Oggi vi spiegheremo come si apre la Partita IVA per OSS, quali sono i costi e gli adempimenti da seguire.

Se hai già conseguito la qualifica di Operatore Socio Sanitario e vorresti metterti in proprio, per svolgere questa attività in maniera autonoma o in collaborazione con strutture sanitarie della tua zona, l’apertura della Partita IVA è un passaggio obbligato. Tuttavia, grazie alle nuove agevolazioni fiscali e ad un servizio online come Fiscozen, puoi usufruire di interessanti vantaggi e, dunque, risparmiare su imposte, contributi e costi di gestione.

Vediamo, pertanto, come aprire la Partita IVA per OSS, in pochi, veloci e semplici passaggi!

Chi è l’OSS?

OSS è una sigla che sta per Operatore Socio Sanitario, una figura professionale nata negli ultimi decenni, che ha il compito di affiancare il personale medico e gli infermieri nello svolgimento delle attività di diagnosi e cura.

L’OSS è una figura che trova impiego in ambito sanitario, presso strutture pubbliche e private. Può lavorare, dunque, negli ospedali, nelle cliniche, nelle associazioni che offrono assistenza sul territorio (ad es. assistenza ad anziani e malati), ma anche nelle case di riposo, nelle comunità terapeutiche per tossicodipendenti, ecc..

Il suo ruolo consiste nel fornire assistenza alla persona: alimentazione, igiene personale, somministrazione farmaci, piccole medicazioni. L’OSS si occupa, infatti, del benessere dell’anziano o del malato sotto vari aspetti: dalle relazioni personali alla qualità della vita quotidiana, fino all’accompagnamento per visite mediche, controlli, ecc..

Come diventare OSS?

La formazione per diventare OSS prevede un corso professionalizzante dalla durata minima di 1.000 ore.

I corsi per OSS (così come per OSAOSSS, rispettivamente Operatore Socio AssistenzialeOperatore Socio Sanitario Specializzato) si tengono, presso enti di formazione pubblici e privati, nelle principali città italiane. Si tratta di un percorso “a tempo pieno”, in quanto include anche un tirocinio presso una struttura del settore e, al termine del corso, un esame di abilitazione, con rilascio dell’attestato di qualifica professionale.

Per diventare OSS servono impegno e dedizione, oltre ad una passione per l’assistenza alla persona.

Le possibilità di impiego, per OSS e OSSS, sono buone. Si tratta, infatti, di una figura ampiamente ricercata in Italia, ma anche all’estero. In alternativa, potrai svolgere l’attività di OSS come libero professionista, aprendo la Partita IVA e prestando assistenza a domicilio. La paga oraria? Si parte da un minimo di 15 euro lordi/ora.

Partita IVA per OSS: come aprire?

L’OSS ha di fronte a sé due strade: impiego da dipendente presso un ospedale pubblico o una struttura privata, oppure libera professione. Oggi, tuttavia, sono sempre di più le aziende che ricercano collaboratori esterni con Partita IVA. Per cui, mettersi in proprio costituisce un vantaggio non indifferente nella fase di ricerca del lavoro.

Ma è davvero necessario, al giorno d’oggi, aprire la Partita IVA per OSS per svolgere questa attività?

Se il tuo lavoro è regolare e continuativo, se hai pazienti fissi a cui presti assistenza o se collabori con un’azienda sanitaria, la risposta è . Puoi, infatti, effettuare singole ricevute di prestazione occasionale esponendo una ritenuta pari al 20% del compenso. Tuttavia, quando l’attività smette di essere occasionale, per diventare una professione a tutti gli effetti, dovrai aprire Partita IVA per OSS e ti verrà richiesto di emettere fattura.

Come fare? Quali sono i costi di apertura e di gestione? Niente paura: ti spiega tutto Fiscozen!

1. Aprire Partita IVA per OSS

La Partita IVA per OSS si apre online, in maniera del tutto gratuita. Come? Con Fiscozen! Bastano poche ore per registrarsi sul sito dell’Agenzia delle Entrate e portare a termine la procedura. Con l’aiuto di una figura esperta, avrai la certezza di effettuare l’operazione in maniera corretta e di non saltare nessun passaggio importante!

Se hai intenzione di avviare la Partita IVA per OSS e hai bisogno di assistenza, contattaci attraverso il seguente form. Un consulente Fiscozen ti risponderà prima possibile, per affiancarti nelle prime fasi del tuo nuovo lavoro!

2. Codice ATECO per OSS

Come abbiamo più volte ripetuto, ogni attività economica è associata ad un Codice ATECO, che determina aspetti essenziali come il coefficiente di redditività e il livello di rischio. Per lavorare come OSS, dovrai utilizzare:

  • 86.90.29 (Altre attività paramediche indipendenti);
  • o, in alternativa, un codice generico come: 96.09.09 (Altre attività di servizi per la persona).

L’attività di OSS non è regolata da un Ordine Professionale – come accade, invece, per i colleghi infermieri, per i medici e per tante altre professioni, come avvocato ingegnere. Di conseguenza, farai capo alla cosiddetta Gestione Separata INPS (come vedremo meglio in seguito) per i tuoi contributi previdenziali.

3. Regime forfettario per OSS

In fase di apertura della Partita IVA per OSS, sarai chiamato a scegliere tra regime ordinario e regime forfettario, al momento l’opzione più conveniente dal punto di vista fiscale. Aderendo al forfettario, difatti, potrai risparmiare sulle imposte, versando un’unica imposta sostitutiva (al posto di IRPEF, addizionali, ecc.) con aliquota fissa al 15%. Durante i primi cinque anni di attività, inoltre, per chi possiede i requisiti per l’aliquota start-up, la tassazione scende fino al 5%, calcolato sempre sul reddito imponibile.

Il regime forfettario per OSS ti permette di operare in franchigia IVA. Ovvero, senza applicare l’Imposta sul Valore Aggiunto sui tuoi servizi. Cosa significa concretamente? Che non dovrai aggiungere il 24% sulle tue tariffe. Pertanto, un’ora di lavoro avrà, per i tuoi pazienti, un costo netto, dunque più basso. Il vantaggio? Risulterai molto più competitivo, rispetto ai colleghi OSS che adottano il regime fiscale ordinario, e potrai affermarti sul territorio.

Come funziona il regime forfettario?

Il regime forfettario prevede la determinazione delle imposte e delle spese su base forfettaria.

In pratica, dal tuo fatturato annuo (ad esempio: 20.000 euro), verrà dedotto il 33% o il 22% per le spese inerenti alla tua attività (la percentuale deducibile varia a seconda del Codice ATECO utilizzato). Sul rimanente 67% o 78%, verranno calcolate le imposte (con aliquota al 5% o, dal sesto anno, al 15%) e i contributi previdenziali.

Chi può accedere al regime forfettario?

Puoi accedere al regime forfettario per OSS, se il tuo fatturato annuo non supera i 65.000 euro (e non 30.000, come nel 2018). Inoltre, dovrai essere residente in Italia (o produrre almeno il 70% del reddito su suolo italiano).

Ricordiamo, però, che l’accesso al regime forfettario resta precluso a chi:

  • possiede quote di partecipazione di società;
  • controlla S.r.l. del medesimo settore (o comunque riconducibili all’attività svolta con Partita IVA).

Per approfondire le cause di esclusione dal regime forfettario, ti rimandiamo a questo post precedente.

Quali sono i vantaggi del regime forfettario?

Se possiedi i requisiti per adottare il regime forfettario, potrai beneficiare di una tassazione molto vantaggiosa: solo il 5% o il 15% sul tuo reddito imponibile (che, a seconda del tuo Codice ATECO, corrisponde al 67% o al 78% del fatturato lordo annuo). Cifre ben più abbordabili, rispetto a quelle versate dai colleghi “ordinari”!

Ma non è tutto. Con il regime forfettario per OSS, infatti, usufruisci di una contabilità semplificata e sei esonerato da una serie di adempimenti: redditometro, esterometro, fatturazione elettronica, registrazione fatture.

Ricapitolando, quindi, i vantaggi del regime forfettario per OSS sono i seguenti:

  • tassazione forfettaria al 15% o al 5%;
  • no IVA;
  • contabilità semplificata;
  • no esterometro;
  • no fatturazione elettronica;
  • no studi di settore, redditometro, ecc..

4. Gestione Separata per OSS

Veniamo, ora, ai contributi INPS, quelli che, negli anni, andranno a formare la tua pensione. Rispetto al medico, l’OSS non fa riferimento a nessun Ordine e non ha una propria Cassa Previdenziale. Di conseguenza, la contribuzione va versata alla Gestione Separata INPS, in modalità proporzionale rispetto al fatturato:

  • contributi INPS pari al 25,72% sul reddito imponibile.

Ricordiamo che i contributi INPS sono l’unica spesa deducibile dalla dichiarazione dei redditi dei forfettari.

Partita IVA per OSS: conviene?

Alla luce dei conti fatti, quanto conviene aprire la Partita IVA per OSS? La risposta dipende dall’ammontare dei tuoi guadagni e dal percorso professionale che vuoi intraprendere. Se è vero, infatti, che il regime forfettario rende tutto più semplice e accessibile (dal punto di vista dei costi e non solo), non occorre sottovalutare il “rischio di impresa”, tipico di qualsiasi attività autonoma. Ad ogni modo, questi rischi sono più bassi di quanto non si pensi:

  • zero costi di apertura;
  • imposte e contributi proporzionali al reddito (se guadagni zero, paghi zero).

Dunque, se hai concluso la tua formazione da OSS e vorresti entrare nel mondo del lavoro, perché non considerare anche questa possibilità? Con la Partita IVA puoi lavorare a domicilio, in ospedale, nel pubblico. Inoltre, scegliendo un servizio come Fiscozen, abbatti anche il costo del commercialista e puoi delegare tutti gli adempimenti fiscali e burocratici ad un team di consulenti. Vuoi saperne di più? Scrivici con un messaggio su questa pagina!

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