In questo articolo vi mostreremo come aprire facilmente e senza costi iniziali la vostra Partita IVA da make-up artist. Vedremo insieme quali sono i passaggi necessari per lavorare nel settore dell’estetica e del trucco da libero professionista, quali sono le spese da sostenere e come rendere più semplice la gestione della propria attività.

La figura del make-up artist nasce a partire dalla seconda metà del secolo scorso, quando la moda, i cosmetici e la bellezza diventano aspetti fondamentali della vita quotidiana di tante ragazze e donne. Chi non ha mai desiderato un look da star del cinema per un’occasione speciale? Il make-up artist nasce proprio per soddisfare queste esigenze.

Rispetto all’estetista, che si occupa di estetica a tutto tondo, il make-up artist lavora principalmente con i prodotti da trucco. Il suo obiettivo è valorizzare i punti di forza della persona e, al tempo stesso, correggere i piccoli difetti, regalando un aspetto sano, giovane ed attraente al volto. Oggi questa professionalità è sempre più richiesta: non soltanto presso centri estetici ed istituti specializzati, ma anche in ambito privato. Sono tantissime le ragazze che richiedono un trucco su misura per le proprie nozze o per un evento importante, come il giorno della laurea.

Insomma, lavorare come make-up artist è una buona opportunità per chi ama “strumenti del mestiere” come ombretti e blush, per chi possiede buone doti manuali ed è sempre aggiornato sulle ultime tendenze fashion.

Come diventare make-up artist?

Ad oggi, per diventare make-up artist non esiste un percorso specifico. A differenza dell’estetista, del massaggiatore e di altre professioni che hanno a che fare con il benessere e con l’estetica, il make-up artist non ha bisogno di un apposito titolo. Tuttavia, è innegabile che esperienza e professionalità, in questo campo (e non solo…), siano alla base del proprio successo professionale: ecco perché, parallelamente ai corsi per estetiste, parrucchieri, tatuatori, etc., sono sorte decine e decine di corsi professionali da make-up artist, con tanto di attestato finale.

In tutta Italia, nelle principali città, si tengono, ogni anno, corsi per truccatori e make-up artist, dedicati ai giovani che intendono acquisire manualità e competenze specifiche, per addentrarsi in questo affascinante mondo.

Dunque, se siete interessati a lavorare come make-up artist presso un centro estetico o in proprio, da liberi professionisti, non vi resta che cercare una scuola di trucco nella vostra località di residenza.

Il corso da make-up artist prevede, solitamente, una parte generale, dedicata alle principali tecniche di trucco, allo studio della pelle e degli strumenti professionali, ed un tirocinio pratico, che vi permetterà di applicare le metodologie apprese in precedenza. Inoltre, dopo un primo corso iniziale, potrete specializzarvi in un settore che vi interessa particolarmente: dal trucco fotografico (per shooting e servizi di moda) al trucco teatrale e cinematografico, dal trucco da sposa e da cerimonia alle tecniche più moderne, come il body painting.

Lavorare come make-up artist: quando serve la Partita IVA?

Una volta terminato il percorso di studi, potrete finalmente dare inizio alla vostra attività da make-up artist.

Molte truccatrici trovano impiego presso aziende del settore (coiffeur, istituti di bellezza, negozi di cosmetici, profumerie), ma c’è anche chi preferisce esercitare la professione di make-up artist in maniera autonoma.

Se avete cominciato da poco a lavorare, non sarete obbligati ad aprire Partita IVA da make-up artist.

Infatti, lo Stato Italiano permette di svolgere attività temporanee e saltuarie, utilizzando lo strumento della prestazione occasionale. Dunque, potrete dichiarare i vostri incassi e pagare regolarmente le tasse, adottando la cosiddetta ritenuta d’acconto: vi basterà rilasciare una ricevuta con indicato l’importo (ed il tipo di prestazione), applicando una trattenuta pari al 20% sulla somma. Ciò vale, tuttavia, soltanto nelle primissime fasi lavorative.

Quando l’attività di make-up artist diventa regolare, infatti, è necessario aprire la Partita IVA.

Non lasciatevi fuorviare da chi parla – impropriamente – dei 5.000 euro annui come soglia di reddito per le prestazioni occasionali. A determinare l’obbligo di apertura della Partita IVA da make-up artist, difatti, non è tanto l’ammontare dei vostri guadagni, quanto la durata delle collaborazioni: si può parlare, a pieno titolo, di occasionalità, se i lavori hanno una durata non superiore ai 30 giorni per anno solare per ciascun committente.

Pertanto, se vi capita regolarmente di collaborare con aziende e/o privati (da una compagnia teatrale ad un centro estetico, etc.), dovrete aprire Partita IVA da make-up artist per fatturare ed essere in regola con il fisco.

Vediamo insieme come fare!

Aprire Partita IVA da make-up artist con Fiscozen

L’apertura della Partita IVA da make-up artist non ha costi e può essere effettuata in tempi molto brevi, con una semplice procedura online. Oggi, grazie a Fiscozen, non dovrete recarvi presso l’Agenzia delle Entrate, né presso lo studio di un commercialista: l’operazione viene eseguita gratuitamente e per via telematica.

Inoltre, rivolgendovi a Fiscozen – il nuovo servizio online di gestione fiscale, rivolto ai titolari di Partita IVA – avrete al vostro fianco un consulente esperto, che vi guiderà a partire dalle primissime fasi e nei passaggi successivi:

#1 Apertura della Partita IVA da make-up artist

Come già detto, l’apertura della Partita IVA da make-up artist è una cosa molto più semplice del previsto.

Zero costi iniziali e, in poche ore, potrete iniziare a fatturare, per dare avvio alla vostra nuova attività.

#2 Scelta del Codice ATECO da make-up artist

Tutte le attività economiche (dall’avvocato al copywriter, dal personal trainer al make-up artist) fanno riferimento ad un Codice ATECO, ovvero un codice che classifica il settore, la professione, i servizi erogati, etc..

Si tratta di una decisione da non sottovalutare. Dal vostro Codice ATECO, infatti, dipenderanno aspetti determinanti della vostra futura attività, come ad esempio il coefficiente di redditività (clicca qui per scoprire cos’è).

Per la professione di make-up artist, vi sono due diverse opzioni:

  • 96.02.02 (Servizi degli istituti di bellezza) → Per chi si occupa prettamente di estetica e trucco.
  • 90.02.09 (Altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche) → Per chi lavora come truccatore in ambito teatrale, cinematografico, televisivo e, in generale, nel mondo dello spettacolo.

#3 Scelta del regime fiscale

Una delle decisioni più rilevanti, in fase di apertura della Partita IVA da make-up artist, riguarda la scelta del regime fiscale. Ad oggi, le opzioni disponibili sono due: regime ordinario e regime forfettario.

Quest’ultima è la soluzione più vantaggiosa per i giovani, per le nuove attività e, in generale, per chi percepisce redditi non superiori a 65.000 euro annui. Il regime forfettario dà diritto, infatti, ad una serie di agevolazioni:

  • esenzione IVA, il che significa poter offrire tariffe più basse rispetto ai competitor;
  • esonero da fatturazione elettronica;
  • esonero da studi di settore ed esterometro;
  • contabilità semplificata (non dovrete, ad esempio, registrare le fatture, bensì soltanto numerarle e conservarle).

Nonostante, dall’anno 2019, i criteri di accesso e di mantenimento del regime forfettario siano stati ampliati, sussistono alcune cause di esclusione, in particolare quella relativa ai soci di S.r.l., società ed associazioni (anche di stampo familiare), che è bene valutare con attenzione. Se rientrate nei requisiti del regime forfettario, potrete iniziare la vostra attività da make-up artist a condizioni particolarmente vantaggiose, ovvero:

  • tassazione al 5% sul reddito imponibile per i primi 5 anni;
  • tassazione al 15% a partire dal sesto anno.

#4 Iscrizione alla Gestione Separata INPS

Ultimo passaggio, per iniziare a lavorare come truccatoretruccatrice, è quello dell’iscrizione alla Cassa Previdenziale per il versamento dei contributi. La figura del make-up artist, come tante altre di nuova generazione, non fanno riferimento ad un albo o ad un ordine professionale. Pertanto, i contributi previdenziali vanno pagati alla cosiddetta Gestione Separata INPS, nella sezione degli artigiani. Clicca qui per approfondire.

Come aprire la Partita IVA da make-up artist?

Se siete intenzionati ad aprire Partita IVA da make-up artist, la soluzione migliore è farsi affiancare da un esperto nel settore fiscale. Come già accennato, con Fiscozen, potrete procedere all’apertura, ricevere supporto tecnico ed assistenza per tutte le operazioni (fatturazione, gestione clienti, ecc.) e gli adempimenti relativi alla gestione della vostra attività: dalla dichiarazione dei redditi al calcolo delle imposte e dei contributi previdenziali.

Dunque, compilate il form sottostante e richiedete una consulenza.

Un nostro incaricato vi contatterà prima possibile per aiutarvi nell’apertura della Partita IVA da make-up artist, nella scelta del vostro Codice ATECO e del regime fiscale più adatto alle vostre esigenze!

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