Se sei un libero professionista e sei sicuro di poter lavorare con prestazione occasionale e ritenuta d’acconto, questa guida potrebbe farti cambiare idea. Vediamo perché!

Spesso i professionisti sono convinti di poter lavorare, nei primi periodi della propria attività, con un regime fiscale definito prestazione occasionale. Quest’ultima però, potrebbe non essere la soluzione migliore per la tua attività lavorativa, anche se sei solo agli inizi e non hai idea di quanto potresti guadagnare nei primi anni. Perché? lo spieghiamo nell’articolo che segue.

Prestazione occasionale e lavoro occasionale

La prestazione occasionale permette di svolgere un’attività lavorativa all’interno di ristretti limiti economici e legali. È molto utile a tutti quei lavoratori che desiderano migliorare la propria situazione economica attraverso le potenzialità del proprio lavoro ma possono utilizzare questo regime fiscale solo occasionalmente e non per costruire un vero e propio business.

In seguito alle novità introdotte dal Jobs Act sulla normativa della prestazione occasionale, oggi è possibile prestare attività di lavoro autonomo occasionale con delle novità. Definiamo innanzitutto cosa si intende per lavoratore autonomo occasionale: “si definisce lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, né potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale.”
La prestazione occasionale può essere utilizzata solo dai soggetti che vogliono intraprendere una attività professionale assolutamente saltuaria. Si tratta di attività minimali e residuali, piccoli guadagni senza che si avvii realmente un’attività lavorativa. Ricordiamo che un’attività può essere definita saltuaria se, e solo se, viene effettuata una volta all’anno per un singolo committente. Con la prestazione occasionale però, non sei vincolato ad un solo datore di lavoro e un solo guadagno ma potrai avere più committenti all’anno con l’obbligo di non superare i 30 giorni di collaborazione con ciascun committente e i 5000€ di ricavi annui.
È un passaggio importante che scredita completamente tutti coloro che hanno sempre sostenuto che la prestazione occasionale sia l’alternativa alla partita IVA. Questo perché prestazione occasionale può essere utilizzata solo per attività lavorative che rispettano questi requisiti:

  • essere un’attività lavorativa professionale prettamente intellettuale sporadica e non continuativa;
  • essere un’attività professionale non subordinata;
  • essere un’attività professionale priva di coordinamento;
  • non essere vincolato da limiti di giorni, ore e modalità lavorative;
  • raggiungimento di un risultato stabilito con
  • il committente;
  • compenso determinato in base alla prestazione;
  • assunzione del rischio economico da parte del lavoratore;
  • unicità assoluta della prestazione.

Con il Jobs Act, in realtà, è stata fatta una differenziazione importante: la prestazione occasionale è diversa dal lavoro autonomo occasionale. L’attività lavorativa prettamente occasionale è la caratteristica più importante: per essere utilizzabile, la prestazione occasionale deve essere il frutto di una attività intellettuale.

Essere un lavoratore autonomo occasionale è come avere partita IVA?

La risposta a questa domanda è sempre no. Il Jobs Act non ha legalizzato l’attività continuativa con prestazione occasionale e ritenuta d’acconto. Con la legge si è definita la differenza tra prestazione occasionale resa tramite CPO (contratto di prestazione occasionale) o tramite libretto di famiglia che è assimilabile al lavoro accessorio (quello precedentemente retribuito con i voucher), e il lavoro autonomo occasionale. Questo è inquadrabile tra le attività autonome senza nessun vincolo di subordinazione né di coordinamento. Il lavoro autonomo occasionale non necessita di partita IVA perché è saltuario. È sempre questa la caratteristica principale del lavoro autonomo occasionale svolto con ritenuta d’acconto: la saltuarietà.
Sempre secondo il Jobs Act il lavoro autonomo occasionale non deve superare i 5000€ annui di ricavi. Il superamento di questo limite comporta l’iscrizione alla gestione separata INPS e il pagamento dei contributi per la parte di ricevi oltre i 5000€.

Molti affermano che sia possibile utilizzare la prestazione occasionale sino al raggiungimento della soglia massima appena descritta, ma non è così, l’unica regola che muove la prestazione occasionale è che il lavoro sia una tantum. Facciamo un esempio pratico: se svolgi una attività di consulenza ad una azienda per la durata di 5 giorni con un compenso pattuito di  7.oo0 € potrai utilizzare la ricevuta di prestazione occasionale. Se, al contrario, collabori con la stessa azienda una settimana al mese pattuita una di 100 € al mese, per un totale di 1.200 € di ricavi all’anno, non potrai utilizzare la ricevuta di prestazione occasionale perché in questo caso sei automaticamente un lavoratore non occasionale!

Il lavoratore autonomo occasionale è quindi colui che rende ad un committente un’opera o servizio attraverso il proprio lavoro senza alcun vincolo di subordinazione e di organizzazione da parte del committente, che collabora con il committente una sola volta in un anno per un massimo di 30 giorni. Il lavoratore autonomo dovrà poi rilasciare regolare ricevuta della prestazione con ritenuta d’acconto del 20%. Sarà necessario specificare la dicitura che “si tratta di una prestazione fuori dal campo di applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. 633/197.

Il tuo è un lavoro occasionale o no?

Semplicemente compilando il modello sottostante avrai la possibilità di confrontarti gratuitamente con i consulenti di Fiscozen che analizzeranno la tua posizione lavorativa per fare la scelta fiscale giusta.

Ritenuta d’acconto: cos’è?

Spesso ci viene chiesto “cos’è la ritenuta d’acconto? Perché devo pagare così tanto?”. La ritenuta d’acconto è una trattenuta IRPEF o IRES che viene applicata alle somme di denaro che il fornitore percepisce dal committente. È un vero e proprio strumento fiscale utilizzato dal Fisco per assicurarsi il pagamento delle tasse. Il “sostituto d’imposta” che si occuperà del versamento della tua ritenuta in questo caso è il committente che commissiona il lavoro e per questo riceve la ricevuta con il compenso da pagare. La ritenuta d’acconto è pari al 20% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche con l’obbligo di rivalsa, e del 30% nel caso di soggetti non residenti per i quali la ritenuta non è a titolo di acconto dell’imposta bensì a titolo definitivo.
La tassa va segnata nella ricevuta da rilasciare ai tuoi committenti, assieme ad altri dati, e viene sottratta dal compenso pattuito. Il committente si impegna a versare, entro il giorno 16 del mese successivo, la ritenuta per conto del lavoratore autonomo occasionale. Sempre il committente dovrà poi consegnare al prestatore una certificazione unica da utilizzare per la compilazione della dichiarazione dei redditi. Il lavoratore autonomo dovrà consegnare al committente una ricevuta di pagamento, nella quale è necessario segnare:

  • data di emissione della ricevuta, la stessa in cui il committente paga il compenso;
  • i dati del prestatore occasionale;
  • i dati del committente con partita IVA o soggetto giuridico che ha commissionato il servizio o l’opera;
  • numero di nota: va indicato il numero della ricevuta, quindi se è la prima, seconda, etc. ricevuta di pagamento;
  • dicitura prestazione occasionale: somma non soggetta ad I.V.A. ai sensi dell’art. 5del D.P.R.633/1972 trattandosi di prestazioni occasionali;
  • compenso lordo;
  • marca da bollo da 2 euro se l’importo supera i 77,47€
  • data e firma di chi emette la ricevuta di prestazione occasionale.

Si dichiarano i redditi della Prestazione occasionale?

Dal punto di vista della dichiarazione dei redditi lavoro autonomo occasionale, i redditi percepiti nell’anno precedente possono essere dichiarati dal lavoratore autonomo tramite Modello 730 o Redditi Pf. Nel Modello 730 deve essere compilato il quadro D (redditi diversi) al rigo D5 (redditi derivanti da attività occasionale, commerciale o di lavoro autonomo). Le ritenute d’acconto che sono state versate dal committente in qualità di sostituto d’imposta vanno indicate al rigo D5 colonna 4. Se si sceglie di dichiarare nel modello Redditi, il reddito dell’attività autonoma occasionale va indicato nel modello Redditi Pf nel riquadro RL. Nel rigo RL15, nella colonna 1 vanno indicati i compensi lordi e nella colonna 2 le eventuali spese sostenute per l’esercizio dell’attività, documentate con tutte le ricevute di pagamento. Nel rigo RL20 deve essere indicato il totale delle ritenute d’acconto subite, dato desumibile dalla certificazione unica, cd. modello CU 2017 rilasciato dal sostituto d’imposta, ossia il committente. Se il tuo reddito da lavoro autonomo occasionale non supera il compenso lordo di 4800€ non sarà necessario dichiarare il reddito. Potrebbe essere utile dichiarare comunque i compensi ottenuti per recuperare le trattenute sul compenso ad opera del committente, in modo che le ritenute in eccesso possano essere trasformate in crediti d’imposta da utilizzare in compensazione dal lavoratore.e si svolge una attività lavorativa continuativa o dipendente e si percepiscono compensi di 4.800 € dovranno essere dichiarati. In fase di dichiarazione dei redditi, per prestazioni occasionali che superano i 4.800 €, la ritenuta d’acconto del 20% non sarà sufficiente per coprire l’intera cifra di tassazione IRPEF che è pari al 23%, per questo sarà necessario versare la restante percentuale incrementando la quota di tasse.

Marca da bollo e superamento della soglia di ricavi annui

La marca da bollo per la ricevuta di prestazione occasionale è obbligatoria e va apposta nello stesso momento del rilascio della ricevuta e non successivamente. L’apposizione deve avvenire sulla ricevuta originale e nel caso in cui si trattiene l’originale è obbligatorio rilasciare una ricevuta al committente con la dicitura “Imposta di bollo assolta sull’originale, identificativo n.ro…” e indicare il numero identificativo presente sulla marca da bollo acquistata.

Come scritto in precedenza è dunque possibile anche solo rilasciare una ricevuta di prestazione occasionale superiore ai 5.000 €. In tal caso la parte eccedente il tetto massimo sarà sottoposta al versamento dei Contributi Previdenziali. I contributi vanno versati alla Gestione Separata INPS e ripartiti per i 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del lavoratore autonomo. In tal caso nella ricevuta da lasciare al committente dovrà essere decurtata anche i contributi previdenziali. Ultimo step di questa analisi sulla prestazione occasionale è la dichiarazione dei redditi. Ogni lavoratore autonomo che percepisce redditi da prestazione occasionale avrà l’obbligo di compilare ed inviare la dichiarazione dei redditi. Attraverso il Modello Unico Persone Fisiche, entro il mese di giugno dell’anno successivo a quello delle ritenute si potranno dichiarare i redditi percepiti. S

Prestazione occasionale o partita IVA. Quale conviene?

Alla domanda “sono un libero professionista: devo aprire partita IVA o posso lavorare con prestazione occasionale?” la risposta è: si, devi aprire partita IVA se la tua attività è continuativa. Non è solo questo il motivo per cui è raccomandata l’apertura della partita IVA. Uno dei limiti, assolutamente da rispettare, della prestazione occasionale è che non si può promuovere la propria attività. Non potrai avere un sito web, un Social Media dedicato, non potrai neppure realizzare i tuoi bigliettini da visita. Questo perché la promozione è tipica delle attività professionali continuative e la prestazione occasionale non ha questa caratteristica! E se quello che svolgi vuoi che sia il tuo lavoro principale la pubblicità è fondamentale. Aprire la partita IVA non deve essere fonte di preoccupazione, oggi grazie al regime forfettario aprire partita IVA è anche più conveniente della prestazione occasionale. Se vuoi approfondire ti rimandiamo ad un articolo nel quale abbiamo parlato della partita iva a regime forfettario.

Se invece hai ulteriori dubbi, chiedi una consulenza gratuita e i nostri consulenti ti indicheranno la giusta strada per la tua attività.

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