Oggi vi illustreremo, passaggio dopo passaggio, come si apre la Partita IVA per attore e quali sono gli adempimenti da svolgere per iniziare una carriera nel mondo della recitazione e, in generale, dello spettacolo.

Questo settore è stato, per lungo tempo, soggetto a norme specifiche, che regolavano i rapporti tra i cosiddetti ‘lavoratori dello spettacolo’ (attori, dunque, ma anche musicisti, cantanti e altre figure) e i committenti.

Oggi, di tutto ciò, rimane ben poco: sotto molti aspetti, infatti, i lavoratori dello spettacolo sono assimilati ad altre figure freelance, ad eccezione della contribuzione che, a seconda delle prestazioni, fa capo all’ex-ENPALS.

Ma vediamo insieme quali sono gli step necessari per aprire la Partita IVA per attore, quali sono i costi da sostenere a breve e lungo termine, a quanto ammontano le imposte e i contributi da versare ogni anno.

Le prestazioni artistiche

Se, un tempo, le prestazioni artistiche erano principalmente quelle di carattere musicale o teatrale, oggi il mondo dello spettacolo ha assunto una grande varietà di forme, anche grazie alla continua sperimentazione e innovazione: basti pensare alla figura del disk-jockey, che negli ultimi decenni è diventata protagonista di migliaia di eventi.

Bisogna, però, precisare che, dal punto di vista legislativo, la definizione di “spettacolo” è molto più ristretta:

qualsiasi rappresentazione o manifestazione, specialmente (ma non solo), di tipo teatrale o televisivo, che si svolge davanti ad un pubblico appositamente convenuto, o comunque appresa da un pubblico più ampio grazie agli strumenti della tecnica.

Di conseguenza, in questo caso, ci riferiamo solamente ai concerti e alle manifestazioni teatrali, e non all’enorme varietà di spettacoli che, al giorno d’oggi, si tengono in Italia e nel mondo, ma che non rientrano nel contesto.

I lavoratori dello spettacolo – tra cui gli attori – per le prestazioni artistiche eseguite nei confronti di aziende (e non di privati) e che rientrano nella definizione sopra mostrata, fanno riferimento alla contribuzione ex-ENPALS. Per altre tipologie di esibizioni, invece, la contribuzione rientra nella Gestione Separata INPS, che racchiude quelle professioni o attività nate da poco (come, ad esempio, le professioni digitali) o, comunque, non regolamentate.

La figura dell’attore: dilettante o professionista?

È possibile svolgere attività nel campo della recitazione, ma solamente come hobby? La risposta, ovviamente, è .

Non tutti gli attori sono, infatti, dei professionisti: anche se la prestazione prevede un compenso economico, può essere considerata occasionale quando non costituisce un’attività abituale, ovvero quando è limitata nel tempo.

In altre parole, chi recita sporadicamente e viene pagato per le sue prestazioni, può regolarizzare i compensi con la prestazione occasionale, esponendo una ritenuta pari al 20% (se il committente è un’azienda italiana).

Dovrà, inoltre, rilasciare una ricevuta non fiscale, specificando l’importo pattuito e utilizzando una marca da bollo da 2 euro, se tale importo supera i 77,46 euro. Rimangono, invece, obbligatori gli adempimenti ex-ENPALS.

Le cose cambiano quando la recitazione diviene un’attività abituale, con prestazioni artistiche che durano per lunghi periodi e/o che si ripetono nel corso dell’anno. Quando ciò avviene, la Partita IVA per attore è obbligatoria.

Il lavoratore dovrà, dunque, rivolgersi ad un commercialista o affidarsi a Fiscozen, per aprire gratuitamente la Partita IVA per attore e poter emettere fattura, per versare, in seguito, le imposte e i contributi.

Ma vediamo insieme come si apre la Partita IVA per attore e quali costi occorre preventivare.

Come aprire Partita IVA per attore?

La Partita IVA per attore non richiede costi di apertura e può essere avviata in maniera telematica, meglio se con il supporto di un professionista per effettuare correttamente tutti i passaggi, che vedremo meglio in seguito.

Da questo momento, l’attore cessa di essere un semplice dilettante e diviene un professionista a tutti gli effetti.

1. Codice ATECO per attore

Uno dei passaggi principali, in fase di apertura della Partita IVA, riguarda la scelta del giusto Codice ATECO per attore. Come tutte le attività economiche, infatti, anche la recitazione viene associata ad un codice specifico:

90.01.01 – Attività nel campo della recitazione – rappresentazioni di spettacoli teatrali dal vivo, attività di artisti individuali quali attori;

Gli attori che spaziano dalla pura recitazione ad altre tipologie di rappresentazioni, come ad esempio musical, concerti, spettacoli di danza contemporanea o opere liriche, possono aggiungere anche il seguente Codice ATECO:

90.01.09 – Altre rappresentazioni artistiche, tra cui rappresentazioni di concerti, di opere liriche o di balletti e di altre produzioni artistiche;

2. Regime forfettario per attore

La seconda decisione da prendere riguarda il regime fiscale a cui assoggettarsi: da esso dipenderà l’ammontare delle imposte che dovrai versare a partire dall’anno successivo a quello di apertura della Partita IVA.

Attualmente, la soluzione che offre i maggiori vantaggi è il regime forfettario, grazie al quale potrai ridurre sensibilmente i costi di gestione della Partita IVA per attore e versare solamente il 15% o il 5% di imposte.

Se possiedi i requisiti per l’aliquota start-up, infatti, le tasse si riducono al 5% del tuo reddito imponibile per i primi cinque anni di imposta, per poi approdare ad un ragionevole 15% a partire dal sesto anno di attività.

Ma i vantaggi, per chi adotta il regime forfettario, non si esauriscono qui: un interessante beneficio riguarda, ad esempio, la possibilità di operare in franchigia IVA, e cioè senza applicare tale imposta sulle tariffe.

Ciò significa che, rispetto ad altri professionisti, ‘costerai meno’ e avrai maggiori possibilità di affermarti nel settore: in un contesto di grande competizione, come il mondo dello spettacolo, è un vantaggio da non sottovalutare!

Se, poi, ti preoccupano gli adempimenti fiscali e burocratici, sappi che con il regime forfettario potrai adottare una contabilità semplificata: non dovrai, ad esempio, registrare le fatture, bensì solo conservarle e numerarle.

Parallelamente, per tutto il 2019, sei esonerato dall’uso della fattura elettronica, non dovrai inviare lo Spesometro, né effettuare studi di settore. Insomma, una gestione più snella e rapida della tua attività di attore!

Chi può adottare il regime forfettario? Tutti coloro che aprono una Partita IVA individuale, che non superano i 65.000 euro annui di fatturato, che non possiedono quote di partecipazione a società (anche di tipo familiare).

Se vuoi conoscere nel dettaglio i requisiti per accedere (e per mantenere) al regime forfettario, o se hai bisogno di assistenza per scegliere il regime fiscale che fa per te, compila il form qui sotto e richiedi una consulenza gratuita.

Un professionista Fiscozen ti risponderà quanto prima, per valutare attentamente la tua situazione e guidarti, passo dopo passo, nella procedura di apertura della Partita IVA per attore e nell’adozione del regime forfettario.

3. Contribuzione per attore

L’attività di attore, come altre prestazioni artistiche di cui abbiamo parlato qui sopra, è soggetta alla contribuzione ex-ENPALS. Tuttavia, a seconda della natura della prestazione stessa, può capitare di dover adottare anche la Gestione Separata INPS, facendo riferimento alle sezione dei liberi professionisti.

I lavoratori con inquadramento ex-ENPALS, tra cui gli attori, sono tenuti al versamento dei seguenti contributi previdenziali obbligatori, che si calcolano sul compenso annuo:

  • Contributo: 33% del compenso pattuito, di cui il 9,19% a carico dell’attore (da applicare in fattura o nella ricevuta per prestazione occasionale, trattenuto dal committente) ed il 23,81% a carico del committente;
  • Contributo di solidarietà: 5% del compenso pattuito, ripartito per metà a carico del lavoratore e per la rimanente metà a carico del committente (soltanto per compensi giornalieri superiori ad €. 300,07);
  • Contributo aggiuntivo: a carico esclusivamente del lavoratore ed è pari all’1% della parte del compenso giornaliero eccedente la soglia di €. 137,95.

La contribuzione, per le prestazioni che fanno capo alla Gestione Separata INPS, prevede invece l’aliquota del 25,72% sul reddito imponibile, e cioè sulla differenza tra il fatturato lordo annuo e le spese sostenute.

Conclusioni

Concludendo, aprire la Partita IVA per attore è, certamente, un passo importante, un impegno verso una carriera e un mondo ricchi di soddisfazioni. Passare da un’attività occasionale, un semplice hobby, ad un’attività professionale può incutere timore, ma di fatto i vantaggi sono molteplici: puoi promuovere i tuoi servizi con i mezzi che preferisci, puoi accettare qualsiasi collaborazione, anche a lungo termine, ma soprattutto beneficerai di una tassazione agevolata, al 15% o al 5%, che risulta ben più conveniente rispetto a qualsiasi ritenuta d’acconto.

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