Se stai pensando di aprire Partita IVA come consulente web marketing, sei capitato nel posto giusto!

Il web marketing è un settore in forte crescita, nel quale tanti giovani (e non solo) hanno trovato buone opportunità di lavoro e carriera. Si tratta di un mondo in continua evoluzione, che richiede doti – o meglio skills – trasversali: oltre alla ovvia conoscenza delle tecniche di comunicazione onlinedigital marketing, è importante possedere una certa flessibilità, attitudine al confronto, curiosità verso le nuove tendenze della Rete e, non ultima, una buona dose di creatività. Ma non è tutto: per proporre i tuoi servizi alle imprese che desiderano accrescere la propria visibilità sul web e, dunque, lavorare come freelancer, dovrai aprire Partita IVA.

E noi siamo qui per spiegarti, passo dopo passo, come fare e quali opzioni scegliere per partire per il verso giusto!

Consulente di web marketing: chi è?

Sono tante le professioni digitali nate negli ultimi anni, tra queste anche il consulente di web marketing.

È un professionista che deve avere una buona cultura generale, abbinata a competenze specifiche nell’ambito del marketing applicato al web. Se hai deciso di avviare un’attività del genere, allora sappi che dovrai apprendere le tecniche di comunicazione e conoscere i canali più adatti per promuovere servizi, informazioni e prodotti.

La tua attività sarà, infatti, volta a far crescere i tuoi clienti in quanto a popolarità e credibilità online. A creare una community affiatata tramite i principali social network. E, come obiettivo finale, ad incrementare le vendite e, dunque, il volume d’affari delle imprese. Come? Utilizzando tutti gli strumenti messi a disposizione dalla Rete!

Inoltre, dovrai aprire Partita IVA come consulente web marketing per poter fatturare legalmente i tuoi introiti e versare tasse e contributi previdenziali. Non preoccuparti, perché si tratta di un’operazione semplice e gratuita!

Partita IVA da consulente web marketing: come aprire?

Il consulente web marketing è una figura che, nella stragrande maggioranza dei casi, lavora come freelancer. O, per essere più precisi, come libero professionista. In altre parole, per prestare i suoi servizi ad aziende, personaggi pubblici, artisti, o altri professionisti che necessitano di promuoversi online, ed essere in regola con la legislazione italiana, dovrà dotarsi di una Partita IVA ed emettere fattura per regolarizzare i compensi ricevuti.

Questa decisione è, di fatto, imprescindibile perché, anche se le persone ti diranno che potrai optare per la prestazione occasionale, questa non è una reale alternativa alla Partita IVA. Infatti, lavorare con prestazione occasionale penalizza la tua attività e non ti permette di prendere il volo, visto che non potrai pubblicizzare ciò che fai e trovare, quindi, nuovi clienti. Ma il principale motivo per cui non puoi utilizzare la prestazione occasionale è che quest’ultima è compatibile soltanto con lavoretti saltuari o con singole collaborazioni di breve durata. Perciò, se intendi svolgere la professione di consulente web marketing in maniera abituale e continuativa, a prescindere dai tuoi incassi, dovrai rivolgerti ad un esperto in materia fiscale per aprire la tua Partita IVA!

Questa scelta, comunque, alla lunga si rivela più conveniente della prestazione occasionale. Sai come mai? Perché, invece di applicare una ritenuta d’acconto pari al 20% su tutti i compensi ricevuti da aziende italiane – che costituiscono il 99,9% dei tuoi clienti! – adottando il regime forfettario potrai versare solamente un’imposta sostitutiva, con aliquota al 15% sul reddito imponibile (e, quindi, non sull’intero fatturato). Per di più, se sei in linea con i requisiti di una start-up, l’aliquota si riduce fino al 5% per i primi cinque anni di attività. Interessante, no?

Se vuoi sapere di più sul regime forfettario e conoscere tutti i suoi vantaggi, o se hai bisogno di una consulenza per decidere se aprire o meno la tua Partita IVA da consulente web marketing, rivolgiti a Fiscozen!

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Inquadramento fiscale e contributivo

Il regime forfettario è stato ideato dallo Stato Italiano per agevolare i professionisti e la piccola imprenditoria, sia grazie ad una tassazione ridotta al 15%, sia per via di molti altri vantaggi. Ma chi può accedere a questo regime?

Innanzitutto, sappi che non esistono limiti di età, bensì solamente di reddito. In altri termini, per poter usufruire del regime forfettario, non dovrai superare la soglia limite che, nel 2019, è stata innalzata fino a 65.000 euro.

Dal 2020, tuttavia, nuovi limiti sono stati istituiti per l’accesso e il mantenimento di questo regime:

  • Limite compensi da lavoro dipendente o assimilati: max 30.000 euro
  • Limite di spesa per eventuali impiegati o collaboratori: max 20.000 euro

In compenso, se farai attenzione a tutti i requisiti attualmente vigenti, potrai operare in franchigia IVA (offrendo, dunque, i tuoi servizi ad un prezzo ridotto) e adoperare una “contabilità” più snella: non dovrai registrare le fatture emesse, ma solo conservarle e numerarle con ordine progressivo. E, a differenza dei consulenti che si avvalgono di altri regimi, non sarai tenuto a passare obbligatoriamente alla nuova fatturazione elettronica, né a svolgere adempimenti fiscali e burocratici come gli studi di settore, la dichiarazione IVA, l’esterometro, ecc..

La tassazione, però, non è l’unico aspetto da considerare per fare una previsione delle spese. Difatti, come tutti i professionisti, anche il consulente web marketing è tenuto a versare i suoi contributi previdenziali.

Nello specifico, non facendo riferimento ad un Ordine Professionale con relativa Cassa, dovrà iscriversi alla Gestione Separata INPS, che racchiude tutte quelle professioni nate di recente e/o non soggette a regolamentazioni.

La Gestione Separata INPS prevede una contribuzione proporzionale al volume d’affari prodotto: l’aliquota, per l’anno in corso, è pari al 25,72% e si applica, anch’essa, sul reddito imponibile (vale a dire sul 78% del tuo fatturato).

Previsione tasse e contributi per consulente web marketing

Come abbiamo anticipato più volte, nel regime forfettario l’imposta sostitutiva non si calcola direttamente sul fatturato totale, ma solo su una determinata percentuale di esso, detta reddito imponibile, che cambia a seconda del Codice ATECO associato alla Partita IVA. Nel caso del consulente web marketing, che adotta il codice 70.22.09, questa “porzione” è pari al 78%, mentre il restante 22% viene dedotto forfettariamente per le spese.

Dunque, alla luce di tutto ciò, quanto dovrai versare per le tasse e i contributi previdenziali?

Facciamo insieme alcuni esempi.

Marco, consulente web marketing, 38 anni

  • Fatturato complessivo: 30.000 euro
  • Reddito imponibile (78%): 23.400 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 3.510 euro
  • Contributi previdenziali (25,72%): 6.018 euro

Daniele, consulente web marketing, 29 anni

  • Fatturato complessivo: 20.000 euro
  • Reddito imponibile (78%): 15.600 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 2.340 euro
  • Contributi previdenziali (25,72%): 4.012 euro

Sara, consulente web marketing, 41 anni

  • Fatturato complessivo: 25.000 euro
  • Reddito imponibile (78%): 19.500 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 2.925 euro
  • Contributi previdenziali (25,72%): 5.015 euro

Conclusioni

Come hai potuto notare, leggendo questo articolo, aprire Partita IVA come consulente web marketing comporta meno spese e oneri di quanto non si pensi comunemente. Bisogna organizzarsi, certo, ma con gli strumenti giusti e l’assistenza di una figura esperta, la gestione dell’attività diventa semplice ed economica.

In particolare, per risparmiare tempo e denaro, puoi scegliere Fiscozen: un servizio di assistenza fiscale online innovativo, facile ed economico, che ti offre supporto completo e costante a soli 299 euro + IVA.

Inoltre, potrai monitorare l’andamento del tuo fatturato, conoscere le prossime scadenze e ricevere previsioni precise ed aggiornate delle tue imposte e dei tuoi contributi previdenziali. Passa subito a Fiscozen!

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