Lo sapevi che esiste una nuova prestazione occasionale? Con una circolare del 2017, l’INPS ha illustrato le importanti novità introdotte dalla Legge che disciplina il lavoro occasionale: nel corso di questo articolo ti spiegheremo cos’è cambiato rispetto agli anni passati e in cosa consiste la nuova prestazione occasionale!

Lavoro occasionale: tutte le novità

È con la circolare n°107 del 5 luglio 2017 che l’INPS ha chiarito le caratteristiche che della nuova prestazione occasionale (PrestO e Libretto di Famiglia), introdotta a decorrere dal 24 giugno 2017 con l’abrogazione del lavoro accessorio e con l’introduzione di una differente disciplina riguardo alle prestazioni occasionali.

È da questo momento, infatti, che scompaiono i Voucher e cambia totalmente il mondo del lavoro occasionale.

Siamo abituati a pensare al lavoro occasionale come ad una prestazione d’opera che prevede, ai fini fiscali, una ritenuta d’acconto pari al 20%. Per fare un esempio chiarificatore: immagina di dover effettuare una piccola consulenza al vicino di casa. In questo caso, dovresti rilasciare una ricevuta di lavoro autonomo occasionale.

Se, invece, ogni tanto lavori come babysitter per degli amici, puoi utilizzare la nuova prestazione occasionale.

Vediamo le caratteristiche e differenze tra la prestazione occasionale e il lavoro autonomo occasionale!

Cos’è il lavoro autonomo occasionale?

L’articolo 2222 del Codice Civile definisce contratto d’opera “quando una persona si obbliga a compiere dietro un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente”. Ciò che caratterizza questa tipologia di collaborazione è che il lavoratore autonomo assume un obbligo di risultato, ma non di subordinazione. Potrà, infatti, scegliere i tempi, le modalità e le caratteristiche del proprio lavoro e non deve rispettare altri orari, turnazioni o tempistiche, se non quelli relativi alla consegna del lavoro stesso, concordati con il cliente durante la definizione della collaborazione.

Lavoro autonomo occasionale: caratteristiche e limiti

Al momento dell’erogazione del servizio, il compenso del lavoratore autonomo occasionale, se corrisposto da un sostituto d’imposta (ovvero da un’azienda o un professionista con sede in Italia), è soggetto ad una ritenuta d’acconto del 20%. Ciò significa che, per un compenso di 100 euro, il lavoratore subirà una trattenuta di 20 euro. Chiaro, no?

Spesso si sente parlare di un limite massimo per i ricavi derivanti da lavoro autonomo occasionale (i “famosi” 5.000 euro), ma in realtà non è così. Il lavoratore può, infatti, sforare tale soglia, ma dovrà iscriversi alla Gestione Separata INPS e versare i contributi previdenziali sulla parte eccedente.

La contribuzione INPS equivale al 24% per coloro che sono iscritti ad un fondo previdenziale obbligatorio o sono titolari di pensione, mentre sale al 32,72% per i soggetti non iscritti ad alcun fondo obbligatorio.

La prestazione di lavoro autonomo non può avere una durata superiore ai 30 giorni per committente e non può essere ripetuta nel corso dell’anno, per cui non può essere adottata per collaborazioni continuative.

Lavoro autonomo occasionale o Partita IVA?

Il lavoro autonomo occasionale è una buona soluzione per chi effettua, ogni tanto, delle singole e brevi collaborazioni (dalla traduzione di un solo testo alla creazione di un sito web) con aziende o altri committenti.

Tuttavia, non si può più parlare di “occasionalità”, quando la collaborazione ha una durata superiore a 30 giorni e/o si ripete più volte durante l’anno, nei confronti dello stesso committente. Ma c’è di più: il lavoratore autonomo occasionale non può pubblicizzare in alcun modo i propri servizi, per cui la crescita dell’attività sarà pari allo zero.

Per ovviare a simili problemi e lavorare in serenità, senza vincoli di tempo e/o compenso, l’unica scelta possibile è aprire Partita IVA. Se credi che ciò comporti costi enormi in fatto di tasse e contributi, beh… ti stai sbagliando. Adottando il regime fiscale giusto e con l’assistenza di un consulente di fiducia che sappia indirizzarti al meglio, puoi contenere le spese a breve e a lungo termine. Inoltre, potrai finalmente creare il tuo sito web, la tua pagina social e utilizzare il metodo che preferisci per pubblicizzare la tua attività ed… incrementare il tuo business!

Vuoi saperne di più? Contattaci tramite il form sottostante e riceverai una consulenza gratuita!

Nuova prestazione occasionale: chi può utilizzarla?

Con la disciplina vigente, esistono oggi due tipologie di prestazione occasionale.

La prima si chiama PrestO e può essere utilizzata da imprese, professionisti ed enti pubblici per l’acquisizione di prestazioni di lavoro occasionale. La seconda, invece, è il Libretto di Famiglia, che può essere adoperato per le prestazioni rese a committenti privati. Quindi, è possibile utilizzare la prestazione occasionale sia nel pubblico che nel privato ed anche dai liberi professionisti. Nel caso di PrestO, però, non è possibile acquisire prestazioni di lavoro occasionale da soggetti con i quali il committente abbia in corso o abbia cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata continuativa.

Inoltre, ricordiamo che, rispetto al lavoro autonomo occasionale di cui abbiamo parlato prima, la nuova prestazione occasionale – sia PrestO che Libretto di Famiglia – prevede un vincolo di subordinazione del lavoratore, rispetto al datore di lavoro. Sarà, pertanto, possibile definire orari, tempi e sede di lavoro.

PrestO: un nuovo modo di lavorare occasionalmente

PrestO, che come detto può essere utilizzato da tutti coloro che svolgono attività libero professionale o d’impresa per avvalersi di collaboratori occasionali, presenta alcune restrizioni. Infatti, non può essere adoperato da coloro che hanno alle proprie dipendenze più di cinque collaboratori a tempo indeterminato. È, inoltre, vietato per le imprese edli o affini, per le aziende di escavatori, nel settore delle miniere, cave e nell’esecuzione di appalti di opere e servizi.

Nuova prestazione occasionale 2018 per l’agricoltura

Le imprese del settore agricolo possono utilizzare le nuova prestazione occasionale solo per le categorie di lavoratori che non devono essere stati iscritti, nell’anno precedente, agli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli o che siano pensionati, studenti con meno di 25 anni, disoccupati che abbiano reso la disponibilità all’ANPAL, percettori di cassa integrazione o di altre prestazioni di sostegno al reddito.

PrestO e Pubblica Amministrazione

Anche le Pubbliche Amministrazioni possono utilizzare PrestO per necessità di servizio temporanee o eccezionali, legate a determinate attività. Ad esempio, possono adoperare la nuova prestazione occasionale quando vi sono progetti in favore di soggetti in stato di povertà o che fruiscono di ammortizzatori sociali, per situazioni di emergenza durante le calamità naturali o nelle manifestazioni pubbliche.

In tutti questi casi, non si fa riferimento al numero di dipendenti della Pubblica Amministrazione in questione.

Nuova prestazione occasionale: caratteristiche e limiti

Per prestazioni di lavoro occasionale, si intendono le attività lavorative che rientrano nei seguenti parametri:

  • reddito non superiore a 5.000 € per ciascun lavoratore, nella totalità degli utilizzatori;
  • reddito non superiore a 5.000 € per ciascun utilizzatore, nella totalità dei prestatori;
  • reddito non superiore a 2.500€ per le prestazioni complessivamente rese da ogni lavoratore nei confronti del medesimo utilizzatore;
  • durata massima di 280 ore nell’arco dello stesso anno;
  • obbligo di dichiarare l’inizio dell’attività almeno 60 minuti prima dell’inizio dell’attività stessa, attraverso la piattaforma INPS o il loro contact center.

Il lavoratore occasionale ha diritto alla contribuzione previdenziale, con l’iscrizione alla Gestione Separata INPS, e all’assicurazione obbligatoria contro infortuni sul lavoro e malattie professionali. Coloro che firmano il contratto di collaborazione occasionale potranno usufruire del riposo giornaliero e della pausa settimanale. Infine, a differenza del lavoro autonomo occasionale, la nuova prestazione occasionale è esente da ritenuta d’acconto del 20%.

Compensi, vincoli ed eccezioni

La misura del compenso per la nuova prestazione occasionale è aumentata verso alcune categorie di lavoratori. L’utilizzatore, ai fini del calcolo del limite del compenso, può adottare il 75% dell’importo se il lavoratore è:

  • un pensionato;
  • uno studente con meno di 25 anni;
  • un disoccupato;
  • un soggetto che percepisce il reddito di inclusione.

La tariffa oraria che spetta al lavoratore occasionale non può essere mai inferiore ai 9 euro e la durata della prestazione non può essere inferiore alle 4 ore lavorative. Questo significa che, per un giorno di lavoro, il prestatore non può percepire meno di 36 euro. Al compenso netto del lavoratore, va applicata (a carico del datore di lavoro):

  • la Gestione Separata INPS per il 33%;
  • il premio assicurativo INAIL per il 3,5%
  • gli oneri di gestione e di erogazione del compenso per l’1%;

Dunque, sulla base dei 9 euro minimi orari, la tariffa diventa di 13,29 euro lordi (ovvero 9+2,97+0,32+1).

Libretto di Famiglia: titoli di pagamento nominali

Il Libretto di Famiglia è differente dal PrestO ed è composto da titoli di pagamento con un valore nominale fissato a 10 euro, utilizzabili per compensare prestazioni della durata superiore ad un’ora. Il valore nominale copre la Gestione Separata INPS (pari a 1,65 euro), il premio assicurativo (pari a 0,25 euro) e gli oneri di gestione (0.10 euro).

Il compenso che riceve il lavoratore è, dunque, pari a 8 euro netti. Per acquistare il Libretto nominativo, è necessario iscriversi alla piattaforma informatica INPS o recarsi presso gli uffici postali, dove sono disponibili i libretti prefinanziati. Il Libretto dovrà essere implementato con le somme da spendere, come se fosse una carta prepagata o di credito ricaricabile per il lavoro, che potranno essere utilizzate solamente per le seguenti prestazioni:

  • piccoli lavori domestici;
  • assistenza domiciliare;
  • insegnamento privato supplementare;
  • per erogare il bonus baby-sitter.

La famiglia deve comunicare, entro il giorno 3 del mese successivo allo svolgimento della prestazione, i dati del prestatore, il compenso pattuito e il luogo di svolgimento del lavoro, direttamente sulla piattaforma INPS.

Come viene erogato il pagamento?

L’erogazione avviene mediante l’INPS, entro il 15 del mese successivo alla prestazione. In entrambi i casi – Libretto di Famiglia e PrestO – con accredito su conto corrente o bonifico presso le Poste.

Contributi previdenziali e INAIL sono accreditati direttamente dall’INPS tramite la relativa piattaforma.

4.5/5 (24)

Questo articolo ti è stato utile? Lascia una valutazione