Oggi vogliamo rispondere a una domanda che interessa a molti contribuenti “forfettari”: parliamo di minimali INPS e, in particolare, del loro ammontare nel regime forfettario. Qual è la soglia minima di reddito per i contributi previdenziali da versare all’INPS? E a quali benefici vanno incontro le piccole Partite IVA?

Se avete aperto da poco la Partita IVA e siete preoccupati per i costi da sostenere, questo articolo fa al caso vostro.

Vedremo insieme a quanto ammontano i minimali INPS nel regime forfettario e come richiedere la riduzione dei contributi previdenziali. Ecco tutto ciò che dovete sapere sulla contribuzione per i “nuovi forfettari”!

Cosa sono i minimali INPS?

Per far luce su questo argomento, occorre prima spiegare cosa sono i minimali INPS. Come forse saprete, i contributi previdenziali sono sono uguali per tutti gli autonomi, bensì variano a seconda dell’attività esercitata.

Ad esempio, i professionisti iscritti ad un Ordine Professionale (con relativo Albo) fanno riferimento ad una propria Cassa: prendiamo il caso degli architetti, che versano i propri contributi previdenziali all’ENASARCO.

Tutti coloro che non hanno una propria Cassa Previdenziale, fanno capo alla cosiddetta Gestione Separata INPS, che racchiude tre principali categorie di lavoratori autonomi con Partita IVA, vale a dire:

  1. Liberi professionisti
  2. Artigiani
  3. Commercianti e Imprese

Mentre, per i primi, i contributi previdenziali sono calcolati a percentuale sul reddito imponibile, secondo aliquote che variano di anno in anno (per il 2019, è stata confermata l’aliquota pari al 27,25%), per la seconda e la terza categoria le cose sono un po’ diverse. Artigiani, commercianti e imprese sono, infatti, tenuti a versare contributi previdenziali in forma sia fissa (vedremo in seguito a quanto ammontano i minimali INPS per queste categorie) che a percentuale, sulla parte di fatturato che eccede rispetto alla soglia minima.

1. I minimali INPS per gli artigiani

Chi sono gli artigiani? Rientrano in questa categoria tutti i lavoratori autonomi che svolgono un’attività inerente alla produzione di beni e/o servizi. Dunque, ci riferiamo sia alle attività artigiane in senso stretto (panettieri, orefici, sarti, parrucchieri, elettricisti ecc.), ma anche a professioni più innovative, come l’estetista o il tatuatore.

Chi ricade in questa categoria e si avvale del regime forfettario, è tenuto a versare contributi:

  • fissi: circa 3.700 euro annui, a prescindere dal fatturato, suddivisi in quattro rate;
  • a percentuale sul fatturato eccedente rispetto alla quota minima (pari a 15.710 euro), con aliquote pari a:
    • 24% per gli over 21;
    • 21% per gli under 21.

minimali INPS (o contributi minimi) per gli artigiani, dunque, sono pari a 3.700 euro circa, mentre la soglia minima di reddito è pari a 15.710 euro. I forfettari, come vedremo, possono richiedere una riduzione contributiva.

2. I minimali INPS per i commercianti

La categoria dei commercianti è molto vasta e include numerose attività: dalla vendita – all’ingrosso o al dettaglio – di beni mobili, beni immobili, generi alimentari e servizi, al settore della vendita online, fino alla vendita porta a porta e agli ambulanti. Rientrano nel medesimo gruppo anche i procacciatori d’affari, gli agenti di commercio, i mediatori immobiliari, i promoter e altre figure di nuova creazione, che svolgono attività assimilabili al commercio.

Alla stessa categoria fanno capo le imprese ma, per quest’ultime (società, associazioni, Srl, ecc.), non vi è modo di accedere al regime forfettario. Per conoscere tutte le cause di esclusione, vi rimandiamo a questo articolo.

I commercianti sono, anch’essi, tenuti a versare contributi:

  • fissi: circa 3.700 euro annui, a prescindere dal fatturato, suddivisi in quattro rate;
  • a percentuale sul fatturato eccedente rispetto alla quota minima (pari a 15.710 euro), con aliquote pari a:
    • 24,09% per gli over 21;
    • 21,09% per gli under 21.

Minimali INPS e regime forfettario: la riduzione del 35%

Un vantaggio da non sottovalutare, per chi si avvale del regime forfettario e ricade nella categoria dei commercianti o degli artigiani, riguarda la riduzione dei contributi previdenziali pari al 35%.

Per ottenere tale riduzione, occorre inoltrare apposita richiesta all’INPS entro la data stabilita per l’anno in corso.

Chi sceglie di avvalersi della riduzione, tuttavia, non avrà diritto ad un intero anno di contributi, bensì soltanto ad otto mesi. Tuttavia, potrà beneficiare di uno sgravio non indifferente, sia sulla parte fissa (dunque, parliamo di circa 1.200 euro) che su quella variabile (dunque, circa 1/3 di quanto versereste sul fatturato eccedente rispetto ai minimali INPS, ovvero alla soglia minima di reddito, fissata per quest’anno a 15.710 euro).

Chi può ottenere la riduzione sui minimali INPS?

Per ottenere la riduzione del 35% sui minimali INPS e sui contributi a percentuale, bisogna:

  • essere iscritti alla Camera di Commercio (e figurare tra commercianti o artigiani);
  • avvalersi del regime forfettario;
  • non superare i 65.000 euro di reddito annuo;
  • non essere soci di associazioni, società e Srl.

Per i liberi professionisti e per chi si avvale del regime ordinario, così come per chi ha superato i 65.000 euro di fatturato e, dunque, è soggetto a fuoriuscita dal regime forfettario, non vi è possibilità di ridurre i contributi.

Vantaggi del regime forfettario per le Partite IVA

Il regime forfettario dà, comunque, diritto ad una serie di sgravi e vantaggi, che vanno ben oltre la riduzione dei contributi previdenziali (minimali INPS e contributi a percentuale). I cosiddetti “forfettari” versano, infatti, una percentuale molto ridotta di imposte, grazie ad una tassazione con aliquota fissa al 15% sul reddito imponibile. Tale aliquota si riduce ulteriormente di un terzo, scendendo al 5%, per i primi cinque anni di attività.

Oltre a ciò, i forfettari sono soggetti ad una contabilità semplificata, che non prevede l’obbligo di registrare le fatture, bensì solo di conservarle e numerarle con ordine progressivo. Possono, inoltre, operare al di fuori del campo IVA, senza calcolare né aggiungere l’Imposta sul Valore Aggiunto in fattura. Di conseguenza, avendo minori spese, potranno proporre delle tariffe più basse e competitive, emergendo facilmente rispetto alla concorrenza.

Ulteriori benefici del regime forfettario consistono in:

  • esonero dall’uso della firma digitale e della fatturazione elettronica;
  • esonero da studi di settore, esterometro, ecc..

Possono accedere al regime forfettario coloro che, come abbiamo visto, hanno un fatturato annuo non superiore a 65.000 euro, sono residenti in Italia (o producono almeno il 75% del reddito su territorio nazionale) o in un Paese Estero che abbia stretto accordi economici con il nostro e non si avvalgono di regimi agevolati o di determinazione forfettaria del reddito. Ad esempio, sono esclusi i venditori porta a porta, che seguono regole specifiche.

Come risparmiare sulla Partita IVA?

I costi di gestione di un’attività autonoma sono, certamente, un peso da non sottovalutare. Tuttavia, lo Stato Italiano, come abbiamo spiegato, dà modo a chi percepisce redditi contenuti di abbattere parte delle spese. L’aliquota del regime forfettario al 15%, ad esempio, è un ottimo modo per pagare legalmente meno tasse. Allo stesso modo, la riduzione del 35% sui contributi previdenziali (sia fissi che a percentuale, sulla parte che eccede rispetto ai minimali INPS) costituisce un importante beneficio, in quanto abbatte i costi di almeno 1.200 euro circa!

Per risparmiare ulteriormente sulla Partita IVA, è possibile scegliere un servizio di gestione fiscale online, al posto del “vecchio commercialista” (il cui onorario, spesso, è molto gravoso, per chi è agli inizi della propria carriera).

Ad esempio, con Fiscozen, avrete diritto ad un’assistenza completa su tutti gli adempimenti previsti dalla legge (ad es. dichiarazione dei redditi), a partire da soli 299 euro/anno per i forfettari. Il tutto senza dover rinunciare ad un servizio di qualità e alla possibilità di confrontarvi con un esperto, ogni volta che vi occorre una consulenza.

Dunque, se state aprendo Partita IVA e vorreste iniziare a risparmiare sin da subito, se siete in dubbio di rientrare o meno nei parametri per il regime forfettario o se vi occorrono maggiori informazioni sui minimali INPS, compilate il form qui sotto e verrete ricontattati – gratuitamente e quanto prima – da un nostro consulente.

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