Hai frequentato la scuola di formazione e adesso è arrivato il momento di aprire la Partita IVA per parrucchiere? Niente paura: in questo articolo troverai le informazioni che ti servono per avviare la tua attività.

Ti spiegheremo quali sono i passaggi necessari per ottenere la Partita IVA per parrucchiere, quali sono i costi iniziali e di gestione, quali adempimenti dovrai svolgere e quante imposte e contributi dovrai versare.

Se il mestiere di parrucchiere è ciò che vedi dinanzi a te, non perdere i consigli di Fiscozen a riguardo!

Come diventare parrucchiere?

Quello del parrucchiere è un mestiere molto antico. Basti pensare che, anche in epoche antiche, le donne (ma non solo loro!) erano solite prendersi cura della propria chioma, rivolgendosi ad un professionista dell’acconciatura.

Oggi il parrucchiere è un professionista a tutti gli effetti. Per svolgere questa attività, infatti, occorre prima frequentare una scuola di formazione e conseguire l’attestato di qualifica professionale. I corsi non si limitano a trasmettere le tecniche di taglio e piega, bensì affrontano una varietà di argomenti, tra cui chimica e biologia.

A differenza di quanto si possa credere, difatti, quello del parrucchiere è un mestiere molto delicato, che necessita di un’adeguata preparazione. Una persona senza competenze, infatti, può commettere errori e arrecare danni anche molto gravi alla sua clientela, se utilizza impropriamente le tinture e, in generale, gli “attrezzi del mestiere”.

Per questo motivo, negli ultimi anni, si sono moltiplicati i corsi e gli istituti che formano nuovi parrucchieri, preparandoli ad affrontare le difficoltà di questo mestiere. Al termine del percorso di studi, dopo aver superato anche un esame finale, l’aspirante parrucchiere ottiene l’attestato di qualifica professionale, indispensabile per svolgere questa attività sia come dipendente, presso saloni di bellezza e centri estetici, sia in maniera autonoma.

Tuttavia, per mettersi in proprio a tutti gli effetti, occorre prima effettuare un ulteriore passaggio: ci riferiamo all’apertura della Partita IVA per parrucchiere. Vediamo, dunque, quali step dovrai affrontare per iniziare.

Partita IVA per parrucchiere: come aprire?

Il parrucchiere che decide di lavorare in proprio, sia da “freelance”, ovvero in casa o presso il domicilio del cliente, sia aprendo un proprio locale, deve necessariamente aprire la Partita IVA e regolarizzare la propria posizione.

Nonostante sia possibile, almeno agli inizi, svolgere prestazioni occasionali, indicando i propri introiti mediante il sistema della ritenuta d’acconto, dopo un certo periodo questo sistema non è più consentito. La prestazione occasionale riguarda, infatti, quei lavoratori che, soltanto in via eccezionale, offrono i propri servizi al pubblico. Pertanto, se ti capita di fare un’acconciatura per un’amica una o due volte l’anno, non sarai costretto ad aprire la Partita IVA per parrucchiere. Le cose cambiano, però, nel momento in cui questo lavoro diviene fisso e regolare, a prescindere dall’ammontare dei tuoi guadagni (il limite dei 5.000 euro, citato erroneamente sul web, è indicativo).

Se svolgi con continuità il mestiere di parrucchiere, dunque, sei obbligato ad aprire la Partita IVA.

Vediamo quali sono i passaggi da affrontare.

1. Agenzia delle Entrate

L’apertura della Partita IVA per parrucchiere si effettua tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, con una procedura online totalmente gratuita. In questa fase, è bene farsi assistere da un commercialista o da un’altra figura esperta in materia fiscale, come un consulente Fiscozen. Dovrai, infatti, prendere decisioni molto importanti, come la scelta del Codice ATECO e del regime fiscale: eventuali sviste o errori potrebbero compromettere la tua attività.

Compilando il seguente form, sarai ricontattato prima possibile da un nostro consulente, che ti aiuterà ad aprire la Partita IVA per parrucchiere e a muovere i passi iniziali verso il mondo della libera professione.

2. Scelta Codice ATECO

Ogni Partita IVA viene associata ad un codice che identifica il tipo di mestiere o attività che la persona andrà a svolgere. Esistono codici per qualsiasi professione: dallo psicologo al wedding planner, per intenderci.

Nel tuo caso, per regolarizzare la Partita IVA per parrucchiere, dovrai utilizzare il seguente codice:

  • 96.02.01 → Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere.

Questo Codice ATECO per parrucchiere ti permette di svolgere il mestiere nel modo che preferisci: in casa, se disponi di spazi adeguati, o presso il domicilio dei tuoi clienti. O, ancora, potrai aprire un tuo salone di bellezza, seguendo l’iter stabilito dalla legislazione italiana (permessi, ecc.) per avviare una nuova attività commerciale.

3. Scelta regime fiscale

Il terzo step riguarda la scelta del regime fiscale a cui dovrai assoggettarti. Da esso dipende l’ammontare delle imposte che andrai a versare ogni anno. Al momento, l’opzione più vantaggiosa, per chi si avvicina da poco alla libera professione, è il regime forfettario, che ti consente di ridurre di gran lunga i costi di gestione.

Il regime forfettario, aperto alle Partite IVA con fatturato annuo inferiore a 65.000 euro, prevede, infatti, il versamento di un’unica imposta sostitutiva, che prende il posto dei comuni tributi (IRPEF, IRAP, ecc.).

Aderendo al regime forfettario per parrucchiere, pertanto, verserai soltanto il 15% di imposte sul tuo reddito imponibile che, in base al Codice ATECO che hai scelto, corrisponde al 67% del fatturato lordo. Inoltre, per i primi cinque anni a partire dall’apertura della Partita IVA, l’aliquota si riduce fino al 5%.

Ma la tassazione agevolata non è l’unico vantaggio dato dal regime forfettario. Ulteriori benefici, per chi possiede i requisiti di accesso e mantenimento, sono: la contabilità semplificata, che ti consente di non registrare le fatture (bensì, soltanto, di numerarle e conservarle), e la possibilità di operare al di fuori del campo di applicazione IVA.

Quest’ultimo aspetto è, per te, molto importante. In un settore altamente competitivo, come quello dei servizi alla persona e, in particolare, dell’estetica, è fondamentale mantenere prezzi e tariffe convenienti. Scegliendo il regime forfettario, in tal senso, non dovrai aggiungere il 22% di Imposta sul Valore Aggiunto sulle tue fatture. Di conseguenza, potrai mantenere dei costi più bassi per la tua clientela e vincere facilmente la concorrenza!

Chi può accedere al regime forfettario per parrucchiere?

Il limite di reddito – fissato, a partire dal 1 gennaio 2019, a 65.000 euro – non è l’unico criterio di accesso al regime forfettario per parrucchiere. Possono aderire ad esso, infatti, soltanto coloro che risiedono in una località italiana o che svolgono questa attività, per almeno il 70% del fatturato complessivo, sul territorio nazionale.

Restano, invece, esclusi coloro che possiedono quote di partecipazione a società o associazioni (non potrai, dunque, aderire al regime forfettario, se apri un salone di bellezza insieme ad uno o più soci); o, ancora, che controllano società a responsabilità limitata (S.r.l.) del medesimo settore. Per approfondire, clicca su questo link!

4. Contributi INPS

Veniamo, infine, alla previdenza, ovvero ai contributi INPS che formeranno, negli anni, la tua pensione.

Dal punto di vista fiscale, la Partita IVA per parrucchiere viene inquadrata come attività di tipo artigianale. Pertanto, sarai tenuto ad iscriverti presso la Gestione Separata INPS, nell’apposita sezione degli artigiani.

Cosa comporta?

I tuoi contributi INPS per parrucchiere si dividono tra contributi fissicontributi a percentuale.

  • I primi vanno versati sul reddito minimale (ovvero su una soglia minima di reddito, stabilita di anno in anno), che corrisponde a 15.878,00 euro, con aliquota del 21,45% (per gli under 21) o del 24% (per tutti gli altri). Pertanto, verserai un contributo minimo fisso pari a 3.413,27 euro (under 21) o a 3.818,16 euro (over 21).
  • I contributi a percentuale si calcolano, invece, soltanto sulla parte di reddito che eccede la soglia del minimale. Le aliquote rimangono identiche, ovvero: 21,45% sotto i 21 anni; 24% per gli artigiani con più di 21 anni.

Ricordiamo, inoltre, che i parrucchieri che si avvalgono del regime forfettario possono richiedere, presentando esplicita domanda all’INPS, una riduzione pari al 35% sui contributi, sia quelli fissi che a percentuale.

Partita IVA da parrucchiere: adempimenti e costi

Quali sono gli adempimenti a cui deve pensare il titolare di Partita IVA per parrucchiere? Vediamoli insieme.

  • Dichiarazione dei redditi → Da presentare a partire dal secondo anno di attività (relativamente all’anno fiscale precedente, ovvero il primo), una volta all’anno. Il periodo di consegna, solitamente, è l’inizio dell’estate. Per i forfettari, la compilazione è molto più semplice: occorre, infatti, inserire soltanto le fatture emesse durante l’anno (e appositamente conservate e numerate), mentre le spese si calcolano forfettariamente (33%).
  • Imposte e contributi INPS → Da versare ogni anno, si dividono in: 1) imposta sostitutiva, pari al 15% o al 5% sul reddito imponibile; 2) contributi minimi e a percentuale, con aliquota variabile dal 21 circa al 24%.

Non dimenticare, poi, che gli artigiani – dunque anche il parrucchiere – devono versare annualmente anche l’INAIL, ovvero il contributo per l’assicurazione sul lavoro, che ammonta a circa un centinaio di euro.

Fondamentale, infine, per mantenere il regime forfettario, è non superare la soglia dei 65.000 euro, mentre, dal 2019, sono venuti meno i vincoli relativi all’acquisto di beni strumentali ed all’assunzione di dipendenti.

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