In questo articolo ti spiegheremo tutto ciò che devi sapere sul tema “Partita IVA per Nomadi Digitali“.

Il mondo del lavoro, negli ultimi anni, è cambiato radicalmente. Il “posto fisso”, con il tuo ufficio e la tua scrivania, è qualcosa di molto lontano. Oggi, infatti, si lavora molto più in modalità smart, da casa o comunque da remoto, grazie alla diffusione capillare della Rete e con l’aiuto dei nuovi mezzi di comunicazione: e-mail, webcam, Skype.

Ciò che non cambia, tuttavia, è la necessità di adeguarsi alle normative in vigore. Anche i nomadi digitali, infatti, devono essere in regola con il fisco! Come orientarsi, dunque, tra nuove forme di lavoro e adempimenti?

Ve lo spieghiamo noi di Fiscozen!

Nomadi digitali: una generazione che lavora in Rete!

Cosa significa l’espressione “Nomadi Digitali“? Un nomade digitale è, per definizione, un lavoratore nomade, che non ha un impiego fisso, come accadeva un tempo, bensì è in grado di spaziare tra un’attività e l’altra.

Al tempo stesso, è anche digitale, poiché è grazie alla Rete ed ai nuovi strumenti di lavoro che può intraprendere parallelamente più collaborazioni, spostarsi da una località all’altra ed operare con committenti esteri.

In altre parole, “nomadi digitali” fa riferimento a tutti quei lavoratori – spesso di giovane età – che svolgono attività in vari ambiti, ma pur sempre accomunate dall’interesse per il web. Un nomade digitale, inoltre, difficilmente rimane nella stessa città per lungo tempo, bensì viaggia a seconda delle collaborazioni in corso, anche all’estero.

Per sua stessa natura, pertanto, il nomade digitale mal si concilia con le modalità classiche di lavoro, specialmente quello subordinato. Egli, al contrario, preferisce forme di collaborazione più smart, più flessibili e, di fatto, più contemporanee, che garantiscano la giusta dose di autonomia negli orari e nell’organizzazione dei compiti.

Nomadi digitali: la scelta di essere indipendenti!

Essere nomadi digitali significa lavorare tramite un computer ed una connessione ad Internet, da qualsiasi luogo o postazione. Ciò si traduce in una libertà – quasi – totale nell’organizzare turni, orari, impegni e scadenze.

La maggior parte dei nomadi digitali svolge la propria attività direttamente da casa. Altri, invece, preferiscono recarsi presso postazioni di lavoro, come le biblioteche o gli spazi di co-working. Altri ancora trascorrono parte del proprio orario lavorativo in azienda o hanno turni prestabiliti, durante i quali devono garantire la presenza al PC.

Insomma, esistono tanti modi per organizzare il lavoro, a seconda del settore e del tipo di prestazioni:

a) Lavoro dipendente da remoto

Tra i nomadi digitali, rientrano i lavoratori dipendenti che, in base agli accordi con l’azienda, svolgono parte del lavoro da remoto. Sono sempre di più le imprese che scelgono di aderire allo smart working, una modalità di lavoro, per così dire, ibrida. I vantaggi – a detta degli esperti e dei lavoratori che hanno potuto sperimentare su se stessi – sono parecchi: dal risparmio di tempo e risorse alla maggiore soddisfazione, dunque una migliore produttività.

In Italia, il lavoro dipendente da remoto è stato regolamentato soltanto nel 2017, con la Legge n. 81.

b) Freelance

Quella del freelance è la categoria più diffusa tra i nomadi digitali. Chi è, sostanzialmente, il freelance?

Si tratta, di fatto, di un lavoratore autonomo, nella maggior parte dei casi un libero professionista, che svolge la sua attività tramite Partita IVA. Abbiamo parlato più volte di cosa significhi essere freelance e dei vantaggi della libera professione: autonomia, indipendenza economica, flessibilità del lavoro e degli orari, etc..

Il freelance rimane, comunque, vincolato a precisi obblighi fiscali, che vi illustreremo meglio in seguito.

c) Imprenditore

Anche la figura dell’imprenditore è, spesso, accostata a quella del nomade digitale. Il motivo? Oggi, per chi desidera fare impresa, il settore digital rappresenta uno dei terreni più fertili e ricchi di opportunità.

Ad ogni modo, si può realmente parlare di imprenditori nomadi digitali, se il web costituisce un elemento preponderante (e non un mero strumento di lavoro!), come nel caso del gestore di un sito di e-commerce.

Anche l’imprenditore, come il freelance, dovrà aprire la Partita IVA per svolgere regolarmente l’attività.

Partita IVA per nomadi digitali: quali sono le principali professioni?

nomadi digitali sono lavoratori accomunati – come abbiamo visto – da due elementi essenziali: la flessibilità ed autonomia nell’organizzazione del lavoro e l’utilizzo della Rete, come mezzo preponderante per l’attività.

Sono tanti, dunque, i settori che possono essere accostati, al giorno d’oggi, al fenomeno dei nomadi digitali, sebbene la maggior parte di loro operi in ambiti molto avanzati ed innovativi rispetto al passato:

  • Web marketing → Dal social media manager al copywriter, dal blogger all’ideatore di campagne online. Quello del web marketing è uno dei campi più fiorenti dell’economia moderna, con una vasta gamma di opportunità per giovani e meno giovani, che lasciano ampio spazio all’indipendenza personale.
  • Design e arti grafiche → Web designer, grafico pubblicitario, designer di prodotti: sono tutte attività che si conciliano molto bene con la libera professione e, di conseguenza, con il lavoro da nomadi digitali.
  • Video e fotografia → Le professioni artistiche, specie se legate ai nuovi media, sono tra le preferite dai nomadi digitali, poiché richiedono frequenti spostamenti e sono legate all’uso del computer.
  • Insegnamento e formazione → Oggi non si insegna più soltanto nelle scuole, ma anche tramite la Rete: basti pensare a chi offre lezioni private online ed ai formatori che organizzano corsi telematici.
  • Informatica → Tra i settori con la più alta concentrazione di nomadi digitali, non può di certo mancare l’informatica: programmatori, sviluppatori di app per smartphone, esperti di UX design e via di seguito.

Nomadi digitali e fisco: cosa devo sapere?

nomadi digitali, come gli altri lavoratori, sono soggetti ad obblighi fiscali, che differiscono in base a vari fattori.

La prima grande divergenza sorge tra:

  • chi lavora in Italia ed è assoggettato al fisco italiano;
  • chi lavora all’estero:
    • per meno di 183 giorni l’anno (rimane soggetto alle leggi italiane);
    • per più di 183 giorni l’anno (può scegliere di trasferire all’estero la tassazione).

Chi decide di versare le proprie tasse all’estero dovrà seguire gli adempimenti previsti dal nuovo Paese e, soprattutto, le convenzioni con l’Italia, per non rischiare di vedere doppiamente tassati i redditi prodotti.

Partita IVA per nomadi digitali: come funziona?

Veniamo, invece, al caso più frequente, ovvero quello dei nomadi digitali che scelgono di mantenere la propria posizione fiscale e contributiva nel nostro Paese. Costoro hanno di fronte due possibili alternative:

  • lavorare tramite prestazione occasionale (scelta consentita soltanto in certi casi);
  • aprire la Partita IVA e diventare imprenditore o libero professionista.

La Partita IVA – come abbiamo più volte spiegato – è un codice numerico che permette di fatturare, versare le imposte e i contributi previdenziali. Al tempo stesso, è uno strumento fondamentale per svolgere attività in maniera continuativa, senza limiti di reddito o di tempo, avvalersi di collaboratori dipendenti, acquistare attrezzature da lavoro, e tutto ciò essendo in regola con il fisco italiano. Pertanto, se desideri sviluppare la tua professionalità e scegliere la via del nomadismo digitale, la soluzione migliore è affidarti ad un esperto ed aprire Partita IVA.

Come aprire Partita IVA per nomadi digitali?

Il nomade digitale non fa differenza, rispetto a qualsiasi freelance o imprenditore. Egli, infatti, segue la medesima procedura per l’apertura della Partita IVA, che può essere effettuata, online e gratuitamente, tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, quando si ha a che fare con professioni nuove e non ancora regolamentate (come la stragrande maggioranza dei lavori svolti dai nomadi digitali), il supporto di una figura specializzata è molto importante, per evitare di commettere errori e di portare a termine correttamente i passaggi più complessi:

  • Scelta del Codice ATECO → Il Codice ATECO caratterizza l’attività che andrai a svolgere (es. avvocato, parrucchiere, medico o lavori meno convenzionali, come il social media manager o il blogger).
  • Scelta del regime fiscale → L’attuale disciplina fiscale mette a disposizione degli autonomi con reddito inferiore a 65.000 euro (ed in linea con tutti i requisiti richiesti) il cosiddetto regime forfettario. Il regime forfettario è un regime agevolato, grazie al quale potrai versare soltanto un’aliquota fissa pari al 15% del tuo reddito imponibile annuo. L’aliquota fissa si riduce al 5% per i primi cinque anni di attività.
  • Apertura della posizione previdenziale → Oltre alle imposte, dovrai versare anche i contributi che andranno a formare il tuo credito pensionistico. Per le professioni non regolamentate, vale a dire che non rispondono ad un Ordine Professionale (come quello degli architetti o dei giornalisti, per intenderci), la soluzione è la Gestione Separata INPS, che prevede il versamento di contributi in percentuale sul reddito.

Il supporto di una figura esperta in materia fiscale è, pertanto, necessaria per compiere la scelta più vantaggiosa.

Fiscozen: servizi fiscali online per nomadi digitali

Essere nomadi digitali significa essere liberi anche da vari vincoli, soprattutto quelli territoriali.

La migliore soluzione, per gestire la Partita IVA per nomadi digitali e adempiere agli obblighi fiscali da qualsiasi parte del mondo, è scegliere un servizio online, flessibile e vantaggioso nel prezzo… proprio come Fiscozen!

Fiscozen è un servizio dedicato a liberi professionisti e freelance e, dunque, a misura di nomade digitale.

La gestione è totalmente informatizzata (dalla fatturazione alla compilazione della dichiarazione dei redditi, fino al pagamento delle imposte); dunque, in ogni momento, potrai accedere e verificare dati, reddito, contributi, etc..

Ciò vuol dire che non dovrai recarti fisicamente presso uno studio, bensì potrai effettuare operazioni e monitorare l’andamento della tua attività, semplicemente utilizzando il tuo computer o un’applicazione su smartphone.

Fiscozen ti offre, inoltre, assistenza qualificata, veloce e puntuale, da parte di un team di specialisti.

Dunque, hai intenzione di aprire Partita IVA per nomadi digitali? Oppure vorresti passare ad un servizio più smart, proprio come la tua attività? Compila il form sottostante e verrai ricontattato prima possibile!

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