Hai mai pensato di aprire Partita IVA da ciglista? Ti piacerebbe gestire uno studio o un salone da lash maker? Se la risposta è “sì”, in questo articolo troverai tutte le informazioni necessarie per avviare la tua nuova attività: dai costi iniziali al tuo inquadramento fiscale, dal calcolo delle imposte e dei contributi previdenziali agli adempimenti da svolgere durante l’anno.

Chi è la ciglista?

Il mondo dell’estetica, nel corso degli anni, si è ampliato e diversificato, includendo nuove ed interessanti tecniche per la cura del viso e del corpo. Al giorno d’oggi, infatti, all’interno di un salone di bellezza, non lavorano più solamente estetisti e parrucchieri, bensì anche tante altre figure specializzate, alcune delle quali nate in tempi recenti. Basti pensare, ad esempio, all’onicotecnica (specializzata nella ricostruzione e decorazione delle unghie), ai make-up artist, ai massaggiatori e agli operatori olistici, e talvolta anche ai dietisti e ai nutrizionisti.

Tra le figure più richieste degli ultimi anni, anche qui in Italia, troviamo certamente la ciglista o lash maker, vale a dire una professionista specializzata nell’applicazione di extension per le ciglia.

Lo scopo di questo particolare trattamento è facilmente intuibile: infoltire e definire le ciglia, inserendo delle apposite extension, per rendere lo sguardo femminile più intenso, magnetico e seducente, prendendo ispirazione dalle dive di un tempo o, magari, dalle nuove star dei social.

È chiaro che, per realizzare correttamente un trattamento di lash extension, servono passione, esperienza e, cosa non meno importante, una certa predisposizione personale: mano ferma, ottima vista, abilità nel maneggiare gli “strumenti del mestiere” e lavorare a stretto contatto col cliente.

In ultimo, per diventare una brava ciglista, non basta un semplice corso di formazione. Dovrai, infatti, conseguire dapprima la qualifica di estetista presso una scuola (o mediante uno dei vari corsi gratuiti organizzati dalle Regioni), per poi specializzarti nelle tecniche di lash art, con un corso certificato da un attestato di frequenza.

Vediamo insieme, dunque, qual è il percorso più adatto per diventare una lash maker!

Come diventare ciglista?

Ad oggi, purtroppo, non esistono disposizioni specifiche che regolino l’attività di ciglista.

Pertanto, in assenza di un albo o di una qualifica professionale ad hoc, la strada per diventare ciglista è essenzialmente una sola: iscriversi ad una scuola o ad un corso per estetiste e, in seguito, conseguire anche una specializzazione (certificata, come dicevamo, tramite il rilascio di un attestato di partecipazione) in lash art.

Si tratta, certamente, di una strada lunga e faticosa, ma che offre ottime opportunità a livello professionale. Con la qualifica di estetista, infatti, puoi lavorare presso centri estetici e saloni di parrucchieri già avviati, ma anche nelle SPA e negli istituti termali, nelle grandi catene di hotel, nei villaggi turistici, sulle navi da crociera e in tanti altri contesti esclusivi.

Inoltre, la qualifica di estetista è uno dei requisiti professionali indispensabili per metterti in proprio e lavorare, ad esempio, da casa (con la Partita IVA) o per aprire uno studio tutto tuo. E, per tenerti aggiornata nel corso degli anni, potrai integrare le tue competenze con altri corsi di tuo interesse, come appunto un corso di lash art!

Partita IVA da ciglista: come aprire?

Svolgere l’attività di lash artist in proprio è cosa ben diversa dall’effettuare questo genere di trattamenti presso un salone di bellezza altrui. In questo caso, infatti, dovrai possedere la qualifica di estetista, seguita da un corso di formazione o specializzazione per lash maker.

Inoltre, per la legge italiana, le attività legate al settore dell’estetica (dai servizi comunemente offerti dalle estetiste ai trattamenti più particolari, come appunto l’applicazione di extension alle ciglia o la ricostruzione delle unghie) non prevedono l’uso della prestazione occasionale.

Di conseguenza, per lavorare come lash maker per tuo conto o per avviare uno studio di lash art, il primo step consiste necessariamente nell’apertura della Partita IVA. Ma qual è il Codice ATECO, e dunque l’inquadramento fiscale e contributivo, previsto per chi svolge l’attività di ciglista?

Facciamo subito chiarezza a riguardo!

a. Codice ATECO e inquadramento per ciglista

Come anticipato, in assenza di una normativa specifica o di un’apposita qualifica, non è possibile aprire Partita IVA solo come ciglista, in quanto dovrai utilizzare lo stesso Codice ATECO associato ai servizi di estetica e, di conseguenza, possedere i requisiti professionali previsti per questo genere di attività, con in più altre specializzazioni che attestino la conoscenza delle tecniche, dei materiali, ecc. della lash art.

Ciò significa che, dal punto di vista fiscale e contributivo, sarai inquadrata al pari di un’estetista, ovvero come ditta individuale iscritta al Registro delle Imprese nell’Albo degli Artigiani.

Ad oggi, infatti, oltre alla qualifica di ciglista, manca anche un Codice ATECO appositamente ideato per questa attività. Pertanto, l’unica soluzione è ripiegare sul seguente codice:

  • 96.09.03 – Servizi degli istituti di bellezza

b. Avvio di una ditta individuale da ciglista

L’avvio di una ditta individuale di tipo artigianale comporta una procedura diversa – e, inutile negarlo, anche un po’ più complessa – rispetto a quella richiesta ai liberi professionisti.

La procedura parte con l’invio della “ComUnica”, un unico adempimento telematico che, oltre a comunicare l’inizio della tua attività da ciglista (o, per meglio dire, estetista specializzata in lash art), sostituisce i seguenti passaggi:

  • Iscrizione Camera di Commercio
  • Iscrizione REA (Albo Artigiani)
  • Presentazione CCIA Comunale
  • Iscrizione Gestione INPS Artigiani
  • Apertura posizione INAIL

Il costo di questa procedura varia a seconda che venga effettuata in autonomia (soluzione che sconsigliamo, sia per ragioni di tempo che per evitare ripercussioni dovute ad errori anche banali) o con il supporto di un professionista. Se opti per la seconda scelta, puoi rivolgerti ai nostri consulenti per completare rapidamente l’operazione e spendere solamente 200 euro! Compila il seguente form e ti ricontatteremo prima possibile, per aiutarti ad aprire Partita IVA come ciglista, a scegliere il giusto Codice ATECO e a svolgere tutti gli adempimenti sopra elencati!

c. Regime forfettario per ciglista

Un aspetto fondamentale per il futuro andamento della tua attività è la scelta di un regime fiscale adeguato per la Partita IVA da ciglista. Allo stato attuale, l’opzione migliore per le ditte individuali come la tua è il regime forfettario, poiché consente di usufruire di una tassazione agevolata e di rendere più semplice ed economica la gestione degli adempimenti fiscali.

Cos’è il regime forfettario e come accedervi? Parliamo di un regime fiscale pensato ad hoc per le esigenze dei giovani e, in generale, delle “piccole Partite IVA”. Il principale vantaggio è una tassazione ridotta, con un’unica imposta che prende il posto dei tradizionali tributi, con aliquota al 15% sul reddito imponibile. Per le start-up che possiedono i requisiti richiesti, inoltre, l’aliquota scende ulteriormente fino al 5% durante i primi cinque anni di attività.

Il reddito imponibile si ottiene deducendo, dal fatturato complessivo, una percentuale fissa per le spese effettuate ogni anno. Tale percentuale varia a seconda del Codice ATECO che, come abbiamo visto, nel tuo caso è il 96.09.03 (Servizi degli Istituti di Bellezza), che prevede una deduzione pari al 33%. Pertanto, tasse e contributi verranno calcolati sul restante 67%.

Ma non è tutto: scegliendo il regime forfettario, potrai operare in franchigia IVA con la tua Partita IVA da ciglista, offrendo dunque le medesime prestazioni ad un prezzo ridotto, in quanto non gravato dell’Imposta sul Valore Aggiunto. Sarà, pertanto, più facile affermarsi sul mercato – anche in un settore così competitivo – e farsi notare in mezzo alla concorrenza!

I forfettari sono, per altro, esonerati da una serie di obblighi e adempimenti, tra cui:

  • uso obbligatorio della fatturazione elettronica;
  • esterometro, spesometro e studi di settore;
  • obbligo di registrazione delle fatture.

In particolare, riguardo all’ultimo punto, sappi che la contabilità dei forfettari è più agile e snella, in quanto non vi è obbligo di registrare le fatture emesse, le note di spesa o i corrispettivi. Dovrai solo prestare attenzione a conservare e numerare con ordine progressivo le fatture, che ti serviranno per compilare e presentare, ogni anno, la dichiarazione dei redditi.

Possono accedere al regime forfettario tutte le Partite IVA individuali con ricavi e compensi inferiori a 65.000 euro e con redditi da lavoro dipendente o assimilati che non superino il nuovo limite di 30.000 euro. Vi sono, poi, molti altri requisiti che occorre rispettare e che ti consigliamo di approfondire prima di compiere la tua scelta.

d. Contributi previdenziali per ciglista

Veniamo, adesso, all’ultimo punto da analizzare, vale a dire la contribuzione per chi decide di aprire Partita IVA come ciglista. Come abbiamo già visto, questa attività è inquadrata come ditta individuale di tipo artigianale, esattamente come accade per estetisti, parrucchieri, tatuatori, ecc..

Per versare i tuoi contributi, dovrai dunque iscriverti alla Gestione INPS Artigiani, che prevede una contribuzione in parte fissa, dovuta a prescindere dal reddito effettivo, e in parte a percentuale.

I contributi fissi, per il 2020, sono pari a 3.836,16 euro (per chi ha già compiuto 21 anni) o a 3.501,15 euro (per gli under 21). Quelli a percentuale, invece, si calcolano sull’eventuale parte di reddito che eccede la cifra indicata dall’INPS come “reddito minimo” (ovvero 15.953 euro), con aliquote pari al 24% o al 21,90%, rispettivamente per gli artigiani over e under 21, con maggiorazione pari ad un punto percentuale in caso di redditi superiori a 47.379 euro.

Inoltre, ti ricordiamo che, se sceglierai di assoggettarti al regime forfettario di cui sopra, potrai ottenere la riduzione del 35% su tutti i contributi (dunque sia quelli fissi che a percentuale), inoltrando la richiesta all’INPS.

Conclusioni

In conclusione, se il mondo dell’estetica ti ha sempre affascinato e vorresti cogliere al volo il trend del momento, una Partita IVA da ciglista potrebbe essere la soluzione vincente per dedicarti ad un lavoro creativo e stimolante.

Ricorda bene i requisiti professionali (qualifica di estetista e corso di specializzazione sulle tecniche di lash art) indispensabili per l’esercizio dell’attività e lasciati affiancare dai migliori esperti per la gestione degli adempimenti necessari per iniziare. Con Fiscozen, sia l’apertura della Partita IVA da ciglista, sia l’invio della ComUnica e tutti gli altri passaggi ti costano soltanto 200 euro. Cosa aspetti a partire per il verso giusto? Contattaci subito!

Questo articolo ti è stato utile? Lascia una valutazione