Hai intenzione di aprire la Partita IVA da guida turistica e non sai come fare? In questo articolo, ti spiegheremo i passaggi necessari per metterti in proprio e lavorare nel settore del turismo come libero professionista.

La professione di guida turistica, in un Paese come l’Italia, nel quale il turismo costituisce uno dei settori economici più floridi, è un’ottima opportunità per ottenere uno stipendio mensile fisso e di un certo livello.

Il Bel Paese è ricco di attrazioni artistiche e bellezze naturali, tanto da collocarsi ai primi posti tra le mete turistiche di tutto il mondo: ogni anno, località come Roma, Venezia e Firenze, ma anche Napoli, Palermo o Torino, per non parlare della Sardegna o della Costiera Amalfitana, attraggono migliaia di visitatori anche dall’estero.

Ecco perché, aprendo la Partita IVA da guida turistica, potrai entrare a far parte di un business molto proficuo e costruire, in poco tempo, un’attività che ti permetterà di renderti indipendente dal punto di vista economico.

Come aprire Partita IVA da guida turistica? Facciamo un po’ di chiarezza su questo argomento!

Guida turistica o accompagnatore turistico?

Prima di addentrarci nella procedura per aprire la Partita IVA da guida turistica, occorre fare un’importante distinzione. Ci riferiamo alla differenza tra guida turistica ed accompagnatore turistico, due figure che, all’apparenza, possono sembrare analoghe ma che, in realtà, vengono inquadrate in maniera del tutto differente.

Chi è la guida turistica?

Iniziamo dalla guida turistica, una professione sempre più richiesta, soprattutto nelle grandi città d’arte italiane.

La guida turistica è colui che accompagna i viaggiatori (singolarmente o in gruppo), durante la visita a musei, gallerie d’arte, monumenti o siti di particolare interesse storico e culturale (un esempio: le rovine di Pompei).

Tale figura può essere un dipendente del museo o, più comunemente, un libero professionista che collabora con una o più strutture. Dunque, se presente in maniera fissa, la guida turistica offre i suoi servizi ai visitatori che giungono sul posto oppure, in alternativa, accompagna gruppi e comitive nei vari luoghi previsti dal tour.

Dal punto di vista fiscale, le prestazioni della guida turistica sono esenti dall’imposta sul valore aggiunto (IVA), come stabilito dal DPR 633/1972 al comma 22 dell’art. 10, a prescindere dal regime a cui questi è assoggettato.

Chi è l’accompagnatore turistico?

Diversa è la situazione dell’accompagnatore turistico, una figura che opera presso le agenzie di viaggi e che si occupa di assistere ed accompagnare i viaggiatori per l’intera durata della vacanza. A differenza della guida turistica, che si limita a fornire informazioni su opere d’arte, attrazioni naturalistiche, monumenti e chiese, etc., l’accompagnatore turistico è responsabile del viaggio a 360 gradi: tra le sue mansioni, difatti, rientrano anche il disbrigo degli adempimenti burocratici, come le pratiche doganali, e l’accoglienza presso aeroporti, stazioni, ecc..

L’accompagnatore turistico dev’essere presente e reperibile durante il viaggio, deve conoscere molto bene i luoghi, saper consigliare ristoranti ed attrazioni da visitare e risolvere, in tempo reale, eventuali problemi.

In alcuni casi, l’accompagnatore turistico delega ad una guida turistica di fiducia alcuni compiti, come l’accompagnamento della comitiva durante alcuni momenti del tour o nella visita a specifiche attrazioni.

Le prestazioni dell’accompagnatore turistico, a differenza di quelle della guida, sono soggette all’IVA.

Come diventare guida turistica?

Se il ruolo che ti interessa è quello di guida turistica, sappi che dovrai seguire un corso e superare, al termine, un esame di abilitazione. Importante, se non fondamentale, è la conoscenza delle lingue straniere: per diventare guida turistica, dovrai padroneggiare benissimo l’inglese ed il francese e parlare anche una terza lingua.

Una volta conseguito il titolo, potrai iniziare a lavorare presso una struttura o un museo (con contratto di lavoro dipendente), oppure in proprio: in quest’ultimo caso, potrai offrire i tuoi servizi in collaborazione alle agenzie di viaggi, alle società o agli enti – pubblici o privati – che gestiscono siti ed attrazioni di interesse turistico.

Un ottimo modo, per lavorare come guida, è entrare a far parte di un circuito turistico: ad esempio, tramite associazioni studentesche, gemellaggi con nazioni straniere o enti che si occupano della promozione del territorio.

Come aprire Partita IVA da guida turistica?

Se, inizialmente, svolgi la tua attività in via del tutto occasionale e, cioè, per periodi non superiori ai 30 giorni per anno solare (per ciascun committente), lo Stato Italiano ti consente di lavorare senza la Partita IVA!

Potrai, infatti, avvalerti della cosiddetta Prestazione Occasionale, della quale abbiamo già parlato in precedenza.

Tuttavia, quando le collaborazioni diventano fisse e durature, l’apertura della Partita IVA da guida turistica diviene obbligatoria. Nonostante l’opinione comune, non esiste un limite economico: il passaggio dal lavoro occasionale alla libera professione dipende, infatti, non solo dal reddito, quanto dalla regolarità delle mansioni.

Aprire Partita IVA da guida turistica è piuttosto semplice e non prevede costi di partenza. La procedura può essere effettuata online, navigando sul sito dell’Agenzia delle Entrate e seguendo tutti gli step necessari.

Occhio, però, a non sottovalutare tali passaggi: in fase di apertura della Partita IVA, difatti, dovrai compiere alcune importanti decisioni, come la scelta del Codice ATECO e del regime fiscale per te più vantaggioso.

Ecco perché consigliamo di farti affiancare da un esperto in ambito fiscale che sappia consigliarti al meglio!

Se hai intenzione di aprire Partita IVA da guida turistica e hai bisogno di maggiori informazioni, compila il form sottostante e richiedi un consulto a Fiscozen: verrai ricontattato prima possibile da un nostro incaricato!

Torniamo alla procedura che dovrai portare a termine in fase di apertura della Partita IVA da guida turistica e che, come abbiamo accennato poco prima, prevede alcuni step fondamentali, vale a dire:

  1. Scelta del Codice ATECO → La Partita IVA viene classificata attraverso un codice – il Codice ATECO, appunto – che fa riferimento al tipo di professione che andrai a svolgere (ad esempio, architetto o psicologo) ed al tuo settore produttivo (ad esempio, commercio al dettaglio, ristorazione, servizi alle aziende, etc.).
  2. Scelta del regime fiscale → Un’altra scelta di vitale importanza riguarda il regime fiscale a cui assoggettarti. Per i giovani che si affacciano al mondo della libera professione e, in generale, per le start-up, la soluzione più conveniente è il cosiddetto regime forfettario, del quale parleremo meglio nel prossimo paragrafo.
  3. Iscrizione alla Gestione Separata INPS → La professione di guida turistica non è legata ad un Ordine Professionale (come, ad esempio, quello degli avvocati), né ad una Cassa Previdenziale. Di conseguenza, verserai i tuoi contributi alla Gestione Separata dell’INPS, nella sezione dei liberi professionisti.

Codice ATECO: guida turistica o accompagnatore turistico?

A tal proposito, dobbiamo fare un’importante precisazione. Sia la guida turistica che l’accompagnatore turistico prevedono l’utilizzo del Codice ATECO 79.90.20 (Attività delle guide e degli accompagnatori turistici), se operano in qualità di libero professionista, ovvero senza una struttura alle proprie spalle.

Tuttavia, molto spesso, l’accompagnatore turistico si avvale di più collaboratori e/o dipendenti e, pertanto, non può essere considerato meramente un professionista. In tali casi, il Codice ATECO da adoperare è 79.11.00 (Attività delle agenzia di viaggio) e, in aggiunta, si dovrà effettuare l’iscrizione presso la Camera di Commercio.

Partita IVA da guida turistica e regime forfettario

Come abbiamo accennato qui sopra, in fase di apertura della Partita IVA da guida turistica, dovrai scegliere, oltre al Codice ATECO, anche il regime fiscale a cui assoggettarti. Attualmente, hai dinanzi a te due opzioni: regime ordinario e regime forfettario. Quest’ultimo, riservato ai lavoratori autonomi con reddito non superiore ai 65.000 euro, prevede numerose agevolazioni sia fiscali che burocratiche. Scopriamo insieme i suoi vantaggi!

Il regime forfettario è stato istituito per far fronte alle esigenze delle nuove Partite IVA e, in generale, dei piccoli professionisti, artigiani, commercianti ed imprenditori che percepiscono un reddito annuo contenuto.

Per l’anno 2019, la soglia di reddito è stata aumentata da 30.000 a 65.000 euro annui.

La caratteristica principale del regime forfettario consiste nel pagamento di un’unica imposta sostitutiva, con aliquota fissa al 15% (ridotta, a sua volta, al 5% per i primi 5 anni di attività), al posto dei tributi ordinari (IRPEF, IRAP, etc.). La percentuale del 15 o 5% viene, inoltre, calcolata sul cosiddetto reddito imponibile, cioè sul tuo fatturato annuo, decurtato di una quota fissa per le spese: per la guida turistica, si parla del 33%.

Con il regime forfettario, pertanto, oltre a versare meno tasse, potrai beneficiare di altre agevolazioni, come:

Cause di esclusione dal regime forfettario

La soglia di reddito – ovvero i già citati 65.000 euro annui – non è l’unico requisito per accedere al regime forfettario. Dal 2019, infatti, sono previste altre cause di esclusione, come la partecipazione a società (anche di tipo familiare), il controllo di società a responsabilità limitata – S.r.l., ecc.. Per beneficiare delle agevolazioni delle quali abbiamo scritto, inoltre, dovrai essere residente in Italia (o in uno Stato che preveda accordi economici con l’Italia, come i Paesi UE) e, soprattutto, dovrai produrre almeno il 75% del tuo fatturato su territorio italiano.

Vuoi saperne di più? Clicca qui per conoscere tutte le cause di esclusione dal regime forfettario.

Partita IVA da guida turistica: quali sono i costi?

Veniamo alla domanda clou del nostro articolo: quali sono i costi che dovrai sostenere per la gestione della tua Partita IVA da guida turistica? Facciamo qualche esempio pratico, tra tasse e contributi previdenziali.

Se Martina percepisce un reddito lordo annuo pari a 20.000 euro, dovrà versare:

  • Imposta sostitutiva → 15 sul reddito imponibile (20.000 euro – 33% per le spese) = 2.010 euro
  • Contributi previdenziali → 25,75% sul reddito imponibile = 3.450 euro circa

Il suo reddito netto, pertanto, sarà pari a 14.540, ovvero circa 1.211 euro al mese.

Ricordiamo, inoltre che, per i primi cinque anni di attività, l’imposta sostitutiva si riduce al 5%.

Conclusioni

In conclusione, aprire Partita IVA da guida turistica è sia una condizione obbligatoria per svolgere tale attività in maniera regolare e continuativa, sia un’opportunità per costruire, pian piano, la propria professionalità.

Lavorare nel settore del turismo è un’ottima scelta, specialmente per chi ama il contatto con il pubblico, ha un carattere aperto e dinamico e… non disdegna le lunghe passeggiate! Secondo alcune stime, nei prossimi anni, l’ambito turistico andrà incontro ad una crescita sempre maggiore: se parli bene l’inglese e, in generale, le lingue straniere ed hai una buona cultura alle spalle, perché non prendere in considerazione questa opportunità?

I costi iniziali, per aprire la Partita IVA da guida turistica, sono pressoché nulli. Inoltre, scegliendo Fiscozen per la gestione dell’attività, potrai anche ridurre le spese per il commercialista, delegare gli adempimenti fiscali e burocratici a specialisti del settore e dedicare tempo ed energie alla tua professione. Scopri tutti i vantaggi!

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