Oggi vogliamo spiegarti come aprire Partita IVA da sviluppatore di app e software, per intraprendere una delle professioni attualmente più richieste in Italia e nel mondo. Se hai buone conoscenze informatiche, se hai studiato uno o più linguaggi di programmazione e non disdegni l’idea di lavorare da casa, attraverso il tuo PC ed una connessione ad Internet, questa potrebbe essere la strada giusta per te. Vediamo insieme come iniziare al meglio!

Chi è lo sviluppatore?

Lo sviluppo tecnologico ha imposto prepotentemente sul mercato del lavoro nuove esigenze e nuove figure professionali. Internet è diventato una necessità, telefoni e computer sono sempre più presenti nella nostra vita quotidiana, mentre app e software ci accompagnano in tante operazioni ed attività che, un tempo, si svolgevano solo “fisicamente”. Cercare un ristorante, prenotare un volo, inviare una somma di denaro, acquistare un regalo per il partner: per queste, e per tante altre esigenze, esistono oggi applicazioni create apposta per farci risparmiare tempo, grazie alle quali non dobbiamo neppure uscire di casa, in quanto ci basta digitare e cliccare su PC o smartphone.

In una società simile, è chiaro che uno sviluppatore di app e software trovi sempre più spazio. Del resto, è sufficiente dare un’occhiata agli annunci di lavoro o alle figure ricercate dalle stesse aziende, per notare che di opportunità, per chi possiede competenze e strumenti giusti, ve ne sono davvero tantissime!

Come diventare sviluppatore freelance?

Come abbiamo detto, per uno sviluppatore, oggigiorno, non mancano di certo le occasioni per trovare un buon impiego. Sono moltissime le aziende e gli enti che necessitano di una nuova app per i servizi online o di un software gestionale per organizzare il workflow, ma nonostante ciò c’è chi preferisce lavorare come freelancer, e cioè aprendo la Partita IVA da sviluppatore e mettendosi, quindi, totalmente in proprio. Perché prediligere questa modalità?

I motivi possono essere diversi: maggiore autonomia nella scelta degli orari e del luogo di lavoro, possibilità di concordare compensi specifici a seconda del servizio, indipendenza rispetto ai singoli committenti. Detto altrimenti, aprendo Partita IVA come sviluppatore, non sarai un semplice impiegato, ma sarai inquadrato come libero professionista, per cui nulla ti vieterà di collaborare con più aziende, né di operare anche con clienti esteri.

Certo, ogni scelta ha anche degli aspetti meno vantaggiosi, come il dover provvedere da sé al pagamento delle imposte e dei contributi. Tuttavia, in compenso, c’è la libertà di pianificare in prima persona la propria carriera!

Partita IVA da sviluppatore: come aprire?

Se desideri aprire Partita IVA come sviluppatore, certamente possiedi già un’ottima padronanza degli strumenti informatici. Ecco perché, per la gestione degli adempimenti fiscali, vogliamo consigliarti un servizio online molto conveniente e adatto alle tue esigenze, ovvero Fiscozen, con il quale puoi avviare la tua attività senza costi aggiuntivi!

Compila subito il form con i tuoi dati ed un consulente Fiscozen ti contatterà per aiutarti nell’apertura della tua Partita IVA da sviluppatore, consigliandoti attentamente nelle scelte che dovrai effettuare!

Codice ATECO da sviluppatore: quale scegliere?

Una delle principali scelte riguarda il Codice ATECO da associare alla tua Partita IVA da sviluppatore. Un dettaglio da non sottovalutare, in quanto da esso dipende la “porzione” di reddito su cui pagare imposte e contributi.

Il codice consigliato per la tua attività è: 62.01.00 – Produzione di software non connesso all’edizione.

Con questo Codice ATECO, potrai svolgere le seguenti prestazioni:

  • progettazione struttura e contenuti e/o compilazione codici informatici per la creazione e implementazione di: software di sistema e applicazione di software (inclusi aggiornamenti), database, pagine web;
  • personalizzazione di software, es. modifica e configurazione di applicazioni esistenti, in modo che risultino funzionali all’ambiente del sistema informativo dei clienti.

Pertanto, potrai tranquillamente collaborare con aziende, negozi, brand, ecc. per la creazione di programmi ed applicazioni, nonché del loro sito web, ed essere inquadrato fiscalmente come libero professionista.

Il regime forfettario per sviluppatori informatici

Aprire Partita IVA come sviluppatore di software non deve spaventarti più di tanto, poiché esiste un regime fiscale agevolato che ti permette di risparmiare sulle tasse, specialmente durante i tuoi primi anni di attività.

Si tratta del regime forfettario, che prevede una tassazione pari al 5% del reddito imponibile per i primi cinque anni (per chi possiede i requisiti da start-up), per arrivare al 15% a partire dal sesto. Per poter usufruire del regime forfettario, è necessario, innanzitutto, rispettare la soglia massima di ricavi e compensi, fissata a 65.000 euro.

Un altro aspetto importantissimo del regime forfettario riguarda la deduzione delle spese, che avviene solamente su base forfettaria. Detto in altri termini: invece di sottrarre, voce per voce, tutti i costi professionali che hai sostenuto durante l’anno, dovrai dedurre una percentuale fissa, stabilita per legge per il tuo Codice ATECO (ovvero il 33%).

Dunque, per fare un piccolo esempio, su un fatturato complessivo di 10.000 euro, la quota dedotta per le spese corrisponde a 3.300 euro. Mentre sui rimanenti 6.700 euro – e cioè sul tuo reddito imponibile, pari al 67% – saranno calcolati sia l’imposta sostitutiva (con aliquota al 15% o al 5%), sia i contributi previdenziali da versare all’INPS.

Ricordiamo, inoltre, che il regime forfettario offre la grande possibilità di operare in franchigia IVA: un vero e proprio “toccasana” per le finanze dei giovani professionisti! Il motivo è semplice: non dovendo applicare un’imposta del 22% sulle tue tariffe, i tuoi committenti risparmieranno e saranno invogliati a ricontattarti in futuro!

I vantaggi proseguono con l’esonero dal passaggio alla fattura elettronica, dalla presentazione di esterometro, spesometro e studi di settore, dalla tenuta dei registri contabili e dai vari adempimenti inerenti l’IVA (es. liquidazione, dichiarazione annuale, ecc.). Di conseguenza, gestire la tua Partita IVA da sviluppatore è più semplice ed anche il prezzo dell’assistenza fiscale – sia con un commercialista che con Fiscozen – scende parecchio!

Gestione separata INPS per sviluppatori

Come anticipato, per avere un’idea chiara dei costi annuali, oltre all’imposta sostitutiva tipica del regime forfettario, bisogna considerare anche i contributi previdenziali. In Italia, infatti, è obbligatorio iscriversi alla propria cassa di previdenza (che, nel caso degli sviluppatori software, è la Gestione Separata INPS) e provvedere al versamento in base alle regole e aliquote da essa indicate. Nello specifico, aprendo Partita IVA come sviluppatore, sarai associato ai cosiddetti “professionisti senza cassa” iscritti alla GS, che pagano un contributo pari al 25,72% del reddito imponibile. In compenso, senza contributi fissi, l’importo aumenta o scende in base al volume d’affari.

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