Un contribuente titolare di partita IVA può effettuare il passaggio da regime semplificato a forfettario? Quali sono i requisiti di accesso e quali le nuove regole da rispettare? Ma soprattutto cosa cambia?

Regime ordinario semplificato

Sono tre i regimi fiscali a disposizione dei contribuenti italiani: ordinario, semplificato e forfettario. Il regime semplificato, conosciuto anche come regime per le imprese minori, è un tipo di contabilità che consente a persone fisiche che esercitano attività d’impresa di adottare un regime contabile più snello rispetto al regime ordinario, soprattutto nella tenuta dei registri contabili. Per poter usufruire di questo regime fiscale bisogna rispettare un limite annuo di ricavi pari a 400.000€ per coloro che prestano servizi e di 700.000€ per coloro che si occupano di cessione di beni. I contribuenti che scelgono di operare nel regime semplificato sono obbligati alla tenuta dei registri IVA, insieme all’obbligo di registrazione di tutte le fatture di acquisto e vendita, oneri deducibili ai fini di imposta sui redditi. È obbligatorio tenere i registri incassi/pagamenti e il registro dei beni ammortizzabili. Oggi però rispondiamo ad una domanda: è possibile effettuare il passaggio da regime semplificato a forfettario?

Costi del regime semplificato

I contribuenti che scelgono il regime semplificato determinano il proprio reddito in base al principio di cassa, quindi in base alla differenza tra compensi incassati e spese effettivamente sostenute durante l’esercizio della professione.
Le principali voci di spesa sono:

  • IRPEF: questa è l’imposta sul reddito, un’aliquota d’imposta che varia per scaglioni di reddito, partendo dal 23% per redditi fino a 15.000€ fino ad arrivare al 43% per i redditi oltre i 75.000€;
  • IRAP: un’imposta regionale che si applica alle attività produttive esercitate in ciascuna regione d’Italia che è pari al 3.5%;
  • INPS: cassa di previdenza per versare i contributi della tua pensione. In Italia è obbligatoria;
  • IVA: imposta sul valore aggiunto, calcolata periodicamente in base alle annotazioni fatte. Viene effettuata una differenza tra IVA a debito derivata dalle fatture emesse e IVA a credito derivante dalle fatture di acquisto. La liquidazione viene effettuata ogni giorno 16 del mese successivo o trimestralmente. La dichiarazione IVA, al contrario, viene effettuata annualmente.

Scegliere un regime agevolato al posto del semplificato

Il regime forfettario potrebbe essere la scelta più giusta per quei contribuenti che nel regime semplificato non riescono ad effettuare guadagni superiori ai 30.000€. Se il regime ordinario è il più complesso dei tre regimi a disposizione dei contribuenti con il semplificato abbiamo già le prime semplificazioni. Ma scegliere il regime forfettario semplifica ulteriormente e soprattutto è il più conveniente per chi avvia una nuova attività. È proprio per le nuove attività che lo Stato ha deciso di introdurre questo regime fiscale. Ma come si effettua il passaggio dal regime semplificato a quello forfettario? Vediamo prima nel dettaglio quali sono i vantaggi che si possono avere nel passaggio da semplificato a forfettario come regime fiscale.

Il regime forfettario: la scelta per i piccoli contribuenti

Come già detto, il regime forfettario è stato introdotto dallo Stato Italiano come un regime agevolato per i contribuenti. Erede diretto del vecchio regime dei minimi, si basa sulla necessità dei piccoli contribuenti di risparmiare sia sulle tasse ma soprattutto sulla gestione burocratica e fiscale del regime. Il regime forfettario infatti prevede una notevole quantità di semplificazioni sugli adempimenti fiscali. Iniziamo col dire che non sarà più necessario tenere i registri contabili. Inoltre non c’è rivalsa IVA e nemmeno quindi la necessità di registrazione di tutte le spese della tua attività (le tue fatture saranno senza IVA). Il regime forfettario è esente da ritenuta d’acconto, non dovrai effettuare le dichiarazioni per lo spesometro nazionale e non è necessaria la registrazione delle fatture. Nel regime forfettario non sono previste deduzioni di spesa per l’attività lavorativa in quanto lo Stato ha già definito un forfettario di spese da poter dedurre (anche in assenza di effettive spese) per ciascuna attività lavorativa così come classificata dal Codice ATECO. Nel regime forfettario inoltre è prevista una sola imposta sostitutiva, che è pari al 5% del reddito netto nei primi cinque anni di attività e del 15% negli anni successivi senza limiti d’eta (come accadeva per il regime dei minimi). L’unica spesa deducibile nel regime forfettario sono i contributi previdenziali. Il base alla tipologia di attività lavorativa così come classificate dal Codice ATECO esistono dei limiti che lo Stato mette nell’applicazione del forfettario.

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Come si effettua il passaggio dal regime semplificato a forfettario?

Il passaggio dal regime semplificato a quello forfettario è permesso. È necessario rispettare dei requisiti ben precisi: non aver avuto nell’anno precedente un fatturato lordo inferiore ai limiti così come associati alle categorie di attività lavorativa del Codice ATECO, spese non superiori ai 5.000€ e il costo complessivo dei beni strumentali che non sia superiore ai 20.000€ È questo un passaggio naturale, che non prevede nessuna comunicazione speciale all’Agenzia delle Entrate. All’inizio dell’anno dovrai semplicemente iniziare a fatturare senza IVA e con le note del nuovo regime fiscale. Il passaggio però non obbligatorio, quindi potrai anche scegliere di avere un fatturato lordo di 30.000€ e restare comunque nel regime semplificato.

Perché migrare al regime fiscale forfettario?

Il principale motivo di passaggio dal regime semplificato a quello forfettario risiede nella semplicità di gestione e nella convenienza di quest’ultimo. Un fattore che abbassa anche il costo del commercialista. Oltre ai costi fissi delle tasse infatti bisogna considerare il costo del commercialista, che se nel regime forfettario si aggira intorno ai 500€+IVA annui, nel regime semplificato può anche raddoppiare. Ora però hai a disposizione un nuovo servizio che può darti una mano ad abbassare i costi e a gestire meglio e senza stress la tua partita IVA. Con Fiscozen i costi sono abbattuti: solo 299+IVA nel regime forfettario e 599+IVA nel regime ordinario semplificato. E avrai a tua disposizione un servizio unico, che è molto più di un commercialista. Non si tratta solo di un software di fatturazione. Fiscozen è un servizio online completo, che ti permette di sapere sempre quanto dovrai pagare di tasse con delle previsioni precise, che ti garantisce tutta l’assistenza di consulenti fiscali di cui hai bisogno e che invierà per te la dichiarazione dei redditi a fine anno. Grazie a Fiscozen potrai dimenticare di avere la partita IVA e dedicarti invece interamente alla tua attività. Senza più pensieri. Inoltre sul passaggio da semplificato a forfettario, sappi che i nostri consulenti ti aiuteranno a identificare la scelta più giusta tua specifica situazione attuale! Cosa aspetti? Scrivici adesso in chat, mandaci una mail oppure chiama e richiedi subito una consulenza gratuita.

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