Hai in mente una possibile carriera nel settore dell’estetica e del benessere? Sappi che hai dinanzi a te due strade: farti assumere come dipendente presso un istituto di bellezza già avviato, oppure metterti in proprio e lavorare in autonomia. Se preferisci la seconda opzione, puoi aprire Partita IVA come operatore olistico per dedicarti ad una professione, attualmente, molto in voga, che ti offre interessanti opportunità di crescita e guadagno.

Ma come si apre una Partita IVA da operatore olistico? Quali sono i requisiti necessari e a quanto ammonta il budget necessario per iniziare? Niente paura: con questo articolo ti spiegheremo, passo dopo passo, cosa dovrai fare per raggiungere il tuo obiettivo professionale. Inoltre, potrai farti un’idea ben precisa sia degli adempimenti da svolgere per cominciare a lavorare, sia delle future spese per le imposte e i contributi previdenziali.

Chi è l’operatore olistico?

L’operatore olistico è una figura nata in tempi recenti e specializzata nel vasto campo delle discipline “alternative”, capace di spaziare dai trattamenti per la cura della pelle ai massaggi, dalle tecniche di rilassamento all’uso dei Fiori di Bach e di altri rimedi naturali per riequilibrare l’organismo. La sua formazione si fonda su corsi, seminari e laboratori organizzati da scuole ed enti privati, senza qualifiche o attestati obbligatori da esibire.

Purtroppo, infatti, ad oggi non esiste ancora una normativa specifica che regoli l’accesso alla professione e che stabilisca i requisiti minimi che ogni operatore olistico dovrebbe possedere. In compenso, con la Legge 04/2013, vi è stato un primo tentativo di riconoscimento da parte dello Stato Italiano, che ha creato un elenco delle principali associazioni di categoria per le nuove professioni e per tutte quelle attività prive di regolamentazione.

Dunque, pur non disponendo di un Albo Professionale come quello, ad esempio, dei medici o degli psicologi, l’operatore olistico può comunque iscriversi ad un’associazione per la sua categoria ed auto-certificare le conoscenze e la qualità dei servizi offerti. Al tempo stesso, chiunque ricerchi un valido operatore olistico nella propria città o provincia, può rivolgersi ad uno di questi enti per trovare rapidamente la persona giusta.

Lavoro occasionale o libera professione?

Come accade per molte altre professioni, anche per diventare un operatore olistico affermato servono tempo, impegno e pazienza. Dunque, almeno nelle fasi iniziali, può capitare che i clienti scarseggino e, di conseguenza, che anche il volume d’affari sia piuttosto contenuto. Che fare, quindi, per evitare di andare in perdita?

Una buona soluzione per cominciare a fare esperienza è cercare un impiego presso un centro olistico altrui, in modo tale da acquisire le competenze adatte e confrontarsi direttamente con la clientela.

Altri, invece, preferiscono “fare da soli” sin dall’inizio, configurandosi come “lavoratori autonomi occasionali”. Attenzione, però: il lavoro occasionale è tale soltanto se si parla di singole prestazioni, e cioè non ripetute nel corso dell’anno, o di collaborazioni di breve durata (massimo 30 giorni per anno solare per committente).

Quando l’attività diventa abituale e la clientela ritorna più volte per un trattamento o una consulenza, infatti, occorre attuare un cambiamento: aprire Partita IVA come operatore olistico e adempiere a tutti gli oneri fiscali e contributivi previsti per chi esercita la libera professione.

Vediamo insieme come si apre una Partita IVA da operatore olistico e quali sono i principali step.

Partita IVA da operatore olistico: come aprire?

Se credi che aprire Partita IVA come operatore olistico freelance sia un’operazione lenta e costosa, vogliamo per prima cosa rassicurarti: oggi tutto si svolge per via telematica, gratuitamente ed in tempi assai rapidi.

Con Fiscozen, ad esempio, puoi aprire la tua Partita IVA in circa 24 ore, senza costi aggiuntivi e con il supporto di un consulente dedicato, che ti seguirà nel disbrigo di tutti i passaggi: dall’inserimento dei tuoi dati alla selezione del Codice ATECO per l’attività di operatore olistico alla scelta del miglior regime fiscale per i freelancers.

Compila il form sottostante con i tuoi dati e ti ricontatteremo presto per una consulenza!

Codice ATECO da operatore olistico: quale scegliere?

Uno degli aspetti più delicati dell’apertura di una nuova Partita IVA riguarda la scelta del Codice ATECO ad essa associato. Purtroppo, infatti, per le nuove professioni, spesso non esiste un codice apposito e, pertanto, bisogna ripiegare su uno di carattere generico come il seguente:

  • 96.09.09 – Altre attività di servizi per la persona nca

Ma perché è così importante individuare correttamente il Codice ATECO da operatore olistico?

Semplice: perché da esso dipendono tanti altri aspetti determinanti per la tua fiscalità. Come, in primo luogo, l’inquadramento da adottare – libero professionista o ditta individuale – ma anche il coefficiente di redditività e la percentuale dedotta per le spese per i cosiddetti “forfettari”. Ed è qui che dovrai compiere la seconda scelta!

Regime forfettario per operatore olistico

Il regime fiscale forfettario, come probabilmente già saprai, è un regime agevolato che si rivolge alle Partite IVA nate da poco e/o che hanno un volume d’affari limitato. Nel tuo caso, per lavorare come operatore olistico freelance, non esiste un’opzione migliore: ti basti pensare che, al posto dei comuni tributi, come Irpef e addizionali, potrai pagare soltanto un’imposta sostitutiva con aliquota fissa, pari al 15% del tuo reddito imponibile.

In più, se possiedi i requisiti da start-up, la tassazione scende addirittura fino al 5% per i tuoi primi 5 anni!

Ad ogni modo, le imposte – e i contributi, come vedremo più avanti – non si calcolano sull’intero fatturato prodotto durante l’anno, bensì su una porzione detta “reddito imponibile”, a sua volta derivante dal coefficiente di redditività associato ad ogni Codice ATECO (il tuo, ad esempio, è pari al 67%). Quindi, semplificando, se fatturi 10.000 euro, le imposte corrispondono al 15% o al 5% non della somma complessiva, ma di 6.700 euro (con importi pari a 1.005 euro o a 335 euro), mentre 3.300 euro vengono dedotti forfettariamente per le tue spese professionali.

Grazie a questo semplice funzionamento del regime forfettario, puoi sempre prevedere l’ammontare delle imposte (e dei contributi) in base ai tuoi incassi. In più, operando totalmente in franchigia IVA, puoi mantenere tariffe più convenienti rispetto alla concorrenza, senza doverle maggiorare del 22%, ed evitare una serie di complicati adempimenti (come le dichiarazioni annuali e trimestrali) che rallenterebbero la tua produttività.

Sono molti i vantaggi offerti dal regime forfettario a chi lavora freelance. La gestione della tua Partita IVA da operatore olistico, infatti, risulterà più semplice: non occorre tenere la contabilità, ma vi è solo l’obbligo di conservare e numerare le fatture, applicando una marca da bollo da 2 euro se l’importo supera i 77,49 euro.

Inoltre, si è esonerati da studi di settore, esterometro, fatture elettroniche e tanti altri oneri.

In compenso, però, con la tua Partita IVA da operatore olistico dovrai rispettare le seguenti limitazioni:

  • limite ricavi e compensi → 65.000 euro/anno
  • limite redditi da lavoro dipendente → 30.000 euro/anno
  • limite spese per compensi del personale → 20.000 euro/anno

Inoltre, se non hai ancora aperto Partita IVA come operatore olistico, ma pensi già di assoggettarti al regime forfettario, devi valutare attentamente il possesso dei requisiti di accesso e, soprattutto, essere sicuro di non incorrere in una o più cause di esclusione. In tal senso, confrontarsi con un esperto è sempre consigliato, per evitare eventuali fraintendimenti e scongiurare il rischio di errori compromettenti per la tua nuova attività.

Gestione Separata per operatore olistico

L’assenza di un ente di riferimento per gli operatori olistici che lavorano freelance si traduce in un’altra importante conseguenza: l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per la propria previdenza.

La Gestione Separata, difatti, accorpa tutti quei professionisti che non hanno una propria Cassa Previdenziale (come, tra gli altri, l’amministratore di condominio o l’operatore socio-sanitario) e richiede il versamento di contributi proporzionali al reddito imponibile, calcolati con aliquota al 25,72%. Pertanto, riprendendo il precedente esempio, su un fatturato di 10.000 euro, l’importo dovuto alla Gestione Separata corrisponde a circa 1.723 euro.

Come aprire un nuovo centro olistico?

In ultimo, vogliamo ricordare che aprire Partita IVA come operatore olistico freelance è cosa ben diversa dall’avviare un centro olistico ex novo. Nel primo caso, sarai inquadrato come libero professionista e potrai lavorare appoggiandoti ad un’altra struttura o, nelle località in cui è consentito, recandoti a domicilio dal cliente.

Nel secondo caso, invece, l’inquadramento sarà quello di una ditta individuale, per cui la procedura risulterà più lunga e complicata: infatti, per aprire Partita IVA, iscriverti al Registro delle Imprese e svolgere gli adempimenti necessari per iniziare, dovrai adoperare la cosiddetta “ComUnica” e preventivare alcuni costi. Se scegli di affidarti a Fiscozen, tuttavia, ti basteranno 200 euro + IVA per ricevere assistenza fino al termine dell’operazione!

4/5 (25)

Questo articolo ti è stato utile? Lascia una valutazione