L’articolo di oggi è dedicato alla Gestione INPS Artigiani: vedremo insieme cosa significa aprire la Partita IVA con un Codice ATECO, e dunque un inquadramento, da ditta individuale – cosa differente, come capiremo meglio nelle prossime sezioni, dalla libera professione – e quali oneri comporta in fatto di imposte e contributi.

Scopriremo, inoltre, a quale regime fiscale può aderire un artigiano e come funzionano sia il calcolo che il versamento delle tasse e dei contributi previdenziali. Insomma, con questa breve guida, potrai chiarirti le idee sull’iter burocratico, sugli adempimenti e sui costi da affrontare per metterti in proprio con la tua attività!

Aprire Partita IVA per artigiani

L’apertura della Partita IVA rappresenta, certamente, un importante momento di passaggio per tutti coloro che desiderano iniziare un nuovo percorso dal punto di vista economico e professionale.

Abbiamo già parlato, in questo precedente articolo, dei vari step necessari per aprire la Partita IVA e di quanto sia rilevante, in questa prima fase, la scelta del Codice ATECO. È con questo codice, infatti, che si identificano le diverse tipologie di attività e, conseguentemente, gli obblighi da rispettare e i comportamenti fiscali da adottare. Grazie al Codice ATECO, inoltre, possiamo scoprire se la nostra attività ricade nella categoria dei liberi professionisti o, come nel caso che ci interessa, delle ditte individuali.

Si tratta di una differenza molto importante, poiché da essa dipendono oneri previdenziali specifici: i liberi professionisti, difatti, fanno capo o ad una Cassa Previdenziale apposita (come, ad esempio, nella fattispecie degli Architetti o degli Psicologi) o, in assenza di essa, alla Gestione Separata INPS.

Per gli artigiani, invece, esiste la Gestione INPS Artigiani, con le proprie regole e aliquote contributive.

Regime forfettario per artigiani

Se la Cassa Previdenziale degli artigiani è diversa da quella di chi esercita la libera professione, il regime fiscale può essere tranquillamente lo stesso per entrambe le categorie. Infatti, purché in possesso di alcuni requisiti, che abbiamo già elencato ed analizzato in questo precedente post, gli artigiani possono adottare il regime forfettario che, come vedremo, offre una serie di interessanti vantaggi a livello fiscale, burocratico, contabile, ecc..

Secondo la vigente legislazione, possono usufruire del regime forfettario tutte le Persone Fisiche che esercitano attività professionale o d’impresa, vale a dire: i professionisti, i commercianti e, appunto, gli artigiani.

Grazie al suddetto regime forfettario, pertanto, anche gli artigiani potranno versare solamente il 15% di imposte sul proprio reddito imponibile (percentuale che, per chi è in possesso dei requisiti per l’aliquota start-up, si riduce addirittura fino al 5%, per i primi cinque anni d’imposta a partire dall’apertura della Partita IVA).

Come avviare un’attività artigianale?

Prima di pensare alla tassazione e alle eventuali agevolazioni, è importante fare una precisazione: i contribuenti che intendono avviare un’attività inquadrata tra quelle di tipo commerciale o, come nel nostro caso, di tipo artigianale, dovranno seguire una procedura più complessa (e, soprattutto, non gratuita), rispetto ai liberi professionisti.

Ci riferiamo alla ‘famosa’ Comunicazione Unica – meglio conosciuta come ComUnica – che consiste in una pratica informatica o, per essere più precisi, in un modello riassuntivo che contiene i dati del richiedente, l’oggetto della comunicazione e il riepilogo delle richieste inoltrate ai vari enti con cui dovrai interfacciarti.

Rispetto al passato, dunque, con la Comunicazione Unica si semplifica il rapporto tra le nascenti ditte individuali e la Pubblica Amministrazione. Infatti, questa procedura, eseguita ormai solo per via telematica, copre:

  • Agenzia delle Entrate;
  • Registro delle Imprese;
  • INPS;
  • INAIL.

Per convalidare la consegna, è necessaria la firma digitale e, per tale ragione, dovrai affidarti ad una figura professionale apposita (come un commercialista) o, per risparmiare tempo e denaro, al servizio Fiscozen.

Con Fiscozen, infatti, a soli 200 euro + IVA, potrai saltare la complessa trafila burocratica ed avviare la tua ditta individuale in tempi rapidi, senza doverti preoccupare di nulla. Un nostro consulente si occuperà di predisporre ed inoltrare la Comunicazione Unica, che verrà completata con la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presso gli sportelli SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) attivi nella tua città.

Pertanto, se hai bisogno di aiuto per aprire Partita IVA e dare avvio alla tua nuova attività artigianale, per compilare la Comunicazione Unica ed effettuare l’iscrizione alla Gestione INPS Artigiani, contattaci con un messaggio. Inserisci i tuoi dati e sarai ricontattato da un consulente Fiscozen in breve tempo!

Gestione INPS Artigiani e Commercianti

Dopo aver individuato il Codice ATECO corretto (ad esempio, 96.02.01 per i Parrucchieri oppure 96.09.02 per i Tatuatori, ma ce ne sono tantissimi altri), scelto il tuo regime fiscale e consegnato tutti i documenti necessari per ottenere la tua Partita IVA, manca solo un ultimo passaggio: l’iscrizione alla Gestione INSP Artigiani.

Difatti, tutti i lavoratori autonomi sono tenuti ad iscriversi alla propria Cassa Previdenziale di riferimento e, oltre a dover versare le imposte in proporzione al reddito, devono provvedere anche ai contributi previdenziali.

I contributi previdenziali sono un onere comune a tutti coloro che svolgono un lavoro autonomo, cioè liberi professionisti, commercianti e, appunto, artigiani. La somma dovuta può essere fissa, oppure calcolata a percentuale sul reddito imponibile, a seconda dell’inquadramento e della Cassa a cui si fa riferimento.

Scegliendo il regime forfettario, le spese non si sottraggono ‘voce per voce’ dal fatturato lordo, bensì in base ad una percentuale forfettaria stabilita dal Codice ATECO (che, per la maggior parte degli artigiani, è pari al 33%).

La cifra rimanente (vale a dire il 67%) viene definita reddito imponibile e, come anticipato, è proprio su quest’ultima che si applicano le aliquote dell’imposta sostitutiva e dei contributi previdenziali.

Va comunque sottolineato che i contributi non devono essere considerati come dei semplici versamenti, quanto più come un ‘mettere da parte’ delle somme che, una volta raggiunta l’età pensionabile, saranno restituite allo stesso lavoratore sotto forma di pensione di anzianità o mediante altre tipologie di assistenza.

Contributi INPS Artigiani: a quanto ammontano?

Come già visto, commercianti e artigiani fanno capo alla Gestione INPS Artigiani e Commercianti.

La categoria degli artigiani comprende tutti coloro che esercitano personalmente un’attività finalizzata alla produzione di beni e servizi, nella quale prevalgono le mansioni manuali (a differenza della libera professione, nella quale l’impegno richiesto è maggiormente di tipo intellettuale), come la lavorazione del ferro o la cura della pelle.

Sono definiti, invece, commercianti coloro che acquistano e/o vendono beni di consumo mobili ed immobili, anche online, nonché figure come i procacciatori d’affari, gli agenti di commercio e gli agenti immobiliari.

L’iscrizione alla Gestione INPS Commercianti e Artigiani prevede il pagamento annuale di:

  • contributi fissi o minimali;
  • contributi a percentuale.

a. Contributi minimali

I contributi fissi o minimali, come suggerisce la stessa definizione, sono dovuti sempre, a prescindere dal volume d’affari effettivamente prodotto durante l’anno, ed ammontano ad una quota stabilita ogni anno dall’INPS.

Se il reddito lordo del contribuente è pari o inferiore al cosiddetto “reddito minimo INPS” (ovvero 15.953 euro), questi dovrà provvedere solamente al versamento dei contributi fissi o minimali (pari a 3.836,16 euro).

Per gli artigiani che non hanno compiuto 21 anni, i contributi fissi scendono a 3.501,15 euro.

b. Contributi a percentuale

Gli artigiani che hanno prodotto un reddito superiore a quello minimo, invece, dovranno provvedere al pagamento di una seconda tipologia di contributi, calcolata a percentuale solo sulla quota eccedente i 15.953 euro.

Le aliquote contributive sono pari al 24% (per chi ha più di 21 anni) e al 21,90% (per gli under 21), aumentate di un punto percentuale nel caso in cui il reddito prodotto sia superiore a 47.379 euro (rispettivamente 25% e 22,90%).

Infine, ricordiamo che, a prescindere dall’età anagrafica, gli artigiani assoggettati al regime fiscale forfettario possono richiedere una riduzione pari al 35% su tutti i contributi (fissi e a percentuale). Per beneficiare di questo “sconto”, occorre presentare direttamente la domanda all’INPS Artigiani.

Differenze tra Gestione Separata e Gestione Artigiani e Commercianti INPS

Le differenze tra la Gestione Separata e la Gestione Artigiani e Commercianti INPS non riguardano solo il sistema di calcolo e versamento dei contributi previdenziali, ma anche le regole per accedere alla pensione.

In particolare, la GS richiede un versamento minimale di almeno cinque anni (anche non consecutivi), obbligatorio anche per chi ha già versato contributi ad un’altra Gestione. La Gestione Artigiani e Commercianti, invece, prevede un versamento a continuum, ovvero in successione continua, per l’accesso alla pensione.

Dunque, se hai lavorato a lungo  come dipendente e, per raggiungere l’età pensionabile, hai bisogno, ad esempio, di uno o due anni, puoi iscriverti alla Gestione Artigiani e Commercianti e versare qui le ultime annualità.

Inoltre, la Gestione INPS Artigiani e Commercianti risulta più conveniente per chi fattura più di 20.000 euro annui, in quanto prevede un contributo fisso che, essendo calcolato sul reddito minimo (pari a 15.953 euro), copre dodici mesi di contribuzione. Invece, gli iscritti alla Gestione Separata che, come abbiamo visto, versano i contributi previdenziali solo in proporzione al reddito effettivo, rischiano di non coprire l’intera annualità.

Concludendo…

In conclusione, l’iscrizione alla Gestione INPS Artigiani e Commercianti può apparire, a prima vista, poco vantaggiosa, in quanto richiede il pagamento di contributi fissi, a prescindere dagli effettivi guadagni.

Ma è veramente così?

Se si pensa che l’aliquota contributiva per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS è pari al 25,72%, possiamo subito notare come quest’ultima sia addirittura superiore a quella applicata agli artigiani con i redditi più elevati (ovvero 25%). Se a ciò si aggiunge che soltanto le ditte individuali possono richiedere lo “sconto” del 35% sui contributi previdenziali, seppure rinunciando alla copertura di quattro mensilità su dodici, e che per loro l’accesso alla pensione risulta più semplice, vediamo crollare molte delle nostre “certezze”!

Non dimenticare, infine, che scegliendo Fiscozen per la gestione della tua Partita IVA, potrai monitorare con largo anticipo le previsioni sia delle imposte che dei contributi, per non farti mai trovare impreparato!

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