L’articolo di oggi vi mostrerà come si apre la Partita IVA online, in maniera semplice e, soprattutto, gratuita.

Arriva per tutti i lavoratori autonomi – o aspiranti freelancer – il momento di aprire la Partita IVA, per dare un’impronta professionale alla propria attività e fare il grande passo verso il mondo della libera professione.

Si tratta di un passaggio importante, che spesso entusiasma ma, sotto sotto, spaventa un bel po’!

Costi, tasse, contributi, per non parlare dei numerosi adempimenti da effettuare nel corso dell’anno: sono tanti gli aspetti da soppesare, prima di mettersi in proprio e trasformare un semplice hobby in un vero lavoro.

Fortunatamente per voi, oggi aprire Partita IVA online è molto più facile e vantaggioso del previsto: come vedremo, infatti, è possibile ridurre al minimo i costi, attraverso una gestione mirata e intelligente della fiscalità.

Ma come si apre la Partita IVA online? A chi bisogna rivolgersi? Quanto costa? A queste, e a tante altre domande, risponderemo nel corso dell’articolo: vi invitiamo, pertanto, a mettervi comodi e a prendere nota dei nostri consigli! Per qualsiasi informazione, compilate il form qui sotto per essere contattati da un nostro esperto per una consulenza fiscale completamente gratuita:

Aprire la Partita IVA: quando e come?

Solitamente, chi si dedica ad un’attività non ha, almeno gli inizi, le idee molto chiare su quella che sarà l’evoluzione del business: capita spesso, infatti, che un semplice hobby si trasformi in un lavoro remunerativo, che le entrate si moltiplichino in breve tempo e che i clienti, da pochi e sporadici, diventino ben numerosi e “affezionati”.

Nelle fasi iniziali, dunque, non è necessario fatturare gli incassi, e nemmeno possedere una Partita IVA: il fisco italiano consente, infatti, di regolarizzare eventuali introiti, mediante il sistema della prestazione occasionale.

In altre parole, se vi capita di ricevere una singola commissione, non dovrete correre dal commercialista per aprire la Partita IVA: potrete, invece, esporre una ritenuta pari al 20% del compenso, che verrà versata direttamente dal committente (se si tratta di un professionista o un’azienda, e non un privato), in sostituzione delle imposte.

Naturalmente, vi sono dei limiti all’utilizzo della prestazione occasionale, che di fatto è consentita solamente per singole collaborazioni, di breve durata (meno di 30 giorni per anno solare) e che non si ripetono nel tempo.

Al contrario, quando la vostra attività assume la forma di un lavoro regolare, con introiti fissi e una clientela fidelizzata, sarete obbligati ad aprire la vostra Partita IVA online, per iniziare a fatturare e pagare le tasse.

Se ciò può apparire uno svantaggio, occorre considerare un aspetto non indifferente: oggi, infatti, scegliendo un regime fiscale agevolato, è possibile contenere enormemente le spese e i costi della Partita IVA, che saranno addirittura inferiori rispetto alla ritenuta d’acconto. Non ci credete? E invece è esattamente così!

La ritenuta pesa, infatti, per il 20% sui vostri compensi; mentre, con la Partita IVA, dovrete versare una percentuale molto più bassa per le imposte. Ma non perdiamo altro tempo ed entriamo nel dettaglio!

Partita IVA online: come aprire in 3 passaggi

Da qualche anno, la Partita IVA si apre online, in maniera gratuita, mediante una procedura effettuata tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate. Durante tale operazione, è consigliato farsi affiancare da un consulente, commercialista o altra figura esperta in campo fiscale, per essere certi di svolgere correttamente tutti i passaggi.

In fase di apertura della Partita IVA online, infatti, vi verrà chiesto di prendere importanti decisioni, che influiranno sull’andamento futuro della vostra attività. Eventuali errori, dunque, potrebbero costare cari!

1. Scegliere il Codice ATECO

Il primo passaggio consiste nella scelta del Codice ATECO da associare alla vostra Partita IVA online.

Ogni attività o professione è, infatti, congiunta ad un codice specifico, che la identifica e descrive. Qualche esempio?

  • 69.10.10 (“Attività degli studi legali”) per gli Avvocati;
  • 71.12.10 (“Attività degli studi di ingegneria”) per gli Ingegneri;
  • 86.90.30 (“Attività svolta dagli Psicologi“) e via di seguito.

Esistono, poi, dei codici “generici”, che vengono utilizzati per quelle professioni nate di recente, poco diffuse o non ancora regolamentate. Ecco qualche esempio:

  • 74.90.99 (“Altre attività professionali NCA”), valido per nuove figure come ad esempio il Copywriter;
  • 96.09.09 (“Altre attività di servizi per la persona”), valido ad esempio per l’Operatore Olistico.

Ricordiamo che, oltre al codice principale, è possibile utilizzare più Codici ATECO, al fine di coprire tutti i servizi e le prestazioni offerti dal professionista: ad esempio, un Influencer o uno Youtuber che promuove e vende prodotti online utilizzerà sia il codice 73.11.02 (“Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari”), sia il codice 47.91.10 (“Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet”).

2. Scegliere il regime fiscale

Il secondo step si concentra, invece, su un aspetto più tecnico, ovvero la scelta del regime fiscale da adottare.

Oggi, per le nuove attività e, in generale, per le “piccole Partite IVA” che non generano guadagni particolarmente elevati, la soluzione più conveniente è il regime forfettario. Si tratta di un regime agevolato, che permette di abbattere i costi di gestione e le spese annuali, oltre ad offrire una serie di benefici a vantaggio del professionista.

In primo luogo, il regime forfettario ha la tassazione più bassa in assoluto: aderendo ad esso, verserete solamente il 5% di imposte sul vostro reddito imponibile (ovvero il vostro fatturato annuo, meno una percentuale per le spese, stabilita dal Codice ATECO associato alla Partita IVA) per i primi cinque anni e il 15% a partire dal sesto anno.

Un altro importante vantaggio del regime forfettario è l’assenza di IVA: i forfettari non applicano, infatti, l’Imposta sul Valore Aggiunto su compensi e tariffe. Ciò significa che potranno offrire prodotti e servizi a prezzi più competitivi, quindi avranno maggiori opportunità di successo, specialmente nei settori ad alta concorrenza: Parrucchieri, Estetiste, ma anche Docenti Privati, Web Designer, Infermieri e via di seguito.

Il regime forfettario prevede, inoltre, l’utilizzo di una contabilità semplificata: non dovrete registrare le fatture né le note di spesa, bensì semplicemente conservare e numerare le prime, applicando la marca da bollo da 2 euro sui compensi superiori a 77,47 euro. Ulteriori vantaggi, per chi adotta la Partita IVA forfettaria, sono:

  • esonero dall’uso della fattura elettronica (per il 2020, solo per chi non supera i 30.000 euro di fatturato);
  • esonero da studi di settore.

Chi può accedere al regime forfettario?

Il regime forfettario – ad oggi – è un’opzione disponibile per chi non supera i 65.000 euro di fatturato e risponde a determinati requisiti (vedi il nostro articolo sul possesso di quote di partecipazione). Tuttavia, dal 2020, è prevista la modifica della normativa, con cambiamenti per tutti coloro che intendono aprire Partita IVA online o che sono titolari di una Partita IVA forfettaria. Quali sono questi cambiamenti che partiranno dal 01 gennaio?

  • Cambia la modalità di determinazione del reddito imponibile: da forfettaria ad analitica (mediante voci spesa);
  • Reintroduzione dei limiti inerenti all’acquisto di beni strumentali ed ai compensi dei dipendenti;
  • Fatturazione elettronica obbligatoria per chi supera i 30.000 euro di fatturato.

Vi invitiamo, comunque, a seguire il nostro blog, per tenervi sempre aggiornati sulle ultime novità su fisco e tasse!

3. Iscrizione alla Cassa Previdenziale

Aprendo Partita IVA online, non dovrete provvedere unicamente al pagamento delle tasse, bensì anche al versamento dei contributi previdenziali. Per farlo, è necessaria l’iscrizione alla propria Cassa Previdenziale.

Occorre distinguere, comunque, tra i professionisti con Cassa – ovvero quelli iscritti ad un Ordine e/o Albo Professionale (Medici, Psicologi, ecc.) – e quelli che fanno capo alla Gestione Separata dell’INPS.

Le attività non regolamentate, non facendo riferimento a un Ordine, versano i contributi direttamente all’INPS:

Le aliquote per i contributi previdenziali sono diverse per ciascun contribuente: ad esempio, per commercianti e artigiani, è previsto un contributo minimo, e così anche per alcuni professionisti con Cassa.

liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS li versano, invece, solo a percentuale (25,72%).

Aprire Partita IVA online: conviene?

Concludendo, esistono vari modi – perfettamente legali! – per abbattere i costi legati ad una Partita IVA: dall’adozione del regime forfettario (per chi possiede i requisiti di accesso e mantenimento) all’apertura online.

Per risparmiare ulteriormente sul lungo termine, una buona mossa è sostituire il classico commercialista con un servizio di gestione fiscale più semplice e competitivo, proprio come Fiscozen! Per chi ha avviato da poco una nuova attività, per chi desidera aprire Partita IVA online gratis e per chi cerca di ridurre il più possibile le spese, Fiscozen è la soluzione più adatta. Inoltre, svolgendo tutti adempimenti comodamente in Rete, mediante una piattaforma molto intuitiva, non risparmierete solo sui costi… ma anche sul vostro tempo e sulla vostra fatica.

Potrete affidare completamente la gestione della Partita IVA a consulenti specializzati e dedicarvi in serenità al vostro lavoro. Compilate il seguente form, per aprire Partita IVA online gratuitamente con Fiscozen!

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