Il mercato del lavoro ha visto nascere, di recente, una varietà di professioni che, fino a solo qualche decennio fa, non avrebbero mai potuto vedere la luce. Una di queste è il deejay, colui che seleziona i brani musicali in radio o agli eventi e ci fa ballare fino a tarda sera: per lavorare in questo campo, occorre avere la Partita IVA per deejay che, come vedremo, è lo strumento fiscale necessario per dichiarare i propri introiti e versare imposte e contributi.

In questo articolo vi spiegheremo, dunque, come aprire la Partita IVA per deejay, quali sono i passaggi e gli adempimenti necessari e quali sono i costi da affrontare per avviare un’attività commerciale in questo ambito.

Se già da tempo stai pensando di trasformare la passione per la musica in un lavoro a tutti gli effetti, qui troverai le informazioni che servono per muovere i primi passi verso l’apertura della Partita IVA per deejay.

Ecco tutto ciò che devi sapere!

Professione deejay!

Accanto al musicista e al cantante, c’è un’altra figura che si sta velocemente affermando nel mondo della musica: il deejay. Un professionista a pieno titolo, che utilizza una particolare attrezzatura per selezionare i brani e animare eventi, trasmissioni radiofoniche, ecc.: stiamo quindi parlando di un freelance, al pari del web designer o della make-up artist, che gestisce autonomamente la propria attività e non può fare a meno della Partita IVA.

La Partita IVA per deejay è, infatti, necessaria per svolgere questa professione in maniera regolare e continua. Ad esempio, se collabori da tempo con un’emittente radio o con un locale notturno, avrai bisogno di essa per fatturare e dichiarare i tuoi incassi. Nonostante anche i musicisti possano effettuare prestazioni occasionali, rilasciando una ricevuta non fiscale, questo metodo è valido soltanto per singole commissioni. Dunque, se ti capita di suonare un paio di volte all’anno, non avrai bisogno di aprire la Partita IVA per deejay. Tuttavia, se la tua attività diventa un lavoro fisso, con un numero crescente di clienti e vari appuntamenti durante la settimana, dovrai metterti in regola.

Ad ogni modo, non preoccuparti: l’apertura della Partita IVA per deejay è assai più semplice del previsto!

Partita IVA per deejay: come aprire?

Se hai deciso di aprire la Partita IVA per deejay, sarai certamente preoccupato per i costi iniziali.

Ebbene, ti rassicuriamo subito: l’apertura della Partita IVA non ha costi e può essere effettuata online con Fiscozen. Ciò che ti occorre è soltanto il supporto di una figura esperta – come, appunto, un nostro consulente – che possa assisterti nei passaggi che ora ti spiegheremo. Come vedremo, infatti, durante questa prima fase è importante non commettere errori, poiché dalla correttezza delle tue scelte dipenderà l’andamento dell’attività!

1. Aprire Partita IVA per deejay

Per aprire la Partita IVA per deejay, hai dinanzi a te due strade: rivolgerti ad un commercialista, che ti chiederà una piccola quota per il servizio, oppure scegliere Fiscozen, che la aprirà per te gratuitamente e ti assisterà in tutti i passaggi. Una volta effettuata l’operazione, potrai iniziare da subito a fatturare e svolgere la professione di DJ!

2. Scegliere il Codice ATECO

La scelta del Codice ATECO per deejay è un passaggio di grande rilevanza. Ogni Partita IVA è associata ad un codice – che stabilisce il tipo di attività svolta (ad es. psicologo o infermiere). Da esso dipendono aspetti molto importanti, anche a livello fiscale, come la percentuale che potrai detrarre dal fatturato lordo per le spese.

Nel tuo caso, per svolgere correttamente la professione di deejay, dovrai utilizzare il seguente codice:

  • 90.01.09 – Altre rappresentazioni artistiche.

Questo Codice ATECO per deejay ti permette di esibirti in pubblico, negli eventi privati, in radio e dove vuoi.

3. Scegliere il regime fiscale

Dopo il Codice ATECO, anche il regime fiscale ricopre un’importanza a dir poco capitale per il tuo futuro.

Attualmente, la scelta ricade tra regime ordinario e regime forfettario, che rappresenta l’opzione più favorevole per chi ha un reddito inferiore a 65.000 euro. I forfettari sono, infatti, esonerati da un’ampia gamma di obblighi, utilizzano una contabilità “semplificata”, non applicano l’IVA in fattura e pagano una quota molto bassa di imposte.

Il principale vantaggio del regime forfettario consiste, infatti, nel versamento di un’unica imposta sostitutiva, che cioè prende il posto dei vari tributi, come IRPEF e IRAP. L’aliquota applicata è molto accessibile: si parla, infatti, del 15% sul reddito imponibile (ovvero il fatturato lordo, meno una percentuale fissa per le spese, pari al 22%). Inoltre, per i primi cinque anni, a partire dall’apertura della Partita IVA per deejay, l’aliquota si riduce fino al 5%!

Con il regime forfettario hai anche un altro importantissimo vantaggio: puoi operare al di fuori del campo IVA. Cosa significa in parole semplici? Che, a differenza dei “colleghi” ordinari, non dovrai aggiungere alle tue tariffe il 22% per l’Imposta sul Valore Aggiunto: se un tuo dj-set costa 100 euro, fatturi 100 euro e null’altro. Di conseguenza, potrai mantenere costi più bassi rispetto alla concorrenza e avrai modo di affermarti per i tuoi prezzi competitivi.

Ulteriori vantaggi del regime forfettario per deejay sono:

  • esonero da studi di settore, esterometro, ecc.;
  • esonero dall’uso della fatturazione elettronica;
  • contabilità semplificata, ecc..

Chi può accedere al regime forfettario? Innanzitutto, coloro che non superano i 65.000 euro di fatturato annuo. Una volta sforata questa soglia, difatti, si passa automaticamente al regime ordinario, a partire dall’anno successivo.

Ulteriori requisiti d’accesso? Dovrai avere la residenza in Italia (in alternativa, dovrai produrre almeno il 70% del fatturato sul territorio nazionale). Inoltre, fai attenzione alle cause di esclusione dal forfettario, in particolare quelle che riguardano il possesso di società o associazioni, nonché le norme inerenti al controllo di S.r.l. dello stesso settore.

Per approfondire questo tema ed essere certo di rientrare nei requisiti per il regime forfettario per deejay, compila il seguente form e richiedi una consulenza ai nostri esperti. Riceverai assistenza per l’apertura gratuita della tua Partita IVA e potrai contare su un supporto costante, da parte di uno specialista, per l’avvio della tua attività.

4. Contributi pensionistici

Infine, in fase di apertura della Partita IVA per deejay, dovrai regolarizzare anche la tua posizione a livello previdenziale. Che significa? Innanzitutto, dovrai iscriverti alla tua Cassa Previdenziale di pertinenza, per poter versare annualmente i contributi e avere diritto al trattamento pensionistico. La Cassa di riferimento è la stessa per tutti i “professionisti della musica”: dal compositore di classica al pianista jazz, dalla cantante soprano al deejay!

Stiamo parlando dell’ex-EMPALS, cui fanno capo tutti i musicisti/produttori, e che prevede tre versamenti:

  • Contributo: 33% del compenso, di cui il 9,19% a carico del deejay (da indicare in fattura o nella ricevuta per prestazione occasionale, trattenuto dal committente) ed il 23,81% a carico del committente;
  • Contributo di solidarietà: pari al 5% del compenso stabilito, per il 50% a carico del deejay e il rimanente 50% a carico del committente (solo per compensi giornalieri superiori ad € 300,07);
  • Contributo aggiuntivo: a carico del deejay, pari all’1% della parte di compenso eccedente € 137,95.

Partita IVA per deejay: quali sono i costi?

Alla luce di quanto abbiamo visto, quali sono i costi di una Partita IVA per deejay? Facciamo un po’ di chiarezza.

  1. Imposte: se possiedi i requisiti per il regime forfettario, verserai soltanto il 5% di imposte sul tuo reddito imponibile (ovvero il fatturato lordo, meno il 22% per le spese sostenute) o, a partire dal sesto anno, il 15%.
  2. Contributi: i contributi del deejay, e in generale del musicista, si ripartiscono tra committente e lavoratore, secondo le modalità che abbiamo indicato poco prima (la tua quota si aggira, in totale, intorno al 12-13%).
  3. Commercialista: per adempiere agli obblighi fiscali, come presentare la dichiarazione dei redditi e versare imposte e contributi, ti occorre un professionista al tuo fianco. Il costo di un commercialista può risultare molto alto, specialmente per chi è soltanto agli inizi e non ha un volume d’affari particolarmente consistente.

Come risparmiare, dunque, su questi costi? Scegliendo un servizio online ed economico come Fiscozen!

Sei un deejay? 5 motivi per passare a Fiscozen!

Se sei un deejay con Partita IVA, ecco cinque buoni motivi per scegliere Fiscozen al posto del commercialista.

  1. Risparmio: aderendo a Fiscozen paghi molto meno e hai diritto agli stessi servizi fiscali di uno studio.
  2. Semplicità: utilizzare Fiscozen è facile e intuitivo, grazie ad una piattaforma semplice nelle sue funzioni e ad un utile servizio di assistenza telefonica e in chat, con operatori sempre pronti per qualsiasi dubbio o esigenza.
  3. Controllo: puoi accedere al profilo Fiscozen da qualsiasi luogo e dispositivo, per avere tutto sotto controllo.
  4. Tecnologia: se stai facendo uno show fuori dall’Italia, non devi rientrare, né recarti dal commercialista, per firmare documenti, perché puoi svolgere tutto con un semplice PC, attraverso una sezione apposita online.
  5. Globalità: con Fiscozen sei assistito in tempo reale da specialisti e su qualsiasi aspetto della fiscalità.
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