Se per te è arrivato il momento di aprire la Partita IVA per estetista, questo articolo fa esattamente al caso tuo.

L’apertura della Partita IVA costituisce un momento di passaggio, una scelta importante per il nostro futuro professionale ed economico. Tuttavia, non occorre lasciarsi intimorire: come vedremo meglio in seguito, è tutto più semplice del previsto e anche i costi e gli adempimenti sono meno onerosi di quanto tu possa immaginare.

Dunque, vediamo insieme come aprire la Partita IVA per estetista, quali spese dovrai affrontare, in termini di imposte e contributi INPS, e come fare per metterti in proprio e dare inizio alla tua nuova attività.

Come diventare estetista?

La professione di estetista è sempre più richiesta, in Italia come all’estero. Per chi sogna una carriera nel mondo dell’estetica, le opportunità sono tante e molto interessanti: occorre, però, possedere i giusti titoli e requisiti.

Innanzitutto, per svolgere legalmente l’attività di estetista, è necessario conseguire l’apposita qualifica professionale, valida a livello nazionale ed europeo. Come? Frequentando un corso di formazione, come quelli organizzati annualmente presso enti pubblici e scuole private riconosciute, e superando l’esame conclusivo.

Al termine del corso biennale, è possibile seguire un ulteriore corso di specializzazione, della durata di un anno.

Una volta ottenuta la qualifica da estetista (o estetista specializzata), potrai finalmente metterti a lavorare in proprio o trovare impiego presso un centro estetico, un salone di parrucchieri, una SPA, un hotel e via di seguito.

Se la strada che hai scelto è quella del “lavoro autonomo”, non appena l’attività diventerà abituale, dovrai aprire la Partita IVA per estetista. Soltanto così potrai operare legalmente ed essere in regola con il fisco italiano.

Vediamo, dunque, come aprire la Partita IVA per estetista e qual è il momento giusto per fare questo passo!

Quando aprire la Partita IVA per estetista?

Se hai conseguito da poco la qualifica di estetista e non hai ancora una clientela stabile, il nostro consiglio è di fare esperienza nel settore, lavorando presso un centro estetico o un salone già avviato. In questo modo, piano piano, potrai acquisire le conoscenze giuste e, non appena ti sentirai pronta, decidere di metterti in proprio.

Difatti, per questo genere di attività – come l’estetista, ma anche il parrucchiere – non è possibile adottare il sistema della prestazione occasionale. Pertanto, se vorrai lavorare autonomamente, avviare uno studio o, nei casi in cui è consentito, esercitare a domicilio, dovrai necessariamente aprire Partita IVA come estetista.

Come fare? Semplice, te lo spiega Fiscozen!

Come aprire Partita IVA per estetista?

L’apertura della Partita IVA da estetista richiede la predisposizione e l’invio di una comunicazione telematica, chiamata “ComUnica”. Questa procedura serve ad informare sia l’Agenzia delle Entrate, sia tutti gli altri enti (INPS, INAIL, ecc.), dell’inizio della tua attività. Inoltre, contestualmente, verrai iscritta al Registro delle Imprese, nell’apposita sezione dedicata agli artigiani (e cioè l’Albo delle Imprese Artigiane). Quanto costa tutto ciò?

Procediamo passo dopo passo.

1. Aprire la Partita IVA da estetista online

“Quanto tempo occorre aspettare per avere la Partita IVA per estetista? E quanto mi verrà a costare?”

Se ti stai ponendo queste domande, sappi che l’apertura di una Partita IVA come ditta individuale (di tipo artigianale, come nel tuo caso, o commerciale) è leggermente più complessa rispetto all’iter previsto per chi esercita la libera professione. Per ridurre i tempi, evitare di commettere errori e, soprattutto, evitare di spendere cifre eccessive rivolgendoti ad un commercialista, puoi affidarti a Fiscozen. Con noi, infatti, puoi aprire Partita IVA come estetista ed effettuare tutti gli adempimenti necessari, inclusa la “ComUnica”, a soli 200 euro + IVA!

Contattaci subito per richiedere una prima consulenza gratuita!

2. Codice ATECO per estetista: quale scegliere?

Il secondo step che dovrai affrontare riguarda la scelta del Codice ATECO per estetista.

Ogni attività economica viene, infatti, classificata da un codice che, nel tuo caso, potrà essere:

  • 96.02.02 (Servizi degli Istituti di Bellezza);
  • 96.02.03 (Servizi di Manicure e Pedicure).

La scelta del Codice ATECO influenzerà il tuo futuro fiscale e lavorativo; per questo motivo, è bene farti assistere da un esperto, come un commercialista o il tuo consulente Fiscozen, che saprà certamente consigliarti al meglio.

3. Regime forfettario per estetista: come funziona?

Il regime forfettario è, al momento, la scelta più vantaggiosa per le nuove Partite IVA con reddito fino a 65.000 euro. Si tratta di un regime fiscale “agevolato”, che prevede una tassazione – appunto – forfettaria, con aliquota fissa al 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni dall’apertura, ma solo per le start-up che possiedono i requisiti).

Inoltre, ti consente di operare in franchigia IVA: un vantaggio non indifferente per chi lavora in un settore particolarmente competitivo, come quello dell’estetica. Cosa significa? Che non dovrai applicare l’Imposta sul Valore Aggiunto sulle tariffe dei tuoi servizi, che pertanto risulteranno ben più appetibili per il tuo giro di clienti. Dunque, avrai maggiori chance di affermarti sul territorio e, in breve tempo, vincere la concorrenza di altre “colleghe”!

Altri vantaggi del regime forfettario sono:

  • l’utilizzo di una contabilità semplificata;
  • l’esonero da esterometro e studi di settore;
  • l’esonero dall’uso della fatturazione elettronica.

Come funziona il regime forfettario per estetista?

Come già detto, paghi soltanto il 15 o il 5% di imposte sul tuo reddito imponibile. Ovvero, sul tuo fatturato complessivo dell’anno di riferimento, meno una percentuale per le spese, che varia in base al Codice ATECO.

Nel tuo caso, il reddito imponibile equivale al 67% del tuo fatturato. Se, perciò, hai incassato 10.000 euro nel 2019, l’imposta sostitutiva verrà calcolata su 6.700 euro, mentre 3.300 euro saranno dedotti per le spese. Chiaro, no?

Chi può accedere al regime forfettario per estetista?

Possono accedere al regime forfettario per estetista tutti coloro che non superano i 65.000 euro di fatturato annuo e sono residenti in Italia (o, comunque, producono almeno il 70% del reddito sul territorio nazionale).

Dal 2019, infatti, il regime forfettario è stato ampliato da un massimo di 30.000 a 65.000 euro. Inoltre, sono venuti meno i precedenti limiti riguardanti l’acquisto di beni strumentali, mentre dal 2020 i compensi pagati a dipendenti o collaboratori non dovranno superare la soglia di 20.000 euro. In più, è stata inserita una limitazione relativa ai redditi da lavoro dipendente o assimilati (es. pensioni), che dovranno rimanere entro i 30.000 euro.

Ciò significa che potrai acquistare liberamente beni o attrezzature necessari per la tua attività di estetista ed avvalerti di eventuali impiegati, seppure facendo attenzione ai limiti sopra indicati. Altre cause di esclusione dal regime forfettario riguardano, invece, il possesso di quote societarie, il controllo di società a responsabilità limitata operanti nel tuo settore e i servizi resi in via prevalente nei confronti di ex datori di lavoro.

Pertanto, se sei in dubbio di rientrare o meno nei requisiti di accesso e in quelli di permanenza nel regime forfettario per l’anno 2020, contattaci e richiedi subito assistenza ad un consulente Fiscozen!

4. Contributi INPS per estetista

Passiamo, adesso, alla contribuzione: un aspetto essenziale, in quanto da essa dipende la tua pensione!

Come estetista freelance inquadrata come ditta individuale, dovrai iscriverti alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS, la quale prevede il versamento di un contributo fisso (pari a circa 3.800 euro), che non varia e va versato a prescindere dal reddito effettivamente prodotto. Inoltre, per gli artigiani che superano il reddito minimo indicato dall’INPS (che, per il 2020, è fissato a 15.953 euro), è previsto il pagamento di un altro contributo, che si calcola soltanto sulla parte eccedente, con aliquote al 24% e al 21,90% (per chi non ha compiuto 21 anni).

È possibile richiedere una riduzione dei contributi? Ebbene sì: un altro vantaggio del regime forfettario, descritto nel precedente paragrafo, consiste proprio nella possibilità di usufruire, facendo direttamente richiesta all’INPS, di un taglio pari al 35% su tutti i contributi (sia fissi che variabili).

Estetista o… titolare di un centro estetico?

Ricordiamo che, con la Partita IVA per estetista e con il relativo Codice ATECO, oltre a lavorare come freelance o in collaborazione con altre aziende, puoi anche pensare di aprire un centro estetico tutto tuo! Per farlo, dovrai presentare la SCIA in Comune, richiedere i permessi sanitari ed attrezzare il tuo locale a norma di legge.

Inoltre, se vivi al Sud, se hai meno di 35 anni o se percepisci un’indennità di disoccupazione, puoi usufruire di interessanti incentivi all’autoimprenditorialità. Un ulteriore passo verso la tua realizzazione professionale!

Conclusioni

Qualunque sia la strada scelta – lavorare a domicilio o collaborare presso un istituto di bellezza, oppure aprire un tuo studio di estetica – è importante avere al proprio fianco le figure giuste. Fiscozen è un servizio che ti assiste in tutte le fasi della tua attività, sollevandoti dagli adempimenti inerenti alla gestione della tua Partita IVA per estetista (dichiarazione dei redditi, versamento imposte e contributi) e facendoti risparmiare tempo e denaro!

Segui il nostro blog per rimanere aggiornato sulle ultime novità riguardo alla tua Partita IVA.

3.44/5 (39)

Questo articolo ti è stato utile? Lascia una valutazione