L’articolo di oggi è dedicato alla Partita IVA da igienista dentale, una professione che sta prendendo sempre più piede anche in Italia, affiancandosi ad altre attività del settore medico-sanitario (ad es. ostetrici, logopedisti, etc.).

Si tratta di ambiti non del tutto regolamentati, per i quali – ad oggi – una cassa previdenziale di riferimento.

Nonostante una certa “confusione”, la professione di igienista dentale è molto richiesta, soprattutto nel settore privato: presso i migliori studi dentistici, nei poliambulatori, nelle cliniche odontoiatriche, etc..

In questo post, dunque, vi spiegheremo, innanzitutto, come diventare igienista dentale, qual è il percorso di studi e quali sono le tappe principali per svolgere legalmente tale attività. Vedremo anche, dal punto di vista fiscale, come funziona questa nuova professione e quali sono gli obblighi per chi decide di aprire la Partita IVA.

Chi è l’igienista dentale?

Negli ultimi anni, il mondo della sanità e della medicina ha visto nascere una lunga serie di nuove professioni: l’igienista dentale è una di queste. Si tratta di una figura che affianca l’odontoiatra nella sua attività di cura, occupandosi, in particolar modo, della prevenzione orale e contribuendo a monitorare la salute del paziente.

L’igienista dentale è, innanzitutto, un professionista laureato. Da non confondere, dunque, con l’assistente alla poltrona, ruolo per cui è necessaria, semplicemente, la frequentazione di un corso di formazione professionale.

Il suo ambito d’intervento è quello dell’estetica del sorriso: pulizia, sbiancamento, corretta prevenzione, etc..

L’igienista dentale, pertanto, opera presso cliniche e studi odontoiatrici, in collaborazione con il dentista e le sue figure di supporto tra cui, ad esempio, l’odontotecnico. Le sue mansioni principali, dunque, sono:

  • eseguire la pulizia professionale dei denti e l’ablazione del tartaro;
  • valutare lo stato di salute dei denti e delle gengive, segnalando la presenza di infezioni, disturbi, etc.;
  • assistere l’odontoiatra nella compilazione della cartella clinica del paziente;
  • fornire informazioni riguardo alla prevenzione orale e ad una corretta igiene dentale;
  • eseguire trattamenti estetici (ad es. sbiancamento dei denti).

Di conseguenza, l’igienista dentale deve possedere – oltre ai titoli previsti dalla Legge – una buona manualità, una certa attitudine ai rapporti personali ed un’adeguata conoscenza degli strumenti e delle apparecchiature in uso.

Vediamo come si diventa igienista dentale e qual è il percorso di studi per svolgere tale mansione.

Come diventare igienista dentale: percorso di studi, titoli e requisiti

Come già precedentemente accennato, quella dell’igienista dentale è una figura professionale a tutti gli effetti, che richiede un preciso percorso di studi ed ulteriori requisiti stabiliti dal vigente ordinamento.

Dunque, per diventare igienista dentale, è necessario:

  • conseguire uno dei seguenti titoli universitari:
    • Diploma Universitario in Igiene Dentale;
    • Laurea Triennale in Igiene Dentale;
    • Laurea Magistrale in Scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche Assistenziali;
    • Master di I o II livello in Igiene Dentale (facoltativo);
  • superare l’esame di abilitazione;
  • iscriversi al relativo Albo/Ordine Professionale degli Igienisti Dentali.

Il Corso di Laurea in Igiene Dentale è a numero chiuso, in quanto appartiene al gruppo delle cosiddette “professioni sanitarie”, per le quali è previsto un test d’ingresso (occorre, inoltre, esprimere la preferenza per il suddetto ambito). Inoltre, con il riordino di tali professioni sanitarie, voluto dal DDL Lorenzin, sono stati introdotti ben 22 nuovi Albi/Ordini Professionali, incluso quello degli igienisti dentali. Tuttavia, come vedremo in seguito, non esiste ancora una cassa previdenziale di riferimento, per cui occorre far capo alla Gestione Separata INPS.

Al di là dei titoli accademici, comunque, l’igienista dentale deve possedere anche alcuni requisiti personali, come l’attitudine ai rapporti umani (si tratta, infatti, di una figura che lavora a diretto contatto con il pubblico, bambini e adolescenti inclusi) ed una buona propensione alla manualità, per utilizzare al meglio strumenti ed apparecchiature.

Quanto guadagna un igienista dentale?

L’igienista dentale è sempre più richiesto da parte degli studi odontoiatrici. D’altronde, in tempi come questi, l’estetica del sorriso assume un’importanza particolare! Ad ogni modo, il CCNL (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro) prevede una retribuzione oraria minima pari a 14,87 euro lordi, per gli igienisti regolarmente assunti.

Naturalmente, le cose cambiano per chi decide di esercitare da libero professionista, aprendo la Partita IVA da igienista dentale. In quest’ultimo caso, infatti, è il lavoratore stesso a stabilire le proprie tariffe, rivolgendosi direttamente ai pazienti (o operando in collaborazione professionale con studi odontoiatrici, cliniche, etc.).

Vediamo, dunque, come funziona, nel dettaglio, la professione di igienista dentale e quali sono gli obblighi fiscali e contributivi da rispettare, per chi decide di aprire la Partita IVA e mettersi in proprio.

Come aprire Partita IVA da igienista dentale?

La Partita IVA da igienista dentale è lo strumento, messo a disposizione dal Legislatore, che permette ai professionisti di dichiarare al fisco italiano i propri proventi, di pagare le imposte e versare i contributi pensionistici.

Aprire Partita IVA da igienista dentale è abbastanza semplice. L’operazione può essere effettuata gratuitamente, nel giro di poche ore, navigando sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, trattandosi di un momento piuttosto delicato, che influenzerà la vostra carriera futura, è bene affidarsi ad una figura esperta.

In fase di apertura della Partita IVA da igienista dentale, infatti, dovrete specificare sia il vostro Codice ATECO (ovvero il Codice che identifica il tipo di attività esercitata ed il settore di riferimento), sia il regime fiscale a cui intendete assoggettarvi. Eventuali errori in questa fase avranno ripercussioni sui vostri guadagni!

Riepilogando, per aprire la Partita IVA da igienista dentale, i passaggi sono i seguenti:

  1. Apertura della Partita IVA → Operazione da eseguire tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, che prevede l’assegnazione di un codice numerico composto da 11 cifre identificativo della vostra attività.
  2. Scelta Codice ATECO → Selezionando il Codice ATECO, farete riferimento ad una precisa professione (o ambito lavorativo): per gli igienisti dentali è 86.90.29 (Altre attività paramediche indipendenti NCA).
  3. Scelta del regime fiscale → Un’altra scelta fondamentale riguarda il regime fiscale a cui assoggettarvi. Attualmente, la soluzione più conveniente per i nuovi liberi professionisti è il regime forfettario. Per accedere ad esso, è necessario percepire un reddito annuo non superiore ai 65.000 euro, e rispettare alcuni requisiti di accesso e mantenimento (per ulteriori informazioni, vi rimandiamo a questo articolo).
  4. Iscrizione Cassa Previdenziale → Nonostante la riorganizzazione delle professioni sanitarie, voluta dall’ex Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, non esiste – ad oggi – una cassa previdenziale a cui gli igienisti dentali (e non solo) possono fare riferimento. Di conseguenza, per versare i contributi a fini pensionistici, è necessario effettuare l’iscrizione alla cosiddetta Gestione Separata INPS (sezione professionisti).

Aprire Partita IVA da igienista dentale: quali sono i costi?

Veniamo adesso ai costi per l’apertura della Partita IVA e le spese che il futuro igienista dentale dovrà sostenere per il versamento delle imposte e dei contributi previdenziali. Ecco tutto ciò che dovete sapere!

#1 Spese apertura Partita IVA da igienista dentale

L’apertura della Partita IVA è un’operazione che può essere effettuata online ed in maniera totalmente gratuita.

Come abbiamo visto, però, il supporto di uno specialista in materia fiscale è importante per non commettere qualche svista. La soluzione migliore, per chi intende mettersi in proprio e lavorare in questo campo, è quella di affidarsi ad un servizio digitale – come Fiscozen – che, oltre a fornire assistenza per aprire la Partita IVA, si occupa della gestione di tutti gli adempimenti fiscali, ad un costo ben più competitivo rispetto allo studio di un commercialista.

Se intendete, dunque, aprire la vostra Partita IVA da igienisti dentali o avete bisogno di maggiori informazioni, compilate il Form sottostante. Un esperto Fiscozen vi ricontatterà nel più breve tempo possibile!

#2 Partita IVA da igienista dentale: a quanto ammontano le tasse?

Come già accennato, la scelta migliore per i nuovi professionisti con Partita IVA da igienista dentale è il cosiddetto regime forfettario. Si tratta di un regime fiscale agevolato, che prevede il versamento di un’unica imposta sostitutiva con aliquota fissa al 15% del reddito imponibile. Per i primi cinque anni di attività, inoltre, beneficerete di un’ulteriore riduzione delle tasse: l’aliquota per le start-up, infatti, è pari soltanto al 5%!

Facendo un breve calcolo, per darvi un’idea precisa di quanto dovrete pagare di tasse, ecco questo esempio.

  • Alessandro, igienista dentale:
    • Reddito annuo lordo: 20.000 euro
    • Reddito imponibile (pari al 78%): 15.600 euro
    • Imposte (15%): 2.340 euro (ridotte al 5% per i primi cinque anni: 780 euro)

Il regime forfettario, oltre ad una netta riduzione delle tasse, comporta anche altri benefici, come la semplificazione della contabilità, l’esenzione IVA, l’esonero – per l’anno 2019 – dalla fatturazione elettronica, etc..

#3 Partita IVA da igienista dentale: a quanto ammontano i contributi previdenziali?

Oltre alle imposte, l’apertura della Partita IVA comporta l’obbligo di versare anche i contributi previdenziali, per avere diritto al trattamento pensionistico. A differenza di altre professioni, come l’avvocato o lo stesso odontoiatra, che fanno capo ad una specifica Cassa Previdenziale, per l’igienista dentale non esiste ancora una regolamentazione a riguardo (nonostante l’introduzione dei nuovi Albi Professionali, citati in precedenza).

Di conseguenza, l’igienista dentale con Partita IVA dovrà fare riferimento alla Gestione Separata INPS.

Per i professionisti, come l’igienista dentale, l’aliquota contributiva è pari al 25,72% sul reddito imponibile.

Riprendendo l’esempio che abbiamo fatto poc’anzi:

  • Alessandro, igienista dentale:
    • Reddito annuo lordo: 20.000 euro
    • Reddito imponibile (pari al 78%): 15.600 euro
    • Contributi previdenziali: 4.012 euro circa

Concludendo…

Riepilogando, chi intende diventare igienista dentale ha dinanzi a sé due possibili alternative:

  1. lavorare come dipendente in ambito pubblico/privato (es. strutture sanitarie, cliniche, studi dentistici, etc.);
  2. aprire Partita IVA ed operare come libero professionista.

Ad oggi, anche in virtù delle nuove agevolazioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2019 (una su tutte: l’innalzamento della soglia di reddito da 30.000 a 65.000 euro), la seconda via diviene sempre più conveniente.

In bocca al lupo da parte di Fiscozen!

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