Esiste una Partita IVA per cuoco a domicilio? Se sì, quanto costa aprirla e quante tasse si pagano?

Sei stanco di lavorare come chef alle dipendenze di qualcuno? Sai che esiste la possibilità di essere freelance anche nel mondo della ristorazione? Diventa anche tu un freelance e apri la tua Partita IVA per cuoco a domicilio!

Essere chef a domicilio: nessun obbligo e tanta varietà

Non vuoi più essere alle dipendenze di altri? Ritieni che il modo migliore di lavorare sia quello da freelance?

Oggi c’è la risposta a tutte queste tue domande grazie alla nascita e alla crescita della professione del cuoco a domicilio. Lo chef a domicilio cucina direttamente a casa dei clienti, che prenotano una cena acquistando un menù direttamente dal cuoco o da siti internet che fanno da intermediari.

Ma attenzione: dovrai aprire Partita IVA per cuoco a domicilio per svolgere l’attività in piena regola!

Come diventare cuoco a domicilio

L’attività di cuoco a domicilio in Italia è relativamente recente: per questo potrebbe risultare una scelta strategica per te, poiché saresti tra i primi a farlo! È questa la soluzione perfetta se nella tua vita hai già lavorato come cuoco professionista e sai come si lavora per preparare un pranzo o una cena contemporaneamente a più persone. Questo non è da poco, perché bisogna imparare a fare la spesa, dosare gli ingredienti e avere una buona base di conoscenza delle ricette, per poter rispondere al meglio alle svariate richieste dei clienti. Per questo diventare cuoco a domicilio significa innanzitutto avere esperienza nel mondo della ristorazione, oltre ad avere una spiccata passione e professionalità nella preparazione di piatti che risalgono alla tradizione e menù.

Come lavora il cuoco a domicilio?

Il cuoco a domicilio lavora direttamente a casa dei clienti, i quali decidono di ospitare in casa propria un pranzo, una cena o un evento di qualsiasi tipo. Il cuoco viene contattato direttamente dal cliente e si prendono accordi circa il giorno di lavoro e il tipo di menù. Il preventivo risponderà alle esigenze di spesa per la preparazione del menù e anche al compenso che percepirà direttamente il cuoco. Il cuoco si accerta anche del tipo di attrezzatura in possesso del cliente, così da non essere impreparato al momento della preparazione.

Partita IVA da cuoco a domicilio: cosa serve?

Per essere un cuoco a domicilio libero professionista dovrai rispettare ottenere alcuni permessi. Innanzitutto dovrai avere l’abilitazione per la somministrazione di cibi e bevande. I corsi si tengono presso: Camera di Commercio, Confesercenti e Confcommercio o in strutture private riconosciute. Dovrai, poi, partecipare al corso per alimentaristi, presso l’Asl di competenza territoriale, per conoscere tutte le norme igienico-sanitarie del settore.

Infine, occorre iscriversi alla Camera di Commercio e aprire Partita IVA per cuoco a domicilio.

Vuoi sapere cosa bisogna fare per aprire partita IVA?

Compila il modello sottostante e verrai ricontattato dai consulenti fiscali di Fiscozen, che ti spiegheranno come aprire Partita IVA per cuoco a domicilio.

 

Aprire partita IVA da cuoco a domicilio: regime forfettario come prima scelta

Scegliere di aprire Partita IVA per cuoco a domicilio significa aver preso la decisione migliore. Grazie alla regolarità fiscale, infatti, avrai la possibilità di fare pubblicità, aprire un sito web che parla della tua attività e cercare i clienti senza aspettare che siano loro a venire da te! Esiste, inoltre, un regime fiscale che ti permetterà di avviare la tua attività da cuoco libero professionista a domicilio risparmiando sulle tasse. Si tratta del regime forfettario, un regime fiscale agevolato che lo Stato Italiano ha messo a disposizione dei contribuenti dal 2016.

Grazie al regime forfettario pagherai solo il 5% di imposta sostitutiva nei primi cinque anni di attività e il 15% negli anni successivi. Non ci saranno per te altre spese legate alla tua partita IVA da cuoco a domicilio, se non quelle strettamente legate alla tua attività ossia la previdenza e l’INAIL. Il principale requisito per poter usufruire del regime forfettario consiste nel non superare una determinata soglia di incasso annuo che, per l’anno 2019, è stata innalzata fino a 65.000 euro (oltre il doppio, rispetto ai 30.000 dello scorso anno). Esistono, poi, altre cause di esclusione dal regime forfettario, delle quali abbiamo già parlato in questo articolo dedicato.

Una volta aperta la Partita IVA per cuoco a domicilio, dovrai scegliere il tuo Codice ATECO. Da esso dipende una seconda – e fondamentale – caratteristica del regime forfettario: il coefficiente di redditività. In questo regime fiscale, infatti, non è possibile dedurre alcuna spesa dell’attività lavorativa, ma lo Stato ha definito comunque un importo forfettario di spesa da poter dedurre, anche in caso in cui i costi non siano stati realmente effettuati. Di conseguenza, le tasse e i contributi saranno calcolati sul tuo reddito imponibile, ovvero sul reddito lordo, meno la percentuale forfettaria per le spese che, nel caso della Partita IVA per cuoco a domicilio, è pari al 22%.

Contributi previdenziali per cuoco a domicilio e apertura partita IVA da cuoco

Se decidi di aprire Partita IVA per cuoco a domicilio, la tua attività sarà categorizzata come attività commerciale e, quindi, come ditta individuale. Dovrai quindi aprire Partita IVA, iscriverti alla Camera di Commercio, consegnare la SCIA per l’inizio dell’attività, iscriverti all’INAIL, ecc.. Per tutti questi passaggi ricorda che c’è sempre Fiscozen, che risolve tutte queste cose al posto tuo, così tu potrai lavorare senza pensieri!

Ricorda, inoltre, che in Italia è obbligatorio il versamento dei contributi previdenziali, e che quindi dovrai versare i contributi alla Gestione INPS commercianti. Questa cassa previdenziale prevede il versamento di contributi minimali fissi e contributi variabili in base al reddito. Se tale reddito non supera i 15.710 € annui, pagherai solo i contributi minimali, che sono pari a 3.791,98€. Tutto quello che supera la soglia minimale dovrà essere calcolato con un’aliquota variabile che, per il 2019, è pari al 24%. Se hai meno di 21 anni, pagherai 3.320,68€ per i contributi minimali e il 21% di aliquota sull’eccedenza del reddito imponibile minimale. Sappi, inoltre, che esiste una riduzione del 35% sui contributi previdenziali per coloro che aderiscono al regime forfettario. Questa riduzione è importante, perché i contributi minimali dovranno essere versati indipendentemente dai ricavi della tua attività.

Ma quanto paga effettivamente chi decide di aprire partita IVA da cuoco a domicilio?

Ecco una previsione di spesa per i primi tre anni di attività per un cuoco a domicilio di 25 anni che rientra nella categoria delle ditte individuali, nel regime forfettario, con la riduzione del 35%:

I°ANNO

II°ANNO

III° ANNO

Ricavo Annuo

20.000 €

25.000 €

30.000 €

Reddito lordo 

Coefficiente di Redditività (78%)

15.600 €

19.500 €

23.400 €

Gestione INPS artigiani e commercianti (minimali)

2.464,79 €

previdenza I anno

2.464.79 €

Previdenza II anno

2.464,79 €

Previdenza III anno

Contributi Variabili 24,09%

\

Eccedenza I anno

0 €

Eccedenza II anno

(3.790 €)

594,45 €

Reddito Imponibile

13.135,18 €

(Lordo – INPS)

17.035,18 €

(Lordo-INPS)

20.341,73 €

(Lordo-INPS)

Imposta Sostitutiva (5%)

0

656 €

Saldo I anno

+

656 €

Acconto II anno

(851,75 -656)

195,75 €

Saldo II anno

+

851,75 €

Acconto III anno

Totale Tasse e contributi

2.464,79 €3776,79 €

4.106,74€

A questa spesa va aggiunta anche l’INAIL che varia in base alla tipologia di attività lavorativa. Puoi chiedere maggiori informazione e una consulenza gratuita a Fiscozen tramite chat e consulenti fiscali esperti sapranno indirizzarti verso la giusta scelta e verso il giusto regime fiscale per la tua attività!

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