Il web marketing è un settore in costante crescita. Se anche tu hai deciso di avviare la tua attività da consulente in questo ambito, continua a leggere. Ti spiegheremo, infatti, come aprire Partita IVA da consulente web marketing e ti forniremo una previsione di spesa per i primi tre anni della tua nuova professione.

Consulente di web marketing: chi è e cosa fa

Sono tante le professioni digitali nate negli ultimi anni, tra queste anche il consulente di web marketing. È un professionista che deve avere una preparazione trasversale e competenze specifiche nell’ambito del marketing applicato al web. Se hai deciso di avviare un’attività del genere, allora sappi che dovrai conoscere tutte le tecniche di comunicazione e i canali più adatti per promuovere servizi, informazioni e prodotti. Le tue attività dovranno affinare l’immagine professionale e aziendale in rete, migliorando la comunicazione con i clienti e aumentando il volume di affari. Come? Con tutto quello che il web ti mette a disposizione.

Inoltre, dovrai aprire Partita IVA da consulente web marketing per poter fatturare legalmente i tuoi introiti e versare i contributi previdenziali. Non preoccuparti, perché si tratta di un’operazione semplice e gratuita.

La formazione dei consulenti di web marketing

Se hai quindi deciso di aprire Partita IVA da consulente web marketing avviando così la tua attività allora dovrai non soltanto conoscere il web in generale e le tecniche di marketing più diffuse. Dovrai specializzarti nello studio dei messaggi di advertising, della SEO e della SEM. Dovrai conoscere, anche se non approfonditamente, la grafica e il design dei siti web, affinché il tuo lavoro poggi su basi solide e cresca nell’immediato futuro.

Aprire partita IVA consulente web marketing

Per avviare la tua attività professionale inizia con il piede giusto: dovrai aprire Partita IVA da consulente web marketing. Questa è una decisione imprescindibile perché, anche se le persone ti diranno che potrai optare per la prestazione occasionale, questa non è una reale alternativa alla Partita IVA. Infatti, lavorare con prestazione occasionale penalizza la tua attività e non ti permette di prendere il volo, visto che non potrai pubblicizzarti e trovare quindi nuovi contratti. Decidendo di aprire Partita IVA da consulente web marketing, potrai anche pagare meno tasse rispetto alla prestazione occasionale, se consideri che con il nuovo regime forfettario pagherai solo il 5% di imposta sostitutiva, contro il 20% di ritenuta d’acconto della prestazione occasionale!

È vero che con la Partita IVA non si paga solo l’imposta sostitutiva ma anche la contribuzione previdenziale e questo alza i costi di gestione, ma i contributi previdenziali sono un investimento per il futuro, che ti verrà restituito quando andrai in pensione.

Vuoi sapere come aprire partita IVA da consulente di web marketing?

Compila il modello sottostante e un esperto consulente fiscale di Fiscozen ti contatterà per fornirti tutte le informazioni necessarie per dare inizio alla tua nuova attività.

 

Gestione separata INPS e regime forfettario

Il regime fiscale forfettario è stato ideato dallo Stato italiano per agevolare la piccola imprenditoria, in quanto è prevista una sola contribuzione pari al 5% nei primi cinque anni e del 15% negli anni successivi. Non esistono limiti di età per poter usufruire di questo regime fiscale. Nel regime forfettario non dovrai mai superare una soglia di reddito annuo che, per l’anno 2019, è stata innalzata fino a 65.000 euro (contro i 30.000 del 2018).

Dovrai, poi, scegliere il tuo Codice ATECO che, per laPartita IVA da consulente web marketing, è: 70.22.09.

Dovrai aggiungere anche la Gestione Separata INPS, la cassa previdenziale di chi non fa riferimento a un Ordine Professionale, come nel tuo caso e in tanti altri (dalle nuove professioni digitali all’igienista dentale, per intenderci).

La Gestione Separata INPS prevede una contribuzione a percentuale sui ricavi annui, che per il 2018 è del 25,72%. Tutti ti diranno che sostenere i costi della contribuzione previdenziale è dura, soprattutto quando non si fattura, ma non è così perché la Gestione Separata è da pagare solo nel caso in cui effettivamente incassati!

Quante tasse si pagano?

Partiamo da una considerazione, che poi è anche una delle caratteristiche del regime forfettario. L’imposta sostitutiva non è da calcolare sul reddito ma su una determinata percentuale, detta reddito imponibile, che cambia in base all’attività professionale. Nel tuo caso è del 78%. Non potrai dedurre alcuna spesa, ma lo Stato ha comunque previsto la possibilità di dedurre una quota forfettaria di spesa (per i professionisti è pari al 22%).

Quindi quanto paghi?

Guarda la tabella sottostante, il primo anno non risultano tasse da pagare solo perché in Italia vige il metodo storico. Quindi, per capirci meglio, nel secondo anno di attività pagherai le tasse per il tuo primo anno e l’acconto per l’anno in corso. Nella tabella tutto sarà più chiaro:

I°ANNO II°ANNOIII° ANNO
Ricavo Annuo

8.000 €

12.000 €16.000 €
Reddito lordo – Coefficiente di Redditività (78%)6.240 €9.360 €

12.480 €

Gestione Separata INPS/1.604,9 €

Saldo Previdenza
I anno

+

1.283,9 €

Acconto II anno

(2.407,4 – 1.283,9)

1.123,5 €

Saldo Previdenza
II anno

+

1.925,9 €

Acconto III anno

Reddito Imponibile6.240 €6.471 €
(Lordo-INPS)

9.431 €

(Lordo-INPS)

Imposta Sostitutiva (5%)/312 €

Saldo Imposta
I anno

+

312 €

Acconto II anno

(323,6 – 312)

11,60 €

Saldo Imposta
II anno

+

323,6 €

Acconto III anno

Totale Tasse e contributi0 €3.513 €3.384 €

Cosa aspetti? Chiedi una consulenza gratuita a Fiscozen e scopri il nostro innovativo servizio che ti assiste sempre, tramite chat, mail o telefono, risolvendo tutti i tuoi dubbi e rendendo serena la gestione della tua nuova attività!

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