Oggi tratteremo un argomento che interessa a tanti giovani che desiderano lavorare in campo artistico e, precisamente, nel settore della Fotografia: come si apre la Partita IVA per fotografo e quali sono i costi?

Che tu stia pensando di lavorare nel settore della moda, o che tu preferisca, invece, l’ambito giornalistico, il punto non cambia: per avviare una carriera da fotografo freelance, prima o poi dovrai aprire la Partita IVA!

Ma come si apre una Partita IVA per fotografo? Qual è il Codice ATECO da utilizzare per svolgere questa attività? E quali costi dovrai preventivare per dare inizio alla tua nuova professione? Scopriamolo insieme!

La professione di fotografo

Il fotografo è una figura che può lavorare in tantissimi ambiti diversi, e non soltanto nella moda o nello spettacolo: basti pensare al fotogiornalismo, ai reportage, sino ad arrivare ai professionisti che immortalano eventi e cerimonie.

Insomma, se hai studiato all’Accademia delle Belle Arti o hai seguito un corso di formazione da fotografo, e ovviamente possiedi un certo senso artistico, hai dinanzi a te una vasta scelta di opportunità per fare carriera!

Nella maggioranza dei casi, il fotografo lavora come freelancer, e cioè in proprio: c’è chi decide di aprire un proprio studio di fotografia e chi, invece, preferisce girare con la Reflex in spalla per documentare posti ed eventi.

Va da sé che i costi per aprire Partita IVA per fotografo sono molto più bassi, rispetto a quelli richiesti per mettere su uno studio: oltre alle spese per le attrezzature (macchine fotografiche, luci, pannelli, PC e software per la rielaborazione digitale delle immagini, ecc.), infatti, dovrai preventivare quelle per avviare una nuova impresa, come l’affitto del negozio (che, a seconda della località, può variare di diverse centinaia di euro) e gli adempimenti legali.

Per cominciare, dunque, in molti decidono di optare per la seconda soluzione, certamente più abbordabile dal punto di vista economico: l’apertura della Partita IVA per fotografo è, infatti, gratuita, come vedremo meglio in seguito.

Quando aprire Partita IVA per fotografo?

Nella carriera di un fotografo, prima o poi, arriva il momento di “fare il salto” e passare da quello che, inizialmente, era considerato un semplice hobby o un lavoretto per arrotondare, ad una vera attività professionale remunerativa.

Questo passaggio prevede, in genere, l’apertura della Partita IVA per fotografo, indispensabile per svolgere qualsiasi attività in maniera regolare e continuativa, senza rischiare sanzioni o contestazioni da parte del Fisco.

A meno che tu non abbia un contratto di assunzione presso un’azienda, un ente pubblico o un’associazione (ad esempio, una casa di moda, un’agenzia o una testata giornalistica), infatti, la tua attività si configura come lavoro autonomofreelancing, per la quale lo Stato Italiano richiede necessariamente la Partita IVA per fotografo.

Ciò non significa che, una volta acquistata la prima macchina fotografica, dovrai correre da un commercialista: i primi lavori, infatti, potranno essere regolarizzati con il sistema della prestazione occasionale, ovvero con una trattenuta pari al 20% sul compenso pattuito, che verrà versata dal tuo committente (fanno eccezione i privati).

Tuttavia, non appena inizierai a farti un nome, ad avere clienti fissi e un volume d’affari regolare, non potrai più adoperare la prestazione occasionale, bensì dovrai aprire Partita IVA per fotografo e fatturare gli incassi.

Vediamo insieme come fare per aprire una Partita IVA per fotografo in tre semplici passaggi!

Partita IVA da fotografo: come aprire in 3 step

L’apertura della Partita IVA per fotografo, come abbiamo già accennato qui sopra, è totalmente gratuita e può essere effettuata comodamente online, scegliendo un servizio di gestione e assistenza fiscale come Fiscozen.

Ottenuto il codice di 11 cifre, da cui è composta la tua Partita IVA per fotografo, potrai passare ai successivi step.

1. Qual è il Codice ATECO per fotografo?

Il primo passaggio riguarda la scelta del Codice ATECO per fotografo, che andrà a stabilire quale attività viene svolta con la Partita IVA. Si tratta di un momento molto importante, perché il codice influisce sulla porzione di reddito sulla quale andrai a versare imposte e contributi, ma anche su tanti altri aspetti rilevanti per il tuo lavoro.

A seconda dell’ambito in cui andrai ad esercitare la professione di fotografo e dei servizi offerti, potrai utilizzare uno dei seguenti codici:

  • 74.20.19 (Altre attività di riprese fotografiche, valido per realizzare foto tessere, servizi fotografici amatoriali e professionali, pubblicazioni per riviste di moda, viaggi o per fini commerciali, foto per eventi, matrimoni, ecc.);
  • 74.20.11 (Attività di fotoreporter, valido per chi opera nel settore del fotogiornalismo e dei reportage);
  • 74.20.12 (Attività di riprese aeree nel campo della fotografia, per chi realizza foto con riprese dall’alto).

2. Regime forfettario per fotografo

Il secondo passaggio riguarda la scelta del regime fiscale a cui andrai ad assoggettarti: la decisione varia tra regime ordinario e regime forfettario che, allo stato attuale, rappresenta l’opzione fiscalmente più vantaggiosa.

Il regime forfettario permette di abbattere le tasse e semplificare la gestione della Partita IVA per fotografo: verserai il 5% sul tuo reddito imponibile (se possiedi i requisiti per l’aliquota start-up) e, dal sesto anno, il 15%.

Inoltre, trattandosi di un regime al di fuori del campo IVA, non dovrai applicare la maggiorazione del 22% sulle tue tariffe: ciò significa che, rispetto ai tuoi concorrenti, potrai offrire prodotti e servizi a prezzi ben più competitivi!

Ulteriori vantaggi del regime forfettario sono la contabilità semplificata (non dovrai, quindi, registrare fatture e note di spesa) e l’assenza di studi di settore. Inoltre, potrai continuare ad utilizzare, per tutto il 2020, la fatturazione cartacea, al posto della nuova fatturazione elettronica, se il tuo fatturato non supera i 30.000 euro annui.

Il regime forfettario si rivolge alle “Piccole Partite IVA” e alle start-up: per rientrare nei parametri consentiti, infatti, occorre fatturare meno di 65.000 euro annui e spendere meno di 20.000 euro per dipendenti e attrezzature.

3. Contributi INPS per fotografo

Oltre a versare le imposte, chi possiede Partita IVA per fotografo dovrà provvedere ai contributi previdenziali.

L’attività di fotografo non è regolamentata né da un’Ordine, né da un’Albo: ciò significa che, in mancanza di una Cassa Previdenziale apposita (come quella degli Psicologi o degli Avvocati, per intenderci), i tuoi contributi confluiranno nella Gestione Separata INPS, e precisamente nella sezione dedicata ai liberi professionisti.

Annualmente, i contributi INPS sono pari al 25,72% del tuo reddito imponibile, ovvero il tuo fatturato lordo, meno le spese sostenute nell’anno, calcolate o a percentuale (per i forfettari) o con voci spesa (per gli ordinari).

Da fotografo freelance a studio di fotografia

Dopo un periodo di attività da fotografo freelance, c’è chi decide di mettere su un’attività imprenditoriale, aprendo un proprio negozio di fotografia, un’agenzia o un punto vendita. Naturalmente, quando si compie una scelta del genere, occorre essere preparati ad effettuare tutti gli adempimenti necessari per avviare un’impresa.

Dovrai, difatti, inoltrare la pratica ComUnica per via telematica, con il programma Telemaco, oppure affidare tale compito ad un commercialista, e passare dall’inquadramento di libero professionista a quello della ditta individuale.

Infine, se la tua impresa prevede una sede aperta al pubblico, dovrai trovare un locale adatto allo scopo e presentare anche la SCIA. Una procedura che, a seconda dei casi, può richiedere anche parecchie settimane o anche mesi. Anche i costi, se ci si rivolge ad un professionista, sono elevati ma, con Fiscozen, spenderai solo 200 euro più le spese vive.

Quanto costa la Partita IVA per fotografo?

Come abbiamo visto, la Partita IVA per fotografo, almeno all’inizio, non ha costi: l’apertura è semplice e gratuita. Inoltre, inizierai a versare tasse e contributi a partire dall’anno successivo a quello di inizio attività.

Tuttavia, a partire dal secondo anno, dovrai preventivare le spese per le imposte e i contributi INPS, ovvero:

Calcolo imposte per fotografo

Le imposte, per chi aderisce al regime forfettario, sono pari al 5% o al 15% del tuo reddito imponibile, che consiste nel tuo fatturato lordo (ad esempio 20.000 euro), meno il 22% per le spese (ovvero 15.600 euro).

Su quest’ultima cifra, verrà calcolata un’imposta sostitutiva con aliquota al 5% o al 15% (2.340 – 780 euro).

Calcolo contributi per fotografo

contributi INPS pesano, invece, per il 25,72% del tuo reddito imponibile. Riprendendo l’esempio precedente:

  • Fatturato lordo: 20.000 euro
  • Reddito imponibile: 15.600 euro
  • Contributi (25,72%): 4.012 euro

Conclusioni

Se stai pensando di aprire la Partita IVA per fotografo per dare un’impronta professionale alla tua attività, ciò che ti serve è il supporto di un servizio di gestione fiscale, che ti aiuti a risparmiare e a lavorare in serenità.

Con Fiscozen, puoi adempiere a tutti gli obblighi comodamente online, senza doverti recare in studio dal commercialista, e ad un costo ben più competitivo. Compila il form qui sotto, se vuoi una consulenza per aprire Partita IVA per fotografo o per passare a Fiscozen: ti ricontatteremo prima possibile e gratuitamente.

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