In questo articolo, ti forniremo una panoramica completa riguardo alla Partita IVA da psicologo, uno strumento indispensabile per esercitare in studio come libero professionista ed essere in regola con il fisco italiano.

L’apertura della Partita IVA costituisce un importante punto di svolta, per tutti coloro che desiderano mettersi in proprio ed avviare uno studio di psicologia: infatti, dalle prime esperienze lavorative, spesso occasionali, si passa ad un’attività continuativa e professionale a tutti gli effetti, con i suoi rischi e le sue responsabilità.

È per tale motivo che, da parte di molti giovani, questo momento viene vissuto con una certa apprensione. In realtà, aprire Partita IVA da psicologo è più semplice ed economico di quanto non si pensi. Tuttavia, è bene prestare la dovuta attenzione ai vari passaggi, poiché eventuali errori potrebbero compromettere il futuro dell’attività.

Dunque, abbiamo deciso di fare un po’ di chiarezza e di spiegarvi come aprire Partita IVA da psicologo, quali sono i costi di apertura e di gestione e, infine, quali sono gli obblighi fiscali e contributivi per il titolare.

Se sei interessato a lavorare come professionista psicologo, pertanto, ti invitiamo a leggere con attenzione!

La Partita IVA è uno strumento – o, meglio, un codice numerico – che permette ai lavoratori autonomi, siano essi imprenditori, commercianti, artigiani o liberi professionisti, di emettere fattura e dichiarare i propri incassi al fisco italiano, di versare le imposte ed i contributi previdenziali, secondo le modalità previste dalla Legge.

Chi è lo psicologo?

Per esercitare come psicologo, di per sé, non è necessaria la Partita IVA. Come accade per altre professioni regolamentate (ad es. il medico, l’avvocato o l’architetto), difatti, è sufficiente conseguire la Laurea Magistrale in Psicologia e, successivamente, superare l’Esame di Abilitazione, per effettuare l’iscrizione all’Albo degli Psicologi.

Chi desidera proseguire il percorso di formazione ed ottenere una qualifica migliore può spaziare tra vari Master di I o di II Livello (ad esempio, in Psicologia del Lavoro o in Psicologia dello Sport). Oppure, in alternativa, frequentare una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, scegliendo l’impostazione terapeutica più in linea con le attitudini (ad esempio, Scuola Cognitivo-Comportamentale o Scuola Freudiana, per citare due tra gli indirizzi più noti).

Lo psicologo è una figura sempre più di spicco nella nostra società. La sua professionalità è richiesta in tanti ambiti: nelle scuole, nelle aziende (per la selezione del personale e la gestione dei conflitti), nelle comunità terapeutiche (ad esempio, le comunità di recupero per tossicodipendenti) e di accoglienza, nelle strutture sanitarie.

Oltre a lavorare come dipendente in contesti pubblici e privati, lo psicologo iscritto all’Albo può esercitare anche come libero professionista e ricevere in studio i clienti (o, meglio, pazienti). Come per tutti i professionisti, anche per lo psicologo vige l’obbligo di aprire la Partita IVA per emettere fattura e dichiarare i propri redditi.

La procedura di apertura della Partita IVA da psicologo è gratuita e può essere effettuata per via telematica, attraverso il sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, è consigliato affidare questo compito ad una figura esperta nel settore fiscale, per evitare di commettere qualche errore durante i seguenti passaggi:

  • Scelta del Codice ATECO → Il Codice ATECO serve ad identificare il tipo di attività ed il settore di riferimento. Per psicologi e psicoterapeuti, il Codice da utilizzare è: 86.90.30, ovvero “attività svolta da psicologi”.
  • Scelta del Regime Fiscale → La scelta del regime fiscale si riduce, di fatto, a due opzioni: il regime ordinario ed il regime forfettario, già illustrato in questo articolo. Quest’ultimo consiste in un regime fiscale agevolato, riservato alle Partite IVA con reddito inferiore ai 65.000 euro annui, che prevede i seguenti benefici:
    • versamento di un’unica imposta sostitutiva (con aliquota al 5% per i primi cinque anni di attività, che diviene pari al 15% dal sesto anno in poi) al posto di IRPEF, IRAP, addizionali, etc.;
    • esonero dagli obblighi IVA;
    • esonero da studi di settore, spesometro, redditometro, etc.;
    • esonero dalla fatturazione elettronica (clicca qui per scoprire in quali casi vige l’obbligo);
    • semplificazione della contabilità (ad esempio, esonero dalla registrazione delle fatture), etc..
  • Iscrizione alla Cassa Previdenziale → Lo psicologo fa riferimento ad uno specifico Ordine Professionale e, dunque, alla propria Cassa Previdenziale, l’ENPAP. In fase di apertura della Partita IVA da psicologo, pertanto, sarà necessario effettuare l’iscrizione, per poter versare i contributi a fini pensionistici.

Il regime forfettario costituisce, allo stato attuale, la soluzione più comoda e vantaggiosa per chi si appresta ad iniziare un’attività professionale e, dunque, percepisce redditi inferiori alla soglia massima di 65.000 euro.

Per accedere al regime forfettario, oltre al suddetto limite di reddito, è necessario rispettare anche altri requisiti, già illustrati precedentemente in questo articolo. Dal 2019, inoltre, con la nuova Legge di Bilancio, sono venuti meno i requisiti di accesso e mantenimento relativi all’acquisto di beni strumentali ed al lavoro dipendente.

Se hai bisogno di una consulenza gratuita per l’apertura della tua Partita IVA da psicologo compila questo form e verrai richiamato da un esperto fiscale per una consulenza telefonica:

Partita IVA da psicologo: quali sono i costi?

Come abbiamo detto, l’apertura della Partita IVA da psicologo è un’operazione semplice e gratuita.

Tuttavia, il lavoratore va incontro a varie spese annuali, sia fisse che variabili in proporzione al reddito.

Per il professionista psicologo che sceglie di assoggettarsi al regime forfettario, tali spese consistono in:

  • Tassazione → La tassazione, per la Partita IVA da psicologo è pari al 15% del cosiddetto reddito imponibile (vale a dire, l’intero fatturato lordo dell’anno di riferimento, decurtato di una quota forfettaria – pari al 22% – per le spese sostenute), ridotta ulteriormente al 5% per i primi cinque anni dall’avvio dell’attività.
  • Contributi previdenziali → I contributi previdenziali danno diritto al trattamento pensionistico e sono obbligatori per tutti i lavoratori autonomi con Partita IVA. Lo psicologo, essendo un professionista iscritto all’Albo con relativa Cassa (ENPAP), fa riferimento alla disciplina di quest’ultima, che prevede:
    • contributo soggettivo (pari al 10 % del reddito netto, con un minimo di 780 € annui);
    • contributo integrativo (pari al 2 % del fatturato lordo, con un minimo di 60 € annui);
    • contributo di maternità (quota fissa stabilita ogni anno dall’ENPAP).

Tassazione e contributi non sono gli unici costi che il professionista psicologo dovrà sostenere. Oltre a questi, difatti, vi sono quelli relativi alla gestione della Partita IVA, vale a dire l’onorario del commercialista o di colui che si occupa di portare a termine gli adempimenti fiscali (come la dichiarazione annuale dei redditi).

Come risparmiare sulla gestione della Partita IVA da psicologo?

I costi di gestione, per la Partita IVA forfettaria, non sono, generalmente, esorbitanti. Ad ogni modo, è possibile risparmiare ulteriormente, scegliendo un servizio online – comodo e competitivo nelle tariffe – come Fiscozen.

Fiscozen offre assistenza qualificata ai liberi professionisti con Partita IVA che si avvalgono delle agevolazioni del regime forgettario, garantendo supporto completo e puntuale. Sottoscrivendo il servizio, avrai diritto ad un consulente esperto in ambito fiscale, che ti seguirà nell’apertura della Partita IVA da psicologo (e nell’esecuzione dei passaggi che abbiamo elencato qui sopra) o, se già aperta, nella gestione contabile e fiscale.

Se desideri maggiori informazioni o se sei intenzionato ad avviare un tuo studio di psicologia, compila il form sottostante per richiedere una consulenza e verrai ricontattato quanto prima da un esperto di Fiscozen.

Partita IVA da psicologo: serve la fatturazione elettronica?

La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto novità anche riguardo la fatturazione, stabilendo l’obbligo di utilizzare il formato elettronico per tutte le operazioni e/o transazioni (cessione di beni o prestazioni di servizi).

L’obbligo entra in vigore dal 01 gennaio 2019, seppure con alcune eccezioni:

  • lavoratori autonomi assoggettati al nuovo regime forfettario;
  • lavoratori autonomi assoggettati al regime dei minimi o al regime di vantaggio;
  • vendita di farmaci e prestazioni medico-sanitarie, al fine di garantire la privacy del paziente.

Di conseguenza, il professionista psicologo sarà esonerato dall’uso della fattura elettronica:

  • se si avvale del regime forfettario → per qualsiasi servizio o prestazione;
  • se si avvale del regime ordinario → per servizi e prestazioni sanitarie soggette al STS.

Spieghiamo meglio quest’ultimo punto.

STS fa riferimento a quei servizi per i quali è obbligatoria la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, da parte del professionista psicologo, ovvero le prestazioni rese a persone fisiche e di carattere medico-sanitario: terapia individuale o di gruppo, sedute di coppia, terapia per bambini e adolescenti, psicoterapia, etc..

In questi casi, per garantire il rispetto della riservatezza del paziente, sarà possibile utilizzare la fattura classica.

Al contrario, per i servizi resi nei confronti di soggetti differenti dalle persone fisiche (ad esempio: associazioni, enti pubblici e privati, società, strutture sanitarie, etc.) e per le prestazioni non soggette al STS (come le consulenze, le attività di formazione e ricerca o nel campo della psicologia dello sport, la formazione del personale, etc.), il professionista psicologo non forfettario dovrà adoperare il nuovo sistema di fatturazione elettronica.

Conclusioni

Concludendo, aprire e gestire la Partita IVA da psicologo – come abbiamo visto – è meno dispendioso di quanto non sembri. I costi fissi sono minimi, imposte e contributi sono proporzionali al reddito e, grazie a servizi come Fiscozen, è facile monitorare l’andamento dell’attività e valutare, in tempo reale, l’ammontare delle imposte.

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