Lavorare con Partita IVA è un’opportunità interessante, specialmente per i giovani che si affacciano da poco tempo sul mercato del lavoro e che desiderano costruire una carriera soddisfacente. Tuttavia, quella di mettersi in proprio è una scelta che comporta l’assunzione di parecchie responsabilità e, dunque, anche qualche rischio.

In questo articolo, ti spiegheremo cosa significa lavorare con la Partita IVA, soprattutto dal punto di vista fiscale. Il dover versare tasse e contributi rappresenta, infatti, lo scoglio più grande per chi intende avviare una nuova attività. Ecco perché è importante informarsi bene a riguardo, prima di compiere finalmente il “grande passo”.

Quali sono i diritti di chi lavora con la Partita IVA? Quali sono gli obblighi fiscali e contributivi? E, soprattutto, quali sono i vantaggi e gli svantaggi di un’attività autonoma, rispetto al lavoro dipendente?

Scopriamolo insieme!

Cos’è la Partita IVA e come si apre?

Per chi ancora non lo sapesse, la Partita IVA è lo strumento che il fisco italiano mette a disposizione dei lavoratori autonomi, affinché possano dichiarare i propri redditi, versare le imposte all’erario e, tramite il pagamento dei contributi previdenziali alla Cassa di riferimento, avere diritto, un domani, al proprio trattamento pensionistico.

La Partita IVA, nello specifico, non è altro che un codice numerico, composto da 11 cifre, che viene assegnato univocamente a ciascuna attività (sia essa un’attività commerciale, una società o un libero professionista).

A differenza di quanto si possa pensare, aprire la Partita IVA è molto più semplice del previsto. L’operazione, infatti, è gratuita e, per portarla a termine, è sufficiente navigare sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

Semplice, ad ogni modo, non significa “da sottovalutare”. In fase di apertura della Partita IVA, difatti, ti verranno richieste informazioni inerenti all’attività che intendi intraprendere ed alla scelta del regime fiscale.

Di conseguenza, è bene farsi affiancare da una persona esperta in materia fiscale, perché eventuali errori o inesattezze potrebbero ripercuotersi sul tuo futuro professionale, oltre che sui tuoi guadagni!

Se hai deciso di lavorare con Partita IVA e hai bisogno di assistenza per l’apertura, o se vorresti ulteriori chiarimenti a riguardo, compila il form sottostante ed un esperto Fiscozen ti risponderà in brevissimo tempo:

Lavorare con la Partita IVA: cosa significa?

Attualmente, esistono varie forme di lavoro: il lavoro dipendente, quando il lavoratore in questione viene assunto direttamente da un’azienda, un’associazione privata, una struttura o un’ente pubblico, per un periodo limitato (con contratto a tempo determinato) o senza limitazioni temporali (con contratto a tempo indeterminato).

Il lavoratore dipendente non è chiamato a pagare tasse e contributi in prima persona: tali somme vengono, infatti, trattenute automaticamente dalla busta paga, da parte del datore di lavoro che provvede a versarle al fisco italiano.

Vi sono, poi, i cosiddetti lavoratori autonomi, ovvero tutti coloro che non hanno un effettivo datore di lavoro, bensì svolgono in autonomia la propria attività. Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, costoro sono obbligati a versare da sé le imposte e i contributi previdenziali, secondo le modalità indicate dalle norme vigenti.

Rientrano nella maxi categoria dei lavoratori autonomi con Partita IVA:

  • i commercianti → chi svolge attività di vendita al dettaglio, all’ingrosso, per corrispondenza, etc.;
  • gli artigiani → ad esempio: parrucchieri, pasticceri, estetiste e tantissime altre attività;
  • gli imprenditori → chi è titolare di imprese, società, associazioni e via di seguito;
  • le ditte individuali → una categoria un po’ particolare, che abbiamo approfondito in questo post;
  • liberi professionisti → ovvero tutti coloro che svolgono una professione e/o erogano servizi.

Chi lavora con Partita IVA è tenuto ad osservare una serie di adempimenti – che analizzeremo nel dettaglio in seguito – tra cui il versamento dei contributi alla propria Cassa Previdenziale. Ed è proprio quest’ultimo aspetto a differenziare le varie categorie di lavoratori autonomi: alcune, infatti, fanno riferimento ad una specifica Cassa (come, ad esempio, gli avvocati, i medici, ma anche i giornalisti, gli psicologi, gli architetti e via di seguito). Altre, invece, non avendo una propria Cassa, versano i contributi alla cosiddetta Gestione Separata INPS che, a sua volta, si divide in tre sezioni (con regole e aliquote differenti): commercianti, artigiani e professionisti senza cassa.

Quest’ultima sezione racchiude i liberi professionisti che svolgono un’attività non (ancora) regolamentata (è il caso, ad esempio, dei tatuatori o degli amministratori di condominio) o nata di recente (come, ad esempio, tutte le nuove professioni che hanno a che fare con il web: copywriter, social media manager, travel blogger, etc.).

Quali sono gli obblighi da osservare per lavorare con Partita IVA?

Passiamo, adesso, alla sezione degli obblighi che i lavoratori autonomi con Partita IVA sono tenuti ad osservare. Come abbiamo accennato precedentemente, infatti, “mettersi in proprio” significa essere responsabili della propria attività e rispondere in prima persona per eventuali errori, dimenticanze o comportamenti illeciti.

In particolare, chi sceglie di lavorare con Partita IVA deve:

  • emettere fattura e tenere conto degli incassi;
  • compilare e presentare la dichiarazione annuale dei redditi;
  • versare le imposte all’Agenzia delle Entrate;
  • versare i contributi alla Cassa di riferimento (o alla Gestione Separata INPS).

Le modalità di gestione della tua Partita IVA variano, comunque, a seconda del regime fiscale a cui sceglierai di assoggettarti. Attualmente, per chi lavora in proprio e percepisce un reddito annuo non superiore a 65.000 euro, la soluzione più vantaggiosa è il cosiddetto regime forfettario: scopri nel dettaglio di cosa si tratta.

Partita IVA e regime forfettario: una scelta vantaggiosa

Il regime forfettario è un regime agevolato per le Partite IVA con redditi inferiori ai 65.000 euro, che prevede:

  • il versamento di un’unica imposta sostitutiva con aliquota al 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni);
  • contabilità semplificata (non dovrai registrare le fatture, ma semplicemente numerarle);
  • esonero IVA;
  • esonero da esterometro;
  • esonero dall’obbligo di fatturazione elettronica (per l’anno 2019).

Gli obblighi fiscali, per la Partita IVA forfettaria, sono dunque meno gravosi e più facili da gestire.

Abbiamo già trattato le caratteristiche ed i vantaggi del regime forfettario, nonché le cause di esclusione.

Lavorare con Partita IVA: vantaggi e svantaggi

Come ogni decisione, anche mettersi in proprio e aprire la Partita IVA comporta aspetti sia positivi che negativi.

Cominciamo proprio da questi ultimi.

È indubbio che chi lavora con Partita IVA è esposto ad una serie maggiore di rischi, rispetto al dipendente pubblico o privato. Al di là delle responsabilità proprie di ciascuna professione, infatti, gli autonomi rispondono della gestione fiscale dell’attività e, pertanto, devono prestare attenzione a non dimenticare o sbagliare alcunché!

Vi sono, infatti, scadenze per la presentazione della dichiarazione dei redditi e del modello Intrastat (per le fatture emesse nei confronti di committenti stabilizzati nei Paesi UE), per il versamento di imposte, contributi ed anticipi.

Non vogliamo, comunque, spaventarti! Tutti questi compiti, infatti, possono essere delegati ad un consulente di fiducia, che se ne occuperà al tuo posto. Inoltre, al giorno d’oggi, è molto più semplice risparmiare sul costo del commercialista. In che modo? Sottoscrivendo un servizio online di gestione fiscale, proprio come Fiscozen, che ti permette di ridurre al minimo le spese, accedere ai tuoi dati da qualsiasi luogo e ricevere assistenza costante.

Quali sono i vantaggi per chi si mette in proprio?

Finora abbiamo elencato gli aspetti meno positivi del lavoro autonomo.

Mettersi in proprio, però, comporta anche diversi vantaggi, ovvero:

1) Autonomia nella gestione del lavoro

Se lavori in proprio, non rispondi ad un capoufficio o ad un direttore dispotico! Sei tu, infatti, il “datore di lavoro di te stesso”. Di conseguenza, potrai organizzare nella pratica la tua attività lavorativa, affinché rispecchi quanto più le tue abitudini ed esigenze. Orari, impegni, appuntamenti, scelte commerciali: tutto dipende dalla tua gestione.

2) Tassazione inferiore

Se scegli di assoggettarti al regime forfettario, verserai solamente il 15% sul reddito imponibile (ovvero il tuo reddito annuale, meno una percentuale fissa – calcolata forfettariamente, appunto – per le spese sostenute).

Per i primi cinque anni di attività, inoltre, potrai beneficiare di un’ulteriore riduzione al 5%.

Nessun’altra categoria di lavoratori, attualmente, ha un’aliquota così bassa!

3) Puoi lavorare anche da casa o dall’estero

A seconda del tipo di attività, la libertà nella gestione del lavoro è pressoché totale. C’è chi sceglie di lavorare da casa e chi, approfittandone per trascorrere un periodo fuori dall’Italia, opera dall’estero tramite il proprio computer.

Inoltre, acquisita una certa “professionalità”, non sarai legato ad un datore di lavoro, bensì potrai spostarti in base alle collaborazioni e, tramite servizi come Fiscozen, adempiere agli obblighi fiscali da qualsiasi parte del mondo.

Conclusioni…

Se sei arrivato fino a questo punto, avrai certamente le idee un po’ più chiare su cosa significa lavorare con Partita IVA. Prima di compiere la tua scelta, ricorda di informarti sui tuoi diritti (clicca qui per approfondire il tema delle false Partite IVA) e sulle norme che regolano la tua attività. Ricorda, inoltre, di tenerti aggiornato – tramite il nostro blog – sulle novità in campo fiscale e, ove possibile, di mettere in chiaro il rapporto di collaborazione professionale tra te e il committente, stabilendo in anticipo le tue prestazioni, le tariffe e ogni altro dettaglio.

In bocca al lupo da parte di Fiscozen!

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