In questo articolo troverai tutte le informazioni necessarie per aprire una Partita IVA da OSA ed iniziare a lavorare come Operatore Socio-Assistenziale, sia in proprio che presso associazioni, enti o strutture che si occupano di offrire assistenza a persone anziane, ammalate o disabili.

Ma chi è, esattamente, l’OSA (sigla abbreviata che sta per Operatore Socio-Assistenziale)?

Nei prossimi paragrafi entreremo nel dettaglio e scopriremo insieme sia di cosa si occupa questa figura, sia quali sono i requisiti necessari per conseguire la qualifica professionale. Analizzeremo, inoltre, il suo inquadramento fiscale e contributivo e vedremo come aprire Partita IVA da OSA!

Chi è l’OSA?

L’OSA – o, per essere più precisi, l’Operatore Socio-Assistenziale – è una figura qualificata che, come suggerisce il suo stesso nome, si occupa di fornire “assistenza sociale” (e, dunque, non sanitaria) agli anziani, ai soggetti disabili o affetti da patologie che necessitano di aiuto costante.

Sotto vari aspetti, l’OSA può essere considerato un “cugino” dell’OSS (Operatore Socio-Sanitario) e dell’OSSS (Operatore Socio-Sanitario Specializzato), sebbene le mansioni di ciascuna di queste figure siano differenti, in virtù di una formazione professionale più o meno ampia e specializzata.

Difatti, sebbene OSA, OSS e OSSS si occupino di assistenza a persone anziane, ammalate, o comunque non autosufficienti, i compiti affidati al primo sono di natura “sociale” e “relazionale”, mentre le altre due figure hanno un ruolo più affine all’ambito sanitario ed infermieristico.

La principale differenza tra l’Operatore Socio-Assistenziale e l’Operatore Socio-Sanitario risiede, pertanto, nel suo ruolo nei confronti dell’assistito. Mentre l’OSA si occupa dell’alimentazione, del riordino e della pulizia della casa e, in generale, dei classici compiti di un/una badante, l’OSS può anche affiancare il personale medico ed infermieristico nella somministrazione delle terapie e ha un maggiore coinvolgimento nella tutela della salute dell’anziano o della persona disabile.

Come diventare OSA: formazione e tirocinio

La figura dell’Operatore Socio-Assistenziale è diventata, negli anni, sempre più centrale, per via del costante “invecchiamento” della popolazione italiana. Nonostante l’OSA non si occupi né di medicazioni, né della somministrazione di farmaci, il suo ruolo rimane altamente delicato e, per molti versi, essenziale per il benessere psico-fisico della persona anziana, malata o disabile.

Per questo motivo, l’OSA necessita di una formazione adeguata, che gli consenta di operare con professionalità, competenza e cortesia nei riguardi dell’assistito. Secondo la normativa in vigore, dunque, per conseguire la qualifica di Operatore Socio-Assistenziale o OSA, è necessario seguire un corso della durata minima di 700-900 ore, che includa anche un periodo di tirocinio.

Una volta ottenuta la qualifica professionale di OSA, previo superamento di un esame finale, sarà possibile svolgere l’attività in varie forme: come dipendente di una struttura pubblica o privata (ad esempio, una casa di riposo per anziani), oppure aprendo Partita IVA per mettersi in proprio.

Non dimentichiamo, inoltre, che buona parte degli enti e delle associazioni che offrono servizi di assistenza domiciliare, così come numerose comunità alloggio, non ricercano personale a tempo pieno, bensì dei collaboratori esterni da contattare al bisogno e pagare a singola prestazione.

Ecco perché, a nostro avviso, aprire Partita IVA da OSA è un buon modo per iniziare a lavorare in questo campo, fare esperienza, crearsi una rete di contatti e, dunque, di potenziali clienti.

Ma come si apre una Partita IVA da OSA? Quali sono i costi iniziali e quelli di gestione? Vediamo insieme come muovere i primi passi nel ruolo di Operatore Socio-Assistenziale freelance!

Partita IVA da OSA: come aprire?

L’apertura della Partita IVA è qualcosa che intriga e spaventa allo stesso tempo. Da un lato, c’è la voglia di mettersi in gioco con una nuova attività, dall’altro, la paura di non farcela a sostenere i vari costi: le tasse e i contributi previdenziali, ma anche le spese per il commercialista.

Ma a quanto ammontano, con esattezza, questi costi? Facciamo subito un po’ di chiarezza!

Per prima cosa, ricordiamo che aprire Partita IVA come OSA è un’operazione rapida e gratuita.

Sì, hai capito bene: non ci sono costi di partenza e puoi fare tutto comodamente online!

Tuttavia, data la delicatezza di questa prima fase, è meglio evitare di fare da soli: rivolgersi ad un consulente esperto in materia fiscale è importante per non commettere errori che, in futuro, si ripercuoterebbero sul tuo lavoro.

Basta compilare il modulo qui sotto, per contattare Fiscozen e ricevere una consulenza gratuita per l’apertura della Partita IVA da OSA, il tutto a costo zero!

Cosa aspetti?

a. Codice ATECO per OSA

Una delle cose più delicate, quando si apre una Partita IVA, è proprio la scelta del Codice ATECO. Il quale, come sappiamo, serve a determinare sia il settore di appartenenza che l’attività svolta, ma non solo: a seconda del codice selezionato, infatti, cambia il coefficiente di redditività e, di conseguenza, la percentuale dedotta dal fatturato lordo annuo per le spese di gestione.

Ma andiamo con ordine.

Per l’attività di Operatore Socio-Assistenziale, nata e regolamentata solo di recente, non esiste un codice specifico. Pertanto, dovrai utilizzare un Codice ATECO più “generico”, come il seguente:

  • 96.09.09 (Altre attività di servizi per la persona)

Da non confondere con il 86.90.29 (Altre attività paramediche indipendenti), maggiormente indicato per chi possiede altri tipi di qualifiche, come ad esempio quelle di OSS oppure di OSSS.

b. Regime forfettario per OSA

Passiamo, adesso, alla seconda scelta da ponderare con attenzione: quella del regime fiscale.

Sappiamo, infatti, che esistono vari regimi, ma solo uno è pensato per agevolare le nuove Partite IVA: il regime forfettario, dedicato ai professionisti con redditi non superiori a 65.000 euro.

Con la tua Partita IVA da OSA, potrai assoggettarti al regime forfettario e godere di una serie di agevolazioni molto interessanti. Innanzitutto, risparmierai sulle tasse, grazie ad una comoda imposta sostitutiva con aliquota al 15% sul reddito imponibile. Il quale, per il Codice ATECO che hai adottato, è pari al 67% del fatturato lordo annuo (mentre le spese dedotte sono il 33%).

E, se possiedi i requisiti anche per l’aliquota start-up, per i primi cinque anni paghi solo il 5%!

Quindi, facendo un rapido calcolo, se durante l’anno hai fatturato 20.000 euro con la tua Partita IVA da OSA, verserai solamente il 15% (2.010 euro) o il 5% (670 euro) sul tuo reddito imponibile (che corrisponde al 67% di 20.000 euro, vale a dire 13.400 euro) come imposta sostitutiva. E se fatturi zero? Semplice, non paghi nulla!

Ma non è tutto: potrai, in aggiunta a ciò, operare in franchigia IVA, e cioè senza dover applicare l’Imposta sul Valore Aggiunto su ogni fattura emessa. Che vuol dire? Semplice: che le tue tariffe saranno più basse, poiché non “gonfiate” con l’IVA, rispetto a quelle degli altri operatori socio-assistenziali che lavorano in zona. Potrai, pertanto, vincere più facilmente la concorrenza, no?

Se quanto detto non dovesse bastare, per i forfettari i vantaggi non finiscono qui. Un interessante aspetto di questo regime, infatti, è la cosiddetta “contabilità semplificata”, che ti permette di non registrare le fatture, in quanto dovrai soltanto conservarle e numerarle con ordine progressivo.

In ultimo, non sarai soggetto a molti adempimenti obbligatori, invece, per gli altri contribuenti: non dovrai utilizzare necessariamente la fattura elettronica, né la firma digitale (entrambe, come sappiamo, richiedono un abbonamento annuale). Non dovrai inviare la liquidazione dell’IVA, né effettuare lo spesometro, l’esterometro e gli studi di settore, ma solo la dichiarazione dei redditi.

Insomma, minori spese e una gestione ben più semplice e leggera della tua Partita IVA da OSA!

Come rientrare nel regime forfettario? Se hai un reddito non superiore a 65.000 euro, risiedi in Italia (o produci qui almeno il 75% del tuo volume d’affari), non sei socio di aziende, né a capo di S.r.l. che si occupano di assistenza sociale, dovresti essere a posto. Per accertarti di possedere tutti i requisiti – sia d’accesso che di mantenimento – ti consigliamo di leggere questo post.

c. Gestione Separata per OSA

Come hai potuto notare tu stesso, le imposte sono una spesa, tutto sommato, contenuta, per chi si avvale del regime forfettario. Ad esse, però, si aggiungono i contributi previdenziali, che vanno ad accumularsi nel corso della “carriera lavorativa”, per dar luogo alla tua pensione di anzianità.

Quanto incidono i contributi sul reddito annuale?

Le aliquote per la contribuzione variano in base alla Cassa a cui si fa riferimento, che nel tuo caso è la Gestione Separata INPS, e precisamente la sezione dedicata ai liberi professionisti.

A differenza di altre figure, come ad esempio il medico, lo psicologo o l’infermiere, l’Operatore Socio-Assistenziale non ha una Cassa Previdenziale Professionale. Pertanto, insieme a tutti quei professionisti senza Cassa (dall’operatore olistico al web designer, e ancora moltissimi altri), farai riferimento alla Gestione Separata INPS e, dunque, verserai contributi solamente a percentuale, secondo l’aliquota indicata dall’INPS per l’anno in questione. Per il 2020, per dire, è pari al 25,72% sul reddito imponibile.

In conclusione, tornando all’esempio proposto in precedenza per le imposte, con un fatturato di 20.000 euro e, quindi, un reddito imponibile di 13.400 euro, verserai circa 3.446 euro per i tuoi contributi previdenziali.

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