Sei una persona socievole, dinamica e amante dei lavori a contatto con il pubblico? Ti capita, ormai da tempo, di organizzare serate nei locali, concerti o cerimonie? Aprendo la Partita IVA per organizzatore di eventi, potrai regolarizzare la tua attività ed essere a posto con il Fisco. Non sai come fare? Niente paura: te lo spiega Fiscozen!

L’organizzatore di eventi è una figura che va ben oltre la semplice ‘serata in discoteca’. A seconda del tipo di manifestazione (basti pensare, ad esempio, alla presentazione di un nuovo prodotto o all’inaugurazione di un negozio), infatti, è necessario rivolgersi ad un professionista, che si occupi degli inviti e di tutti i dettagli tecnici.

Eh sì, perché organizzare un evento è tutt’altro che facile: bisogna richiedere i permessi al Comune, individuare una location che risponda alle esigenze e, talvolta, trovare anche degli sponsor che possano finanziare parte dei costi.

Per tutti questi compiti, è necessario un professionista del settore o, meglio, un organizzatore di eventi!

Come diventare organizzatore di eventi?

Nonostante questa figura sia largamente richiesta, non esiste una ‘scuola’ o un ‘corso di laurea’ per diventare un organizzatore di eventi. Quello che conta, dunque, è l’esperienza, l’aver creato una rete di contatti nel corso degli anni, la conoscenza delle norme burocratiche che regolano gli eventi aperti al pubblico e, cosa non meno importante, un buon senso estetico. Chi si occupa di organizzare eventi, infatti, ha su di sé una grande responsabilità!

Per iniziare, comunque, è bene individuare il proprio ambito di competenza, che sia in linea con le attitudini ed esperienze personali: eh sì, perché organizzare un festival musicale è cosa assai diversa da fare il wedding planner!

Occorre, dunque, distinguere tra due tipologie:

  • L’organizzatore di eventi privati, che lavora principalmente con matrimoni, cerimonie, compleanni, ecc.;
  • L’organizzatore di eventi pubblici, che si occupa di concerti, festival, congressi, eventi aziendali, ecc..

Un’altra importante distinzione riguarda l’inquadramento dal punto di vista fiscale e contributivo:

  • L’organizzatore di eventi freelance, che lavora come libero professionista, è un consulente che presta la propria conoscenza del settore per suggerire idee e fornitori, ma senza gestire in prima persona il budget.
  • L’agenzia di organizzazione eventi, che invece è una ditta individuale iscritta in Camera di Commercio e Registro Imprese, che si occupa della gestione pratica ed economica dell’evento (dalla “a” alla “z”).

Va da sé che, per muovere i primi passi nel settore, l’inquadramento da freelance è assai più semplice, rapido e, soprattutto, prevede zero costi di partenza. Per svolgere regolarmente questa attività, infatti, occorre soltanto aprire la Partita IVA per organizzatore di eventi, un’operazione che, come vedremo, è totalmente gratuita.

L’apertura di una ditta individuale, invece, comporta sia dei costi di partenza (per presentare la pratica tramite modello ComUnica, che avverte tutti gli enti preposti), sia un inquadramento fiscale e contributivo differente.

Partita IVA per organizzatore di eventi: come aprire?

Come si apre una Partita IVA per organizzatore di eventi? Per prima cosa, occorre portare a termine la procedura tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate. Ciò ti permetterà di ottenere il codice identificativo di 11 cifre.

In questa fase, dovrai compiere dei passaggi importanti – come la scelta del tuo Codice ATECO e del regime fiscale a cui assoggettarti – che contribuiranno al futuro della tua attività. Pertanto, il nostro consiglio è quello di richiedere assistenza ad un consulente o ad un altro professionista, che possa aiutarti a non commettere errori e imprecisioni.

O, meglio ancora, di aprire la Partita IVA per organizzatore di eventi, in maniera gratuita, con Fiscozen.

1. Codice ATECO per organizzatore di eventi

Il Codice ATECO per organizzatore di eventi serve a stabilire aspetti essenziali della tua attività, come il coefficiente di redditività (ovvero, la percentuale di fatturato sul quale verranno calcolati imposte e contributi).

Se la tua idea è quella di lavorare come consulente freelance, puoi utilizzare un codice generico:

  • 74.90.99 – Altre attività professionali

Se, invece, vuoi organizzare eventi in prima persona, fornendo anche alcuni servizi (ad esempio, vendita di fiori e addobbi) e occupandoti della gestione del budget, dovrai utilizzare un codice mirato per questa attività:

  • 96.09.05 – Organizzazione di feste e cerimonie

Ti ricordiamo, inoltre, che è possibile aggiungere uno o più codici ATECO a quello principale, che andranno a definire con maggiore chiarezza i servizi e le attività svolte con la Partita IVA per organizzatore di eventi.

2. Regime fiscale per organizzatore di eventi

La seconda decisione da prendere riguarda il regime fiscale. La scelta, ad oggi, ricade tra ordinario e forfettario: quest’ultimo è considerato l’opzione più conveniente per le start-up e per le ‘piccole Partite IVA’. Infatti, il regime forfettario dà diritto ad una serie di agevolazioni economiche e burocratiche: dalla tassazione ridotta al 15% sul reddito imponibile (o, per i primi 5 anni, al 5%, ma solo per chi possiede i requisiti per l’aliquota start-up) alla possibilità di operare in franchigia IVA, e cioè senza dover applicare l’Imposta sul Valore Aggiunto sulle tariffe.

Scegliendo il regime forfettario, pertanto, potrai abbattere sensibilmente i costi e semplificare la gestione della fiscalità. Questo regime prevede, infatti, un’unica imposta sostitutiva con aliquota al 15% (che prende il posto di IRPEF, addizionali, ecc.), che si calcola sul reddito imponibile, ovvero sulla percentuale di fatturato che, tolte le spese, fa reddito. Come anticipato, tale percentuale è stabilita dal Codice ATECO associato alla Partita IVA: nel caso dell’organizzatore di eventi, per tutti e tre i codici che abbiamo menzionato qui sopra, è pari al 67%.

I vantaggi per i forfettari, comunque, non finiscono qui: la franchigia IVA, ad esempio, è importante in quanto permette di offrire servizi a costi più bassi, risultando così più appetibili sul mercato rispetto alla concorrenza.

Ulteriori benefici, per chi si avvale del regime forfettario, sono:

  • esonero dall’uso della fatturazione elettronica;
  • esonero dall’uso della firma digitale;
  • no esterometro, né studi di settore;
  • contabilità semplificata (ad es. non vi è obbligo di registrare le fatture, ma solo di conservarle e numerarle).

Di conseguenza, per chi ha intenzione di aprire una Partita IVA per organizzatore di eventi o per chi ha un fatturato non superiore a 65.000 euro, il regime forfettario rappresenta una soluzione molto vantaggiosa.

Tuttavia, non tutte le Partite IVA possono adottare tale regime: occorre, infatti, possedere una serie di requisiti economici e non solo. Il fatturato, come accennato, dev’essere inferiore a 65.000 euro annui. Inoltre, non è possibile detenere quote di partecipazione a società, né ricoprire posizioni di controllo presso S.r.l. del medesimo settore.

Per approfondire i requisiti e le cause di esclusione dal regime forfettario, clicca su questo precedente post.

3. Contributi INPS per organizzatore di eventi

Le tasse non sono l’unica preoccupazione di chi si appresta ad aprire la Partita IVA. A pesare sul bilancio annuale, infatti, vi sono anche i contributi previdenziali che, nel tuo caso, essi dipendono dall’inquadramento scelto.

L’organizzatore di eventi freelance, infatti, è inquadrato come libero professionista. Di conseguenza, verserà i suoi contributi alla Gestione Separata INPS, che raccoglie tutte quelle attività o professioni non soggette a limitazioni o regolamenti: social media manager, amministratori di condominio, copywriter.

Anche i contributi INPS vanno calcolati sul reddito imponibile (che, abbiamo visto, è pari al 67% del fatturato lordo annuo), con aliquota pari al 25,72%. Il vantaggio è che, se scende il fatturato, si riducono anche i costi.

Le cose cambiano per chi decide di aprire un’agenzia di organizzazione eventi, per la quale è necessaria l’iscrizione in Camera di Commercio e al Registro delle Imprese (operazioni che, a differenza della sola e semplice apertura della Partita IVA, hanno dei costi variabili) e l’inquadramento è quello della ditta individuale.

In base al tipo di servizio offerto, infatti, l’agenzia di organizzazione eventi fa riferimento alla Gestione Commercianti o alla Gestione Artigiani, che prevedono il versamento di contributi fissi, a prescindere dagli effettivi incassi ottenuti durante l’anno, che si aggirano intorno a 3.600 euro. Inoltre, quando il fatturato annuo supera la soglia dei cosiddetti minimali INPS, si deve versare anche un’altra quota integrativa per i contributi.

Aprire Partita IVA per organizzazione eventi: conviene?

Alla luce di quanto abbiamo visto, la domanda è: conviene davvero aprire una Partita IVA per organizzatore di eventi? La risposta dipende da vari fattori: innanzitutto, se l’attività che svolgi è continuativa e regolare, con introiti fissi e prestazioni che durano nel corso dell’anno, la decisione sarà obbligata. Tuttavia, adottando il regime forfettario, scegliendo l’inquadramento giusto e preferendo un servizio di gestione fiscale on-line come Fiscozen, al posto del commercialista, è possibile ridurre nettamente i costi, senza rischiare di incappare in sanzioni economiche.

Pertanto, se hai intenzione di entrare nel mondo dell’organizzazione di eventi e vorresti aprire la Partita IVA, compila questo modulo e richiedi una consulenza a Fiscozen. Ti risponderemo quanto prima, per aiutarti a scegliere la forma più adatta alle tue esigenze e ti guideremo, passo dopo passo, nelle prime fasi della tua attività!,

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