Da diversi anni è in atto un processo di digitalizzazione, che mira ad abbandonare l’uso della forma cartacea per i documenti, le transazioni, le comunicazioni da parte di uffici ed amministrazioni, ecc.. La marca da bollo telematica, adottata sempre più spesso da imprese e professionisti, si iscrive esattamente in questa tendenza.

Per chi non lo sapesse, la marca da bollo telematica non è altro che la versione digitale del tradizionale contrassegno, acquistabile ancora oggi presso tabaccherie ed altri rivenditori autorizzati. Ed è proprio di questa “novità” che parleremo nel corso del nostro articolo, in modo tale da chiarire eventuali dubbi sul suo utilizzo.

Vedremo, quindi, come acquistare online una marca da bollo telematica e quali tipologie sono attualmente disponibili. In particolare, ci soffermeremo sulle norme che regolano l’apposizione della marca da bollo da 2 euro sulle fatture elettroniche o cartacee e sulle modalità per assolvere virtualmente l’imposta di bollo.

Dunque, se sei un professionista (o imprenditore) che deve adeguarsi alle nuove regole riguardanti la fatturazione elettronica e le marche da bollo digitali, o se hai intenzione di aprire Partita IVA nei prossimi mesi e vuoi informarti sugli adempimenti che dovrai svolgere, qui troverai istruzioni, consigli ed aggiornamenti sul tema!

Cos’è la marca da bollo?

L’imposta di bollo – detta comunemente marca da bollo – è un tributo che si applica su determinate operazioni, come l’emissione di fatture e/o ricevute che non prevedono IVA di importo superiore a 77,47 euro, gli atti notarili, la sottoscrizione di contratti di locazione o, ancora, il rilascio di documenti da parte delle pubbliche amministrazioni.

Tra le marche da bollo più vendute, attualmente troviamo le seguenti tipologie, destinate rispettivamente a:

  1. Contrassegno da 2 euro: ricevute fiscali e fatture superiori a 77,47 euro
  2. Contrassegno da 16 euro: atti pubblici e notarili, documenti societari, ecc.

Marca da bollo da 2 euro: quando è obbligatoria?

In linea generale, la marca da bollo dal valore di 2 euro – atta ad assolvere la relativa imposta di bollo tramite contrassegno o in forma digitale – va apposta sulle fatture prive di IVA, come quelle emesse dalle Partite IVA che operano nel regime forfettario o nel regime dei minimi, e sulle ricevute fiscali di importo superiore a 77,47 euro.

Per maggiore precisione, ecco alcuni casi in cui l’utilizzo della marca da bollo da 2 euro risulta obbligatorio:

  • operazioni esenti IVA ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. 633/1972 (come le spese mediche o le attività culturali);
  • operazioni escluse da base imponibile IVA ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. 633/1972 (interessi di mora, ecc.);
  • operazioni non imponibili ai sensi degli art. 8 c), 8 bis e 9 (es. esportazioni dirette e indirette, ecc.);
  • operazioni in franchigia IVA (es. fatture nel regime forfettario – Art. 1 commi 54-89 L. 190/2014 e s.m);
  • operazioni non soggette ad IVA (es. regime di vantaggio o dei minimi – Art. 27 commi 1 e 2 D.L. 98/2011);
  • ricevute per prestazioni occasionali (Art. 2, 3, 4, 5, 7).

Attenzione, però: le operazioni di importo inferiore a 77,47 euro eseguite nel regime forfettario e dei minimi, nonché di altra natura come, ad esempio, le prestazioni occasionali o le locazioni, non richiedono l’imposta di bollo.

Marca da bollo telematica: cos’è?

L’imposta di bollo può essere assolta in due modi: acquistando fisicamente una marca da bollo, reperibile nei negozi autorizzati sotto forma di contrassegno, oppure ricorrendo ad una marca da bollo virtuale.

La marca da bollo telematica, infatti, è il corrispettivo digitale del “vecchio” contrassegno adesivo che andava apposto sulla versione originale e cartacea delle fatture, dei contratti, dei documenti rilasciati da enti pubblici, ecc..

Difatti, da diversi anni, è possibile assolvere virtualmente l’imposta di bollo, tramite una procedura apposita a seconda dell’importo dovuto. Vediamo nel dettaglio come acquistare una o più marche da bollo virtuali.

Come acquistare una marca da bollo telematica da 16 euro?

Come anticipato, la marca da bollo da 16 euro non riguarda ricevute e fatture, bensì altri tipi di documenti come, ad esempio, quelli rilasciati da enti e amministrazioni pubbliche. Per assolvere all’imposta, inoltre, oggi è possibile seguire una procedura telematica, richiedendo l’addebito diretto dell’importo su carta di credito o conto corrente.

Il servizio – chiamato @e.bollo – viene fornito dall’Agenzia delle Entrate e si appoggia al Sistema PagoPA per il versamento dell’imposta per via telematica e per la trasmissione della richiesta all’ente o ufficio interessato.

Tuttavia, ciò vale solamente per le amministrazioni che dispongono degli strumenti adatti. Se, al contrario, l’ente in questione non è attrezzato per il servizio, è necessario ricorrere ad un intermediario con la seguente procedura:

  1. Presentazione istanza online alla PA tramite PEC
  2. Collegamento al portale dell’intermediario scelto
  3. Download dell’apposito plug-in sul proprio PC
  4. Calcolo dell’importo dovuto (imposta + eventuale commissione)
  5. Pagamento con addebito diretto e trasmissione della richiesta

Imposta di bollo da 2 euro su fattura: contrassegno o digitale?

Passiamo, adesso, all’imposta di bollo da 2 euro che, come sappiamo, riguarda le fatture senza IVA emesse dai lavoratori autonomi che si avvalgono del regime forfettario o dei minimi, e che prevede due modalità di pagamento:

  • Acquisto contrassegno cartaceo
  • Acquisto marca da bollo telematica

Va da sé che, nelle fatture elettroniche (come quelle emesse verso la Pubblica Amministrazione), l’imposta di bollo può essere assolta solo virtualmente. Mentre, se le fatture sono compilate direttamente a mano su supporto cartaceo (es. libretto) o predisposte al PC e, successivamente, date in stampa o inviate al cliente via e-mail (in formato diverso da XML: es. DOC, PDF, ecc.), il contribuente può sia acquistare ed apporre il classico contrassegno sul documento originale, sia decidere di assolvere virtualmente l’imposta di bollo.

Come assolvere virtualmente l’imposta di bollo in fattura?

A questo punto, non ci resta che scoprire come si acquista una marca da bollo telematica da 2 euro o, per essere più precisi, come assolvere virtualmente l’imposta di bollo in fattura (tradizionale o elettronica).

Secondo l’articolo 15 del D.P.R. 642/1972 e successivi decreti attuativi (decreti 7 giugno 1973, 25 luglio 1975, 31 ottobre 1981, 10 febbraio 1988 e 24 maggio 2012), la procedura virtuale si compone dei seguenti step:

  • Presentazione domanda di autorizzazione da parte del contribuente, specificando il numero stimato di fatture per le quali intende fare richiesta, mediante il nuovo modello approvato dall’Agenzia delle Entrate.
  • In caso di approvazione da parte dell’Agenzia, inserimento in fattura della dicitura “imposta di bollo assolta in modo virtuale ex art. 15 del D.P.R. 642 del 1972”, correlata agli estremi della presente autorizzazione.
  • Calcolo e liquidazione dell’imposta complessivamente dovuta, ripartita in rate con frequenza trimestrale (per importi superiori a 1.000 euro) o semestrale (per importi inferiori a 1.000 euro) di uguale importo.
  • Presentazione, entro il 31 gennaio di ogni anno, della Dichiarazione annuale dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale, contenente il numero e la tipologia delle fatture emesse nei 12 mesi e la stima per il nuovo anno.
  • Versamento imposta definitiva o compensazione a credito nella prima rata.

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Lo stesso discorso vale per molti altri adempimenti – dal pagamento delle imposte e dei contributi alla prenotazione di servizi nelle amministrazioni pubbliche – che, ben presto, si svolgeranno solamente online.

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