La prestazione occasionale è uno strumento molto utile, che consente alle persone fisiche di effettuare lavoretti e collaborazioni limitate nel tempo, senza dover necessariamente aprire la Partita IVA. Tuttavia, la normativa prevede anche una serie di restrizioni, per evitare che essa venga utilizzata impropriamente.

Sul corretto utilizzo della prestazione occasionale, ancora oggi, sussistono parecchi dubbi. Uno di essi riguarda la possibilità, per i professionisti iscritti ad un Ordine Professionale (con relativo Albo), di accedere a tale strumento.

Per lungo tempo si è dibattuto sulla legalità di tali prestazioni. Del resto, l’iscrizione ad un Ordine Professionale (come, ad esempio, quello degli Architetti o degli Avvocati) determinerebbe, di per sé, la volontà di svolgere tale attività in via continuativa. Dunque: è possibile avvalersi della prestazione occasionale o, una volta iscritti all’Albo, i professionisti sono obbligati ad aprire la Partita IVA? Facciamo un po’ di chiarezza sul tema.

Prestazione occasionale: cos’è?

La prestazione occasionale (PrestOLibretto di Famiglia) è uno strumento, introdotto a partire dal 2017, che sostituisce le forme di lavoro accessorio (ad esempio, i Voucher) e modifica il lavoro cosiddetto occasionale.

Con la nuova normativa, è possibile parlare di prestazione occasionale soltanto in due casi:

  1. PrestO → Utilizzabile da professionisti, imprese ed enti pubblici, per avvalersi di collaboratori in via del tutto eccezionale. Come vedremo, questa forma presenta, infatti, diverse restrizioni che ne limitano l’uso.
  2. Libretto di Famiglia → Utilizzabile solo per i rapporti di lavoro occasionale tra privati: ad esempio, per pagare la baby sitter o le lezioni private, ma anche per un piccolo aiuto nei lavori domestici (es. giardinaggio).

A queste due modalità, se ne aggiunge una terza: il lavoro autonomo occasionale che, rispetto alle prime due, riguarda maggiormente i professionisti iscritti ad un Ordine Professionale. In quest’ultimo caso, infatti, decade il vincolo di subordinazione (presente, invece, nella prestazione occasionale PrestO, che è un contratto a tutti gli effetti). In altre parole, il lavoratore autonomo occasionale non è tenuto a rispettare orari o altre disposizioni, se non quelle relative alla consegna del lavoro (nelle modalità concordate precedentemente alla collaborazione stessa).

Per capire come funzionano PrestOLibretto di Famiglialavoro autonomo occasionale, ecco tre esempi:

  1. Se un’azienda ha bisogno di un ragazzo per servizi di volantinaggio limitati nel tempo (ad esempio, in occasione delle festività natalizie o di una promozione speciale), può adoperare lo strumento PrestO.
  2. Se dai ripetizioni ai figli del vicino o aiuti un’anziana in casa, viene utilizzato il Libretto di Famiglia.
  3. Se scrivi articoli per un sito web, se collabori con uno studio di architettura o con una struttura sanitaria, sempre per periodi limitati nel tempo, il tuo caso ricade nella fattispecie del lavoro autonomo occasionale.

Infatti, a differenza della nuova prestazione occasionale (PrestO), il lavoro autonomo occasionale è considerato una collaborazione “in proprio”, nella quale è il lavoratore stesso a stabilire orari, tempi e compenso.

Se vuoi approfondire il funzionamento della prestazione occasionale per aziende e privati, clicca qui.

Lavoro autonomo occasionale: limiti e restrizioni

Chi si appresta ad avviare un’attività indipendente, difficilmente avrà, a partire dagli inizi, un volume di lavoro tale da giustificare l’apertura della Partita IVA. Durante i primi mesi, infatti, capita spesso di intraprendere forme di collaborazione episodiche ed occasionali, ovvero limitate nel tempo. In questi casi, lo Stato Italiano permette di svolgere tali attività senza dover aprire la Partita IVA, purché vengano rispettate le seguenti limitazioni:

  • assenza di continuità e abitualità;
  • mancanza di coordinazione e/o subordinazione;
  • durata massima: 30 giorni per anno solare (per ciascun committente).

Il lavoro autonomo occasionale è soggetto ad una ritenuta d’acconto, pari al 20% dell’importo.

Un elemento che crea confusione è la soglia dei 5.000 euro, considerata erroneamente il “tetto massimo”, superato il quale occorre aprire la Partita IVA. In realtà, le cose stanno diversamente. Il limite dei 5.000 euro riguarda, infatti, l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS (i contributi verranno versati sulla parte eccedente), mentre l’apertura della Partita IVA dipende da altri fattori: uno su tutti, lo svolgimento di un’attività abituale.

Veniamo, dunque, ai professionisti iscritti all’Albo: per costoro, esiste la possibilità di intraprendere prestazioni occasionali o forme di lavoro autonomo occasionale?

Professioni con Albo e lavoro occasionale

Sulla possibilità, per i professionisti iscritti all’Albo, di effettuare prestazioni occasionali o instaurare un rapporto di lavoro autonomo occasionale, si è discusso per lungo tempo. Ad oggi, le ultime sentenze sottolineano come l’iscrizione ad un Ordine Professionale non determina, di per sé, l’esercizio abituale della professione. Di conseguenza, l’avvocato, medico o psicologo iscritto all’Ordine potrà svolgere delle collaborazioni occasionali verso privati, aziende o altri professionisti, senza dover aprire, da subito, la Partita IVA.

Occorre, tuttavia, sottolineare che ciò è possibile esclusivamente in caso di collaborazioni realmente occasionali.

Per meglio intenderci: se un architetto collabora con uno studio, nell’ambito di un grande progetto (ad esempio, realizzando un disegno nel fine settimana), si può parlare di collaborazione occasionale. Se al giovane architetto viene richiesta la presenza in studio più volte alla settimana o per diversi periodi durante l’anno, decade la condizione di occasionalità: pertanto, dovrà essere assunto come dipendente o aprire la Partita IVA.

Infatti, le autorità hanno più volte sottolineato come il discrimine tra lavoro autonomo occasionaleattività professionale non sia tanto di natura economica (ecco che torna il “famigerato” limite dei 5.000 euro!), quanto di carattere temporale. Ogni caso, pertanto, andrebbe valutato a sé, considerando sia la durata nel tempo del rapporto di lavoro, sia l’organizzazione stessa delle mansioni: un’unica collaborazione di un mese può essere ritenuta occasionale, una collaborazione solo nei week-end che, però, si ripete per diversi mesi di fila, no.

Quando occorre aprire la Partita IVA?

A prescindere dal tipo di professione (legata ad un Ordine – come il giornalista o l’ingegnere – o non regolamentata), l’apertura della Partita IVA diventa obbligatoria quando l’attività assume le caratteristiche di regolarità e continuità nel tempo. In altri termini: se, da un paio di prestazioni durante l’anno, passi alla collaborazione duratura con uno o più committenti, dovrai aprire la Partita IVAa prescindere dall’ammontare del tuo reddito!

Aprire la Partita IVA, in ogni caso, è un’operazione piuttosto semplice, che non richiede costi di partenza e può essere effettuata anche online con Fiscozen, il servizio di gestione fiscale che ti assisterà in tutti gli step:

  1. Apertura della Partita IVA;
  2. Scelta del Codice ATECO → Ogni Partita IVA prevede un codice numerico, che descrive il tipo di attività svolta ed il settore di appartenenza (ad esempio: commercio al dettaglio, ecc.). Scegliere il codice corretto è fondamentale: da esso, infatti, dipendono aspetti cruciali della tua attività, come il coefficiente di redditività.
  3. Scelta del regime fiscale → Il regime fiscale più vantaggioso, per le nuove Partite IVA, è il regime forfettario, che ti offre importanti agevolazioni: esenzione IVA (dunque, le tue tariffe saranno più basse rispetto alla concorrenza, per la mancata applicazione dell’imposta sul valore aggiunto), tassazione fissa con aliquota al 5% (per i primi 5 anni, dopo i quali si passa al 15%), contabilità semplificata e via di seguito. Attenzione, però, alle varie cause di esclusione (ad esempio, il possesso di quote societarie o il controllo di S.r.l.), che rendono impossibile l’accesso al forfettario e la fruizione delle agevolazioni sopra illustrate.
  4. Iscrizione alla Cassa Previdenziale Se svolgi una professione per la quale è richiesto un esame di abilitazione o l’inserimento in un Albo Professionale (come nel caso del medico, del farmacista, ecc.), dovrai iscriverti alla relativa Cassa Previdenziale. Per tutte le altre attività libero-professionali (ad esempio, per le nuove professioni, come il social media manager, il tatuatore o il travel blogger), è necessaria l’iscrizione alla Gestione Separata INPS (con aliquota per i contributi previdenziali al 25,75% del reddito imponibile).

Essere affiancati da una figura esperta, durante questi passaggi, è importante per non commettere errori. Qualsiasi imprecisione, infatti, potrebbe crearti non pochi problemi nello svolgimento dell’attività. Dunque, se sei un professionista e stai valutando l’opportunità di aprire la Partita IVA per rendere fisso e regolare il tuo lavoro, compila il form sottostante. Verrai ricontattato da un consulente Fiscozen che, esaminato il tuo caso, provvederà ad assisterti nell’apertura della Partita IVA e nelle prime fasi della tua nuova attività professionale:

Conclusioni

In conclusione, se sei un avvocato, un medico o un qualsiasi altro professionista iscritto all’Albo, potrai svolgere una prestazione occasionale senza Partita IVA soltanto in via eccezionale (ad esempio, come collaborazione “extra” rispetto al tuo lavoro dipendente o nelle primissime fasi della tua attività autonoma). Non appena i rapporti di lavoro si prolungano e/o ripetono nel tempo, l’apertura della Partita IVA diventa un obbligo.

Tuttavia, ricordiamo che, con il nuovo regime forfettario (con tassazione fissa al 5% per i primi 5 anni, esenzione IVA e soglia di reddito massimo innalzata a 65.000 euro annui), lavorare con Partita IVA è molto meno gravoso del previsto. Inoltre, sottoscrivendo un servizio come Fiscozen, potrai abbattere sensibilmente le spese per il commercialista e ricevere assistenza per tutti gli adempimenti (dichiarazione dei redditi, calcolo imposte e contributi, ecc.), in modo tale da poter incanalare al meglio tempo ed energie nello sviluppo della tua attività.

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