Oggi vogliamo parlarvi della Partita IVA da Youtuber, un argomento molto attuale che, certamente, interessa a tanti giovani alla ricerca di un’attività inusuale e remunerativa. Come abbiamo più volte notato, il mondo del lavoro è inevitabilmente cambiato negli ultimi anni: ecco perché è bene tenersi informati sulle novità e valutare la possibilità di svolgere una professione “diversa dal solito”. Ecco tutto ciò che dovete sapere per diventare Youtuber!

Mamma, voglio fare lo Youtuber!

Si scherza spesso sulle nuove professioni legate alla Rete e ai social network. A volte, infatti, c’è ancora un certo pregiudizio nei confronti di chi lavora come influencer, come social media managerweb copywriter.

Nulla di più sbagliato: oggi, infatti, sono sempre di più le persone – giovani e meno giovani – che scelgono di mettere a frutto le opportunità date dalla Rete. I guadagni, come in tutte le professioni, arrivano con il tempo (e con tanto impegno). Tuttavia, a differenza di quanto si possa credere, lavorare sul web è un ottimo modo per crearsi uno stipendio ed essere indipendenti, svolgendo un’attività creativa, stimolante e, soprattutto, remunerativa!

Tra i vari lavori che hanno a che fare con la Rete, vi è anche lo Youtuber.

Non si tratta semplicemente di una persona che fa video e li carica sul noto sito, bensì di un vero e proprio creatore di contenuti, con un canale e una community più o meno ampia di “seguaci”. Basta fare un giro sul portale YouTube, per scoprire Youtuber molto diversi tra loro, che si occupano di tematiche anche parecchio complesse.

Qualche esempio? Marco Montemagno, celebrità nel settore della comunicazione e del marketing. O Clio Make Up, divenuta famosa per le sue competenze nel campo dell’estetica. O, ancora, il giovanissimo Favij, esperto di gaming.

Insomma, di spazio ce n’è per tutti. Uno Youtuber, infatti, può guadagnare in svariati modi: con le visualizzazioni degli utenti (ovvero tramite annunci pubblicitari visualizzati sul canale), tramite sponsorizzazioni di prodotti o collaborazioni con aziende del proprio settore, ma anche promuovendo libri, guide, ebook di propria produzione.

Trattandosi di una professione nuova e variegata nei suoi aspetti, ancora oggi vi è poca chiarezza su come aprire la Partita IVA da Youtuber. Per questo motivo, abbiamo deciso di darvi tutte le informazioni che vi occorrono per dare inizio alla vostra attività senza correre rischi. Avete sempre sognato di diventare Youtuber? Buona lettura!

Partita IVA da Youtuber: come aprire?

Vediamo subito come aprire la Partita IVA da Youtuber e quali sono gli step per avviare la nuova attività.

Quando non serve la Partita IVA da Youtuber?

Partiamo da un presupposto. Lo Stato Italiano riconosce la possibilità di svolgere un’attività in maniera occasionale, dunque senza aprire la Partita IVA. Gli eventuali incassi, in questo caso, vengono tassati mediante la ritenuta d’acconto: una detrazione pari al 20% sull’importo, versata direttamente dal committente all’Agenzia delle Entrate.

Tuttavia, il metodo della prestazione occasionale si applica soltanto in certe condizioni:

  1. l’attività dev’essere episodica e occasionale, come per singole collaborazioni di breve durata;
  2. il volume d’affari dev’essere contenuto (sebbene non esista una soglia limite stabilita per legge).

Quindi, se la tua attività di Youtuber ti porta soltanto piccoli e occasioni introiti, potrai continuare ad utilizzare la ritenuta d’acconto. Se, invece, il tuo canale cresce e i guadagni diventano regolari e continui nel tempo, dovrai aprire Partita IVA da Youtuber, a prescindere dall’ammontare del tuo fatturato annuale.

Vediamo subito come fare per aprire la Partita IVA da Youtuber!

1. Apertura Partita IVA da Youtuber

L’apertura della Partita IVA da Youtuber è un’operazione piuttosto veloce, che può essere eseguita online e gratuitamente, grazie a Fiscozen. Zero costi di partenza, dunque! Inoltre, potrai iniziare a fatturare sin da subito.

Il consiglio, comunque, è quello di rivolgervi sempre ad un esperto in ambito fiscale, specialmente quando si ha a che fare con attività “di nuova generazione” (come, appunto, lo Youtuber, ma anche il travel blogger o il web designer). In questa fase, infatti, dovrete compiere importanti scelte che influenzeranno il vostro futuro lavorativo!

2. Scelta del Codice ATECO da Youtuber

Il Codice ATECO è un codice che classifica il tipo di attività che andrete a svolgere. Ad esempio, c’è un Codice ATECO per l’avvocato, uno per l’ingegnere, per l’infermiere, per l’architetto e via di seguito. Tuttavia, quella dello Youtuber è ancora considerata un’attività inusuale e innovativa, per cui non esiste un codice specifico ma dipende dal tipo di modello di monetizzazione utilizzato.

Ad esempio, uno youtuber di solito guadagna tramite sponsorizzazioni e inserzioni pubblicitarie (come adsense): in questo caso il codice ATECO corretto da utilizzare è il 73.11.02 (conduzione di campagne pubblicitarie). Tuttavia il codice ATECO potrebbe essere diverso nel caso in cui l’attività di youtuber fosse associata ad altre tipologie di attività.

Per questo motivo ti consigliamo di compilare il form sottostante e parlare con un consulente fiscale specializzato che ti aiuterà a scegliere il codice ATECO adatto a te:

Attenzione: ricordiamo che la vendita online di prodotti è assimilata, dal punto di vista fiscale, alla vendita per corrispondenza. Di conseguenza se, oltre che del vostro canale YouTube, siete titolari di un e-commerce, dovrete seguire le regole per quest’ultima attività, come l’iscrizione in Camera di Commercio e al Registro delle Imprese.

3. Regime forfettario per Youtuber

Un’altra decisione essenziale che dovrete prendere riguarda il regime fiscale a cui assoggettarvi. Ad oggi, per le nuove attività (e, in generale, per chi non supera i 65.000 euro annui di reddito), la soluzione più conveniente consiste nel regime forfettario. Aderendo al forfettario, infatti, verserete soltanto un’unica imposta sostitutiva (con aliquota al 5% per i primi cinque anni e al 15% dal sesto). Inoltre, sarete avvantaggiati con numerose agevolazioni:

  • esenzione da fatturazione elettronica;
  • esenzione IVA;
  • esonero da esterometro e studi di settore;
  • contabilità semplificata (ad es. non dovrete registrare le vostre fatture).

Ricordiamo, inoltre, che nel regime forfettario sia la tassazione che i contributi (di cui parleremo nel prossimo punto) si calcolano sul reddito imponibile. Con questa espressione, intendiamo il fatturato lordo, meno una percentuale per le spese: per i liberi professionisti, come lo Youtuber, la detrazione forfettaria è pari al 22%.

Dunque, su un fatturato di 20.000 euro annui, pagherete solo il 5% di imposte su 15.600 euro!

Chi può accedere al regime forfettario per Youtuber?

Per accedere al regime forfettario per la Partita IVA da Youtuber, oltre a non superare i 65.000 euro di reddito annuo, occorre rispettare altri requisiti. Sono, infatti, esclusi i contribuenti che non risiedono in Italia (o che producono oltre il 70% del fatturato all’estero) o in un Paese UE. O, ancora, coloro che risultano titolari di quote di partecipazione a società, associazioni o che controllano direttamente o indirettamente una S.R.L. del medesimo settore della Partita IVA.

4. Gestione Separata INPS

Il quarto ed ultimo passaggio riguarda l’iscrizione alla Cassa Previdenziale per versare i contributi. La professione di Youtuber, come tante altre, non fa riferimento a un ordine o albo. Di conseguenza, dal punto di vista contributivo, farà capo alla Gestione Separata INPSCosa comporta tutto questo? Vediamolo insieme.

La Gestione Separata INPS, nella sezione dei liberi professionisti, richiede il versamento di contributi a percentuale, con aliquota pari al 25,72% sul reddito imponibile. L’aspetto positivo, pertanto, è che le spese saranno commisurate al vostro fatturato, senza contributi fissi o minimali da rispettare, spesso piuttosto gravosi.

Conclusioni

Concludendo, se già da tempo vi dedicate al mondo di YouTube e state pensando di trasformare una passione creativa in un vero lavoro, è arrivato il momento di aprire la Partita IVA da Youtuber. Niente paura: i costi, come abbiamo visto nell’articolo, sono contenuti e proporzionali al guadagno che ricavate dal vostro canale!

Inoltre, sottoscrivendo il servizio Fiscozen, potrete risparmiare ulteriormente sulle spese per il commercialista, senza rinunciare ad un’ottima assistenza nell’adempiere ai doveri fiscali. Non dimentichiamo, poi, che lo Youtuber è spesso in giro per fiere, convegni, vlog e altre attività: Fiscozen mette a vostra disposizione una piattaforma online, alla quale potrete accedere da qualsiasi luogo, con un semplice PC e una connessione ad Internet.

Insomma, non dovrete recarvi nello studio del vostro consulente, bensì avrete tutto a portata di mano, anzi di click: fatture, andamento del fatturato, scadenze, lista dei clienti. Un bel vantaggio per la Partita IVA da Youtuber, no?

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