Sei uno sviluppatore software e hai deciso di metterti in proprio? Allora dovrai aprire partita IVA da sviluppatore software e oggi ti spieghiamo come risparmiare sulle tue tasse grazie al regime forfettario.

Chi è lo sviluppatore software?

Lo sviluppo tecnologico ha imposto prepotentemente sul mercato del lavoro nuove esigenze e nuove figure professionali. Internet è diventata una necessità, telefoni e computer sono sempre presenti nella nostra vita quotidiana e gli sviluppatori software cercano di realizzare strumenti utili per il lavoro ma anche per il divertimento.
Com è inquadrato fiscalmente uno sviluppatore software? Gli sviluppatori possono svolgere sia attività libero professionale che commerciale quando decidono di vendere a terzi le applicazioni che realizzano. Se sei uno sviluppatore software e oltre a creare le applicazioni le vendi direttamente all’utente finale, allora sei un commerciante e rientri in una categoria professionale diversa da coloro che si occupano solo di sviluppare per conto terzi. Oggi però vogliamo parlare della fiscalità di coloro che decidono di aprire partita IVA da sviluppatori liberi professionisti.

Aprire partita IVA da sviluppatori liberi professionisti

Il codice ATECO che identifica l’attività lavorativa degli sviluppatori è il 62.01.00. In questo codice rientrano tutti coloro che si occupano di programmazione di software personalizzato. Il Codice ATECO è una combinazione di numeri e lettere che permette di categorizzare le attività lavorative. Questa classificazione deve essere segnalata al momento di aprire partita IVA ed è fondamentale nel regime forfettario.

Il regime forfettario per sviluppatori software

Aprire partita IVA da sviluppatore software non deve spaventarti perché esiste un regime agevolato che ti permetterà di risparmiare sulle tasse. Si tratta del regime forfettario, che prevede una contribuzione del 5% del reddito netto nei primi cinque anni di attività e del 15% negli anni successivi. Per poter usufruire del regime forfettario è necessario rispettare un limite annuo di reddito che per gli sviluppatori è di 30.000€. Il limite annuo di reddito è diverso per ogni attività lavorativa così come classificate dal codice ATECO, ecco perché questo è un dato importante. La seconda caratteristica del regime forfettario è che non è possibile dedurre spese, lo Stato ha già definito un forfettario di spesa che dipende dalla attività lavorativa e che viene dedotto in ogni caso. Nel tuo caso, che hai deciso di aprire partita IVA da sviluppatore software, il coefficiente di redditività è del 67%. Questo significa che lo Stato ha definito per te la possibilità di dedurre un forfettario di spese pari al 33%, anche se non le avrai effettivamente sostenute.

Gestione separata INPS per sviluppatori software

Oltre all’imposta sostitutiva del regime forfettario ci sono da considerare anche i contributi previdenziali. In italia è obbligatorio iscriversi alla cassa di previdenza, che per gli sviluppatori software è la gestione separata INPS. Questa prevede una contribuzione in percentuale sul reddito pari al 25,72%. Questa è l’unica spesa che potrai portare in deduzione, quindi sappi che la tua imposta sostitutiva sarà calcolata sul reddito netto meno i contributi previdenziali. Vediamo più nel dettaglio con un esempio.

I anno

II anno

III anno

Ricavi annui

20.000 €

25.000 €

30.000 €

Reddito Netto (67%)

13.400 €

16.750 €

20.100 €

INPS GS 25,72%

0 €

3.446,5 €

Saldo Contributi INPS I anno

+

2.757,2 €

Acconto II anno

(4308,1 – 2.757,2 )

= 1550,9 €

Saldo Contributi INPS
II anno

+

3446,5 €

Acconto III anno

Reddito Imponibile

13.400 €

10.546 €

15.103 €

Imposta Sostitutiva (5%)

0 €

670,00 €

Saldo I anno

+

670,00 €

Acconto II anno

(527,3-670,00)=

-142,7 €

Saldo II anno

+

527,3 €

Acconto III anno

TOT

0 €

7.543,7 €

5.382 €

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