la Legge 219/2006, l’informatore scientifico non può avere un mandato di agenzia o chiusura degli ordini (a differenza dell’agente/rappresentante farmaceutico).

Pertanto, il Codice ATECO per informatore scientifico è: 74.90.99 “Altre attività professionali nca”.

b. Regime fiscale per informatore scientifico: quale scegliere?

A questo punto del nostro articolo, vogliamo concentrarci solamente sull’attività di informatore scientifico svolta da freelancer o libero professionista e sul suo inquadramento fiscale e contributivo.

Proseguendo con l’apertura della Partita IVA da informatore medico, infatti, occorre indicare, oltre al già menzionato Codice ATECO, anche il regime fiscale da adottare. Qual è la scelta migliore?

Per le Partite IVA individuali con reddito inferiore a 65.000 euro, l’opzione più conveniente è il regime forfettario, che consente di risparmiare parecchio sulle imposte e che elimina numerosi adempimenti (obbligatori nel regime ordinario). L’aspetto più interessante consiste, dunque, nella tassazione agevolata, con un’unica imposta sostitutiva con aliquota al 15% sul reddito imponibile.

Per il tuo Codice ATECO, il reddito imponibile è pari al 78% del fatturato lordo. Difatti, il calcolo viene effettuato sottraendo, a quest’ultimo, una quota forfettaria pari al 22% per le spese annuali.

Inoltre, se rientri nei parametri dell’aliquota start-up, le imposte scendono al 5% per i primi 5 anni.

Ma non è tutto: con il regime forfettario puoi operare in franchigia IVA e, quindi, proporre delle tariffe ben più vantaggiose, in quanto non maggiorate per l’Imposta sul Valore Aggiunto. Pertanto, in confronto ad altri informatori medici scientifici, sarai facilitato nel trovare nuovi committenti.

Se ciò non bastasse, il regime forfettario ti consente anche di adottare una contabilità semplificata, senza registrare le tue fatture. Dovrai, infatti, limitarti a conservarle con numerazione progressiva. Potrai, inoltre, continuare ad utilizzare la vecchia fatturazione, senza obbligo né di passare a quella elettronica, né di adoperare la firma digitale. Anche dal punto di vista degli adempimenti, avrai meno cose a cui pensare: niente studi di settore, né esterometro o spesometro, e via di seguito.

Per assoggettarti al regime forfettario da informatore scientifico del farmaco, oltre a non superare i 65.000 euro annui come limite di reddito, dovrai prestare attenzione anche ad altri requisiti.

Ad esempio, dovrai essere residente in Italia o, se risiedi in un Paese UE o con accordi economici speciali, dovrai produrre almeno il 75% del tuo reddito su territorio nazionale. In più, non potrai fare parte di società (anche di tipo familiare), né essere a capo di S.r.l. del tuo stesso settore.

Sono, inoltre, esclusi dal regime forfettario tutti coloro che fatturano in prevalenza (più del 50%) nei confronti dell’attuale o precedente datore di lavoro (con rapporto esclusivo o prevalente).

In ultimo, torna il “vecchio” scoglio relativo ai compensi per dipendenti e/o collaboratori, che nel 2020 non possono superare 20.000 euro (a differenza del 2018, quando il limite era 5.000 euro).

c. Gestione separata INPS per informatore scientifico

L’apertura della Partita IVA da informatore medico scientifico prosegue con l’iscrizione alla Gestione Separata INPS, a cui fanno capo i professionisti senza Cassa. La tua attività, difatti, non prevede una Cassa Previdenziale Professionale, come invece accade per avvocati, psicologi e tante altre figure.

Ciò significa che verserai i tuoi contributi previdenziali all’INPS, con un’aliquota che, per il 2020, è pari al 25,72% del tuo reddito imponibile. Il calcolo, pertanto, avviene solamente a percentuale.

Diverso è il caso dei procacciatori (che fanno riferimento alla Gestione INPS Commercianti) e dei rappresentanti farmaceutici (iscritti sia alla Gestione INPS Commercianti, sia all’ENASARCO), inquadrati come ditte individuali e non come professionisti. Pertanto, entrambe le categorie dovranno versare contributi sia fissi che a percentuale.

Conclusioni

Con questo articolo abbiamo fatto un po’ di chiarezza sulla figura dell’informatore scientifico del farmaco e sulla normativa (Legge 219/2006) che regola questa attività, differenziandola da altre categorie (come, appunto, i procacciatori di affari e gli agenti/rappresentanti farmaceutici).

Dunque, a questo punto, hai tutti gli strumenti per scegliere l’attività e l’inquadramento più adatti a te e, con i consigli e l’assistenza dedicata di Fiscozen, potrai iniziare nel modo migliore!

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