Nella guida di oggi spiegheremo come si apre una Partita IVA da fabbro e quali sono i requisiti richiesti, gli adempimenti e i costi da preventivare per avviare un’officina artigianale per la lavorazione del ferro.

Se hai esperienza nel settore e vorresti finalmente metterti in proprio con un laboratorio tutto tuo, in questo articolo troverai informazioni utili per compiere il “grande passo”. Ti illustreremo nel dettaglio i vari step per avviare un’attività da fabbro e faremo chiarezza riguardo al tuo inquadramento fiscale.

Ecco tutto ciò che devi sapere per aprire Partita IVA come fabbro e dare inizio al tuo nuovo business!

L’attività del fabbro

Come accade per molte altre attività artigianali (dal parrucchiere al falegname, e via di seguito), anche per svolgere l’attività di fabbro è necessaria un’adeguata formazione, da acquisire sia mediante corsi professionali, sia con un periodo di apprendistato presso un’officina o un laboratorio già avviato.

Dunque, chi desidera dedicarsi alla lavorazione del ferro e del rame, dovrà ottenere prima la qualifica di fabbro, iscrivendosi ad un apposito corso di formazione, come quelli organizzati a livello regionale.

Questi corsi, la cui durata varia generalmente da due a tre anni, sono fondamentali per conoscere e imparare ad utilizzare gli “strumenti del mestiere”, per apprendere le caratteristiche dei vari metalli e le diverse tecniche di lavorazione e, infine, per specializzarsi in un particolare ambito (es. arredamento).

Una volta conseguita la qualifica professionale di fabbro e dopo qualche mese di apprendistato, potrai finalmente svolgere l’attività nella forma che preferisci. Potrai trovare lavoro come impiegato presso industrie, cantieri edili, officine o altri laboratori artigianali, oppure scegliere di metterti in proprio.

In quest’ultimo caso, dovrai passare attraverso una serie di adempimenti: vediamo insieme quali!

Come avviare un’officina da fabbro?

L’attività di fabbro viene classificata tra le attività artigianali, regolamentate dalla Legge n.443 dell’8 agosto 1985. Di fatto, questa norma delega alle Regioni il compito di stabilire i criteri specifici per l’esercizio del mestiere di fabbro, compresi i requisiti di sicurezza per i locali che ospiteranno l’officina. Dunque, conviene informarsi direttamente presso gli enti territoriali, per fare tutto in piena regola!

Ad ogni modo, se i requisiti possono cambiare in base al luogo, l’inquadramento fiscale e contributivo rimane lo stesso in tutta Italia: l’attività di fabbro può essere esercitata sotto forma di ditta individuale – modalità sulla quale ci concentreremo nel corso di questo articolo – oppure come società.

L’avvio di una ditta individuale richiede vari passaggi, come l’iscrizione alla Camera di Commercio e al Registro delle Imprese, l’apertura della Partita IVA da fabbro e delle posizioni INAIL e INPS. Per tutti questi adempimenti, oggi, è possibile utilizzare un’unica procedura telematica chiamata “ComUnica”, che ha lo scopo di comunicare agli enti qui menzionati l’inizio di una nuova attività artigianale.

La compilazione e presentazione della “ComUnica” può comportare non poche difficoltà, specialmente a chi non ha familiarità con questo genere di adempimenti. Per semplificare l’avvio della nuova impresa ed evitare di commettere errori, è bene farsi affiancare, in queste prime fasi, da un consulente esperto.

Ciò significa aggiungere ulteriori costi, a quelli già preventivati per l’avvio della ditta individuale, ma con Fiscozen puoi inviare la “ComUnica” e aprire Partita IVA come fabbro a soli 200 euro + IVA!

Compila il form sottostante e richiedi una prima consulenza gratuita, per valutare insieme l’opzione più conveniente. Sarai ricontattato da un nostro consulente, che ti guiderà nell’avvio della tua nuova attività!

Come aprire Partita IVA da fabbro?

Come abbiamo anticipato, per avviare una nuova officina o un laboratorio per la lavorazione artigianale dei metalli, occorre prima aprire Partita IVA come fabbro. Questo significa che, dal punto di vista sia fiscale che contributivo, sarai inquadrato come artigiano: scopriamo insieme cosa comporta!

a. Codice ATECO per fabbro

Ogni Partita IVA è associata ad un Codice ATECO, che definisce il tipo di attività svolta e il settore di riferimento. È, comunque, possibile utilizzare più di un Codice ATECO, quando le mansioni e i servizi offerti appartengono ad ambiti differenti. Nel tuo caso, a seconda dei prodotti e servizi offerti, potrai scegliere tra questi codici:

  • 25.99.30 – Fabbricazione di oggetti in ferro, in rame ed altri metalli
  • 25.99.99 – Fabbricazione di altri articoli metallici e minuteria metallica
  • 25.12.10 – Fabbricazione di porte, finestre e loro telai, imposte e cancelli metallici
  • 25.12.20 – Fabbricazione di strutture per tende da sole, tende alla veneziana e simili
  • 25.11.00 – Fabbricazione di strutture metalliche e parti assemblate di strutture

Per essere certo di selezionare il Codice ATECO (o i codici, se la tua attività tocca più settori) corretto, ti consigliamo di confrontarti con un consulente fiscale. Da questa scelta dipenderanno, infatti, aspetti essenziali del tuo business, come la percentuale di spese che potrai dedurre nel regime forfettario.

Cos’è il regime forfettario? Te lo spieghiamo nel secondo punto, dedicato alla scelta del regime fiscale.

b. Regime forfettario per fabbro

Durante la procedura di apertura della Partita IVA da fabbro, dovrai indicare sia il Codice ATECO, sia il regime fiscale a cui intendi assoggettarti. Per le ditte individuali, ad oggi, la soluzione migliore è, senza dubbio, il regime forfettario, che – come vedremo – offre una serie di interessanti agevolazioni.

Il primo grande vantaggio, per chi sceglie il regime forfettario, consiste in una significativa riduzione delle tasse. Dimentica i “comuni” tributi, come IRPEF e addizionali: con questo regime, dovrai versare solamente un’unica imposta sostitutiva, con aliquota agevolata al 15% sul tuo reddito imponibile, che scende ulteriormente al 5% per i primi 5 anni di attività (se possiedi i requisiti per l’aliquota start-up).

Il reddito imponibile, per i forfettari, si calcola deducendo, dal fatturato lordo annuo, una percentuale per le spese, stabilita in base al Codice ATECO associato alla Partita IVA. Ad esempio, nel tuo caso, la quota da dedurre è pari al 33%, dunque imposte e contributi saranno calcolati sul restante 67%.

Oltre ad una tassazione particolarmente vantaggiosa, per i forfettari vi è anche la possibilità di operare in franchigia IVA, e cioè senza applicare l’Imposta sul Valore Aggiunto sulle fatture emesse. Pertanto, i prezzi dei tuoi servizi risulteranno più competitivi e potrai affermarti più facilmente sul mercato rispetto ai diretti concorrenti.

A ciò si aggiunge una contabilità semplificata, senza obbligo di adottare la fatturazione elettronica, né di registrazione delle fatture e dei corrispettivi. L’unico adempimento richiesto, in tal senso, consiste nella stampa e conservazione delle fatture, che dovrai anche numerare con ordine progressivo.

In ultimo, assoggettandoti al regime forfettario, sarai esonerato da vari adempimenti, come gli studi di settore, lo spesometro, l’esterometro. Insomma, potrai gestire la tua Partita IVA da fabbro con una maggiore semplicità, risparmiando non solo sulle imposte, ma anche sul costo del commercialista!

A questo punto, ti starai forse chiedendo: chi può adottare il regime forfettario? Esistono dei requisiti di accesso e per il mantenimento? La risposta è “sì”. Per usufruire di questo regime agevolato, infatti, non dovrai innanzitutto superare la soglia massima di reddito, che anche per il 2020 rimane fissata a 65.000 euro.

Inoltre, dovrai essere residente in Italia o, se ti trovi all’estero, produrre almeno il 75% del reddito sul territorio nazionale. Non potrai essere socio di società, comprese quelle familiari, e nemmeno essere a capo di una S.r.l. che opera nel tuo stesso settore. Per approfondire, ti rimandiamo a questo articolo.

c. Gestione INPS Artigiani

L’apertura di una Partita IVA da fabbro comporta il pagamento, oltre che delle imposte, anche dei contributi previdenziali. Tra i primi step per avviare un’officina, infatti, vi è l’iscrizione alla Gestione INPS Artigiani, ovvero a quella che, in base all’inquadramento, sarà la tua Cassa Previdenziale di riferimento.

Cosa comporta l’iscrizione alla Gestione INPS Artigiani? Facciamo insieme il punto della situazione.

Secondo la circolare n.28 del 2020, la contribuzione, per chi svolge l’attività di fabbro, è così articolata:

  • Contributi fissi → Sono obbligatori per tutti gli artigiani, a prescindere dal reddito effettivo, e si calcolano sul cosiddetto “reddito minimale” (che l’INPS ha fissato, per il 2020, a 15.953 euro), con aliquote al 24% (per chi ha più di 21 anni) o al 21,90% (per chi ha meno di 21 anni). Di conseguenza, i contributi fissi saranno pari rispettivamente a 3.836 euro (sopra 21 anni) o a 3.501 euro (per gli under 21);
  • Contributi variabili → Si calcolano sulla parte di reddito che eccede la soglia del “reddito minimale”, ove presente. Le aliquote sono pari al 24% (per i maggiori di 21 anni) o al 21,90% (per i minori di 21 anni), aumentate di un punto percentuale (rispettivamente 25% e 22,90%) per redditi superiori a 47.379 euro.

Ricordiamo, inoltre, due aspetti importanti riguardo alla contribuzione degli artigiani:

  1. I contributi INPS sono l’unica spesa deducibile per chi si avvale del regime forfettario;
  2. Sempre per i forfettari, è possibile usufruire di una riduzione del 35% su tutti i contributi (fissi e variabili), facendo preventivamente richiesta all’INPS.

Conclusioni

Con questa guida abbiamo voluto chiarire gli aspetti fiscali e contributivi relativi all’attività di fabbro.

Abbiamo visto come aprire Partita IVA da fabbro, quale Codice ATECO adottare e quanto si spende per tasse e contributi ma, se qualcosa dovesse ancora non essere chiara, puoi richiedere un consulto gratuito a Fiscozen.

Se stai pensando di metterti in proprio con un’officina o un laboratorio per la lavorazione del ferro e dei metalli, dunque, non esitare a scriverci: ti aiuteremo nel disbrigo dei vari adempimenti, per partire nel verso giusto!

2.5/5 (2)

Questo articolo ti è stato utile? Lascia una valutazione