Cosa significa aprire Partita IVA come artista? Qual è l’iter burocratico da seguire per avviare un’attività in campo artistico? E a quanto ammontano i costi iniziali? L’articolo di oggi è dedicato a tutti coloro che vorrebbero tentare una carriera nel mondo della pittura, della recitazione, della musica o in qualsiasi altra disciplina legata all’arte o all’intrattenimento, ma hanno ancora una scarsa familiarità con gli adempimenti fiscali.

Nei prossimi paragrafi vedremo, quindi, chi è l’artista e qual è il suo inquadramento fiscale e contributivo. In seguito, tenendo conto di tutti questi elementi, analizzeremo la procedura richiesta per aprire Partita IVA ed approfondiremo i passaggi principali, ossia la scelta del Codice ATECO che caratterizza al meglio la tipologia di attività artistica e l’adozione di un regime fiscale che permetta di risparmiare al massimo sulle spese.

Se, pertanto, la tua intenzione è quella di aprire Partita IVA come artista per lavorare in proprio, qui troverai tante informazioni utili per orientarti tra i vari adempimenti ed impostare l’attività in maniera vincente!

Chi è l’artista?

Nel linguaggio comune, il termine artista racchiude significati diversi e, dunque, può essere utilizzato in riferimento a varie figure: dal pittore allo scultore, dal compositore musicale allo scrittore di romanzi.

Secondo la legislazione, invece, si definisce artista colui che crea, esegue o rappresenta, tramite la propria prestazione intellettuale, delle opere uniche nel loro genere, dunque assolutamente differenti da qualsiasi prodotto realizzato in serie. Pertanto, anche l’interpretazione di un cantante, di un musicista o di un attore, sebbene tenga conto di uno spartito o di un copione, viene di fatto considerata un’opera irripetibile e, quindi, artistica.

Cosa succede, però, in ambito fiscale? Quali attività si definiscono artistiche (e quali, invece, artigianali)?

Artista o artigiano: quali sono le differenze?

Tra arte ed artigianato vige, talvolta, una certa confusione, in quanto alcune attività sembrano rientrare in entrambe le categorie. In realtà, la separazione è piuttosto netta e si basa non tanto sulle tecniche utilizzate in fase di lavorazione, bensì sulle caratteristiche di unicità e irripetibilità dell’opera d’arte stessa.

Per fare un esempio, mentre il ritratto realizzato da un pittore è considerato come un’opera artistica, il lavoro di un imbianchino, a prescindere dalla qualità e dal risultato estetico, si colloca nell’ambito dell’artigianato.

O ancora: se crei delle sculture in legno e vuoi venderle online, puoi aprire Partita IVA come artista ma, se la tua attività consiste nel produrre arredi o altri articoli su commissione, l’inquadramento corretto è da artigiano.

A livello fiscale, infatti, le attività artistiche (pittura, scultura, musica, scrittura, danza, recitazione, ecc.) sono associate ad un inquadramento da libero professionista, mentre quelle che ricadono nella categoria dell’artigianato (falegnameria, restauro, sartoria, lavorazione metalli, tatuatori e via così) hanno un inquadramento a parte.

Attività artistica e lavoro occasionale: quali sono i limiti?

È possibile svolgere attività artistica in forma occasionale, dunque senza aprire Partita IVA ed emettere fattura?

Ebbene, in base alla vigente legislazione, nulla vieta ad un artista di lavorare occasionalmente per conto di aziende, associazioni o altre strutture, purché ciò avvenga entro i limiti stabiliti per tali prestazioni: durata massima di 30 giorni per anno solare per ciascun committente, assenza di regolarità, divieto di promozione, ecc..

Sul compenso ricevuto per ogni singola prestazione occasionale, se il committente è un’azienda con sede in Italia che può ricoprire la funzione di sostituto d’imposta, occorre applicare una ritenuta d’acconto pari al 20%. In tutti i casi, invece, va inserita una marca da bollo dal valore di 2 euro (se l’importo è maggiore di 77,47 euro).

Se il lavoro consiste nella realizzazione di un’opera d’ingegno (come, ad esempio, un romanzo, una sceneggiatura, ma anche delle illustrazioni per un libro), è preferibile adottare la cessione dei diritti d’autore, che presenta sia una tassazione che una normativa specifica, per cui non necessita dell’apertura della Partita IVA da artista.

Ricordiamo, comunque, che chiunque svolga un’attività – artistica, come in questo caso, ma anche professionale, commerciale, ecc. – in maniera continuativa, ossia prolungata e/o ripetuta nel tempo, è obbligato a “mettersi in regola”. Come fare? Semplice: aprendo Partita IVA come artista e versando sia le imposte che i contributi.

Aprire Partita IVA come artista: iter e costi

Se la tua attività è diventata una fonte di reddito e le occasioni di lavoro si sono via via moltiplicate, è il momento di provvedere all’apertura della Partita IVA da artista. Come fare e quanto costa?

Come anticipato in precedenza, l’attività artistica prevede l’inquadramento da libero professionista e, proprio per questo, sarai considerato, a tutti gli effetti, come un freelancer (e non come un artigiano o imprenditore).

Cosa comporta tutto ciò a livello di costi e procedure? La risposta è semplice: in qualità di libero professionista, potrai aprire gratuitamente la tua Partita IVA da artista e adottare il regime fiscale attualmente più vantaggioso, e cioè il regime forfettario, grazie al quale la tassazione e gli adempimenti si riducono al minimo indispensabile!

Compilando il form qui sotto, puoi rivolgerti a Fiscozen per aprire Partita IVA come artista e ricevere assistenza durante lo svolgimento dei singoli passaggi, il tutto senza costi aggiuntivi e in tempi brevissimi!

Codice ATECO da artista: quale scegliere?

Tra i passaggi più delicati da porre in atto per aprire Partita IVA come artista freelance c’è la scelta del Codice ATECO, che ovviamente dovrà rispecchiare il più possibile l’attività che vuoi intraprendere.

I codici più comuni nel campo dell’arte sono i seguenti:

  • 90.03.09 – Altre creazioni artistiche e letterarie, valido per artisti individuali (come, appunto, pittori, illustratori ed altre figure che abbiamo menzionato nei paragrafi precedenti);
  • 90.01.09 – Altre rappresentazioni artistiche, valido per esecutori ed interpreti (come musicisti, vocalist, ballerini, ma anche modelli/e, controfigure, deejay, cabarettisti, artisti circensi, ecc.);
  • 90.01.01 – Attività nel campo della recitazione, valido per la figura dell’attore.

Partita IVA da artista: tassazione e adempimenti

L’inquadramento da libero professionista permette, a chi apre Partita IVA come artista, di accedere tranquillamente al regime forfettario che, come abbiamo anticipato, è la soluzione più conveniente per abbattere il peso delle imposte. La tassazione applicata, infatti, è molto vantaggiosa: l’aliquota standard è al 15%, mentre l’aliquota start-up si riduce addirittura al 5% (per chi possiede i requisiti e solo per i primi cinque anni).

Le due aliquote, inoltre, non vanno calcolate sulla totalità del fatturato incassato, ma soltanto su una sua parte, chiamata tecnicamente “reddito imponibile”. Il reddito imponibile, secondo la normativa, non si calcola con la modalità analitica (ovvero sottraendo, voce dopo voce, tutte le spese sostenute), bensì su base forfettaria: per ogni Codice ATECO, dunque per tutte le attività economiche, è prevista una percentuale apposita da dedurre.

Più specificamente, i codici riportati nel paragrafo precedente presentano un coefficiente di redditività al 67%, per cui le spese dedotte “forfettariamente” corrisponderanno al 33%. Facciamo, quindi, un esempio per chiarire ogni dubbio: se durante l’anno hai fatturato 10.000 euro con la tua Partita IVA da artista, 6.700 euro saranno sottoposti a tassazione, mentre 3.300 euro costituiranno la parte dedotta a copertura dei tuoi costi professionali.

L’importo finale da versare per le imposte, pertanto, sarà pari a:

  • 1.005 euro con aliquota al 15%;
  • 335 euro con aliquota ridotta al 5%.

Come contribuente forfettario, comunque, godi anche di molti altri “privilegi”: la franchigia IVA (che ti permette di offrire prezzi più bassi della concorrenza), l’assenza di una vera e propria contabilità (per cui non occorre registrare le fatture, ma è sufficiente tenerle da parte e numerarle in ordine progressivo), l’esonero dalla fatturazione elettronica e da vari adempimenti come l’esterometro, lo spesometro, gli studi di settore, ecc..

Dovrai, invece, prestare attenzione alla soglia massima di ricavi e compensi (65.000 euro/anno), al limite per i redditi da lavoro dipendente (30.000 euro/anno) e per le spese destinate ad eventuali impiegati, collaboratori, ecc. (20.000 euro/anno). Inoltre, sappi che il regime forfettario prevede sia dei requisiti per l’accesso e il mantenimento, sia delle cause di esclusione che, se constatate, rendono impossibile la sua applicazione.

Per approfondire e per non perdere nessun aggiornamento, tieni d’occhio i nostri prossimi articoli!

I contributi previdenziali per l’attività artistica

Aprire Partita IVA come artista significa provvedere da sé a tutte le spese: all’imposta sostitutiva al 15% o 5% descritta precedentemente, quindi, dovrai sommare l’importo destinato alla contribuzione. Ma, prima di analizzare la modalità di calcolo e versamento dei contributi previdenziali, vediamo quale sarà la tua collocazione:

  • Ex-Enpals per le prestazioni rese verso operatori dello spettacolo (es. teatro, emittenti TV);
  • Gestione Separata INPS, per le prestazioni rese verso altri committenti.

La collocazione Ex-Enpals si basa su una disciplina specifica, che necessita di un approfondimento a parte; mentre, per calcolare i contributi dovuti alla Gestione Separata, si applica l’aliquota al 25,72% sul reddito imponibile.

Come gestire la Partita IVA da artista?

L’attività artistica – diversamente da quanto si possa credere – è in assoluto una delle più impegnative, poiché richiede quel perfetto mix tra ispirazione ed esperienza, tra talento innato e studio quotidiano, per poter creare qualcosa di unico e, al tempo stesso, bello ed emozionante per il pubblico.

Come conciliare, quindi, un lavoro “creativo” con le incombenze fiscali, come la presentazione della dichiarazione dei redditi o il calcolo delle imposte? Come gestire le scadenze quando si è in tour o si espone a km da casa?

La risposta più semplice, economica e funzionale è… Fiscozen! Di che si tratta? Fiscozen è una piattaforma digitale, accessibile 24 ore su 24 e da qualsiasi luogo tramite PC, smartphone o tablet, dalla quale potrai monitorare l’andamento dell’attività, gli adempimenti in scadenza, le fatture incassate e non, le note di spesa e molto altro.

Fiscozen è, parallelamente, un servizio di assistenza fiscale “all inclusive”, con un consulente a tua disposizione per ogni dubbio o problema ed un prezzo fisso – 299 euro + IVA/anno – comprensivo di tutto ciò che ti serve: insomma, la soluzione ideale per chi viaggia spesso per lavoro, per chi è sempre di corsa e per chi cerca il risparmio!

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